|
Scritto da Ufficio di Presidenza
|
|
martedì 09 marzo 2010 |
|
Il mafioso Matteo TAMBURELLO (che viene processato separatamente) disse: "Un palo a Mazara non si alza se non lo voglio io". La pontente rete mafiosa e massonica si è mossa (da sud a nord) per agevolare certe imprese che son nate dal nulla... Ma anche i reparti investigativi e la Magistratura si sono mossi (e si muovono) ed alla fine il marcio viene a galla!
Oggi, infatti, a Palermo, sono stati inflitti complessivamente 33 anni di carcere gli imprenditori, tecnici comunali e mafiosi che "deliberavano" sulla realizzazione degli impianti eolici nel trapanese. Il Gup ha acconto le accuse dell'inchiesta della DDA di Palermo ed ha condannato a 8 anni e 4 mesi Giovan Battista AGATE - fratello del boss Mariano, Giuseppe SUCAMELI, architetto del Comune di Mazzara del Vallo e Antonio CUTTONE. Ai tre che rispondevano del reato di associazione mafiosa, si aggiungono Vito MARTINO, ex consigliere comunale, condannato a 3 anni per corruzione; Luigi FRANZINELLI, imprenditore trentino condannato a 2 anni per corruzione aggravata dall'aver agevolato Cosa Nostra; Antonio AQUARO, socio di FRANZINELLI, a 1 anno e 10 mesi.
Nelle intercettazioni alla base di questo (primo) procedimento compaiono con chiarezza devastante alcuni passaggi sulla grande impresa del nord che tanto lavora nella terra savonese... Leggendo l'Ordinanza si trovano tutti questi passaggi sugli uomini della FERA, dal Cesare FERA all'ing. Sebastiano FALESI e si leggerà, ad esempio, che il Gip scive in merito ai fatti relativi alla FERA srl che "il supporter, in questo caso, è SUCAMELI Giuseppe, in collaborazione con il suo fidato amico TAMBURELLO Calogero".
Ed ancora: "Accade, pertanto, che FALESI Sebastiano si allarmi a causa dell’iniziativa di BRUNO Ettore. Il FALESI, infatti, sa che la società FERA ha come proprio referente, in Mazara del Vallo, TAMBURELLO Calogero, ed è da lui che attende notizie. Pertanto, lo chiama e gli chiede spiegazioni sull’incontro convocato dal Sindaco.
TAMBURELLO Calogero, allarmato a sua volta per la notizia datagli da FALESI, informa immediatamente SUCAMELI Giuseppe, il quale manifesta sorpresa e disappunto. A suo dire, infatti, egli aveva informato il Sindaco MACADDINO Giorgio, che la FERA era “cosa nostra” (di SALADINO e TAMBURELLO Calogero); per tale ragione, SUCAMELI pretendeva che i rapporti fra l’Amministrazione comunale e la FERA passassero attraverso lui". Tutto per la FERA quindi, con tali "onorati" sponsor, si risolverà al meglio ed il suo progetto andrà avanti!
Ne avevamo già parlato di questa partita "eolica" che tanto piace alle mafie, alla politica del falso ambientalismo molto incline alla corruzione, ed alle imprese spregiudicate (e criminali) tra truffe sui fondi pubblici e quella dei certifati verdi - clicca qui - e torneremo a parlarne a breve e con molti, molti documenti. Anche perchè oltre alla partita di Eolo, di aperto, c'è anche quella degli altri amici della FERA, presi con l'Operazione "Via col Vento" (leggi qui)
Ecco integralmente l'ORDINANZA "EOLO" clicca qui - formato .pdf
|
|
Scritto da C.Abbondanza - R.Anguillesi
|
|
lunedì 08 marzo 2010 |
|
L'Opus Dei è potente in Liguria e la rincorsa al suo sostegno porta a fare di tutto. Il "partito" per eccellenza di lor signori si chiama Udc, e la corsa per accaparrarsi il consenso (alias i "voti") non conosce confini e limiti, ed i più inclini a cedere su ogni fronte sono proprio quei partiti che della "laicità" fanno la propria bandiera, a partire dal Pd per arrivare a Rifondazione Comunista e sinistre e gabbiani vari.
