Lo speciale con la perizia del Tribunale integrale, altri documenti ed articoli per difendere la salute e contrastrare un'illegalità che si perpetua a danno della salute e della vita
Il volume edito dal Centro Studi Erickson sarà disponibile dal 17 marzo 2010.
I diritti d'autore verranno interamente devoluti ad "Amnesty International" e alla "Casa della Legalità e della Cultura"
Una raccolta di voci e di pensieri sulla scuola, rivolta da un gruppo di insegnanti a una gatta - animale per antonomasia critico e indipendente. Un dialogo tra diversi attori che portano alla luce punti di vista differenti, un momento di scambio e di condivisione che permette agli insegnanti coinvolti e ai lettori di interrogarsi, di scontrarsi, di dare sfogo alla propria rabbia e frustrazione, ma anche di costruire insieme un nuovo modo più positivo di vivere la scuola...
[BURLANDO MENTE SAPENDO DI MENTIRE... IN CODA LE CARTE CHE LO DIMOSTRANO] Tra due mesi si vota in Liguria, ma la campagna elettorale è cominciata da un anno. Peccato soltanto che sia stata fatta a spese nostre. E noi non ne possiamo più: il presidente della Regione, Claudio Burlando, da un anno ha invaso i muri della città con manifesti che raccontano quante cose belle ha fatto la Regione. Cioè lui. Ma, ancora più grave, ha intasato tutti i media locali con la sua pubblicità: giornali, radio, televisioni e siti internet hanno pubblicato o mandato in onda quella che lui definisce "comunicazione istituzionale" e a tanti genovesi invece sembra propaganda elettorale fatta con soldi pubblici. Adesso dopo "resta in ascolto" sono arrivati anche gli spot targati "fondi europei", con Burlando e la sua giunta che raccontano quanto sono bravi...
Torniamo su questo caso emblematico dei tempi e delle involuzioni che dietro alle parole d'ordine di "legalità" e "giustizia" si ritrovano. Lo facciamo ripartendo dal comunicato iniziale e con lo speciale di Led.it - DemocraziaLegalità. Documentiamo la vicenda che oppone Elio Veltri, gli editori Riuniti- Aringoli e marco Travaglio circa la riedizione aggiornata del libro 'L'odore dei soldi'.
Pubblichiamo i documenti legali, gli articoli e alcuni scambi di lettere aperte tra i protagonisti perchè possiate farvi una opinione su quello che non è un mero caso editoriale nè una mera questione di quattrini, ma che ha evidentemente alla sua base scelte e comportamenti inconciliabili, e soprattutto una visione diversa del fare informazione. CLICCA QUI
A Pavia le cosche della 'ndrangheta avevano una "scuola di guerra", lì provavano le armi dai bazooka, a kalasninkov, passando per fucili e pistole che facevano comunella nel loro arsenale all'esplosivo C4. Tra Lombardia e Emilia Romagna le cosche di Isola Capo Rizzuto facevano i classici movimenti terra, inquinavano l'economia, facevano estorsioni, progettavano e organizzavano omicidi di mafia... trafficavano droga. Poi per ripulire e reinvestire il denaro sporco c'è sempre il classico mattone. E dove scendevano gli uomini e donne della cosche della 'ndrangheta? A Genova e alla banca genovese per eccellenza, naturalmente e non è una novità visto che uno degli uomini che spuntava fuori nell'Ordinanza "Cento anni di storia" che ha decapitato i PIROMALLI, era un funzionario della CARIGE di Genova.
In questo caso vi sono due mutui avuti dagli istituti bancari di Genova, UNICREDIT e CARIGE, ed uno alla CARIGE, la banca genovese, a Milano... Banche tanto attente e pignole nel chiedere garanzie su garanzie ai poveri cristi, davanti ad esponenti di cotanta "garanzia" hanno emesso questi mutui...
Si aggiungono tasselli a quanto stiamo seguendo da tempo.
La notizia resa nota dal giornalista Gianni Lannes ad un convegno è inquietante e, comunque, non ci stupisce.
