Ieri, 8 febbraio 2012, alle ore 14, si
è svolta l'audizione della Casa della Legalità davanti alla I°
Commissione della Regione Liguria (Affari Istituzionali), in merito
alla proposta di legge n° 140 avente ad oggetto "Iniziative
regionali per la prevenzione del crimine organizzato e mafioso e per
la promozione della cultura della legalità".
La proposta di legge è stata avanzata
dai consiglieri regionali del Pd, Basso, Miceli, Boffa, Cavarra,
Ferrando, Manti e Scibilia [leggi qui].
Come Casa della Legalità avevamo chiesto
un audizione e inviato un primo documento di osservazioni. Accolta la
nostra richiesta di essere sentiti abbiamo quindi redatto un
contributo scritto articolato, di osservazioni e proposte concrete
[leggi qui in formato .pdf] e che di seguito riportiamo
integralmente...
Le carte sono quelle. Non c'è
questione di "omonimia". Le carte ci dicono che il Domenico
SURACE è "mappato" come esponente della 'ndrangheta, ed i fatti
ci dicono che è stato nominato dall'onorevole Giacomo Chiappori,
sindaco leghista di Diano Marina, ad Amministratore della
municipalizzata G.M.
Come Casa della Legalità abbiamo
sollevato la questione la scorsa settimana (prima su facebook e poi
sul nostro sito - vedi qui). Marco Preve l'ha ripresa su Repubblica
(leggi qui). L'abbiamo ribadita a Ventimiglia, domenica mattina
durante la conferenza stampa pubblica (vedi qui). L'abbiamo spiegato nel
dettaglio con una lettera a SanremoNews in risposta ad alcuni
lettori. Ribadiamo punto per punto il tutto, riportando di seguito il
testo integrale in cui davamo conto di tutto.
Non intendiamo farci intimidire ne
dalle minacce di querela, ne da minacce di altra natura. E' inutile
che ci chiedano di farli leggere gli "Atti" da cui abbiamo
attinto le informazioni citate. Sono Atti ufficiali, della Prefettura
e del Ros. Noi non li diamo manco sotto tortura!
Ieri ci ha chiamati il sig. "FRISINA
di Diano Marina" lamentandosi che Abbondanza ha scritto di lui,
della sua famiglia, di suo padre e sua madre... del suo ristorante.
Gli ha risposto che noi abbiamo pubblicato quanto scritto dal ROS ed
agli Atti dell'indagine MAGLIO, nulla di più e nulla di meno e che
se tali rilievi sono stati inseriti in tali documenti ufficiali una
ragione c'è.
Ha chiesto di fargli vedere quanto
scritto dal ROS... ed alla nostra risposta negativa ha detto ad
Abbondanza: "si consideri denunciato". Poi ha chiuso la
conversazione con: "NON FINISCE QUA, SE LO RICORDI".
Comunque ecco qui, di seguito, quanto il Presidente
della Casa della Legalità ha scritto a SavonaNews, in risposta ai
lettori che avevano scritto chiedendo chiarimenti sulla questione, ma
anche, ovviamente, in risposta al sindaco Chiappori ed alle
dichiarazione del Domenico SURACE...
Era il 16 dicembre 2011 quando
pubblicavamo un lungo articolo dal titolo “Ma diamo così fastidio?
Pare di sì...”. Oggi scopriamo che è stato posto sotto
sequestro, senza notifica né al responsabile del sito e Presidente
della Casa della Legalità, né agli altri componenti dell'Ufficio di
Presidenza. Cosa vi era in questo articolo lo analizzeremo punto per
punto di seguito, ma prima alla Procura di Torino vorremmo ricordare
che il diritto di illustrare fatti, così come esprimere legittime
critiche ed osservazioni è un diritto costituzionale che si può
esercitare anche rispetto a magistrati! Nessuno è “più uguale”
degli altri davanti alla Legge... quindi perchè ogni qualvolta si
pubblicano articoli su fatti, con osservazioni legittime (senza mai
insulti o offese di qualunque genere) e critiche di merito o su
questioni di opportunità, relative a magistrati in servizio a Genova
la Procura di Torino procede nel richiedere sequestri preventivi
volti ad oscurarli?
