Casa della Legalita' e della Cultura - Onlus

 
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L'imperiese, la terra promessa delle 'ndrine

Lo speciale sull'estremo ponente ligure, con l'ordinanza di arresto dei PELLEGRINO e le note sui Comuni che la mafia la facevano entrare...

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Le cosche che dominano nel savonese...

Guardiamo da vicino chi nessuno osa nominare... FAMELI, GULLACE-RASO e FAZZARI, i FOTIA e la loro rete di affari

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Pavia, dove le 'ndrine hanno il camice bianco

Il dettaglio sull'Operazione INFINITO della DDA di Milano sugli 'ndranghetisti di quel locale "strategico" di Pavia...

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IL CRIMINE, le 'ndrine al nord ed i politici...

Lo speciale con l'ordinanza integrale sull'Operazione IL CRIMINE, i fatti ed i rapporti con la politica...

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Genova hi-tech e le infiltrazioni mafiose...

Nei cantieri della Genova Hi-Tech spuntano le imprese della 'ndrangheta... ecco l'ordinanza dell'Operazione TENACIA, dove spunta la Biella Scavi

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10 febbraio 2012 ad Alessandria dove la mafia e' di casa da tanto tempo...
Scritto da Ufficio di Presidenza   
venerdì 10 febbraio 2012
La mafia ad Alessandria esiste
 
Liguria - Per una normativa regionale efficace nella prevenzione e contrasto a mafie e riciclaggio
Scritto da Ufficio di Presidenza   
giovedì 09 febbraio 2012
Liguria - Per una normativa regionale efficace nella prevenzione e contrasto a mafie e riciclaggio

Ieri, 8 febbraio 2012, alle ore 14, si è svolta l'audizione della Casa della Legalità davanti alla I° Commissione della Regione Liguria (Affari Istituzionali), in merito alla proposta di legge n° 140 avente ad oggetto "Iniziative regionali per la prevenzione del crimine organizzato e mafioso e per la promozione della cultura della legalità".

La proposta di legge è stata avanzata dai consiglieri regionali del Pd, Basso, Miceli, Boffa, Cavarra, Ferrando, Manti e Scibilia [leggi qui].
Come Casa della Legalità avevamo chiesto un audizione e inviato un primo documento di osservazioni. Accolta la nostra richiesta di essere sentiti abbiamo quindi redatto un contributo scritto articolato, di osservazioni e proposte concrete [leggi qui in formato .pdf] e che di seguito riportiamo integralmente...
 
Domenico SURACE e la nomina ad Amministratore dal sindaco leghista di Diano Marina
Scritto da Ufficio di Presidenza   
giovedì 09 febbraio 2012
Domenico SURACE e Giacomo CHIAPPORI

Le carte sono quelle. Non c'è questione di "omonimia". Le carte ci dicono che il Domenico SURACE è "mappato" come esponente della 'ndrangheta, ed i fatti ci dicono che è stato nominato dall'onorevole Giacomo Chiappori, sindaco leghista di Diano Marina, ad Amministratore della municipalizzata G.M.

Come Casa della Legalità abbiamo sollevato la questione la scorsa settimana (prima su facebook e poi sul nostro sito - vedi qui). Marco Preve l'ha ripresa su Repubblica (leggi qui). L'abbiamo ribadita a Ventimiglia, domenica mattina durante la conferenza stampa pubblica (vedi qui). L'abbiamo spiegato nel dettaglio con una lettera a SanremoNews in risposta ad alcuni lettori. Ribadiamo punto per punto il tutto, riportando di seguito il testo integrale in cui davamo conto di tutto.

Non intendiamo farci intimidire ne dalle minacce di querela, ne da minacce di altra natura. E' inutile che ci chiedano di farli leggere gli "Atti" da cui abbiamo attinto le informazioni citate. Sono Atti ufficiali, della Prefettura e del Ros. Noi non li diamo manco sotto tortura!

Ieri ci ha chiamati il sig. "FRISINA di Diano Marina" lamentandosi che Abbondanza ha scritto di lui, della sua famiglia, di suo padre e sua madre... del suo ristorante. Gli ha risposto che noi abbiamo pubblicato quanto scritto dal ROS ed agli Atti dell'indagine MAGLIO, nulla di più e nulla di meno e che se tali rilievi sono stati inseriti in tali documenti ufficiali una ragione c'è.  Ha chiesto di fargli vedere quanto scritto dal ROS... ed alla nostra risposta negativa ha detto ad Abbondanza: "si consideri denunciato". Poi ha chiuso la conversazione con: "NON FINISCE QUA, SE LO RICORDI".

Comunque ecco qui, di seguito, quanto il Presidente della Casa della Legalità ha scritto a SavonaNews, in risposta ai lettori che avevano scritto chiedendo chiarimenti sulla questione, ma anche, ovviamente, in risposta al sindaco Chiappori ed alle dichiarazione del Domenico SURACE...
 
Ennesimo sequestro oscura fatti reali e legittime critiche ed osservazioni a magistrati genovesi
Scritto da Ufficio di Presidenza   
domenica 05 febbraio 2012
Ennesimo sequestro per oscurare fatti reali e legittime critiche ed osservazioni a magistrati genovesi...

Era il 16 dicembre 2011 quando pubblicavamo un lungo articolo dal titolo “Ma diamo così fastidio? Pare di sì...”. Oggi scopriamo che è stato posto sotto sequestro, senza notifica né al responsabile del sito e Presidente della Casa della Legalità, né agli altri componenti dell'Ufficio di Presidenza. Cosa vi era in questo articolo lo analizzeremo punto per punto di seguito, ma prima alla Procura di Torino vorremmo ricordare che il diritto di illustrare fatti, così come esprimere legittime critiche ed osservazioni è un diritto costituzionale che si può esercitare anche rispetto a magistrati! Nessuno è “più uguale” degli altri davanti alla Legge... quindi perchè ogni qualvolta si pubblicano articoli su fatti, con osservazioni legittime (senza mai insulti o offese di qualunque genere) e critiche di merito o su questioni di opportunità, relative a magistrati in servizio a Genova la Procura di Torino procede nel richiedere sequestri preventivi volti ad oscurarli?

A questo punto, domandiamo alla Procura di Torino: avete verificato i fatti indicati e criticati di quegli articoli? Se sì, essendo corrispondenti a fatti reali perché oscurarli? Se no, perché prima di disporre l'oscuramento non si è verificato che si parlava di fatti reali?

Ed ancora: la Procura di Torino ha proceduto a sequestri per querele di LANDOLFI Alberto e SCOLASTICO Vincenzo fatte alcuni anni fa; in un caso (LANDOLFI) il GIP ha restituito gli atti alla Procura non accogliendo la richiesta di rinvio a giudizio a carico del Presidente della Casa della Legalità; poi è calato il silenzio e non è stato avviato manco mezzo dibattimento, bensì si sono oscurate le pagine del sito. Se c'erano “evidenti” elementi per il sequestro preventivo come mai nessun dibattimento si è aperto?

Ma andiamo avanti: abbiamo fatto una denuncia sulla diffamazione ai nostri danni a carico del LANDOLFI, come mai non si sa nulla su questa? E come mai in via “preliminare” non si è oscurato tale suo intervento? Forse perché noi siamo umili cittadini e non magistrati?

Ed ancora: abbiamo presentato una denuncia sulla fuga di notizie relative a indagini “riservate” ed aperte, coperte da segreto istruttorio, che ha arrecato danno all'indagine seguita dalla DIA ed ovvio vantaggio per l'indagato Carmelo GULLACE, boss a capo della cosca GULLACE-RASO-ALBANESE nel nord ovest del Paese, soggetto che ha presentato denunce contro di noi difendendo sia LANDOLFI che SCOLASTICO. Che fine ha fatto questa denuncia?

Vorremmo sapere se la celerità vi è solo per i “sequestri preventivi” (a cui poi non segue nemmeno il dibattimento) a nostro carico o c'è per tutto e tutti. Sì, ci teniamo a saperlo, anche perché la situazione in Liguria continua ad essere preoccupante...

 
Mafia e politica in Liguria un connubio che non si vuole rompere...
Scritto da Ufficio di Presidenza   
sabato 04 febbraio 2012
Mafia e politica in Liguria un connubio che non si vuole rompere...
Leggendo le dichiarazioni e guardando agli atti compiuti ogni qualvolta emerga una contiguità, quando non una connivenza o complicità, tra politici ed esponenti della criminalità organizzata, cadono le braccia. La classe dirigente del centrodestra e del centrosinistra non vuole, a questo punto, anche alla luce dello scioglimento del Comune di Ventimiglia, rompere questo devastante connubio. E vorremmo ricordare che "macchiate" non sono solo le Amministrazioni sciolte di Bosio a BORDIGHERA e di Scullino a VENTIMIGLIA...
A Genova abbiamo assistito alle arrampicate sugli specchi di Burlando e della Vincenzi sulla questione MAMONE e, guardando alla lista degli interventi in somma urgenza del Comune di Genova, si scopre che diversi sono stati assegnati alla società di quell'Antonio FURFARO già intenzionato dall'Antimafia, di cui abbiamo parlato per le opere "burlandiane" sul torrente Fereggiano. Sempre a Genova, tra l'altro, sono da tempo giunti altri soggetti già mappati dalla DDA di Reggio Calabria, come Domenico e Salvatore AVIGNONE (della stessa cosca dei PELLEGRINO, ovvero legati agli SANTAITI-GIOFFRE') che, tra un viaggio e l'altro in Calabria, hanno aperto due imprese alla Camera di Commercio di Genova: la SCAMOTER SAS e la SCAVI E COSTRUZIONI SAS. Nel savonese ancora Comuni e Provincia si affidano ai FOTIA come se non sapessero chi sono... così come i GULLACE-FAZZARI continuano a vedere le loro imprese, figlie delle attività illecite della cosca RASO-GULLACE-ALBANESE, avere tutte le concessioni dagli Enti locali come se nulla fosse. Nell'imperiese, il sindaco leghista di Diano Marina, nonché Deputato della Repubblica, Giacomo Chiappori, nomina Domenico SURACE, uno dei soggetti della 'ndrangheta, da tempo attenzionato e indicato agli Atti, come Amministratore della municipalizzata GM. Nel Levante ligure i NUCERA, con il Santo, non subiscono colpi, così come la rete 'ndranghetista nello spezzino, dove tra, gli altri, anche i temibili MUTO hanno una loro attività.
Se la Liguria è stata colonizzata è perché qualcuno, nella politica come nelle imprese, gli ha aperto la porta ed altri, quelli che avrebbero dovuto controllare si sono fatti un bel sonnellino! Per fortuna ora la scossa è stata data e se la comunità reagirà il connubio, così come la cappa di omertà, potrà essere spezzato!
Ora ci fermiamo qui... a questo breve, anzi brevissimo, sunto... parleremo domani, 5 febbraio 2012, alla Conferenza Stampa davanti al Palazzo del Comune di Ventimiglia, in Piazza della Libertà, alle ore 11.
L'8 febbraio 2012 invece saremo in un audizione presso la Commissione della Regione Liguria che ha in esame il testo della proposta di legge del PD sulle mafie, che alle mafie, se approvato così, non fa un baffo!
 
La dott.ssa Cappello dovrebbe essere piu' precisa...
Scritto da Ufficio di Presidenza   
sabato 04 febbraio 2012
Manuela Cappello con Beppe Grillo

La Dott.ssa CAPPELLO Manuela in GRAPPIOLO pare non saper leggere i dispositivi delle sentenze. Vediamo con ordine...
Si è concluso il processo di primo grado (che quindi già testimonia di non essere un giudizio definitivo) per la querela presentata contro Abbondanza e Castiglion, rispettivamente Presidente e Vice-Presidente della Casa della Legalità, dalla dott.ssa CAPPELLO ed a seguito del dibattimento vi è stata un'assoluzione per un capo di imputazione ed una condanna per un altro. Nello specifico...
 