L'esempio offerto dalla Liguria è emblematico. Non lo è perché quel manifesto con l'immagine di Pierferdinando Casini e lo scudo crociato dei Mannino e Cuffaro, con lo slogan "Vota Udc per Burlando presidente" svela la burla di un Burlando candidato della "sinistra" che Rifondazione ed affini cercando di affermare in lungo e in largo per la regione, ma lo è per gli atti politici (concreti) che hanno caratterizzato la gestione politica ed amministrativa della Regione Liguria e degli altri enti locali a guida di questo fantomatico centrosinistra negli ultimi anni ed in crescendo, negli ultimi mesi pre-elettorali...
|
|
|
Scritto da Ufficio di Presidenza
|
|
martedì 09 marzo 2010 |
Quanto avevamo denunciato pubblicamente come Casa della Legalità sulle firme delle liste di appoggio ai candidati alla Presidenza della Regione Liguria, Burlando e Biasotti [leggi la nota di sabato 6 marzo], è ora in prima pagina su Il Secolo XIX, mentre qualcosa pare muoversi anche in Procura...
|
|
|
Scritto da Ufficio di Presidenza
|
|
domenica 07 marzo 2010 |
Per rispetto alle vittime e per rispetto agli agenti ed ai funzionari delle Forze dell'Ordine, così come ai Medici ed al personale impegnati nelle strutture di detenzione, che rispettano quotidianamente le Leggi e soprattutto la dignità delle persone.
La prescrizione - salvo i rari casi dei agenti che hanno rinunciato ad essa - è giunta salvifica a rendere "vana" la condanna dal punto di vista penale, anche perché in Italia non esiste il reato di "tortura" (che tutti i Governi succedutisi, compresi quelli con la sinistra ed i "legalitari" non hanno mai previsto come reato).
Serve un segnale alla società e serve un segnale verso gli agenti che rispettano la Legge e non cedono mai all'uso della forza che piega dignità, libertà e Diritti.
E' stato negato (grazie all'Italia dei Valori - Lista Di Pietro che si è opposta in Parlamento) anche l'accertamento "politico" delle responsabilità di coloro che sedevano ai posti di comando, a partire da Claudio Scajola per arrivare a Gianfranco Fini. Ma in un Paese civile non vi può essere impunità per chi usa violenza e disonora lo Stato e la stessa funzione democratica delle Forze dell'Ordine.
Per questo pretendiamo che si faccia, ora che le responsabilità materiali dei fatti della Caserma di Bolzaneto sono state accertate, pulizia nei settori dello Stato!
Lo Stato di Diritto è anche questo...
|
|
|
Scritto da Ufficio di Presidenza
|
|
domenica 07 marzo 2010 |
|
Abbiamo appreso che vi era un progetto delle cosche della Piana di Gioia Tauro per uccidere l'on. Angela Napoli. Da sempre sosteniamo la coerenza, determinazione e competenza dell'on. Napoli nell'azione antimafia. Testimoniare la semplice solidarietà non lo riteniamo sufficiente. Così come non lo era quando nel bersaglio delle cosche mafiose sono stati Beppe Lumia o Saro Crocetta, o ancora i magistrati da Caltanissetta a Reggio Calabria, da Palmi a Gela... ed i giornalisti come Lirio Abbate.
Essere vicini ad Angela Napoli significa proseguire in prima persona - mettendoci la faccia e l'impegno concreto - l'azione di contrasto civile alle organizzazioni mafiose, alle collusioni ed alle complicità (sociali, politiche ed economiche), senza alcun tentennamento.
Recentemente Angela Napoli ha denunciato pubblicamente quelle "trattative" politica-mafia che stavano disegnando nuovi "assi" di potere in Calabria in vista delle elezioni regionali prossime. Questa sua denuncia, prova tangibile ulteriore della sua indipendenza di valutazione e impegno antimafia, ha certamente colpito nel segno ed ha dato fastidio proprio a quanti stavano (e stanno) stringendo patti con i boss della 'ndrangheta per garantirsi pacchetti di voti alle elezioni per eleggere il nuovo Presidente e Consiglio Regionale della Calabria, così come per condizionare il voto anche in altre regioni, a partire dal nord, dove la comunità calabrese subisce una pesante influenza delle cosche.