Al centro via sarebbe di nuovo la ECO.GE dei Mamone, famiglia della 'ndrangheta, indicata come tale sin dal 2002 dalla DIA, che da anni denunciamo per i suoi legami, le sue entrature politiche, i suoi disastri ambientali, gli appalti pubblici ed il legame solido con il mondo delle cooperative emiliane, e che è entrata in molteplici inchieste giudiziarie, tra cui l'Operazione Pandora, false fatturazioni per costituzione di fondi neri, episodi di corruzione e smaltimenti illeciti di rifiuti pericolosi.
I mezzi della ECO.GE ha dichiaro il giornalista Lannes sono stati fotografati da lui stesso al lavoro nella centrale nucleare di Caorso, in provincia di Piacenza, per gli smaltimenti connessi allo smantellamento della più grande centrale nucleare italiana. Il giornalista ha seguito poi quei mezzi marchiati ECO.GE ed ha evidenziato che ripartivano per Genova per poi giungere a La Spezia. Fatto curioso questo, da Caorso a Genova e poi La Spezia... quando La Spezia è vicinissima a Piacenza, capire il perché di questo assurdo girovagare sui camion sarebbe utile, anche considerando che a Genova non esistono aree per lo stoccaggio di scorie radioattive.
Questo lavoro relativo allo smantellamento degli impianti ed al conseguente smaltimento delle scorie è seguito dalla SOGIM, la struttura affidataria dell'incarico dal Governo, che, quindi, a quanto si apprende, ha affidato in subappaltato l'opera alla società dei Mamone, la nota ECO.GE...
Ebbene il Salvatore "totò vasa vasa" Cuffaro è stato condannato anche in Appello a 7 anni per aver agevolato Cosa Nostra e violazione del segreto istruttorio. Insieme al Cuffaro sono stati anche condannati il boss della sanità, l'Aiello Michele, a 15 anni e 6 mesi per associazione mafiosa e, di nuovo per favoreggiamento, ad 8 anni il Riolo Giorgio, ex maresciallo del ROS.
Il processo per le "talpe" che rivelavano a Cosa Nostra lo stato delle indagini su Cosa Nostra e Sanità in Sicilia, ha segnato un passo avanti...
[nel video le dichiarazioni del giovane immigrato a cui hanno sparato a Rosarno e poi quelle dei BELLOCCO, zietto e zietta dell'Antonio arrestato e ri-arrestato in pochi giorni, da cui emerge la menzogna, la mistificazione e l'arroganza tipica della famiglia di 'ndrangheta, le interviste sono state effettuate prima dell'Operazione Vento del Nord]
Nel pubblicare questo video e mettendo online integralmente l'Ordinanza VENTO DEL NORD contro i Bellocco tra Rosarno e Bologna (formato .pdf - clicca qui), vogliamo anche tornare sui fatti di Rosarno, su cui sono già intervenute la Casa della Legalità di Lamezia Terme e di Locri, sottolineando alcuni punti.
Partendo dal presupposto che nulla avviene - soprattutto una rivolta con uso di armi, capace di conquistare l'attenzione mediatica nazione -, in territori controllati dalla 'ndrangheta, senza che le 'ndrine dominanti non abbiano, quanto meno, autorizzato se non direttamente voluto, si pone una questione...
Personalmente sono sempre stato contrario a quei provvedimenti di clemenza generalizzati. Ma altrettanto indecente (e inutile rispetto ai fini "dichiarati") è stato l'indulto. Altrettanto destabilizzanti sono state le leggi approvate dopo la breve partentesi di risposta allo stragismo mafioso del 1992, sino ad oggi (da centrosinistra e centrodestra) in materia di giustizia.
Con l'ipocrisia di fare le Leggi "per la Giustizia" quando erano esclusivamente Leggi "per se", per i propri amici e sodali, hanno leso pesantemente il principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla Legge e creato una Legge debole per i forti ed una Legge forte con i deboli. Per garantire impunità ai "colletti bianchi", alla criminalità mafiosa e finanziaria, che ha i mezzi per difendersi, hanno di fatto indebolito la capacità investigativa, passo dopo passo, taglio dopo taglio, sino a ridurla a lumicino. Se mancano i mezzi, se mancano le risorse, se mancano gli strumenti tecnici o i soldi per acquisirli, le indagini non si possono fare e ci si limita a colpire chi è preso in "flagrante"... chi è coinvolto nella più classica "nera"... con buona pace dei criminali in giacca e cravatta. Prendendo l'esempio del contrasto alle mafie, il quadro diviene cristallino: si è ridotto questa alla nefasta logica di "guardia e ladri" in cui il mafiosetto, il braccio "armato"... lo sgarrista di strada è facilmente perseguibile, mentre il nuovo "gotha" mafioso, quello dei "colletti bianchi" che non si sporcano con il sangue, quello che comanda, tratta, compra e investe è divenuto sempre più intoccabile...