A questo punto, domandiamo alla Procura
di Torino: avete verificato i fatti indicati e criticati di quegli
articoli? Se sì, essendo corrispondenti a fatti reali perché
oscurarli? Se no, perché prima di disporre l'oscuramento non si è
verificato che si parlava di fatti reali?
Ed ancora: la Procura di Torino ha
proceduto a sequestri per querele di LANDOLFI Alberto e SCOLASTICO
Vincenzo fatte alcuni anni fa; in un caso (LANDOLFI) il GIP ha
restituito gli atti alla Procura non accogliendo la richiesta di
rinvio a giudizio a carico del Presidente della Casa della Legalità;
poi è calato il silenzio e non è stato avviato manco mezzo
dibattimento, bensì si sono oscurate le pagine del sito. Se c'erano
“evidenti” elementi per il sequestro preventivo come mai nessun
dibattimento si è aperto?
Ma andiamo avanti: abbiamo fatto una
denuncia sulla diffamazione ai nostri danni a carico del LANDOLFI,
come mai non si sa nulla su questa? E come mai in via “preliminare”
non si è oscurato tale suo intervento? Forse perché noi siamo umili
cittadini e non magistrati?
Ed ancora: abbiamo presentato una
denuncia sulla fuga di notizie relative a indagini “riservate” ed
aperte, coperte da segreto istruttorio, che ha arrecato danno
all'indagine seguita dalla DIA ed ovvio vantaggio per l'indagato
Carmelo GULLACE, boss a capo della cosca GULLACE-RASO-ALBANESE nel
nord ovest del Paese, soggetto che ha presentato denunce contro di
noi difendendo sia LANDOLFI che SCOLASTICO. Che fine ha fatto questa
denuncia?
Vorremmo sapere se la celerità vi è
solo per i “sequestri preventivi” (a cui poi non segue nemmeno il
dibattimento) a nostro carico o c'è per tutto e tutti. Sì, ci
teniamo a saperlo, anche perché la situazione in Liguria continua ad
essere preoccupante...
Leggendo le dichiarazioni e guardando
agli atti compiuti ogni qualvolta emerga una contiguità, quando non
una connivenza o complicità, tra politici ed esponenti della
criminalità organizzata, cadono le braccia. La classe dirigente del
centrodestra e del centrosinistra non vuole, a questo punto, anche
alla luce dello scioglimento del Comune di Ventimiglia, rompere
questo devastante connubio. E vorremmo ricordare che "macchiate"
non sono solo le Amministrazioni sciolte di Bosio a BORDIGHERA e di
Scullino a VENTIMIGLIA...
A Genova abbiamo assistito alle
arrampicate sugli specchi di Burlando e della Vincenzi sulla
questione MAMONE e, guardando alla lista degli interventi in somma
urgenza del Comune di Genova, si scopre che diversi sono stati
assegnati alla società di quell'Antonio FURFARO già intenzionato
dall'Antimafia, di cui abbiamo parlato per le opere "burlandiane"
sul torrente Fereggiano. Sempre a Genova, tra l'altro, sono da tempo
giunti altri soggetti già mappati dalla DDA di Reggio Calabria, come
Domenico e Salvatore AVIGNONE (della stessa cosca dei PELLEGRINO,
ovvero legati agli SANTAITI-GIOFFRE') che, tra un viaggio e l'altro
in Calabria, hanno aperto due imprese alla Camera di Commercio di
Genova: la SCAMOTER SAS e la SCAVI E COSTRUZIONI SAS. Nel savonese
ancora Comuni e Provincia si affidano ai FOTIA come se non sapessero
chi sono... così come i GULLACE-FAZZARI continuano a vedere le loro
imprese, figlie delle attività illecite della cosca
RASO-GULLACE-ALBANESE, avere tutte le concessioni dagli Enti locali
come se nulla fosse. Nell'imperiese, il sindaco leghista di Diano
Marina, nonché Deputato della Repubblica, Giacomo Chiappori, nomina
Domenico SURACE, uno dei soggetti della 'ndrangheta, da tempo
attenzionato e indicato agli Atti, come Amministratore della
municipalizzata GM. Nel Levante ligure i NUCERA, con il Santo, non
subiscono colpi, così come la rete 'ndranghetista nello spezzino,
dove tra, gli altri, anche i temibili MUTO hanno una loro attività.