Per questo non diamo una semplice solidarietà formale ad Angela Napoli, non ci limitiamo a testimonianza o parole... ma, come Casa della Legalità, prendiamo impegno ad agire con ancora maggiore energia, nell'azione antimafia civile, nelle inchieste e nella collaborazione con i reparti investigativi dello Stato e la Magistratura per contribuire a colpire le mafie, sino a sconfiggerle, insieme ai loro complici, al sud ed al nord, senza fermarsi davanti ad alcun "santuario" e assumendoci la responsabilità di indicare senza strabismi e sconti quegli elementi di collusione mafia-politica-economia.
|
|
|
Scritto da Ufficio di Presidenza
|
|
domenica 07 marzo 2010 |
Il Gip di Firenze ha emesso il 4 marzo una nuova Ordinanza che, centrata sulla questione della costruzione della nuova Scuola Marescialli dei Carabinieri di Firenze, integra il quadro del filone relativo agli appalti dei "grandi eventi" e del G8 della Maddalena, ma non solo. Infatti quanto emerso in queste Ordinanze è frutto dei filoni aperti dalla rete di corruzione che gravita su Firenze e sul "sistema toscano", che già aveva portato sotto inchiesta il duetto DS-Ligresti (quello stesso don Salvatore Ligresti che la fa da padrone nella partita del Expo di Milano, con infiltrazioni connesse).
Pubblichiamo integralmente anche questa nuova Ordinanza dove emerge sia il modus operandi del colosso BTP Spa, alias "BALDASSINI TOGNOZZI PONTELLO - costruzioni generali spa", sia il ruolo svolto dal Denis VERDINI dell'Ufficio di Coordinamento Nazionale del PDL.
Intanto attendiamo che arrivino a conclusione i filoni "locali"... Quelli che, se i magistrati riusciranno a perseguire fino in fondo, scardinerebbero quel "sistema toscano" radicato in quelle amministrazioni diessine il cui blocco di potere ha incancrenito le principali scelte delle pubbliche amministrazioni, sino alla Regione, condizionando pesantemente l'economia e l'uso del territorio, a vantaggio della ristretta cerchia degli "amici" ed a danno dell'interesse generale, in perfetta triangolazione con Emilia e Liguria.
(Leonardo Dominici e Vannino Chiti sanno bene di che parliamo!)
Dopo questo ennesimo passo avanti della Procura fiorentina, la classe dirigente toscana, se avesse un briciolo di senso dello Stato, dovrebbe recarsi al Palazzo di Giustizia e confessare i meccanismo della nuova corruzione e devastazione dell'interesse pubblico perseguita sistematicamente in questi anni, attraverso i nuovi sistemi collaudati dopo la Tangentopoli del 1992. Purtroppo non lo faranno perché non hanno decenza e sino all'ultimo tenteranno di negare e scaricare le responsabilità su "alcuni" sperando che la storiella dei "casi isolati" sia ancora "bevuta" dal popolo.
L'ORDINANZA DEL GIP DI FIRENZE DEL 4.3.2010 clicca qui (formato .pdf)
(per l'Ordinanza sulla partita "Grandi Eventi" e G8 della Maddalena clicca qui)
|
|
|
Scritto da Ufficio di Presidenza
|
|
sabato 06 marzo 2010 |
Ma cosa parlano che tanto le firme per le Liste le COMPRANO TUTTI?! Questa volta, per fare l'esempio ligure, si son comprati firme del 2005 per presentare le liste di appoggio ai candidati Biasotti e Burlando. Precisamente, un pacchetto di firme acquistato è di 3.500 dal PDL (soprattutto di elettori di La Spezia e Savona) e di 4.000 dal PD (soprattutto elettori di Imperia e Genova). Se i Magistrati incrociassero i dati delle firme appena depositate con quelle del 2005 e sentissero i "firmatari" (sempre che non siano morti) troverebbero la truffa dei partiti di oggi. Vedremo se si muoverà qualcosa.