VENTIMIGLIA, Comune sciolto per condizionamenti mafiosi (ed a Bordighera respinto il ricorso)
Scritto da Ufficio di Presidenza   
venerdì 03 febbraio 2012
Saluti da Ventimiglia [immagine di SavonaNews.it]

Ce l'abbiamo fatta!!! Era l'agosto del 2010 quando inviammo al Prefetto di Imperia una comunicazione urgente per chiedere l'invio della Commissione di Accesso al Comune di Ventimiglia, per procedere allo scioglimento e commissariamento per condizionamento mafioso [leggi qui] e ci tornarono indietro due querele: quella della Giunta del Comune di Ventimiglia [leggi qui la delibera] e quella di Vincenzo MOIO, che agli atti risulta un affiliato alla 'ndrangheta [leggi qui].
Siamo andati a dirlo ad alta voce a Ventimiglia Alta, facendo nomi e cognomi, come nostra tradizione, anche se gli 'ndranghetisti erano ancora belli liberi e pimpanti. Era il settembre 2010... [vedi qui un breve estratto video]
A seguito di quel nostro dossier la Prefettura avviò l'iter previsto dalla normativa. I Carabinieri ed altri reparti confermarono i nostri rilievi e incrociavano i dati con quanto emergeva dalle attività di indagine sulla 'ndrangheta nel ponente ligure. La Prefettura, con il prefetto Di Menna, rallentava. Denunciammo pubblicamente questi gravi ritardi [leggi qui] e rilanciammo con una dettagliata "mappatura" di mafia e politica nell'estremo ponente ligure [leggi qui].
Ma i ritardi hanno permesso al sindaco Gaetano Scullino di tentare la carta delle dimissioni per sbarrare la strada alla Commissione di Accesso [leggi qui e qui]. Attaccammo con forza quella fuga di Scullino, dal blog di Beppe Grillo [vedi qui] e con una conferenza stampa davanti al Comune di Ventimiglia [vedi qui]. Era il giugno 2011.
Scrivemmo al Ministro dell'Interno per chiedere di applicare la normativa con fermezza e procedere allo scioglimento anche davanti alle dimissioni del Sindaco, sulla base delle Relazioni dei reparti investigativi [vedi qui] e Scullino ritirò le dimissioni.
Arrivò la Commissione di Accesso e per quanto possibile abbiamo cercato di fornire alcuni elementi utili nel lavoro di ricostruzione dei fatti e delle responsabilità che la Commissione ha promosso in 4 mesi di lavoro, con la collaborazione dei reparti investigativi.
Abbiamo ricostruito buona parte delle questioni che dimostravano il condizionamento e l'infiltrazione nel Comune di Ventimiglia, attraverso dati e atti ufficiali [vedi qui].
Abbiamo avuto fiducia e pazienza. Ora possiamo tirare un sospiro di sollievo perché lo Stato ha dimostrato di esserci: il 3 febbraio 2012 il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'Interno, ha sciolto il Comune di Ventimiglia per mafia!

In molti ci avevano derisi, dato dei pazzi... altri hanno tentato di diffamarci e delegittimarci in tutti i modi. Noi siamo rimasti pazienti, abbiamo continuato a lavorare e fornire tutto il supporto possibile per far emergere i condizionamenti e l'infiltrazione mafiosa a Ventimiglia (così come in altri Comuni) ed oggi possiamo dire di essere soddisfatti! E speriamo che si comprenda bene che l'infamia per Ventimiglia non è lo scioglimento, che rappresenta la "liberazione" e la possibilità concreta di mettere alla porta la 'ndrangheta. Infamante per la città di confine era un Ente piegato agli interessi delle cosche... era il negazionismo che non faceva altro che rafforzare le cosche e l'omertà che le ha protette.
Ora bisogna andare avanti... e colpire definitivamente, schiacciandoli come vermi, i mafiosi ed i loro sodali. Lo può fare prima di tutto la comunità che può togliergli il saluto ed il consenso sociale, e lo deve fare anche la magistratura, colpendo non solo gli uomini delle cosche, ma anche i politici, gli imprenditori ed i professionisti collusi e complici, ed anche qui servitori infedeli che si sono venduti alle cosche!
Noi abbiamo già scritto tutto, in tanti che oggi ne parlano, non lo avevano forse mai notato e così gli nasce lo stupore davanti allo scioglimento. Sembra che in troppi siano caduti dal pero... anche quelli che oggi cercano di attribuirsi i meriti di aver sollevato la questione "Ventimiglia"... parlano dimostrando di non conoscere i fatti o cercando di strumentalizzare l'accaduto. Ci siamo abituati... è il vivere in una regione "colonizzata" dalla 'ndrangheta, dove esponenti politici (di entrambi gli schieramenti) ed imprese hanno aperto le porte e scelto di collaborare con gli uomini delle cosche... Dove i Comuni condizionati e infiltrati sono ben più dei due comuni di Ventimiglia e Bordighera (che nel frattempo ha visto confermato lo scioglimento più che fondato e motivato - come avevamo ampiamente documentato - con il pronunciamento contrario del TAR del Lazio sul ricorso presentato dall'ex sindaco decaduto Bosio - vedi qui la sentenza).

Ci fermiamo qui, non stiamo a ripetere il tutto su Cooperativa Marvon, appalti, licenze e Ufficio Commercio, Porto e concessioni varie... tutte cose che abbiamo già scritto e che non ha senso ripetere... Andiamo avanti, ci sono altri Comuni che devono essere ripuliti!
Sulla questione VENTIMIGLIA (e non solo), diamo appuntamento per una conferenza stampa pubblica dell'Ufficio di Presidenza, davanti al Comune di Ventimiglia, in Piazza della LIBERTA', domenica 5 febbraio 2012, alle ore 11 [vai all'evento su facebook]

Per tutti gli articoli su Ventimiglia e l'imperiese vai allo speciale


 
E Gioffre' divenne Prefetto ed arrivo' a Lodi...
Scritto da Ufficio di Presidenza   
venerdì 03 febbraio 2012
Pasquale Gioffrè dalla Città del Sole a Lodi

Il nuovo Prefetto di Lodi, grazie alle ultime nomine dell'ex Ministro Maroni, è Pasquale Gioffrè. Una vecchia conoscenza. Ne abbiamo parlato più volte e ne abbiamo scritto, oltre che sul sito anche nel libro "Tra la via Emilia e il Clan". Ora che è approdato a Lodi, dopo la promozione a Prefetto anche altri ne parlano...
 
Burlando e la Vincenzi sui Mamone mentono!
Scritto da Ufficio di Presidenza   
venerdì 03 febbraio 2012
Burlando e la Vincenzi sui Mamone mentono!

IN CODA IL VIDEO INTEGRALE DELLA PUNTATA DI PRESADIRETTA DEL 15.1.2012
La puntata "Mafia al nord" del 15 gennaio 2012 di PresaDiretta, che ci ha raccontato della 'ndrangheta tra Liguria e Piemonte, ha messo in evidenza che il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, e la sindaco di Genova, Marta Vincenzi, mentono sapendo di mentire in merito alla questione dei MAMONE... Non è la prima volta, ma questa volta hanno superato ogni limite!
Non saremo lunghi visto che abbiamo già parlato e scritto ampiamente ma alcuni semplici punti per dimostrare le menzogne dei due esponenti politici li poniamo, perché vanno sbugiardati...
 
Alberto Landolfi... eccone un'altra
Scritto da Uff.Presidenza - M.Preve - F.Sansa   
martedì 24 gennaio 2012
Alberto Landolfi il pm in missione in Bosnia
Chissà se anche questa volta tutto passerà in cavalleria... o se come è successo per altre foto (pubbliche!) e video che riguardavano il pm Alberto Landolfi scatterà il sequestro "a sua tutela" da parte della Procura di Torino. Avevamo denunciato alcuni fatti al CSM (vedi qui) ed attaccato il negazionismo,  di cui si era fatto alfiere, sulla presenza ed attività delle mafie in terra di Liguria (vedi qui e qui)... Avevamo pubblicato altro in riferimento allo stacanovismo del pm nei locali savonesi come "La Suerte" (vedi qui e qui ed ancora in un articolo che abbiamo posto sotto sequestro dalla Procura di Torino vedi in coda l'estratto e la replica al squestro)... Avevamo anche dovuto arrivare a presentare una querela nei suoi confronti per ciò che andava scrivendo in giro... Mentre a difesa del pm Landolfi e del proc. Scolastico scendeva in cambo il boss della 'ndrangheta Carmelo GULLACE con l'avv. Giovanni RICCO (vedi qui). Repubblica riprese poi la questione della "Suerte" e la Procura Generale di Genova aprì un fascicolo sul pm Landolfi... (vedi qui).
Ora lo stesso pm Landolfi, in missione in Bosnia dove ancora è aperta e viva la ferita della pulizia etnica, pubblica una sua foto, con un amico, al mare, con cui fa il saluto cetnico, ovvero quel saluto "simbolo" della sete di pulizia etnica della frangia nazionalista serba. Che ci sia un problema serio di opportunità ed in gioco il prestigio e l'autorevolezza del potere giudiziario italiano è evidente anche ad un bambino. Ne parlano Marco Preve sul suo blog e Ferruccio Sansa su Il Fatto Quotidiano.
Lui "scherza" così... chissà come lo prenderanno "lo scherzo" le vittime di Bosnia della pulizia etnica! Ecco gli articoli...
 
"Non lasciamo solo Christian Abbondanza"
Scritto da Ferruccio Sansa - Il FattoQuotidiano   
sabato 21 gennaio 2012
La ‘Ndrangheta minaccia un mio amico. Qui, a Genova, nella "civilissima" Liguria. Non avrei mai detto che ci saremmo trovati in questa situazione. Invece è così. Accade a Christian Abbondanza per il quale in tanti chiedono la scorta o almeno una protezione (le autorità ne stanno discutendo da mesi!). Molti di voi forse lo conoscono, magari senza saperlo. Christian è l'uomo dietro la Casa della Legalità che con il suo sito ormai è diventato il principale archivio della lotta contro la criminalità organizzata soprattutto al Nord.

All'inizio non se lo filava nessuno, poi battaglia dopo battaglia il sito è diventato un punto di riferimento per tutti. Perfino per le forze di polizia e i magistrati. Christian non ha nessuno alle spalle: né partiti, né movimenti, né gruppi di intellettuali. Lui e Simona Castiglion, la sua compagna, sono di una solitudine quasi monastica. E Christian, con quella sua barba sale e pepe da mullah (anche se non ha neppure quarant'anni), sembra quasi un sacerdote dell'antimafia: il cappello, i vestiti scuri, gli anfibi neri.

Nessun interesse personale. Molti restano disorientati. Scavano alla ricerca di chissà quale motivo che possa spingere Christian nella sua crociata. Sembra impossibile che ad animarlo sia soltanto il desiderio che la legge sia rispettata. E uguale per tutti. Niente di più semplice. Eppure in Italia sembra rivoluzionario. Del resto bisogna avere una motivazione forte se si passano le proprie giornate come fa Christian: in giro per dibattiti in tutta Italia, lui e Simona su pullman e treni regionali, con il computer sempre in spalla. Poi giornate tappati in casa, avvolti in una nuvola di fumo, una sigaretta dopo l'altra, a leggere migliaia di pagine di atti di indagini, a scrivere inchieste sulla mafia.

Christian conosce morte e miracoli di centinaia di famiglie. È un database vivente. Da anni scrive le sue inchieste e i suoi blog denunciando con nomi e cognomi i mafiosi. Un mastino che non molla mai la presa. Decine di appostamenti con la telecamera per riprendere incontri scomodi, per pizzicare questo o quel politico a una cena di mafiosi. Peggio dello stalking, roba che alla fine i "poveri" mafiosi ti fanno quasi pena. E all'inizio tutti lo prendevano per matto: "Ma dai... la ‘Ndrangheta in Liguria...". Invece aveva ragione Christian. Più della magistratura ligure a lungo inerte, più di molti giornalisti amici dei potenti.

E i politici? Il centrosinistra e il centrodestra uniti fanno guerra ad Abbondanza da sempre. Guerra sorda. Per anni hanno speso molte più parole contro di lui che contro la ‘Ndrangheta.Praticamente nessuno era presente quando si è trattato di esprimere solidarietà a Christian minacciato dalla mafia. Sì, perché lui è un corpo estraneo: non ha un partito, non vuole poltrone. A volte magari sbaglia, ma ci mette la faccia e il nome. E tanta passione. No, Christian per qualcuno è più pericoloso della ‘Ndrangheta. Perché è un uomo libero. E così lo lasciano solo.

VAI ALLA PAGINA DELL'ARTICOLO-APPELLO SUL BLOG DI FERRUCCIO SANSA
 
'Ndrangheta tra Liguria e Piemonte... su PresaDiretta - Rai3 alle 21:30 del 15 gennaio 2012
Scritto da PresaDiretta - Rai3   
sabato 14 gennaio 2012
Gino Mamone con Franco RampinoAl Nord politica e mafia si intrecciano? Hanno interessi in comune? Si scambiano favori?