Ma è proprio vero che in Italia i beni
confiscati li si vuole regalare alle mafie, attraverso le aste? No! Quella in corso è l'ennesima
mistificazione dei fatti che guarda ad interessi particolari ed usa
l'alibi della mafia per non affrontare la realtà.
I sequestri sono aumentati in questi
ultimi mesi per il lavoro dei magistrati ed il lavoro meticoloso di
DIA, GICO e SCO, che hanno potuto utilizzare le modifiche
legislative approvate dal Parlamento e fortemente attese (separazione
tra le misure patrimoniali e personali, inversione dell'onere della
prova e garanzia che se i ben ritornano ai titolari si può annullare
tutto, i beni di chi muore non vanno più agli eredi ma vengono
confiscati), che permettono interventi "preventivi" di
indiscutibile efficacia.
Ma in Italia i fatti non contano,
contano le mistificazioni dell'una e dell'altra parte ed è così che
si è in una rincorsa sfrenata ed irresponsabile a chi "la spara
più grossa". Il fatto che tutto questo non aiuti un'azione
efficace di lotta al potere mafioso non interessa a nessuno, nemmeno
a quelli che fanno i cortei ed i proclami antimafia...
AGGIORNAMENTO AL 10.12.2009 - PORTARE NELLA LEGALITA' CHI PRIMA ERA ALLO SBANDO E POI TRADIRE LA FIDUCIA DI QUANTI HANNO CREDUTO POSSIBILE UN CAMBIAMENTO, E' DEVASTANTE... Uno dei ragazzi della Cooperativa APAS, che ancora attende che Comune, Amia e Prefetto si muovano, dopo mesi e mesi senza stipendio, dopo la scandenza del contratto, non aveva più nulla con cui sopravvivere. E' stato portato alla necessità di rubare per mangiare, credeva che una vecchia centralina Enel fosse abbandonata, ha provato a prendere il rame... Adesso è in fin di vita all'Ospedale. Complimenti Comune di Palermo, Amia e Prefetto di Palermo, state distruggendo non solo la speranza di cambiamento, di coniugare legalità e sviluppo... di dare un futuro nella "legalità" e di "dignità" ai cittadini, ma state soprattutto spingengo verso l'illegalità chi vuole solo un onesto lavoro... siete responsabili di cosa sta accadendo, siete responsabili morali anche per quel ragazzo in fin di vita!
A Pelermo la
questione rifiuti continua ad essere usata dalla politica per
alimentare i propri affari. E quando si parla di affari ci sono i
faccendieri e ci sono i mafiosi. Questo accade giorno per giorno con
il comportamento di AMIA e del Comune di Palermo. Non è bastato
drenare soldi pubblici dei cittadini con AMIA, che ha fatto
dell'inefficienza e del clientelismo la propria linea lasciando
dietro di se un buco colossale ed andando, quindi, dritta (e come da
copione) al fallimento. No, non bastava questo. Con i mafiosi, a
partire direttamente da Lo Piccolo prima dell'arresto, che indicavano
tranquillamente pure i propri desiderato in materia... Una raccolta
differenziata bloccata per alimentare il sogno dell'inceneritore o
affini. No, nemmeno questo bastava. Non sono bastate le strade piene
di rifiuti, cassonetti in fiamme... niente... A Palermo i rifiuti
sono strumento di clientela e illegalità, non quindi occasione di
sviluppo e legalità. Vediamo quindi questa storia molto concreta,
fatta di carne e ossa di tanti lavoratori che hanno scelto la via
della legalità per andare avanti e sono stati "bastonati" da un
"sistema" malato, dal Comune ad AMIA sino agli altri palazzi del
Potere che si mostrano colpevolmente indifferenti...