|
|
|
Scritto da Ufficio di Presidenza
|
|
sabato 06 marzo 2010 |
|
|
|
|
Scritto da Ufficio di Presidenza
|
|
sabato 27 febbraio 2010 |
Non siamo spariti. Anzi. Come al solito quando ci sono momenti in cui i fronti si moltiplicano scriviamo meno e ci dedichiamo a stare sul fronte. Inoltre in queste settimane ci siamo dedicati molto anche alla nuova iniziativa dei "Quaderni dell'Attenzione", ovvero dei "legalitabooks", che vengono promossi dalla Casa della Legalità e da Led.it, perché serve informazione sui fatti reali, imparziale e senza distorsioni. La lotta alle mafie, così come la lotta alle illegalità, a partire dal contrasto ai reati ambientali ed alla corruzione, non è un gioco ma è una cosa seria.
Dalla prossima settimana riprenderemo con gli aggiornamenti del sito sulle questioni calde che, a partire dalla Liguria, hanno visto molteplici denunce e iniziative della Casa della Legalità ed ora iniziano ad avere anche pesanti risvolti giudiziari. Questo, ad esempio, partendo dal fatto che il costruttore PESCE è finito nella rete per corruzione con amministratori del savonese, a partire da uomini di quel "ridente" comune di Celle Ligure. Ed ancora: sul boss di Cosa Nostra, Rosario CACI che con la signora Concetta è stato beccato per una nuova "casa di appuntamenti" e usura... sino alla partita FOTIA dal savonese all'imperiese... e l'eolico che tanto piace alle mafie ed ai nomi insospettabili della zona grigia.
|
|
|
Scritto da Ufficio di Presidenza
|
|
sabato 27 febbraio 2010 |

Quella scoperchiata dalla DDA di Roma non è solo una associazione a delinquere che ha truffato lo Stato e messo in atto un riciclaggio di oltre 2 miliardi di euro, ma è l'emblema dell'asse criminale che si è creato tra politica, affari e mafia.
Il Senato della Repubblica deve esprimersi sull'arresto del senatore DI GIROLAMO (nella foto, pubblicata da l'Espresso, con il boss Franco PUGLIESE) e, tra un giro di valzer delle dichiarazioni di maggioranza e opposizione, ha intanto preso un po di tempo... Dovrebbero votare martedì. Questa volta sarà difficile che possano salvarlo.
Noi per nostra parte pubblichiamo l'Ordinanza integrale del Gip di Roma e un estratto dal libro "Tra la via Emilia e il Clan" dove si parla anche di questo, visto che la cosca della 'ndrangheta coinvolta è quella ARENA-NICOSCIA, che da Isola Capo Rizzuto ha trovato casa ed affari, da lungo tempo, in quella pianura della "bassa".
Continua e leggi l'estratto del libro "Tra la via Emilia e il Clan"...
|
|
|
Scritto da Ufficio di Presidenza
|
|
sabato 27 febbraio 2010 |
Il 27 febbraio 2010 esce il primo I-BOOK della collana "Quaderni dell'Attenzione" promossa dalla Casa della Legalità e da Led.it.
Il primo volume, che sarà distribuito in formato .pdf direttamente in rete a chi sottoscrive 10 euro alla Casa della Legalità, ed alle iniziative pubbliche su cd, si intitola:
"TRA LA VIA EMILIA E IL CLAN"e racconta di quella politica ed economia spregiudicate e di quelle mafie che si hanno in casa ma che non si vuole vedere.
Fatti e protagonisti, nomi e cognomi per un informazione a 360° gradi...
63 “famiglie"
Camorra, 'Ndrangheta e Cosa Nostra,
l'arrivo e l'alleanza delle mafie dell'est...
si mimetizzano, delinquono, riciclano
insieme alla criminalità finanziaria,
alla spregiudicatezza di taluni “imprenditori”
e le complicità dei colletti bianchi...soffocano economia, libertà, dignità e ambiente.
Non solo il braccio “armato” delle mafie,
ma il contesto di collusioni, complicità,
contiguità e convivenze del “sistema emiliano”...
dal vecchio Raul alle Coop sino all’arrivo dei Pizzimbone, gli amici di Dell’Utri
Nel volume anche due ampi capitoli che legano l'Emilia Romagna alla Campania e ci raccontano di collusioni e di affari sporchi, dalla vicenda di Nicola Cosentino a quella di Vincenzo De Luca.