Non solo la Lombardia è stata scelta dalla criminalità organizzata per riciclare proventi infiltrandosi nell'economia con l'aiuto di alcuni politici. A "Presadiretta" l' inarrestabile avanzata della ‘ndrangheta in due regioni: Piemonte e Liguria.

Piemonte: al Alessandria arrestato il presidente della commissione territorio del comune , era un picciotto della malavita calabrese. A Leinì in provincia di Torino due sindaci (padre e figlio) chiedevano alla ‘ndrangheta voti in cambio del permesso di costruire. E poi Torino, Rivoli, gli interessi della criminalità organizzata si stanno espandendo.

Liguria: Gino Mamone, aveva già attirato l'attenzione della prefettura, ma ha conquistato il monopolio delle bonifiche ambientali e degli appalti per il movimento terra. E nella riviera dei fiori la giunta del comune di Bordighera è stata sciolta per mafia.

Rocco Varacalli, il pentito che con le sue rivelazioni ha fatto arrestare 150 persone per la prima a volta a "Presadiretta" racconta tutto a Domenico Iannacone e traccia la mappa degli affari e rivela le protezioni importanti...

Un racconto di Domenico Iannacone e Danilo Procaccianti

VAI al sito di PresaDiretta
dove potrai seguire anche la puntata in diretta sul web


 
...certi che il 2012 D.I.A. finalmente Giustizia e che qualcuno restera' in mutande!!!
Scritto da Ufficio di Presidenza   
mercoledì 04 gennaio 2012
...certi che il 2012 D.I.A. finalmente Giustizia e che qualcuno restera' in mutande!!!Da questa mattina sono incominciati ad arrivare i pensierini che la "Casa della Legalità" ha spedito ad alcune delle "note" famiglie liguri... 

Purtroppo non abbiamo grandi possibilità e quindi ne abbiamo selezionato sette... i MAMONE-RASO,  i MAMONE con la loroECO-GE, i FOTIA, i FAMELI, i GULLACE-FAZZARI, iPELLEGRINO-BARILARO ed i MARCIANO'

Nelle buste, affrancate con  1,50 €, abbiamo mandato un bel bigliettino, scritto rigorosamente a mano, perchè molto sentito... Da un lato abbiamo riportato la frase di Peppino Impastato "LA MAFIA E' UNA MONTAGNA DI MERDA" e dall'altro il nostro pensiero:

"QUALCUNO IN MUTANDE
C'E' GIA' FINITO...

ALTRI SONO GIA' AL FRESCO...
ORA UN PENSIERO PER VOI 
CERTI CHE IL 2012
D.I.A. FINALMENTE GIUSTIZIA
E CHE QUALCUNO RESTERA'
IN MUTANDE!!!"


Il tutto ovviamente firmato "Ufficio di Presidenza della Casa della Legalità".

E, per meglio rendere l'idea, nella busta di ogni famiglia, un bel paio di mutande rosse - gentilmente donateci - con la scritta "SORPRESA".Chissà se apprezzeranno il pensiero... Noi, come abbiamo sempre detto, non ci tiriamo mai indietro!!!

PS
Anche se i "doni" recapitatici ultimamente, come il TOPO DI FOGNA con la schiena spaccata in due, non sono proprio graditi... NOI non perdiamo mai l'OTTIMISMO!!! 

...certi che il 2012 D.I.A. finalmente Giustizia e che qualcuno restera' in mutande!!!
 
Ma son proprio idioti-utopisti se pensano che un topo ci possa fermare...
Scritto da Ufficio di Presidenza   
venerdì 30 dicembre 2011


Nella tarda mattinata di oggi è stata manomessa la catena del cane che vive dove ha la residenza il Presidente della Casa della Legalità. Un "grillo di acciaio" è stato svitato, abbandonato sul posto, mentre il moschettone è stato riattaccato alla catena. Poche ore dopo all'imbocco del cortile che porta alla medesima abitazione è stato trovato un topo ammazzato, con la schiena spaccata a metà...
 
Lungo le autostrade di Gavio... dagli affari del "consorte" della Vincenzi ai lavori della cosca...
Scritto da Ufficio di Presidenza   
mercoledì 28 dicembre 2011
La vela del gruppo Gavio spunta sui camion della SAMOTER dei Fazzari-Gullace
La SALT, del gruppo GAVIO, l'abbiamo già vista operare molto bene con il consorte della Marta Vincenzi, ovvero Bruno Marchese. Sollevammo nel 2007 il "dettaglio" del conflitto di interessi dell'allora neo-sindaco di Genova Vincenzi che, quando da Presidente della Provincia di Genova promosse la svendita delle azioni dell'autostrada "Serravalle" al gruppo Gavio, vedeva il marito ricevere proficui incarichi professionali, con la IGM dalla SALT. Nel 2007 la Vincenzi negò ed il consorte Bruno Marchese non solo negò ma dichiarava che mai aveva lavorato per le società di Gavio. Qualche mese fa, avuti i documenti ufficiali, li abbiamo smentiti su tutti i fronti [vedi qui il video del servizio del Tg1]. A quel punto il Bruno Marchese smentiva se stesso e la consorte-sindaco dichiarando che era normale che lui, con la IGM, lavorasse per le società di Gavio. Una bufala però doveva raccontarla nuovamente e così dichiara che mai aveva avuto contatti con i vertici dell'impero di Gavio. Una bufala come quella raccontata nel 2007, ed ecco il documento che smentisce anche questa: un verbale di una riunione per i lavori della IGM per la SALT, a cui erano presenti sia Bruno Marchese sia il braccio destro e uomo di fiducia di Gavio, Bruno Binasco [vedi qui].

E dai lavori alla IGM della famiglia di Marta Vincenzi (oltre al marito Bruno, anche la figlia Malvina Marchese è tra i soci), sulle autostrade del gruppo SALT, si scopre che oggi operano anche società di famiglie della 'ndrangheta.

Per i trasporti di asfalto sull'Autostrada dei Fiori, la A10, operano da qualche tempo i mezzi della società SAMOTER SRL, ovvero dei FAZZARI-GULLACE, facenti capo al potente boss della 'ndrangheta, punto di riferimento per tutto il nord-ovest, GULLACE "Nino" Carmelo. La loro storia l'abbiamo recentemente raccontata al dettaglio (vedi qui o vai allo speciale), dai tempi che furono ai giorni nostri, con fatti e documenti... Ed è così che sui camion "anonimi" della SAMOTER da qualche tempo è stata incollata la "vela blu" del Gruppo GAVIO. Li si può vedere nel parcheggio della loro sede a Balestrino, così come operare nel tratto autostradale tra Savona e Ventimiglia... ma per ora i lavori sono fermi per le "santissime" festività ed anche gli uomini della società delle famigliole di 'ndrangheta riposano. Noi non li molliamo, e li continuiamo a monitorare ed indicare finché la partita non sarà chiusa con la loro sconfitta!

PS
Ci sono altre novità sui FAZZARI-GULLACE e connessi, ma al momento non ne parliamo qui... come nostra abitudine le abbiamo fornite a chi di dovere. Tra qualche tempo renderemo noti anche questi altri "dettagli", abbiate un poco di pazienza.
 
E' la svolta decisiva contro le mafie ed i capitali illeciti in Emilia Romagna
Scritto da Ufficio di Presidenza   
domenica 25 dicembre 2011

IN CODA ANCHE IL VIDEO INTEGRALE DELL'INCONTRO DEL 16.12.2011 A BOLOGNA

Presto una sede della DIA a Bologna per l'Emilia-Romagna In molti ci chiesero perché il primo libro che abbiamo scritto come Casa della Legalità fosse sull'Emilia-Romagna e non sulla Liguria (che invece uscirà a breve). La risposta era semplice: in Emilia-Romagna si era un passo indietro e bisognava recuperare in fretta. Il passo indietro era il fatto che in Emilia-Romagna si viveva come se nulla fosse, come se il drammatico intreccio tra interessi mafiosi e criminali con la spregiudicatezza di imprese, cooperative e politica non ci fosse. Si parlava di mafia al nord, ma nessuno osava andare ad indicare la regione "rossa" per eccellenza, quella dove vi è stato lo "sdoganamento" definitivo delle mafie all'assalto del nord, ovvero, appunto, l'Emilia-Romagna, quando sulla scena vi era il primo grande socio occulto di Cosa Nostra, ovvero Raul Gardini, quando in cambio delle commesse in Sicilia e Campania le grandi cooperative strinsero il patto con le cosche e aprirono le porte alle imprese mafiose dei Cavalieri dell'Apocalisse ed ai camorristi... Una storia di decenni, perché era prima, ancora prima di Tangentopoli...
 
Ma le "cause" non si fanno in due? Per i FOTIA pare di no... Ma noi non si cede!!!
Scritto da Ufficio di Presidenza   
sabato 24 dicembre 2011
L'omertà che li ha protetti ieri, oggi è svanita! Se ne facciano una ragione e si arrendano
Ricordate l'articolo "Andora, ecco l'esempio della "sudditanza" ai FOTIA (e prima tre "pillole" andoresi)"?
Non è arrivata nessuna replica. Nessuna richiesta di precisazione. Nulla di nulla, da nessuna delle ditte citate nell'articolo, a partire dalla SCAVO-TER dei FOTIA (cosca MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI), e nemmeno dal COMUNE DI ANDORA che pure, per selezione dell'amministrazione del sindaco Franco FLORIS vanta come "ufficio stampa" niente meno che il giornalista dell'ANSA che si occupa per l'ANSA stessa di tutto il savonese.
Nell'articolo, come tra poco vedremo, ci sono fatti inconfutabili che le ulteriori verifiche effettuate dimostrano ancora più gravi, a nostro avviso, di quanto avevamo scritto. Ebbene come detto, nulla è mai giunto in merito dai diretti interessati alla Casa della Legalità, ne tanto meno è stato mai notificato nulla, né di querele, né di citazioni, ne di art. 700. Nulla di nulla...
 
A quanto adeguate misure di protezione per il Presidente della Casa della Legalita'?
Scritto da p. l'Uff. di Pres. S.Castiglion, E.D'Agostino   
martedì 20 dicembre 2011


Nella primavera scorsa è stata disposta la Vigilanza Generica Radiocollegata a tutela del Presidente della Casa della Legalità, Christian Abbondanza, per la situazione di pericolo derivante dalla volontà delle cosche della 'ndrangheta di colpire chi per loro si è evidenziato essere un "problema". Purtroppo i segnali di concreto pericolo sono aumentati. A fronte di questa situazione è stata potenziata la Vigilanza Generica Radiocollegata che risulta una misura di tutela insufficiente rispetto alle potenzialità di azione delle organizzazioni mafiose. Non è, ad esempio, garantita alcuna copertura per gli spostamenti che risultano così fortemente a rischio. L'Autorità preposta risulta, ad oggi, bloccata da un singolo parere, nella decisione di predisporre un livello adeguato di protezione...
 
Il 16 dicembre 2011 a Bologna, STOP MAFIA SPA
Scritto da Casa della Legalità - M5S Bologna   
venerdì 16 dicembre 2011
Il 16 dicembre 2011 a Bologna, STOP MAFIA SPA
 
Ma diamo cosi' fastidio? Pare di si...
Scritto da Ufficio di Presidenza   
venerdì 16 dicembre 2011
Il Palazzo di Giustizia di Genova
La Guardia di Finanza scrive un rapporto alla Procura della Repubblica di Genova sulla questione STOPPANI, con allegate intercettazioni. Afferma che vi sono funzionati pubblici e politici che avrebbero operato, nella loro veste di pubblici ufficiali, per agevolare i MAMONE. I giornali riprendono quei contenuti, li pubblicano. Giornali come Il Secolo XIX e Repubblica e nessuno dice nulla. Li riprendiamo anche noi e procediamo a pubblicare anche quel "capitolo" dell'inchiesta, integralmente, così che non si possa dire che si è omesso qualcosa. Che accade? Scatta la querela. E' chiaro che non li abbiamo pubblicati per "offendere", ma per informare di ciò che sta scritto in rapporti ufficiali in merito ad una vicenda di cui, tra l'altro, parlammo anche a lungo con l'ex Prefetto di Genova che, poi, di conseguenza, seguì con estrema attenzione tutta quella delicatissima partita che è la messa in sicurezza dell'area Stoppani. Nonostante questo, nonostante si siano riportati, senza formulare alcuna nostra accusa, Atti ufficiali ci si è ritrovati rinviati a giudizio. Noi, che abbiamo già detto che non era assolutamente nostra intenzione offendere, ma solo informare, e che se qualcuno si era sentito offeso ci scusiamo per questo, siamo pronti ad affrontere con assoluta tranquillità il dibattimento perché non abbiamo diffamato nessuno.