Se la Liguria è stata colonizzata è
perché qualcuno, nella politica come nelle imprese, gli ha aperto la
porta ed altri, quelli che avrebbero dovuto controllare si sono fatti
un bel sonnellino! Per fortuna ora la scossa è stata data e se la comunità reagirà il connubio, così come la cappa di omertà, potrà essere spezzato!
Ora ci fermiamo qui... a questo breve, anzi brevissimo, sunto... parleremo
domani, 5 febbraio 2012, alla Conferenza Stampa davanti al Palazzo
del Comune di Ventimiglia, in Piazza della Libertà, alle ore 11.
L'8 febbraio 2012 invece saremo in un
audizione presso la Commissione della Regione Liguria che ha in esame
il testo della proposta di legge del PD sulle mafie, che alle mafie,
se approvato così, non fa un baffo!
La Dott.ssa CAPPELLO Manuela in
GRAPPIOLO pare non saper leggere i dispositivi delle sentenze.
Vediamo con ordine...
Si è concluso il processo di primo grado (che
quindi già testimonia di non essere un giudizio definitivo) per la
querela presentata contro Abbondanza e Castiglion, rispettivamente
Presidente e Vice-Presidente della Casa della Legalità, dalla dott.ssa CAPPELLO ed a seguito del dibattimento vi è stata
un'assoluzione per un capo di imputazione ed una condanna per un
altro. Nello specifico...
Ce l'abbiamo fatta!!! Era l'agosto del
2010 quando inviammo al Prefetto di Imperia una comunicazione urgente
per chiedere l'invio della Commissione di Accesso al Comune di
Ventimiglia, per procedere allo scioglimento e commissariamento per
condizionamento mafioso [leggi qui] e ci tornarono indietro due
querele: quella della Giunta del Comune di Ventimiglia [leggi qui la
delibera] e quella di Vincenzo MOIO, che agli atti risulta un
affiliato alla 'ndrangheta [leggi qui].
Siamo andati a dirlo ad alta voce a Ventimiglia Alta, facendo nomi e cognomi, come nostra tradizione, anche se gli 'ndranghetisti erano ancora belli liberi e pimpanti. Era il settembre 2010... [vedi qui un breve estratto video]
A seguito di quel nostro dossier la
Prefettura avviò l'iter previsto dalla normativa. I Carabinieri ed
altri reparti confermarono i nostri rilievi e incrociavano i dati con
quanto emergeva dalle attività di indagine sulla 'ndrangheta nel
ponente ligure. La Prefettura, con il prefetto Di Menna, rallentava.
Denunciammo pubblicamente questi gravi ritardi [leggi qui] e rilanciammo con una
dettagliata "mappatura" di mafia e politica nell'estremo ponente
ligure [leggi qui].
Ma i ritardi hanno permesso al sindaco
Gaetano Scullino di tentare la carta delle dimissioni per sbarrare la
strada alla Commissione di Accesso [leggi qui e qui]. Attaccammo con
forza quella fuga di Scullino, dal blog di Beppe Grillo [vedi qui] e
con una conferenza stampa davanti al Comune di Ventimiglia [vedi qui]. Era il giugno 2011.
Scrivemmo al Ministro dell'Interno per
chiedere di applicare la normativa con fermezza e procedere allo
scioglimento anche davanti alle dimissioni del Sindaco, sulla base
delle Relazioni dei reparti investigativi [vedi qui] e Scullino
ritirò le dimissioni.
Arrivò la Commissione di Accesso e per
quanto possibile abbiamo cercato di fornire alcuni elementi utili nel
lavoro di ricostruzione dei fatti e delle responsabilità che la
Commissione ha promosso in 4 mesi di lavoro, con la collaborazione
dei reparti investigativi.
Abbiamo ricostruito buona parte delle
questioni che dimostravano il condizionamento e l'infiltrazione nel
Comune di Ventimiglia, attraverso dati e atti ufficiali [vedi qui].
Abbiamo avuto fiducia e pazienza. Ora
possiamo tirare un sospiro di sollievo perché lo Stato ha dimostrato
di esserci: il 3 febbraio 2012 il Consiglio dei Ministri, su proposta
del Ministro dell'Interno, ha sciolto il Comune di Ventimiglia per
mafia!