Il libro è curato da Christian Abbondanza e Antonio Amorosi, con prefazione di Ferruccio Sansa.
La presentazione si tiene a Bologna, sabato 27 febbraio 2010, alle ore 21, presso la Sala Conferenza di Via dello Scalo 21 a Bologna.
Interverranno i due autori del libro: Christian Abbondanza, Presidente Casa della Legalità e della Cultura - Onlus, Antonio Amorosi, Assessore alla casa e alle politiche abitative del Comune di Bologna dal 2004 al 2006 e con la partecipazione di: Ivan Cicconi
esperto in infrastrutture e lavori pubblici e autore di numerosi saggi in tema di corruzione e gare d'appalto tra cui si ricorda "Le grandi opere del Cavaliere" [vai all'evento su Facebook]
Leggi l'indice del libro e le info per averlo...
|
|
|
Scritto da Ufficio di Presidenza
|
|
lunedì 15 febbraio 2010 |
Ci scrive il geometra Achille FRONTINI in merito a quanto contenuto nel volantino distribuito a BUCCINASCO dalla Casa della Legalità e dal titolo "Quando hai la mafia in casa". Nella sua nota il geometra FRONTINI "precisa necessariamente e doverosamente a chiarimento morale e professionale della Sua persona che : per le imputazioni ascrittegli, il Tribunale del Riesame di Milano in data 04 Dicembre 2009 ha escluso le aggravanti relative ad aver commesso il fatto di aver agevolato l'attività del soladizio criminoso Barbaro-Papalia , nonchè l'esclusione di aver commesso falso su atto facente fede fino a querela di falso".
Visto che ci tiene alla precisione, doverosamente pubblichiamo quanto sopra inviatoci e precisiamo anche noi, non solo rimandando integralmente all'Ordinanza del GIP di Milano, dott. Giuseppe Gennari, emessa il 26 ottobre 2009, su richiesta dei pm di Milano, Ilda Boccassini, Alessandra Dolci, Mario Venditti e Paolo Storati, che avevamo già pubblicato integralmente (leggi qui - formato .pdf), ma anche pubblicando di seguito ampi estratti della stessa, dove si evidenziano i fatti, i contatti ed i comportamenti del "perito del Tribunale" geometra Achille FRONTINI. Quanto evidenziato ampiamente nell'Ordinanza relative all'Operazione PARCO NORD e negli estratti che seguono che riprendono la ricostruzione meticolosa dei fatti, le intercettazioni ed i riscontri sull'operato del FRONTINI, rappresentano nei fatti - indipendentemente dalla conclusione che avrà il procedimento nel suo complesso - una questione di assoluta rilevanza (e gravità) pubblica, proprio come grave è l'aspetto del comportamento di alcune banche su cui abbiamo scritto di recente (leggi qui).
Cogliamo anche l'occasione per pubblicare di seguito agli estratti dell'Ordinanza le foto degli arrestati nell'ambito dell'operazione PARCO NORD. Buona lettura:
Nei capi di imputazione si legge:
"FRONTINI Achille - IORIO Alfredo - MADAFFARI Andrea
Q) del delitto p. e p. dagli artt. 110, 479 c.p. 7 d.l. 152/91 perché, in concorso tra loro, Frontini (quale esperto nominato ai sensi dell'art. 568, 68 c.p.c. per la redazione della relazione di stima nell'ambito della procedura esecutiva n. 539/07 R.G.E. Tribunale di Milano avente ad oggetto i terreni di cui ai mappali nn. 272 e 273 nel comune di Buccinasco di proprietà di Annamaria Palanzona), gli altri quali istigatori e beneficiari del falso, redigevano una relazione di stima da considerarsi falsa in quanto...
|
|
|
Scritto da Ufficio di Presidenza
|
|
venerdì 12 febbraio 2010 |
Stanno mentento sapendo di mentire ed allora ecco le carte di quel sistema "gelatinoso" che dominava la gestione dei "Grandi Eventi" da parte del gruppo di Bertolaso e Balducci, con il fulcro nel gruppo ANEMONE, l'attenzione e influenza sull'informazione (e la Rai con il direttore generale Masi), in procuratore aggiunto di Roma Achille Toro, avvocati e "professinisti", tra cui l'architetto Casamonti (che tanto ha tentato - e tenta, con il Garante della Privacy, di oscurare l'Ordinanza di arresto con cui fu arrestato per le speculazioni a Firenze, con Ligresti ed i diessini, da cui è scaturito il filone di indagini sul G8 della Maddalena e gli altri incarichi dei cosiddetti "Grandi Eventi").