Oggi,
24 novembre 2009, un noto quotidiano scrive: "1992,
21 maggio. Paolo Borsellino parla a due cronisti francesi di
un'indagine in corso sui rapporti fra il boss Mangano, Dell'Utri
e Berlusconi."
Non
è vero. Non è così, non è affatto così.
Borsellino
NON PARLA MAI di "una indagine" (quale, dove, di che?) che
coinvolge Mangano, Berlusconi e Dell'Utri. Accenna a inchieste varie,
delle quali è venuto più o meno direttamente a conoscenza, e nelle
quali compare Mangano, nelle quali compare di striscio Dell'Utri (del
quale lui, Borsellino, non sa quasi niente), e nelle quali NON
COMPARE MAI BERLUSCONI. MAI...
Scritto da Benny Calasanzio e Christian Abbondanza
venerdì 27 novembre 2009
Opera sull'antimafia tipicamente italiana, in tre atti, con quattro protagonisti ed una clonazione.
I protagonisti:
- la Commissione Parlamentare Antimafia,
quella della scorsa legislatura che a seguito delle audizioni di
magistrati, esperti, reparti investigativi, funzionari e testimoni ha
redatto e votato ad unanimità una Relazione conclusiva sulla
'Ndrangheta. Un atto pubblico, accessibile in rete e gratuito. Una
Commissione che quando è stata costituita ha aperto le sue porte a
condannati per corruzione ma anche ad indagati dai giudici
dell'Antimafia...
Nuovi filoni si
aggiungono al terremoto giudiziario sull'illegalità che devasta la
gestione della cosa pubblica ed il libero mercato a Genova ed in
Liguria. Una è quella sulla Formazione Professionale che fa tremare benefattori (con soldi pubblici) e beneficiari, l'altra sui
Fondi Ue e Fondi Neri ci porta al vertice della Regione Liguria,
con l'assessore Cassini, uomo fedele di Burlando, passando da destra
a sinistra nel Consiglio Regionale, agli Enti locali di ponente e lavante... passando per
consorzi, cooperative e "professionisti"...
Sulla querela presentata lo scorso anno,
contro il presidente della Casa della Legalità dal pm savonese
Alberto Landolfi, per la Procura di Torino adesso è tutto da
rifare.
Stamane si è tenuta al Palazzo di Giustizia di Torino,
dinnanzi al GUP, l'udienza preliminare per la richiesta di rinvio a
giudizio avanzata dalla Procura. Sulla base del capo di imputazione
promosso dal pm torinese Enrico Arnaldi di Balme, la difesa dell'avv.
Riccardo Di Rella ha avanzato, sia per Abbondanza della Casa della
Legalità sia per Irene Campari del Circolo Pasolini di Pavia - che
aveva ri-pubblicato l'articolo per cui il Landolfi si era risentito
-, la questione della competenza territoriale in quanto se si
contesta il reato di diffamazione e l'aggravante dell'art. 13 della
legge sulla stampa 47 del 1948, allora la sede competente è quella
dove avviene la pubblicazione, e quindi per internet è il luogo ove
ha sede il server.
Il GUP si è ritirato per decidere e dopo una
lunga attesa è tornato in aula dando lettura della decisione: ha
considerato non applicabile l'aggravante della Legge 47/1948, in
quanto le pubblicazioni in internet non possono essere considerate
come "stampa", come invece richiedeva il pm Alberto Landolfi
nella sua querela ed il pm Enrico Arnaldi di Balme, titolare del
fascicolo presso la Procura di Torino. Venendo quindi meno
l'aggravante, il GUP, ha deciso di non procedere al rinvio a giudizio
di Abbondanza per la Casa della Legalità e di Irene Campari del
Circolo Pasolini di Pavia, ordinando l'invio degli atti relativi al
sito pavese - circolopasolini.splinder.com - alla Procura presso il
Tribunale di Pavia e la restituzione di quelli relativi al sito della
Casa della Legalità - casadellalegalita.org - al pm di Torino - in
questo caso sede competente - in quanto il Landolfi nella sua querela
dichiara che non ha saputo dell'articolo della Casa della Legalità
in questione leggendo il sito, bensì dalla lettura dell'e-mail
(della newsletter) della Casa della Legalità.