Ma questa è solo una delle tante vicende che ora raccontiamo. Ecco le altre e preparatevi perché è lunga e ricca di assurdi...
 
Opla', scatta il sequestro della COFFEE TIME del boss INGRASCIOTTA
Scritto da Ufficio di Presidenza   
giovedì 15 dicembre 2011
La DIA di Genova procede al sequestro della COFFEE TIME
CON IL COMUNICATO INTEGRALE DELLA DIA (in formato .pdf)
ED UNA RISPOSTA ALLE DICHIARAZIONI DELL'INGRASCIOTTA

Ma come, questa ditta tanto "apprezzata" nel ponente ligure, che dopo l'interdizione antimafia della Prefettura (tre misure in totale!), aveva vinto un bel appaltino dal Comune di Ventimiglia (vedi qui), è finita come doveva finire, ovvero sotto sequestro? Si, grazie al lavoro della Guardia di Finanza e della DIA di Genova...
 
Sequestro di 6 milioni di euro finalizzato alla confisca, della DIA di Genova in Toscana
Scritto da DIA Genova   
giovedì 15 dicembre 2011
Nuovo sequestro finalizzato a confisca della DIA di Genova

COMUNICATO STAMPA

AGGRESSIONE AI PATRIMONI ILLECITAMENTE ACCUMULATI:
APPLICAZIONE DELLA NUOVA LEGISLAZIONE IN TEMA DI MISURE DI PREVENZIONE PATRIMONIALI EX D.LGS.159/11

Il Presidente del Tribunale di Massa - Sezione per le Misure di Prevenzione - in accoglimento della proposta avanzata dalla locale Procura della Repubblica sulla base delle indagini svolte dal Centro Operativo DIA di Genova, ha decretato il sequestro anticipato dei beni riconducibili a tale C.A., persona di 70 anni di età originario di Carrara e residente a Viareggio. Il valore dei beni sottoposti a sequestro è stimato in circa 6 milioni di euro...
 
FOTIA, cosca MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI piu' che mai!
Scritto da Ufficio di Presidenza   
venerdì 09 dicembre 2011
I FOTIA le grandi imprese e le Pubbliche Amministrazioni non vogliono chiudere la partita?
Forse qualcuno pensa che il silenzio sia sintomo di "immobilismo". Non è così e presto, chi lo pensa, si renderà conto che l'isolamento per i mafiosi, anche per quelli che si dichiarano "puliti" ed "imprenditori", sarà pesante come un macigno... come una pietra tombale, anche nel savonese.
I GULLACE-RASO-ALBANESE con anche i FAZZARI lo sanno già bene perché il cerchio che gli sta chiudendo intorno lo sento, soffocante... e sarà così finché non saranno spogliati di tutti i loro beni e colpiti in via definitiva, da Carmelo "Nino" GULLACE in giù. Di loro abbiamo già parlato di recente [vedi qui - qui e qui, quando gliele abbiamo dette in faccia o si vada allo speciale].
E lo sanno anche bene i FOTIA, di cui oggi torniamo ad occuparci, sia per la loro azienda "SCAVO-TER" sia per i contatti accertati con i grandi capi della ''ndrangheta (che sono già, ora, dove devono stare: in carcere!)...
 
Jack Rocco MAZREKU sotto processo, un po' di storia, fatti e alcune domande a CUSUMANO
Scritto da Ufficio di Presidenza   
martedì 06 dicembre 2011
Jack Rocco MAZREKU sotto processo, un po' di storia, fatti e alcune domande a CUSUMANO

INCHIESTA DEDICATA ALLA MEMORIA DI ILARIA ALPI, MIRAN HROVATIN, NATALE DE GRAZIA

Jack Rocco MAZREKU era in Somalia nei giorni in cui, il 20 marzo 1994, a Mogadiscio, Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, vennero assassinati perché "responsabili" dell'inchiesta sui traffici di rifiuti tossici ed armi che dall'Italia raggiungevano l'Africa. Era anche dove si consumò il mistero del JOLLY ROSSO dei MESSINA. C'era, legato all'ingegner Giorgio COMERIO che in casa, a Garlasco, aveva il certificato di morte originale di Ilaria Alpi ed un agenda del 1987 con annotato, nella data di affondamento del RIGEL, "lost ship" ovvero "nave perduta".

MAZREKU era legato alla "OCEANIC DISPOSAL MANAGEMENT INC. HOLDING S.A." (poi diventerà il legale rappresentante della GEORADAR) che promuoveva il progetto del COMERIO dei cosiddetti "PENETRATOR", siluri caricati di scorie nucleari e rifiuti tossici da sparare sui fondali marini... E' quel progetto di cui abbiamo già parlato pubblicando il video della cassetta vhs che venne sequestrata a casa del COMERIO [e di cui si è tornata ad occupare anche un'inchiesta di Exit - vedi qui). Era il progetto per cui elaborata la "modifica" del JOLLY ROSSO per renderlo una vera e propria "piattaforma di lancio"... La nave dei MESSINA (che di navi a perdere e di rotte pericolose non se ne fanno mancare), quel 14 dicembre del 1990 "spiaggiò" davanti ad Amantea, e portava rifiuti tossici che mai vennero trovati (spariti nel nulla, o meglio scaricati, trasportati ed interrati, velocemente, con l'aiuto della 'ndrangheta, da qualche parte a "seminare" tumori). Su quella nave vi erano i progetti già elaborati, le planimetrie per la "trasformazione" della nave MESSINA nel prototipo per seppellire sotto il fondale marino le scorie nucleari e rifiuti tossici, perché - sostenevano gli ideatori del gruppo - le norme internazionali proibivano di abbandonare rifiuti "sul" fondale marino, mica "sotto" il fondale.
Anche lì, chi, come il Comandante Natale De Grazia, osava indagare ed avvicinarsi ad una soluzione nascosta nel crocevia degli affari e traffici illeciti, che dalla Calabria sale in Liguria, ed in questo caso, arrivava tra le colline ed il golfo di La Spezia, morì, assassinato senza colpevoli, proprio come senza colpevoli sono gli omicidi di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin.

La storia delle navi a perdere è una storia che si intreccia con le cosche della 'ndrangheta che, come sempre nella loro storia, annusavano il business che potevano accaparrarsi offrendo i propri "servizi" a faccendieri senza scrupoli, industrie e governi. E la storia di COMERIO con la OCEAN è la storia di rapporti indicibili e di accordi con Governi. Accordi che gli hanno garantito anche l'assoluta, di fatto, impunità. Secondo le indagini condotte dai Carabinieri, quello dei PENETRATOR ideati da COMERIO non era solo un progetto, ma una realtà concreta di missili lanciati in mare, che coinvolgeva 45 Stati, tra cui Iraq, Egitto, ex Jugoslavia, America Centrale, Sudan, Kenya, Sierra Leone... E la storia di JACK ROCCO MAZREKU è una storia si intreccia con quella di COMERIO e con rapporti indicibili che pare nessuno voglia indagare sino in fondo, mentre ha conquistato, grazie a gravi omissioni e irregolarità istituzionali, il controllo del più grande porto turistico del Mediterraneo (che come tutti i porti turistici, dopo la riforma del fu Ministro Claudio BURLANDO, si "auto controllano", avendo la società stessa con la concessione di gestione il compito di tenere il registro).

Oggi 6 dicembre 2011 inizia per JACK ROCCO MARZEKU un processo, di cui nessuno parla. Da Milano lo hanno trasferito a Lucca. E con questo lavoro cerchiamo, in modo molto semplice, di raccontare, come nessuno mai ha fatto la storia di MAZREKU, stando, come nostra abitudine, sui documenti ufficiali che possiamo produrre...
 
Ora si proceda sul COMUNE DI VENTIMIGLIA. "Regno" del "locale" guidato da MARCIANO' e PALAMARA
Scritto da Ufficio di Presidenza   
lunedì 05 dicembre 2011
IL COMUNE DI VENTIMIGLIA VA SCIOLTO... e Scullino e Pretileo devono spiegare un po di cose...
Noi lo scrivemmo nell'agosto 2010, poi arrivarono le conferme con gli approfondimenti dell'Arma dei Carabinieri, della DIA e degli altri reparti investigativi... in ultima è arrivata la Relazione della Commissione di Accesso (al vaglio del Prefetto e quindi del Ministro dell'Interno). Non ci sono più alibi e non c'è nemmeno più tempo da perdere.
Il COMUNE DI VENTIMIGLIA è infiltrato e condizionato dalla 'ndrangheta. Questo dato emerge chiaramente ed è complessivo, nel senso che non riguarda un particolare settore o alcune singole pratiche, ma è un condizionamento generale con infiltrazioni pesanti, passate e presenti.
Bisogna che il COMUNE DI VENTIMIGLIA "rinasca", come per Bordighera. Scioglimento e commissariamento sono necessari per rompere l'infamia che ha piegato la gestione della cosa pubblica agli interessi della 'ndrangheta (e cumpari). E' un passo necessario per ridare dignità ad una comunità e correttezza e trasparenza alla gestione della Pubblica Amministrazione.
il boss Giuseppe Quando si arriva, come si è arrivati al COMUNE DI VENTIMIGLIA, attraverso la CIVITAS ad una gestione che è un "verminaio", piegata da appalti ed incarichi frazionati, che finivano a società legate ed espressione delle cosche, come, ad esempio, la COOPERATIVA MARVON, bisogna ripulire profondamente il Palazzo, nella parte elettiva così come nella parte amministrativa dei funzionari. Chi ha responsabilità gravi in questo sistema deve essere messo alla porta, chi non ne ha - e ne ha pure subite di tutti i colori - resta.
Basta ai colpi di teatro del Sindaco Gaetano SCULLINO. Basta alle plateali prese in giro con cui ha caratterizzato molteplici delle sue ultime uscite pubbliche, nell'ennesimo tentativo di minimizzare e negare fatti conclamati. C'è una responsabilità politica a cui nessuno, nemmeno lui, può sottrarsi. Non è tollerabile sentire discorsi come: noi abbiamo dato tutti i documenti richiesti alla Commissione, quindi siamo bravi. E che diamine, non è una scelta "volontaria" ma un "obbligo" quello di fornire i documenti alla Commissione d'Accesso! Oppure: adesso voglio una copia della Relazione della Commissione d'Accesso. E no! La Relazione è un atto riservato che, una volta assunta la decisioni conseguenti da Prefetto e Ministro, potrà essere resa pubblica (e lo auspichiamo), ma fino ad allora nessuno, tanto meno gli "interessati", devono poter leggerne i contenuti!
Auspichiamo che il neo Prefetto di Imperia ed il Ministro dell'Interno si muovano celermente. Già abbiamo assistito al tentativo di impedire l'insediamento della Commissione di Accesso da parte del sindaco SCULLINO che, con le sue dimissioni, puntava all'auto-scioglimento del Consiglio Comunale e della sua Amministrazione. Si è sventato quel tentativo fatto, dichiarava SCULLINO, per "atto d'amore" verso la sua città, che era invece un insulto alla decenza ed alla dignità della città, un modo rocambolesco per impedire l'accertamento, approfondito, dei fatti dal punto di vista amministrativo, dall'oggi a ritroso nel tempo... perché non è certamente da oggi, da questa ultima amministrazione, che il Comune di Ventimiglia subisce il condizionamento e l'infiltrazione mafiosa.
Non c'è più tempo. Bisogna fare in fretta. Lo merita la città, l'economia di quel territorio ed il territorio stesso, la comunità onesta che ha rigettato di piegarsi ai "capi bastone" ed il personale non compromesso e spesso martoriato dello stesso Comune di Ventimiglia. La comunità dell'espremo ponente ligure deve avere un chiaro segnale che la 'ndrangheta viene schiacciata, così come si schiacciano i vermi... deve vedere che tutte le figure compromesse, dai politici ai funzionari, dagli imprenditori ai professionisti ed ai servitori infedeli dello Stato, possono essere colpiti e annientati!

Noi, qui, oltre a quanto già scritto nel passato, e che, ovviamente non ripetiamo, riportiamo alcuni elementi, sempre da Atti Ufficiali che non sono, ovviamente, la Relazione della Commissione d'Accesso, ma che permettono di capire, se ve ne fosse ancora bisogno, il contesto e quindi la pesante compromissione del COMUNE DI VENTIMIGLIA, per arrivare al "ritratto" dei MARCIANO', famiglia storica della 'ndrangheta nell'estremo ponente ligure, per arrivare agli ai condizionamenti delle imprese, a partire da quelle del Gruppo PARODI... e lo facciamo con gli Atti dell'indagine MAGLIO. Buona lettura...
 