In molti ci avevano derisi, dato dei
pazzi... altri hanno tentato di diffamarci e delegittimarci in tutti
i modi. Noi siamo rimasti pazienti, abbiamo continuato a lavorare e fornire tutto il supporto possibile per far emergere i condizionamenti e l'infiltrazione mafiosa a Ventimiglia (così come in altri Comuni) ed oggi possiamo dire di essere
soddisfatti! E speriamo che si comprenda bene che l'infamia per
Ventimiglia non è lo scioglimento, che rappresenta la "liberazione"
e la possibilità concreta di mettere alla porta la 'ndrangheta.
Infamante per la città di confine era un Ente piegato agli interessi
delle cosche... era il negazionismo che non faceva altro che
rafforzare le cosche e l'omertà che le ha protette.
Ora bisogna andare avanti... e colpire
definitivamente, schiacciandoli come vermi, i mafiosi ed i loro
sodali. Lo può fare prima di tutto la comunità che può togliergli
il saluto ed il consenso sociale, e lo deve fare anche la
magistratura, colpendo non solo gli uomini delle cosche, ma anche i
politici, gli imprenditori ed i professionisti collusi e complici, ed
anche qui servitori infedeli che si sono venduti alle cosche!
Noi abbiamo già scritto tutto, in
tanti che oggi ne parlano, non lo avevano forse mai notato e così
gli nasce lo stupore davanti allo scioglimento. Sembra che in troppi
siano caduti dal pero... anche quelli che oggi cercano di attribuirsi
i meriti di aver sollevato la questione "Ventimiglia"... parlano dimostrando di non conoscere i fatti o cercando di
strumentalizzare l'accaduto. Ci siamo abituati... è il vivere in una
regione "colonizzata" dalla 'ndrangheta, dove esponenti politici
(di entrambi gli schieramenti) ed imprese hanno aperto le porte e
scelto di collaborare con gli uomini delle cosche... Dove i Comuni
condizionati e infiltrati sono ben più dei due comuni di Ventimiglia
e Bordighera (che nel frattempo ha visto confermato lo scioglimento
più che fondato e motivato - come avevamo ampiamente documentato -
con il pronunciamento contrario del TAR del Lazio sul ricorso
presentato dall'ex sindaco decaduto Bosio - vedi qui la sentenza).
Ci fermiamo qui, non stiamo a ripetere il tutto su Cooperativa Marvon, appalti, licenze e Ufficio Commercio, Porto e concessioni varie... tutte cose che abbiamo già scritto e che non ha senso ripetere... Andiamo avanti, ci sono altri Comuni che devono essere ripuliti!
Sulla questione VENTIMIGLIA (e non solo), diamo appuntamento
per una conferenza stampa pubblica dell'Ufficio di Presidenza, davanti al Comune di Ventimiglia,
in Piazza della LIBERTA', domenica 5 febbraio 2012, alle ore 11 [vai
all'evento su facebook]
Per tutti gli articoli su Ventimiglia e
l'imperiese vai allo speciale
Il nuovo Prefetto di Lodi, grazie alle
ultime nomine dell'ex Ministro Maroni, è Pasquale Gioffrè. Una
vecchia conoscenza. Ne abbiamo parlato più volte e ne abbiamo
scritto, oltre che sul sito anche nel libro "Tra la via Emilia e il
Clan". Ora che è approdato a Lodi, dopo la promozione a Prefetto
anche altri ne parlano...
IN CODA IL VIDEO INTEGRALE DELLA PUNTATA DI PRESADIRETTA DEL 15.1.2012
La puntata "Mafia al nord" del 15 gennaio 2012 di PresaDiretta, che ci ha raccontato della 'ndrangheta tra Liguria e Piemonte, ha messo in evidenza che il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, e la sindaco di Genova, Marta Vincenzi, mentono sapendo di mentire in merito alla questione dei MAMONE... Non è la prima volta, ma questa volta hanno superato ogni limite!
Non saremo lunghi visto che abbiamo già parlato e scritto ampiamente ma alcuni semplici punti per dimostrare le menzogne dei due esponenti politici li poniamo, perché vanno sbugiardati...