Ieri Bertolaso ha dichiarato che Francesca era una fisioterapista (e intanto non parla della brasiliana), ma anche se fossero prestazioni di fisioterapia quelle offertegli nella e dalla struttura degli ANEMONE resta il fatto che questi si vedevano assegnati gli incarichi dei lavori che il gruppo di Bertolaso gestiva. L'avvocato di Casamonti dichiara che il suo cliente non c'entra nulla e che è solo un poco esuberante al telefono... peccato che i fatti dicano ben altro e che il Casamonti era "esuberante" anche nel far crescere i costi sulla carte per i lavori che la "melma", più che "gelatina", di questo sistema corrotto garantiva al sodalizio. Il giudice Toro dice che voleva dimettersi ma non lo fa per suo figlio e restituisce al Procuratore i fascicoli delle inchieste sulla Pubblica Amministrazione che aveva in carico a Roma... e non si accorge che il solo fatto del rapporto di amicizia e di favori e regali con un avvocato (Azzopardi), non sono consoni e opportuni per un Procuratore aggiunto.
LEGGI L'ORDINANZA INTEGRALE DEL GIP DI FIRENZE
formato .pdf - clicca qui
|
|
|
Scritto da Ufficio di Presidenza
|
|
giovedì 11 febbraio 2010 |
Era il maggio 2009 quando con Ferruccio Sansa si individuò un filone di contiguità che passava dagli ANEMONE ai RINZIVILLO. I primi i costruttori tanto impegnati negli appalti per gli impianti dei mondiali di Nuoto a Roma e poi al G8 della Maddalena, i secondi la famiglia mafiosa di Gela, pura Cosa Nostra.
Era proprio nel palazzo di Giustizia di Roma - quello dell'indagato eccellente dalla Procura di Firenze sulle opere all'isola della Maddalena, il procuratore aggiunto Achille TORO – che si svolgeva, con giudizi separati, il procedimento penali a carico da un lato ai RINZIVILLO e dall'altro, tra gli altri, all'ANEMONE Dino che ne uscirà indenne.
Il capo di imputazione che vedeva i nomi dei costruttori e quello dei mafiosi era questo:
“RINZIVILLO Antonio, RINZIVILLO Crocifisso inteso “Gino”, RINZIVILLO Salvatore, COLLURA Vitale Salvatore, COLLURA Angelo, RUGGERO Antonia intesa “Antonella”, RUGGERO Filippo, VESPIGNANI Luigi, ONOFRI Stefano, MONACO Salvatore, FRANTELLIZZI Biagio, CECCARELLI Massimo, RUSSO Mario. (CANALE Pietro, RUSSO Franz, RUSSO Nicola, CECCACCI Fabio, LONGO Achille separatamente giudicati con sentenza ex art. 444 c.p.p. In data 05.05.2004)
(LA ROSA Antonio, PIANO DEL BALZO Renato, ANEMONE Dino, SPORTIELLO Salvatore separatamente giudicati con sentenza ex art. 425 cpp in data 05.05.2004)
(CECI Elvira intesa “Vera”, TUNDO Michele separatamente giudicati con sentenza ex art. 438 c.p.p. in data 05.05.2004).
… in ordine al delitto p.p. dall'art. 416 C.P.
In quanto si associavano tra di loro, costituendo tra l'altro addirittura un consorzio, denominato “CONSORZIO CENTRO ITALIA” allo scopo di commettere più delitti di abuso in atti d'ufficio e turbata libertà di incanti finalizzata all'illecita acquisizione di pubblici appalti. A questo consorzio... vi partecipavano di fatto RINZIVILLO Antonio, RINZIVILLO Crocifisso ineso “Gino”, RINZIVILLO Salvatore, (tramite le società di copertura “C.S.G.M. di TOMMASI Rocco”, “PUMA srl”, “COLLURA srl”)...”