Il CLAN PELLEGRINO ed il COMUNE DI BORDIGHERA, tutta la storia
Scritto da Ufficio di Presidenza   
lunedì 05 dicembre 2011

alcuni degli esponenti del clan PELLEGRINO-BARILAROIl procuratore di Sanremo, Roberto Cavallone, ha tutte le ragioni ad affermare che di strada ve ne è ancora molta da fare in Liguria per poter efficacemente contrastare le organizzazioni mafiose. Ha ragione perché non è possibile che i giudici non siano in grado di capire quando si è davanti ad intimidazioni mafiose e non quindi in presenza di visite di "cortesia"
L'intimidazione mafiosa non sempre è cruenta, a volte è sottile, molto sottile e quasi impercettibile. Diventa chiara se si guarda a "chi" la promuove, ovvero soggetti forti della capacità di concretizzare la minaccia, anche perché gruppo armato e parte integrante ed inscindibile dall'organizzazione mafiosa.
I Giudici del Tribunale di Sanremo hanno guardato alle "visite" dei PELLEGRINO-BARILARO portate ai due assessori di Bordighera, per richiamarli "all'ordine", ovvero ad accontentare i loro desiderato, come a visite di due semplici individui che chiedevano conto "politicamente" del dissenso espresso davanti alla richiesta di apertura della Sala Giochi da parte della consorte del Maurizio PELLEGRINO, figlia del Benito PEPE'.
I Giudici non hanno tenuto conto di chi fossero i due "emissari", ovvero soggetti della 'ndrangheta, come risulta inequivocabilmente da risultanze certe. Ed i Giudici a Sanremo non hanno nemmeno, quindi, valutato che i testimoni, ovvero i due assessori minacciati, in aula non avevano confermato le accuse, per l'evidente e palpabile clima intimidatorio e la conseguente paura che i PELLEGRINO-BARILARO, in quanto cosca della 'ndrangheta, sono in grado di produrre anche quando parte del clan si trova in carcere. Una paura evidente già quando tentennavano nel parlarne informalmente e poi verbalizzando con Carabinieri e Procura.
I Giudici, come già altri giudici (ed altri pm) in Liguria, sono rimasti ciechi, come recentemente aveva ricordato - dopo anni che noi lo ripetiamo - anche il pm Anna Canepa della Direzione Nazionale Antimafia.

Detto questo chi ha scritto e prodotto la cosiddetta informazione sulla conclusione del processo ai PELLEGRINO-BARILARO ha scritto, in parte, l'ennesima "balla" clamorosa che altro non produce che, di fatto, un regalo straordinario ai PELLEGRINO-BARILARO, ovvero alla 'ndrangheta.
I capi di imputazione erano estorsione, minacce, minacce a corpo politico, favoreggiamento della prostituzione. Sono stati condannati per tutti i reati contestati tranne che per le "minacce a corpo politico"
. Non poteva che essere così, quando i giudici non tengono conto dell'intimidazione che ha condotto i testimoni (i due assessori) a negare le minacce ricevute e, soprattutto, quando non considerando che soggetti appartenenti a famiglie di 'ndrangheta non compiono "visite di cortesia" per chiedere conto di uno "sgarbo" (come è, per loro, l'esprimersi contro ai loro interessi), bensì compiono un'azione di richiamo volta ad intimidire il pubblico amministratore, forti dell'essere organizzazione mafiosa armata protetta da vincolo omertoso, per ottenere da questi i favori non richiesti, ma "pretesi" (la concessione per l'apertura della sala giochi).
Detto questo, si è letto e sentito, nei servizi delle testate giornalistiche regionali, che i PELLEGRINO-BARILARO erano stati assolti dall'accusa di associazione mafiosa, e che quindi, in altre parole non era mafiosi, come sosteneva l'accusa. Ma quando mai??? Quel capo di imputazione non vi era nemmeno
(e manco poteva esserci perché una Procura come quella di Sanremo non poteva nemmeno contestarlo, essendo competenza della DDA di Genova tale contestazione). Ed allora perché si è raccontata una "bufala" tanto abnorme quanto "utile" al ridare un immagine "ri-pulita" agli uomini del clan PELLEGRINO-BARILARO? Non è dato saperlo, ma drammaticamente così è stato...

 
Andrea NUCERA e' latitante... arrestato il suo braccio destro, candidato di Futuro e Liberta'
Scritto da Ufficio di Presidenza   
sabato 03 dicembre 2011
NUCERA E' LATITANTE
Enrico NAN, avvocato storico (e già socio) di Andrea NUCERA, rassicurava che l'impero NUCERA era solido, anzi solidissimo. Ormai ci credeva solo lui, tanto che lo stesso Andrea NUCERA si era già ritirato ad Abu Dhabi (dopo Dubai) perché sapeva bene che la barzelletta raccontata da NAN non lo avrebbe salvato, questa volta. Ed infatti, passo dopo passo, con rapida sequenza, l'impero NUCERA che dai tempi del "teardismo" (con i Giovanni e Francesco NUCERA) la faceva da padrone nel savonese, e che sembrava intoccabile, è crollato!
Adesso, dopo la contestazione della bancarotta fraudolenta e sottrazione fraudolenta di capitali, con sequestro di 125 milioni di beni, sono scattate le manette. Andrea DAMELE, braccio destro del NUCERA nelle sue società (ed anche nel PROGETTO PONENTE con ARTE!) è stato arrestato, mentre Andrea NUCERA è formalmente latitante. Entrambi sono difesi dall'avv. Enrico NAN che il DAMELE lo aveva anche candidato alle ultime elezioni amministrative per il Comune di Savona per "FUTURO E LIBERTA'"... e che era anche nella società THEA SRL dove tra i soci vi era - sino ai primi scricchiolii dell'"impero" - anche la società del NAN, ovvero "LA FAMIGLIA SRL".
Se per Nucera la latitanza è iniziata (ma lo si può sempre andare a prendere!) per "Futuro e Libertà" in Liguria non è certo un bel momento. Gianfranco Fini aveva appena rinnovato la sua fiducia in NAN (era sabato 26 novembre!) mentre mandava a quel paese i giovani che con la loro protesta contro i rapporti di NAN con i MAMONE e NUCERA, hanno contribuito ad evitare, quantomeno, che la sede regionale ligure di "Futuro e Libertà" fosse quella data in uso gratuito da un latitante, ex socio e difeso proprio dal Coordinatore Regionale di Fli, ovvero NAN.
Per ora, chi vuole per capire di più della storia di NUCERA può partire da qui.
 
LA SPEZIA: CONFISCA DEFINITIVA DI PATRIMONI ILLECITAMENTE ACCUMULATI
Scritto da Ufficio di Presidenza   
venerdì 02 dicembre 2011
LA SPEZIA: CONFISCA DEFINITIVA DI PATRIMONI ILLECITAMENTE ACCUMULATI
PUBBLICHIAMO INTEGRALMENTE IL COMUNICATO STAMPA DELLA DIA DI GENOVA, E COGLIAMO L'OCCASIONE PER RIBADIRE IL NOSTRO INFINITO GRAZIE PER LA LORO PROFESSIONALITA', DETERMINAZIONE ED EFFICACIA!
L'Ufficio di Presidenza

La Corte Suprema di Cassazione - Sezione VI - ha rigettato il ricorso proposto nell'interesse di VENTURI Gabriele, noto imprenditore 52 enne di Sarzana (SP) nel settore dell'import/export di autovetture di lusso, rendendo definitiva la sorveglianza speciale di P.S. con obbligo di soggiorno per anni 2, nonché la confisca di tutti i beni a lui riconducibili, per un valore approssimativo che si aggira oltre i 10 milioni di euro, già sottoposti a confisca nel luglio 2010, in accoglimento della richiesta formulata, ai sensi della normativa antimafia, dal Direttore della Direzione Investigativa Antimafia.

L'attività investigativa, svolta dal Centro Operativo D.I.A. di Genova in materia di misure di prevenzione, aveva consentito di far emergere il curriculum criminale di tutto rispetto del VENTURI con denunce per reati che vanno dal traffico di stupefacenti alla ricettazione di autovetture di lusso, ad illeciti societari di varia natura, commessi, in alcuni casi, in concorso con soggetti ritenuti associati alla criminalità organizzata con i quali, peraltro, era stata rilevata un'assidua frequentazione; da ultimo, il VENTURI era stato indagato dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Sarzana, che ha collaborato con il Centro Operativo D.I.A. di Genova nell'esecuzione del sequestro dei beni, per il grave reato di bancarotta fraudolenta avendo, quel Reparto, constatato l'avvenuta distrazione, dal patrimonio di una sua società, di beni per oltre 3,5milioni di euro.

Oltre a ciò, il VENTURI, per conseguire i suoi scopi illeciti finalizzati all'ingente arricchimento individuato, aveva realizzato un articolato sistema di interposizione fittizia dei beni e proventi accumulati attraverso soggetti terzi e società di copertura. Fra queste vi erano le aziende operanti nei settori del commercio ed import/export di autovetture di lusso ed immobiliari, oggi confiscate definitivamente.

L'attività d'indagine aveva fatto risaltare, altresì, che l'interessato ostentava un elevatissimo tenore di vita, evidenziato attraverso frequentazione abituale di locali pubblici di alto livello, l'acquisto di orologi di marche prestigiose e il mantenimento di numerose autovetture di lusso, totalmente sproporzionato ai redditi dichiarati ufficialmente dallo stesso e dai suoi familiari.

Così, nel luglio 2010, il Tribunale della Spezia, ritenendo fondata la richiesta avanzata dal Direttore della Direzione Investigativa Antimafia, aveva disposto la confisca di tutti i beni immobili (21 unità), fra cui ville e appartamenti di lusso, capannoni commerciali, oltre 300 autovetture, disponibilità bancarie, postali, titoli di credito per un totale in contanti di oltre € 500.000, 56 orologi di marche prestigiose, quote e proprietà di 4 società di compravendita ed import/export di autovetture, anche di lusso, nonchè 2 società immobiliari a vario titolo ritenute riconducibili al proposto per un valore complessivo stimato, come detto, in oltre 10 milioni di euro.

Per di più, reputando concreta la pericolosità sociale del VENTURI, ritenuto soggetto abitualmente dedito a traffici illeciti, che per la condotta ed il tenore di vita si ritiene viva abitualmente, anche in parte, con i proventi di attività delittuose, il Tribunale gli aveva applicato la sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza, con obbligo di soggiorno in Sarzana (SP), per la durata di anni 2.

Ora, quel patrimonio è passato definitivamente nelle mani dello Stato.