In attesa che le
rispettive Procure valutino il da farsi, dopo la cancellazione
dell'aggravante contestata ed il non effettuato rinvio a giudizio da
parte del GUP, siamo lieti di aver appreso che il pm Alberto Landolfi
è un attento lettore del nostro sito... perché probabilmente ci tiene ad essere
informato... visto che è iscritto nella newsletter di quei pericolosi
"banditi" della Casa della Legalità. L'articolo del 3.10.2009 oggetto di querela: Il pm delle "prescrizioni" fa lezione... a Savona succede anche questo
Ieri è finita la lunga latitanza del numero due di
Cosa Nostra, Domenico Raccuglia. Il lavoro dei reparti investigativi,
nonostante i tagli, continua ad andare a segno e uno ad uno i potenti
boss di Cosa Nostra, 'Ndrangheta e Camorra finiscono in carcere,
mentre i loro patrimoni vengono aggrediti! Il potente boss Raccuglia
continuava nel controllo delle attività mafiose ed è stato
catturato dagli agenti della Catturandi e dello SCO di Palermo a
Calatafimi in provincia di Trapani.
Quindi grrrrazzzieee
ragazzi!!! Ora bisogna prendere una volta per tutte Messina Denaro...
bisogna colpire definitivamente la rete di collusioni che hanno
permesso a Cosa Nostra di "ripartire" dopo i colpi inflitti nel
recente passato. Non bisogna dargli tregua... bisogna colpire uno
dopo l'altro gli affiliati e la rete di fiancheggiatori e complici.
Bisogna partire dallo sradicare una volta per tutte l'organizzazione
dei "gelesi" che, con i riesini, dai residuati degli Emmanuello e
Madonia, continuano ad operare, anche grazie ad "insospettabili"
(per altri, non per noi), lungo l'asse che va da Gela e la provincia
di Caltanissetta, a Genova e la Liguria, a Milano ed alla
Lombardia... sino al circondario del torinese. Questa struttura, con
ancora il proprio "gruppo di fuoco", nonostante i recenti arresti
tra Liguria e Lombardia, è quella che garantisce una pesante
infiltrazione di Cosa Nostra anche nel settore degli appalti pubblici
e delle forniture, soprattutto nel settore dell'edilizia...
ANCHE LA CASA DELLA LEGALITA' SARA' A BUCCINASCO, AL FIANCO DI GIULIO CAVALLI.Saremo lì perché è dovere civile non solo non lasciare soli quanti combattono, ma perché vogliamo dare un contributo concreto per svegliare le coscienze di chi tra Buccinasco, Corsico, Assago... ed il Milanese hanno la mafia in casa e fanno finta di niente... Nel pomeriggio di domani faremo un volantinaggio per le vie di Buccinasco e ricorderemo ai cittadini che sconfiggere le mafie è possibile ma occorre che la comunità, ciascun cittadino, dia segno di totale rigetto verso i signori delle cosche e quanti, nella politica come nell'economia, si mostrano conniventi e complici. A Buccinasco per indicarli, per puntare i riflettori ancora su quella zona grigia che permette alle mafie di proliferare al nord... Siamo stufi dell'antimafia da corteo, di quell'antimafia che si sveglia quando è troppo tardi, dell'antimafia che non capisce che bisogna puntare l'attenzione su mafie e complici, facendo nomi e cognomi, dell'antimafia che parla e riparla, che conquista spazi mediatici e si istituzionalizza... che piega la lotta alla mafia e per la legalità alle esigenze della propria parte politica, del proprio partito... che sa citare solo il lavoro compiuto dai reparti dello Stato e dalla Magistratura ma che non rischia con il fare inchiesta, denuncia e contribuire a quel lavoro dei reparti dello Stato e della Magistratura. Ma questo si sapeva già, siamo "banditi"... per noi è come dice la Bocassini: o di qua o di là!
Il volantino per Buccinasco... e l'appello di Giulio Cavalli.
Un appello per non essere barbari in mezzo ai Barbaro partendo dal palco di Buccinasco
di Giulio Cavalli
Domenica 15 novembre sarò in scena a Buccinasco alle 21,15 presso l'auditorium Fagnana (Via Tiziano 7) a mettere in scena A 100 PASSI DAL DUOMO.