A breve on line l'articolo integrale
|
|
|
Scritto da Ufficio di Presidenza
|
|
domenica 07 febbraio 2010 |
|
Il volume edito dal Centro Studi Erickson sarà disponibile dal 17 marzo 2010.
I diritti d'autore verranno interamente devoluti ad "Amnesty International" e alla "Casa della Legalità e della Cultura"
Una raccolta di voci e di pensieri sulla scuola, rivolta da un gruppo di insegnanti a una gatta - animale per antonomasia critico e indipendente. Un dialogo tra diversi attori che portano alla luce punti di vista differenti, un momento di scambio e di condivisione che permette agli insegnanti coinvolti e ai lettori di interrogarsi, di scontrarsi, di dare sfogo alla propria rabbia e frustrazione, ma anche di costruire insieme un nuovo modo più positivo di vivere la scuola...
|
|
|
Scritto da Ufficio di Presidenza
|
|
mercoledì 03 febbraio 2010 |
|
[BURLANDO MENTE SAPENDO DI MENTIRE... IN CODA LE CARTE CHE LO DIMOSTRANO] Tra due mesi si vota in Liguria, ma la campagna elettorale è cominciata da un anno. Peccato soltanto che sia stata fatta a spese nostre. E noi non ne possiamo più: il presidente della Regione, Claudio Burlando, da un anno ha invaso i muri della città con manifesti che raccontano quante cose belle ha fatto la Regione. Cioè lui. Ma, ancora più grave, ha intasato tutti i media locali con la sua pubblicità: giornali, radio, televisioni e siti internet hanno pubblicato o mandato in onda quella che lui definisce "comunicazione istituzionale" e a tanti genovesi invece sembra propaganda elettorale fatta con soldi pubblici. Adesso dopo "resta in ascolto" sono arrivati anche gli spot targati "fondi europei", con Burlando e la sua giunta che raccontano quanto sono bravi...
|
|
|
Scritto da Ufficio di Presidenza
|
|
domenica 07 febbraio 2010 |
Torniamo su questo caso emblematico dei tempi e delle involuzioni che dietro alle parole d'ordine di "legalità" e "giustizia" si ritrovano. Lo facciamo ripartendo dal comunicato iniziale e con lo speciale di Led.it - DemocraziaLegalità.
Documentiamo la vicenda che oppone Elio Veltri, gli editori Riuniti- Aringoli e marco Travaglio circa la riedizione aggiornata del libro 'L'odore dei soldi'.
Pubblichiamo i documenti legali, gli articoli e alcuni scambi di lettere aperte tra i protagonisti perchè possiate farvi una opinione su quello che non è un mero caso editoriale nè una mera questione di quattrini, ma che ha evidentemente alla sua base scelte e comportamenti inconciliabili, e soprattutto una visione diversa del fare informazione.
CLICCA QUI
|
|
|
Scritto da Ufficio di Presidenza
|
|
sabato 30 gennaio 2010 |
|
A Pavia le cosche della 'ndrangheta avevano una "scuola di guerra", lì provavano le armi dai bazooka, a kalasninkov, passando per fucili e pistole che facevano comunella nel loro arsenale all'esplosivo C4. Tra Lombardia e Emilia Romagna le cosche di Isola Capo Rizzuto facevano i classici movimenti terra, inquinavano l'economia, facevano estorsioni, progettavano e organizzavano omicidi di mafia... trafficavano droga. Poi per ripulire e reinvestire il denaro sporco c'è sempre il classico mattone. E dove scendevano gli uomini e donne della cosche della 'ndrangheta? A Genova e alla banca genovese per eccellenza, naturalmente e non è una novità visto che uno degli uomini che spuntava fuori nell'Ordinanza "Cento anni di storia" che ha decapitato i PIROMALLI, era un funzionario della CARIGE di Genova.
In questo caso vi sono due mutui avuti dagli istituti bancari di Genova, UNICREDIT e CARIGE, ed uno alla CARIGE, la banca genovese, a Milano... Banche tanto attente e pignole nel chiedere garanzie su garanzie ai poveri cristi, davanti ad esponenti di cotanta "garanzia" hanno emesso questi mutui...
|
|
|