Genova, 2 dicembre 2011

f.to Centro Operativo DIA di Genova
 
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NOMI da non dimenticare

1893 Emanuele Notarbartolo. 1896 Emanuela Sansone. 1905 Luciano Nicoletti. 1906 Andrea Orlando. 1909 Joe Petrosìno. 1911 Lorenzo Panepinto. 1914 Mariano Barbato. Giorgio Pecoraro. 1915 Bernardino Verro. 1916 Giorgio Gennaro. 1919 Giovanni Zangara. Costantino Stella. Giuseppe Rumore. Giuseppe Monticciolo. Alfonso Canzio. 1920 Nicolò Alongi. Paolo Li Puma. Croce Di Gangi. Paolo Mirmina. Giovanni Orcel. Stefano Caronia. 1921 Pietro Ponzo. Vito Stassi. Giuseppe Cassarà. Vito Cassarà. Giuseppe Compagna. 1922 Domenico Spatola. Mario Spatola. Pietro Spatola. Paolo Spatola. Sebastiano Bonfiglio. Antonino Scuderi. 1924 Antonino Ciolino. 1944 Santi Milisenna. Andrea Raja. 1945 Calogero Comaianni. Nunzio Passafiume. Filippo Scimone. Calcedonio Catalano. Agostino D’alessandro. Calogero Cicero. Fedele De Francisca. Michele Di Miceli. Mario Paoletti. Rosario Pagano. Giuseppe Scalia. Giuseppe Puntarello. 1946 Angelo Lombardi. Vittorio Epifani. Vitangelo Cinquepalmi. Imerio Piccini. Antonino Guarisco. Marina Spinelli. Giuseppe Misuraca. Mario Misuraca. Gaetano Guarino. Pino Camilleri. Giovanni Castiglione. Girolamo Scaccia. Giuseppe Biondo. Giovanni Santangelo. Vincenzo Santangelo. Giuseppe Santangelo. Giovanni Severino. Paolo Farina. Nicolò Azoti. Fiorentino Bonfiglio Mario Boscone Francesco Sassano Emanuele Greco Giovanni La Brocca Vittorio Levico 1947 Accursio Miraglia. Pietro Macchiarella. Nunzio Sansone. Emanuele Busellini. Margherita Clesceri. Giovanni Grifò. Giorgio Cusenza. Castrenze Intravaia. Vincenzina La Fata. Serafino Lascari. Giovanni Megna. Francesco Vicari. Vito Allotta. Giuseppe Di Maggio. Filippo Di Salvo. Vincenzo La Rocca. Vincenza Spina. Provvidenza Greco. Michelangelo Salvia. Giuseppe Casarrubea Vincenzo Lo Iacono. Giuseppe Maniaci. Calogero Cajola. Vito Pipitone. Luigi Geronazzo. 1948 Epifanio Li Puma. Placido Rizzotto. Giuseppe Letizia. Calogero Cangelosi. Marcantonio Giacalone. Antonio Giacalone. Antonio Di Salvo. Nicola Messina. Celestino Zapponi. Giovanni Tasquier. 1949 Carlo Gulino. Francesco Gulino. Candeloro Catanese. Michele Marinaro. Carmelo Agnone. Quinto Reda. Carmelo Lentini. Pasquale Marcone Armando Loddo. Sergio Mancini. Antonio Bubusa. Gabriele Palandrani. Giovan Battista Alce. Ilario Russo. Giovanni Calabrese. Giuseppe Fiorenza. Salvatore Messina. Francesco Butifar. 1951 Antonio Sanginiti 1952 Filippo Intile. 1955 Salvatore Carnevale. Giuseppe Spagnuolo. 1957 Pasquale Almerico. Antonino Pollari. 1958 Vincenzo Di Salvo. Vincenzo Savoca 1959 Anna Prestigiacomo. Giuseppina Savoca. Vincenzo Pecoraro. Antonino Pecoraro. 1960 Antonino Damanti Cosimo Cristina. Paolo Bongiorno. 1961 Paolino Riccobono. Giacinto Puleo. 1962 Enrico Mattei. 1963 Giuseppe Tesauro. Mario Malausa. Silvio Corrao. Calogero Vaccaro. Pasquale Nuccio. Eugenio Altomare. Giorgio Ciacci. Marino Fardelli. 1966 Carmelo Battaglia. 1967 Giuseppe Piani. Nicola Mignogna 1968 Francesco Pignataro. Giuseppe Burgio. Salvatore Surolo. 1969 Orazio Costantino. 1970 Mauro De Mauro. 1971 Pietro Scaglione. Antonino Lorusso. Vincenzo Riccardelli. 1972 Giovanni Spampinato. Giovanni Ventra. Domenico Cannata. Di Maio Paolo. 1974 Angelo Sorino. Emanuele Riboli 1975 Calogero Morreale. Gaetano Cappiello. Francesco Ferlaino. Domenico Facchineri Francesco Facchineri Tullio De Micheli 1976 Gerardo D’arminio. Giuseppe Muscarelli. Pasquale Cappuccio. Caterina Liberti. Salvatore Falcetta Carmine Apuzzo Salvatore Longo Salvatore Buscemi Francesco Vinci Mario Ceretto Alberto Capua Vincenzo Ranieri Vincenzo Macrì 1977 Rocco Gatto. Stefano Condello. Vincenzo Caruso. Giuseppe Russo. Filippo Costa. Attilio Bonincontro. Donald Mackay Mariangela Passiatore Stefano Condello Vincenzo Caruso 1978 Ugo Triolo. Giuseppe Impastato. Antonio Esposito Ferraioli. Salvatore Castelbuono. Gaetano Longo Paolo Giorgetti 1979 Filadelfio Aparo. Mario Francese. Michele Reina. Giorgio Ambrosoli. Boris Giuliano. Calogero Di Bona. Cesare Terranova. Lenin Mancuso. Giovanni Bellissima. Salvatore Bologna. Domenico Marrara. Vincenzo Russo. Giuliano Giorgio. Lorenzo Brunetti. Antonino Tripodo. Rocco Giuseppe Barillà. 1980 Piersanti Mattarella. Giuseppe Valarioti Emanuele Basile. Giannino Losardo. Pietro Cerulli. Gaetano Costa. Carmelo Jannì. Domenico Beneventano. Marcello Torre. Vincenzo Abate. Giuseppe Giovinazzo Ciro Rossetti 1981 Vito Jevolella. Sebastiano Bosio. Onofrio Valvola. Leopoldo Gassani. Giuseppe Grimaldi. Vincenzo Mulè. Domenico Francavilla. Mariano Virone. Angelo Di Bartolo. Giuseppe Salvia. 1982 Luigi D’alessio. Salvatore Stallone Antonio Fontana Nicolò Piombino. Antonio Salzano Pio La Torre Rosario Di Salvo Gennaro Musella Giuseppe Lala Domenico Vecchio Rodolfo Buscemi Matteo Rizzuto Silvano Franzolin. Salvatore Raiti. Giuseppe Di Lavore. Antonino Burrafato. Salvatore Nuvoletta. Antonio Ammaturo. Pasquale Paola. Paolo Giaccone. Vincenzo Spinelli. Carlo Alberto Dalla Chiesa Emanuela Setti Carraro. Domenico Russo. Calogero Zucchetto Carmelo Cerruto Simonetta Lamberti Giuliano Pennacchio. Andrea Mormile Luigi Cafiero Graziano Antimo Gennaro De Angelis Antonio Valenti Luigi Di Barca Giovanni Filiano 1983 Giangiacomo Ciaccio Montalto Pasquale Mandato Salvatore Pollara Mario D’aleo. Giuseppe Bommarito. Pietro Morici. Bruno Caccia. Rocco Chinnici. Salvatore Bartolotta Mario Trapassi. Stefano Li Sacchi. Sebastiano Alonghi. Francesco Buzziti. Francesco Imposimato. Domenico Celiento. Cristiano Antonio. Nicandro Izzo. Fabio Cortese. Salvatore Musarò. Ottavio Andrioli. Gioacchino Crisafulli. 1984 Giuseppe Fava Renata Fonte. Cosimo Quattrocchi. Francesco Quattrocchi Cosimo Quattrocchi Marcello Angelini Salvatore Schimmenti Giovanni Catalanotti Antonio Federico Paolo Canale Leonardo Vitale Giovanbattista Altobelli. Lucia Cerrato. Anna Maria Brandi. Anna De Simone. Giovanni De Simone. Nicola De Simone Luisella Matarazzo. Maria Luigia Morini. Federica Taglialatela Abramo Vastarella. Pier Francesco Leoni. Susanna Cavalli. Angela Calvanese. Carmine Moccia. Valeria Moratello. Franco Puzzo. Michele Brescia. Santo Calabrese. Antioco Cocco. Vincenzo Vento Pietro Busetta Salvatore Squillace 1985 Pietro Patti. Giuseppe Mangano Gioacchino Taglialatela Sergio Cosmai Giovanni Carbone. Barbara Rizzo Asta. Giuseppe Asta. Salvatore Asta. Beppe Montana. Antonino Cassarà. Roberto Antiochia. Giuseppe Spada. Enrico Monteleone. Giancarlo Siani. Biagio Siciliano. Giuditta Milella. Carmine Tripodi. Graziella Campagna. Morello Alcamo. Giuseppe Macheda. Roberto Parisi 1986 Paolo Bottone. Giuseppe Pillari Filippo Gebbia Antonio Morreale Francesco Alfano. Antonio Pianese Vittorio Esposito. Salvatore Benigno Claudio Domino. Filippo Salsone. Antonio Sabia Giovanni Giordano Nunziata Spina Antonio Bertuccio Francesco Prestia Domenica De Girolamo 1987 Giuseppe Rechichi. Rosario Iozia. Giuseppe Cutroneo. Rosario Montalto. Sebastiano Morabito. Antonio Civinini. Carmelo Iannò. Carmelo Ganci. Luciano Pignatelli. Giovanni Di Benedetto. Cosimo Aleo 1988 Giuseppe Insalaco. Giuseppe Montalbano Natale Mondo. Donato Boscia. Francesco Megna Alberto Giacomelli. Antonino Saetta. Stefano Saetta. Mauro Rostagno. Luigi Ranieri. Carmelo Zaccarello Girolamo Marino Aniello Cordasco Giulio Capilli Pietro Ragno Abed Manyami 1989 Francesco Crisopulli. Giuseppe Caruso. Francesco Pepi. Marcella Tassone. Nicola D’antrassi. Vincenzo Grasso Paolo Vinci Salvatore Incardona. Antonino Agostino. Ida Castellucci. Grazia Scimè. Domenico Calviello. Anna Maria Cambria. Carmela Pannone. Pietro Giro Donato Cappetta Calogero Loria. Francesco Longo. Giovanbattista Tedesco Colin Winchester Giacomo Catalano Giuseppe Giovinazzo Pietro Polara 1990 Nicola Gioitta Iachino. Emanuele Piazza. Giuseppe Tragna Massimo Rizzi Giovanni Bonsignore. Antonio Marino Rosario Livatino. Alessandro Rovetta. Francesco Vecchio. Andrea Bonforte Giovanni Trecroci. Saverio Purita. Angelo Carbotti. Domenico Catalano. Maria Marcella. Vincenzo Miceli Elisabetta Gagliardi. Giuseppe Orlando. Michele Arcangelo Tripodi. Pietro Caruso. Nunzio Pandolfi. Arturo Caputo. Roberto Ticli. Mario Greco. Rosario Sciacca. Giuseppe Marnalo. Francesco Oliviero. Cosimo Durante. Angelo Raffaele Longo. Cataldo D’ippolito. Raffaela Scordo. Emilio Taccarita. 1991 Valentina Guarino. Angelica Pirtoli. Giuseppe Sceusa. Salvatore Sceusa. Vincenzo Leonardi. Antonio Carlo Cordopatri. Angelo Riccardo. Andrea Savoca Domenico Randò. Sandra Stranieri Antonio Scopelliti. Libero Grassi. Fabio De Pandi. Giuseppe Aliotto. Antonio Rampino. Silvana Foglietta. Salvatore D’addario. Renato Lio. Giuseppe Leone Francesco Tramonte. Pasquale Cristiano. Stefano Siragusa Alberto Varone Felice Dara Vincenzo Salvatori Serafino Ogliastro Vito Provenzano Giuseppe Grimaldi Salvatore Tieni Nicola Guerriero Giuseppe Sorrenti Antonio Valente 1992 Salvatore Aversa. Lucia Precenzano. Paolo Borsellino. Antonio Russo Antonio Spartà. Salvatore Spartà. Vincenzo Spartà. Fortunato Arena. Claudio Pezzuto. Salvatore Mineo. Alfredo Agosta. Giuliano Guazzelli. Giovanni Falcone. Francesca Morvillo. Rocco Di Cillo. Antonino Montinaro. Vito Schifani. Paolo Borsellino. Agostino Catalano. Walter Eddie Cosina. Emanuela Loi. Vincenzo Li Muli. Claudio Traìna. Rita Àtria. Paolo Ficalòra. Pasquale Di Lorenzo. Giovanni Panunzio. Gaetano Giordano Giuseppe Borsellino. Saverio Cirrincione. Antonio Tamborino. Mauro Maniglio. Raffaele Vitiello. Emanuele Saùna. Antonino Siragusa Lucio Stifani 1993 Beppe Alfano. Adolfo Cartisano Pasquale Campanello. Nicola Remondino. Domenico Nicolò Pandolfo Maurizio Estate. Fabrizio Nencioni. Angela Fiume. Nadia Nencioni. Caterina Nencioni. Dario Capolicchio. Carlo La Catena. Stefano Picerno. Sergio Pasotto. Alessandro Ferrari. Moussafir Driss. Don Giuseppe Puglisi. Raffaele Di Mercurio. Andrea Castelli. Angelo Carlisi Riccardo Volpe Antonino Vassallo Francesco Nazzaro Loris Giazzon Giorgio Vanoli 1994 Vincenzo Garofalo. Antonino Fava. Don Giuseppe Diana. Ilaria Alpi. Miran Hrovatin. Enrico Incognito. Luigi Bodenza Ignazio Panepinto. Maria Teresa Pugliese Giovanni Simonetti Salvatore Bennici Calogero Panepinto. Francesco Maniscalco. Nicholas Green. Melchiorre Gallo. Giuseppe Russo. Cosimo Fabio Mazzola Girolamo Palazzolo Leonardo Canciari Llliana Caruso Agata Zucchero Leonardo Santoro Palmina Scamardella Antonio Novella Francesco Aloi 1995 Francesco Brugnano. Giuseppe Di Matteo Francesco Marcone. Serafino Famà. Gioacchino Costanzo. Peter Iwule Onjedeke. Fortunato Correale. Antonino Buscemi. Giuseppe Montalto. Giuseppe Cilia Giuseppe Giammone Giovanni Carbone Claudio Manco Francesco Tammone Antonio Brandi Antonio Montalto Epifania Cocchiara Giammatteo Sole 1996 Giuseppe Puglisi. Anna Maria Torno Giovanni Attardo. Davide Sannino. Santa Puglisi. Salvatore Botta. Salvatore Frazzetto. Giacomo Frazzetto. Maria Antonietta Savona. Riccardo Salerno. Gioacchino Bisceglia. Rosario Ministeri. Calogero Tramùta Pasquale Salvatore Magrì Celestino Fava Antonino Moio 1997 Giuseppe La Franca. Ciro Zirpoli. Giulio Castellino. Agata Azzolina. Raffaella Lupoli. Silvia Ruotolo. Angelo Bruno. Luigi Cangiano. Francesco Marzano. Andrea Di Marco Vincenzo Arato 1998 Incoronata Sollazzo. Maria Incoronata Ramella. Erilda Ztausci. Enrico Chiarenza. Salvatore Di Falco. Rosario Flaminio. Alberto Vallefuoco. Giuseppina Guerriero. Luigi Ioculano. Domenico Geraci. Antonio Condello. Mariangela Anzalone. Giuseppe Messina. Graziano Muntoni. Giovanni Gargiulo Giovanni Volpe Giuseppe Radicia Orazio Sciascio Giuseppe Iacona Davide Ladini Saverio Ieraci Antonio Ferrara 1999 Salvatore Ottone. Emanuele Nobile. Rosario Salerno. Stefano Pompeo. Filippo Basile. Hiso Telaray. Matteo Di Candia. Vincenzo Vaccaro Notte. Luigi Pulli. Raffaele Arnesano. Rodolfo Patera. Ennio Petrosino Rosa Zaza. Anna Pace. Sandro Scarpato Marco De Franchis 2000 Antonio Lippiello. Salvatore Vaccaro Notte. Antonio Sottile. Alberto De Falco. Ferdinando Chiarotti. Francesco Scerbo. Giuseppe Grandolfo. Domenico Stanisci. Domenico Gullaci. Maria Colangiuli. Hamdi Lala. Gaetano De Rosa. Saverio Cataldo. Daniele Zoccola. Salvatore Rosa. Giuseppe Falanga. Luigi Sequino. Paolo Castaldi. Gianfranco Madia. Valentina Terracciano. Raffaele Iorio. Ferdinando Liquori 2001 Giuseppe Zizolfi. Tina Motoc. Michele Fazio. Carmelo Benvegna. Stefano Ciaramella. 2002 Federico Del Prete. Torquato Ciriaco. Maurizio D’elia 2003 Domenico Pacilio. Gaetano Marchitelli. Claudio Tagliatatela. Paolino Avella. Michele Amico 2004 Bonifacio Tilocca. Annalisa Durante. Stefano Biondi. Paolo Rodà. Gelsomina Verde. Dario Scherillo. Matilde Sorrentino. Francesco Estatico. Fabio Nunneri. Massimiliano Carbone Pepe Tunevic 2005 Francesco Rossi. Attilio Romanò Francesco Fortugno Giuseppe Riccio Daniele Polimeni Gianluca Congiusta 2007 Carmela Fasanella Romano Fasanella Domenico De Nittis ...E TUTTI GLI ALTRI DI CUI NON SIAMO ANCORA RIUSCITI A CONOSCERE IL NOME.