Per un teatrante dovrebbe essere una buona notizia. Normale. Ma quella
domenica non è una data normale. Anche se è una buona notizia.
Normalmente
un Arlecchino arriva in piazza, sbuffa la polvere dai costumi e soffia
sulla maschera; non conta le uscite della sala mentre si matematica in
testa le proiezioni delle facce dei presenti...
E ora è on line su facebook
l'Osservatorio on line
sull'edilizia
19 LUGLIO 1992 19 LUGLIO 2009 basta alla retorica ed
all'ipocrisia sulle stragi
che hanno posto il
sigillo sul patto
tra Stato e Mafia ritroviamoci
davanti alle Procure
d'Italia, domenica
19 luglio 2009,
con un "agenda rossa"
La Casa della Legalità
sostiene e aderisce
alla mobilitazione del
"comitato19luglio2009" La memoria
è impegno!!!
clicca qui per
il video realizzato
dal Pbc sulla
mobilitazione del 19 luglio 2009
a Genova
clicca qui per
i video della
manifestazione del 26 settembre 2009
a Milano "Agora' per
l'Agenda Rossa"
CHE TEMPO CHE FA
Vi siete convinti, adesso,
che Fabio Fazio è patetico?
Quante volte ve l'ho detto?
Ehi!
Credevo teneste il conto! Daniele Luttazzi visita il suo blog
Fai una sottoscrizione
alla Casa della Legalità
e poi richiedere di ricevere
maglietta e/o cappellino Il futuro non è scritto
know your rights
ed aiutarci così anche
nel diffondere il
messaggio che
possiamo farcela a
portare avanti questo
cammino, anche
se arduo e difficile. CLICCA QUI
9 GENNAIO 2010 GENOVA
CENA
di raccolta fondi con cibi biologici ore 20:00 a breve la locazione
19 GENNAIO 2010 (l'appuntamento
del 18 dicembre
viste le previsioni
meteo è rinviato,
a questo punto a gennaio)
GENOVA
AGORA' della società responsabile
"FERMIAMO IL PARTITO DEL
CEMENTO E DEGLI AFFARI" ore 16:00 Piazza Campetto
LIGURIA DURO COLPO
AL PARTITO
DEL CEMENTO vai allo speciale ed intanto
grrrazzzieee a
tutti coloro che
si sono mobilitati!
Essere liberi, fare informazione, promuovere inchieste e avanzare denunce dettagliate contro corruzione, collusioni, conflitti di interesse, mafie e illegalità diffusa, significa non avere sostegni pubblici e comporta un pesante e costante isolamento
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IN EVIDENZA...
il libro di Elio Veltri
e Antonio Laudati Le organizzazioni criminali
italiane alla conquista
dell'economia legale
e globale
(edizioni Longanesi)
leggi la scheda
e l'intervista ad Elio Veltri
di DemocraziaLegalità.it clicca qui
Giulio Andreotti
(mafioso prescritto)
tra bandiere vaticane
e alte uniformi 13.05.2008 - Genova
l'articolo ed il video
... e le riflessioni
Dove c'è Andreotti, il sodale di Cosa Nostra, spuntano sempre
gli uomini dell'Opus Dei,
della Massoneria,
con le ombre dello Ior
e della P2...
e naturalmente son
presenti anche i Servizi
(sempre servi e deviati)
che spingono tanto da
far cadere un cittadino
che "disturba"
il custode dei misteri.
Anche se è scappato,
mentre i graduati
non lo facevano
identificare, la faccia
è ben impressa...
Quindi alla prossima
Purtroppo la libertà di dire le cose come stanno ha un prezzo. Noi lo stiamo pagando. E' certamente una scelta libera. Ma per farcela abbiamo bisogno di voi, tanti piccoli contributi possono fare molto. Vogliamo continuare a combattere contro le mafie, la corruzione, la commistione tra politica & affari, in modo indipendente. Fare inchieste e fare informazione, far segnalazioni e raccoglierle, comporta dei costi. Il sosegno a questo Cammino dipende da voi. Vi chiediamo un contributo, una donazione (deducibile) per continuare a resistere. Tanti piccoli contributi possono fare molto e permerre di andare avanti! Grazie... clicca qui