 


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A QUANTI CI STANNO TESTIMONIANDO LA LORO SOLIDARIETA' ED IL LORO SOSTEGNO A SEGUITO DELLE NUOVE E PESANTI MINACCE RICEVUTE... NON CEDIAMO, NON LO FAREMO MAI, ED ANZI ANDIAMO AVANTI CON ANCORA
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PERCHE' LE LORO MINACCE SONO SINTOMO DI DEBOLEZZA E DEL FATTO CHE SI E' COLPITO IL LORO NERVO SCOPERTO!


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"Tra la via Emilia e il Clan" il primo volume dei Quaderni dell'Attenzione 
la presentazione del libro,
l'indice, ed i video

clicca qui

COME AVERE
UNA COPIA
DEL LIBRO?
CLICCA QUI 



La Colata

è uscito
"LA COLATA"

nuovo libro-inchiesta
dove si parla delle
colate di asfalto e
cemento che
devastano l'Italia.
Nel libro sono riprese
molte delle questioni
che abbiamo affrontato
e sollevato come
Casa della Legalità,
dalla speculazioni
in Liguria, agli affari
della Chiesa e degli
uomini dell'Opus Dei,
la storia del calcestruzzo
che abbiamo documentato
nel libro "Tra la via Emilia
e il Clan", per passare
dalla piana Toscana
sino a Marsala.
Fatti, dati, nomi, luoghi
un lavoro documentato
e preciso di inchiesta
per permetterci di
conoscere e quindi
di reagire.
Il libro, ed.Chiarelettere,
è scritto da
Ferruccio SANSA
Marco PREVE
Andrea GARIBALDI
AntoniO MASSARI
Giuseppe SALVAGGIULO
vai alla scheda del libro
sul sito di chiarelettere

I VIDEO

MARCO PREVE
guarda il video
su Youtube - clicca qui


FERRUCCIO SANSA
guarda il video
su Youtube - clicca qui




Economia

sommersa,
illegale e
criminale

Documento integrale
presentato da
Franco Archibugi,
Alessandro Masneri,
Giorgio Ruffolo
ed Elio Veltri
ai fini della costituzione
di un Gruppo di studio -
approfondimento e di
relative iniziative sui
problemi della
economia sommersa
e sull'evasione fiscale
e contributiva

CLICCA QUI



ALTRA LETTURA
CONSIGLIATA

ECONOMIA CRIMINALE, il libro di Roberto Galullo
Il libro di
ROBERTO GALULLO
edito da Il Sole 24 Ore
clicca qui



I VOLANTINAGGI
NON DEVONO
AVERE ALCUNA
AUTORIZZAZIONE

Grazie all'allora Pretore
Antonino Caponnetto
la Corte Costituzionale
con la 1° sentenza,
nel 1956, sancì che in
applicazione dell'art.21
della Costituzione non
possa esservi norma
che preveda una
"autorizzazione"
per effettuare un
volantinaggio.
LEGGI E DIFFONDI
LA SENTENZA
clicca qui



La verità sui beni confiscati

per scaricare il .pdf
clicca qui

per leggere la presentazione
ed il dossier clicca qui
Mafia Pulita
il libro di Elio Veltri
e Antonio Laudati

Le organizzazioni criminali
italiane alla conquista
dell'economia legale
e globale

(edizioni Longanesi)
leggi la scheda
e l'intervista ad Elio Veltri
di DemocraziaLegalità.it
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lo speciale su "Il Partito del Cemento"
NAVI TOSSICHE
Nuova inchiesta
e foto shock
dalla Somalia
Navi tossiche, nuove foto dalla Somalia
la sintesi (IT)
formato .pdf
il dossier (EN)
formato .pdf
vai alla galleria
fotografica sul sito
di Greenpeace


E' USCITO
"Le navi della vergogna" il libro-inchiesta di Riccardo Bocca
il libro-inchiesta
"LE NAVI DELLA
VERGOGNA"

Un lavoro serio e
documentato di
Riccardo Bocca,
che ancora una volta
affronta la questione
delle navi dei veleni
guardando ai fatti
e senza cedere a
distorsioni di comodo
vai alla scheda del libro
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Paolo Borsellino
19 LUGLIO 1992
19 LUGLIO 2009
basta alla retorica ed
all'ipocrisia sulle stragi
che hanno posto il
sigillo sul patto
tra Stato e Mafia

ritroviamoci
davanti alle Procure
d'Italia, domenica
19 luglio 2009,
con un "agenda rossa"


La Casa della Legalità
sostiene e aderisce
alla mobilitazione del
"comitato19luglio2009"
La memoria
è impegno!!!

clicca qui per
il video realizzato
dal Pbc sulla
mobilitazione del
19 luglio 2009
a Genova


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i video
della
manifestazione del
26 settembre 2009
a Milano "Agora' per
l'Agenda Rossa
"

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La Voce del Ribelle

06.02.2012
Un “bandito”
contro la mafia

di Davide Stasi

07.02.2012
La mafia al nord,
tra la Via Emilia
e i clan

di Davide Stasi

08.02.2012
Dalla
Milano-Serravalle
alle relazioni
pericolose tra
politica e malavita

di Davide Stasi


Genova - Repubblica.it

07.02.2012
Mafia in Liguria:
il Pdl nega,
il Pd in ritardo

di Marco Preve


il Fatto

06.02.2012
Contro
la ‘Ndrangheta
in Liguria

di Ferruccio Sansa

21.01.2012
Non lasciamo
solo Christian
Abbondanza

di Ferruccio Sansa


Il Secolo XIX web
VIDEO-INTERVISTE

17.09.2011
Genova - Viaggio
nel centro storico
La criminalità
organizzata
vista dalla
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di Licia Casali

27.09.2011
Botta e risposta
a distanza
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e Marta Vincenzi

di Licia Casali

10.10.2011
"Criminalità
e Imprese"
Botta e risposta
a distanza
Casa della Legalità
e Camera di
Commercio

di Licia Casali

21.10.2011
"Criminalità
e Politica"
Botta e risposta
a distanza
Casa della Legalità
e Monteleone

di Licia Casali



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- novembre 2011 -
E' USCITO IL
NUOVO LIBRO DI
ROBERTO GALULLO

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Il proc. Giuseppe Pignatone
LE PAROLE DEL
Proc. PIGNATORE
CHE SUONANO LA
SVEGLIA PER
IL NORD ITALIA
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LA RELAZIONE
DELLA DNA

- dicembre 2010 -
(formato .pdf)
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ULTIME
NEWS


OPERAZIONE
MAGLIO 3
(formato .pdf)
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OPERAZIONE
MAGLIO

(formato .pdf)
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OPERAZIONE
MINOTAURO

(formato .pdf)
>
parte 1 <
> parte 2 <
> parte 3 <
> parte 4
<
> parte 5 <



I FOTIA con la SCAVO-TER al centro dell'inchiesta per corruzione, riciclaggio e frode fiscale
Il testo integrale
dell'Ordinanza
di Custodia
Cautelare del Gip di
Savona a carico di
PIETRO FOTIA,
ROBERTO DROCCHI
ed altri

- formato .pdf -
CLICCA QUI


il nostro articolo
del 17.05.2011
"SUI FOTIA, COSCA MORABITO PALAMARA BRUZZANITI, CHIUDIAMO LA PARTITA?"

(con l'albero genealogico
della famiglia FOTIA)


il nostro articolo
del
11.05.2011
"
Nel savonese l'illegalita' tra mafia, politica e affari... e Pietro Fotia e' agli arresti"


articolo di Ferruccio Sansa
del 12.05.2011 sul sito
de Il Fatto quotidiano
"Corruzione e l'ombra della ‘ndrangheta. In carcere il candidato del Pd a Savona"

gli articoli di Il Secolo XIX

del 11.05.2011 dal sito
"Terremoto nel Pd, Drocchi arrestato per corruzione"

tutti gli articoli
dell'edizione cartacea
- formato .pdf -

12.05.2011
CLICCA QUI

13.05.2011
CLICCA QUI

14.05.2011
CLICCA QUI

TRA I PRECENTI
NOSTRI ARTICOLI
SUI FOTIA

04.04.2011
"Ogni tanto si vince...
"

26.03.2011
"
FOTIA della cosca MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI da Savona con furore..."

24.03.2011
"Sulle Mafie l'ipocrisia politica e' pericolosa.
Il caso Genova
"
(dove si parla della Genova Hi-Tech, Torri del Faro ed altre bazzecole)

23.12.2010
"
Sequestri per la Scavo-Ter ed un arresto in casa Fotia..."

27.08.2010
"I
Fotia, cosca Morabito-Palamara-Bruzzaniti, a Savona tanto amati..."

07.04.2010
"Tra cave e cantieri ecco la Scavo-Ter dei Fotia"



regione-liguria.jpg
LE OSSERVAZIONI
INVIATE DALLA
"CASA DELLA LEGALITA"
all'Assemblea Legislativa
e Commissioni della
REGIONE LIGURIA
sulla proposta di legge
reg. presentata
del gruppo PD sul c.d.
contrasto alle mafie
(con richiesta di audizione)
- formato .pdf -
CLICCA QUI

qui invece
la proposta di
legge regionale
e le premesse del PD
clicca qui



L'OMERTA' E ROTTA
tra Genova e Savona
I RAPPORTI TRA
LE FAMIGLIE
SONO ORMAI CHIARI

Franco RAMPINO e Carmelo GULLACE
LA CASA DELLA LEGALITA', COME ANNUNCIATO, HA PUBBLICATO ALCUNI DEI DOCUMENTI INEDITI SUI RAPPORTI DELLE STORICHE FAMIGLIE DELLA 'NDRANGHETA TRA GENOVA E SAVONA
Gino MAMONE con Franco RAMPINO

QUI I NOSTRI ARTICOLI:

7.04.2011
I MAMONE. Da un lato si brinda con i boss e dall'altro si conquistano gli appalti

8.04.2011
Mamone, Fazzari (e Gullace)... e le Amministrazioni Pubbliche

09.04.2011
Ma la Vincenzi non aveva detto che... (e quindi: da quando il Sindaco si fa "intermediario"?)

12.04.2011
Alla corte dei MAMONE, gli Enti locali, le societa' pubbliche e colossi privati...


QUI LE PAGINE DE
"IL SECOLO XIX"
(formato .pdf)

8.04.2011
edizione GENOVA
GENOVA, IL BATTESIMO DEI
BOSS. ECCO IL VIDEO CHE
INGUAIA I MAMONE

8.04.2011
edizione SAVONA
GULLACE E LA MOGLIE
AL BATTESIMO IN ODORE
DI MAFIA

9.04.2011
edizione GENOVA
LA CUPLA CALABRESE
A GENOVA DA 20 ANNI

9.04.2011
edizione SAVONA
FOTIA
AL FUNERALE DEL BOSS

10.04.2011
edizione GENOVA
UN SANTINO BRUCIATO
INCHIODA LA CUPOLA


dall'edizione SAVONA 
del 10.04.2011
FOTIA ORA "SFIDA"
LA PROCURA

[dove Pietro FOTIA parla
di nuovo della SCAVO-TER
come se fosse sua ma dove
non risulta... e dove dice che
lui la 'Ndrangheta non la 
conosce]

12.04.2011
edizione GENOVA
FIERA DEL MARE, APPALTI
NON TRASPARENTI
 

13.04.2011
edizione GENOVA
MAMONE,
IL GRANDE RASTRELLATORE
Così l'imprenditore amico dei boss ha conquistato il monopolio

[con albero genealogico della famiglia Mamone e scheda sugli ultimi appalti e incarichi pubbli e privati]



Giulia FAZZARI con Franco RAMPINO

ED ORA AVANTI,
SONO ALL'ANGOLO E
BISOGNA CHIUDERE
LA PARTITA!




IL 15 APRILE 2011
A SESTRI LEVANTE

CLICCA L'IMMAGINE
PER INGRANDIRE
LA LOCANDINA

appuntamento con gli autori de LA COLATA



Sotto Tiro, la nuova trasmissione di Roberto Galullo
SOTTO TIRO
storie di mafia
e antimafia
la nuova trasmissione
di Roberto Galullo
seguila online

la puntata sul
ponente ligure con
 la Casa della Legalità
del 31.03.2011
clicca qui

e se ne era già parlato
nella puntata del
14.10.2010 con la
Casa della Legalità

clicca qui




MUSOLINO
RESTA,
PER FORTUNA,
A GENOVA

Apprendiamo non solo che è emerso chiaramente che quella del "bagno d'oro" della Prefettura di Genova era una "trappola" in piena regola (1-2-3) come avevamo denunciato per primi) per screditare il Prefetto Musolino, e che a seguito dell'inchiesta ministeriale è stata accertata la totale estraneità al fatto di Musolino, ma soprattutto che ai signori mandanti della "trappola" è andata male: il Prefetto Musolino resta a Genova! La sua esperienza e determinazione nel contrasto alle organizzazioni mafiose è infatti fondamentale per il capoluogo ligure.



Exit - La7
16 MARZO 2011
EXIT su La7
"FRATELLI
DI MAFIA"
Si è parlato anche
della Liguria dopo
il caso di Bordighera.
Tra gli ospiti in studio
Roberto Scarpinato
e Lirio Abbate.

Per rivedere
l'INTERA PUNTATA

CLICCA QUI

Per vedere il servizio
sulla LIGURIA
e l'intervento della
Casa della Legalità

CLICCA QUI



Speciale sulla 'Ndrangheta al nord su SkyTg24
'NDRANGHETA,
ULTIMA FERMATA
A NORD

Infiltrazioni negli appalti pubblici, condizionamento della politica, percezione del fenomeno da parte della gente. Che faccia ha la ndrangheta al Nord e quali sono i suoi affari.

GUARDA LE
DUE PUNTATE
dal nostro sito
CLICCA QUI


GUARDA LE
PUNTATE
dal sito di Sky
CLICCA QUI
 
Rileggi l'articolo con cui
rendevamo noto che
lo speciale era stato
cancellato dalla
programmazione
a poche ore dalla
messa in onda e
senza motivazione
alcuna...
leggi qui



SISTEMATO
IL CAMPO DEI MILLE
A GENOVA

dopo la nostra denuncia
ripresa da Ferruccio Sansa
su Il Fatto, dal blog di Grillo,
da Agorà su Rai3 e dal Tg1
il Comune di Genova
si è mosso!
PER VEDERE I SERVIZI
DEL TG1 e di AGORA'

CLICCA QUI




Ed intanto due note di servizio su Genova:
- uno dei bar del gruppo della "decina" di Cosa Nostra, tra via Jori e via Sonnino, dopo l'arresto del gestore, è passato ad uno dei Maurici;
- il boss Gianni Calvo ha ceduto il ristorante L'Ambanata di via Vezzani a Genova...
E' l'ennesima sede di "incontro" che devono abbandonare a seguito dell'azione "terra bruciata intorno ai mafiosi" che portiamo avanti con l'azione di informazione... (ed a proposito dell'azione "terra bruciata intorno ai mafiosi" abbiamo scoperto che il figliolo del boss Garcea, il Daviduzzo, voleva denunciarci per "minacce" per i volantini "ONOFRIO GARCEA CONSEGNATI" che abbiamo realizzato per contribuire a stanare dalla latitanza il tipetto!
ANDIAMO AVANTI!!!

SUL MARANO 

Il giudice del Tribunale Civile di Genova ha accolto il ricorso ex art. 700 del MARANO (quello che aveva come collaboratore il boss Onofrio GARCEA nella propria finanziaria EGGEFIDIRECT) perché non si può accostare il MARANO al GARCEA. Chiaro? Non comprendiamo la decisione del Giudice, ma ne prendiamo atto e la rispettiamo. A breve riformuleremo quindi l'articolo, facendone due distinti, uno sul Marano ed uno sul Garcea, così da non accostarli!



La Eco.Ge era in opera per la bonfica (?) dell'ex zuccherificio
  BONIFICA (?)
EX ZUCCHERIFICIO
DI FINALE EMILIA

E' stato confermato quanto denunciato dalla Casa della Legalità con l'esposto ai NOE.
Le analisi effettuate dall'ARPA hanno rilevato che il suolo dell'area è pieno di fibre di amianto interrate e terre intrise di idrocarburi. Purtroppo la pratica devastante, per ambiente, salute ed economia locale, continua! Rileggi l'articolo con le foto.

Da Savona alle Isole Vergini Britanniche... per finire alle Bermuda
ECO-SAVONA
L'ILLEGALITA'
SUI RIFIUTI CONTINUA
Da un lato prosegue l'iter di un ampliamento
- che non sta in piedi, come ricorda il Wwf - per la discarica del Boscaccio, dall'altro gli "esperti" delle società e dei Comuni continuano a dire che l'assetto societario è pienamente legale... forse non hanno letto la nuova normativa che vieta (vieta!) agli Enti Locali di entrare in società e contrattare con società aventi base in paradisi fiscali... e le Isole Vergini Britanniche sono un paradiso fiscale! Poi i responsabili della GEO-TEA, proprietaria di maggioranza della ECO-SAVONA, dichiarano che sono però disposti - se gli viene autorizzato l'ampliamento, e solo dopo il via libera a questo - a portare la società controllante in Italia... peccato che questa faccia capo ad una società alle Bermuda.
Ma a Vado Ligure la vice-sindaco non era la "baricadera" dell'ambiente e della legalità, contro lo strapotere dei partiti e delle lobby?
Leggi l'ottima ricostruzione di Mario Molinari su SavonaNews.


6 proposte a Confindustria per passare dalle parole ai fatti

Desio si è sciolto ed ha evitato l'inchiesta... ed i Prefetti di Lombardia sono immobili
SCONVOLGENTE
Ordine perentorio di tagliare le spese per le intercettazioni (che rispetto a cinque anni fa dovranno diminuire quasi del 70%) e per i sequestri. Questo ordine non lo ha dato Berlusconi e nemmeno Alfano, ma il reggente Procuratore capo di Genova (e coordinatore della DDA) Vincenzo Scolastico!



La DDA genovese e la sacra unità della famiglia...



Il pericoloso strabismo di Fazio e Saviano...



SANITA'
NEWS IN BREVE
DALLA CALABRIA

Maria Grazia Laganà ved. Fortugno è stata rinviata a giudizio per truffa in merito ad un appalto della Asl di Locri. Ricordate quando sollevammo
il caso le palate di insulti e isolamento che ricevemmo?
Intanto Domenico "Mimmo" Crea è stato condannato a 11 anni nell'ambito dell'inchiesta "Onorata Sanita" di cui abbiamo tanto parlato!



La mappa del riciclaggio in Italia (per città e Regioni)
La mappa del
denaro sporco.

Genova prima
per indice
di riciclaggio

da Il Sole 24 Ore
con tabelle
per province
e per regioni
clicca qui




Led.it
Casa della Legalità

L'Emilia-Romagna colonizzata dalle cosche 
Il documento integrale
"Considerazioni
e proposte su
attività legislativa
e normativa
della Regione
Emilia-Romagna
volte al contrasto
di fenomeni
mafiosi e
di riciclaggio"

a cura di Elio Veltri
e Christian Abbondanza
(formato .pdf)
CLICCA QUI

Il documento è stato presentato in conferenza stampa pubblica a Bologna il 13 novembre (qui il servizio Tgr e lancio agenzia Dire) ed inviato a tutti i consiglieri regionali ed i componenti della Giunta.



associazione
DEMOCRAZIA
E LEGALITA'

Elio Veltri rilancia la
necessità di un impegno
collettivo per
perseguire alcuni
punti fondamentali

"
Progetto-Regole
e Comportamenti
"

sono quindi aperte le
iscrizioni all'associazione
"DEMOCRAZIA E LEGALITA'"

A breve sranno realizzati
incontri in ogni regione
Statuto
Modulo di iscrizione
(il modulo compilato va
spedito via fax al
numero 1786006133)
oppure scrivi a
Elio Veltri

 

DIRITTI
NATURA
SALUTE


DOSSIER
SUGLI EFFETTI
SULLA SALUTE
dell'INCENERIMENTO
DEI RIFIUTI

per Autorità dello Stato,
Magistrati e Giornalisti
-- ISDE --
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PESTICIDI
CANCRO
E SALUTE

di Patrizia Gentilini
Associazione Medici per
l’Ambiente ISDE Italia
clicca qui

Giulio Andreotti
(mafioso prescritto)
tra bandiere vaticane
e alte uniformi
13.05.2008 - Genova
Andreotti è un mafioso prescritto. A Genova...
l'articolo ed il video

... e le riflessioni
del giorno dopo
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I semestre 2009
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In merito al processo
di primo grado, seguente
all'
Ordinanza di Arresto
dei SANTAPAOLA
ed altri
ci viene segnalato da
Ivan Scaravilli,
coinvolto nel procedimento, 
che a seguito del processo
di primo grado lo stesso
è stato assolto

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