Chissà se anche questa volta tutto passerà in cavalleria... o se come è successo per altre foto (pubbliche!) e video che riguardavano il pm Alberto Landolfi scatterà il sequestro "a sua tutela" da parte della Procura di Torino. Avevamo denunciato alcuni fatti al CSM (vedi qui) ed attaccato il negazionismo, di cui si era fatto alfiere, sulla presenza ed attività delle mafie in terra di Liguria (vedi qui e qui)... Avevamo pubblicato altro in riferimento allo stacanovismo del pm nei locali savonesi come "La Suerte" (vedi qui e qui ed ancora in un articolo che abbiamo posto sotto sequestro dalla Procura di Torino vedi in coda l'estratto e la replica al squestro)... Avevamo anche dovuto arrivare a presentare una querela nei suoi confronti per ciò che andava scrivendo in giro... Mentre a difesa del pm Landolfi e del proc. Scolastico scendeva in cambo il boss della 'ndrangheta Carmelo GULLACE con l'avv. Giovanni RICCO (vedi qui). Repubblica riprese poi la questione della "Suerte" e la Procura Generale di Genova aprì un fascicolo sul pm Landolfi... (vedi qui).
Ora lo stesso pm Landolfi, in missione in Bosnia dove ancora è aperta e viva la ferita della pulizia etnica, pubblica una sua foto, con un amico, al mare, con cui fa il saluto cetnico, ovvero quel saluto "simbolo" della sete di pulizia etnica della frangia nazionalista serba. Che ci sia un problema serio di opportunità ed in gioco il prestigio e l'autorevolezza del potere giudiziario italiano è evidente anche ad un bambino. Ne parlano Marco Preve sul suo blog e Ferruccio Sansa su Il Fatto Quotidiano.
Lui "scherza" così... chissà come lo prenderanno "lo scherzo" le vittime di Bosnia della pulizia etnica! Ecco gli articoli...
La ‘Ndrangheta minaccia un mio amico. Qui, a Genova, nella "civilissima" Liguria. Non avrei mai detto che ci saremmo trovati in questa situazione. Invece è così. Accade a Christian Abbondanza per il quale in tanti chiedono la scorta o almeno una protezione (le autorità ne stanno discutendo da mesi!). Molti di voi forse lo conoscono, magari senza saperlo. Christian è l'uomo dietro la Casa della Legalità che con il suo sito ormai è diventato il principale archivio della lotta contro la criminalità organizzata soprattutto al Nord.
All'inizio non se lo filava nessuno, poi battaglia dopo battaglia il sito è diventato un punto di riferimento per tutti. Perfino per le forze di polizia e i magistrati. Christian non ha nessuno alle spalle: né partiti, né movimenti, né gruppi di intellettuali. Lui e Simona Castiglion, la sua compagna, sono di una solitudine quasi monastica. E Christian, con quella sua barba sale e pepe da mullah (anche se non ha neppure quarant'anni), sembra quasi un sacerdote dell'antimafia: il cappello, i vestiti scuri, gli anfibi neri.
Nessun interesse personale. Molti restano disorientati. Scavano alla ricerca di chissà quale motivo che possa spingere Christian nella sua crociata. Sembra impossibile che ad animarlo sia soltanto il desiderio che la legge sia rispettata. E uguale per tutti. Niente di più semplice. Eppure in Italia sembra rivoluzionario. Del resto bisogna avere una motivazione forte se si passano le proprie giornate come fa Christian: in giro per dibattiti in tutta Italia, lui e Simona su pullman e treni regionali, con il computer sempre in spalla. Poi giornate tappati in casa, avvolti in una nuvola di fumo, una sigaretta dopo l'altra, a leggere migliaia di pagine di atti di indagini, a scrivere inchieste sulla mafia.
Christian conosce morte e miracoli di centinaia di famiglie. È un database vivente. Da anni scrive le sue inchieste e i suoi blog denunciando con nomi e cognomi i mafiosi. Un mastino che non molla mai la presa. Decine di appostamenti con la telecamera per riprendere incontri scomodi, per pizzicare questo o quel politico a una cena di mafiosi. Peggio dello stalking, roba che alla fine i "poveri" mafiosi ti fanno quasi pena. E all'inizio tutti lo prendevano per matto: "Ma dai... la ‘Ndrangheta in Liguria...". Invece aveva ragione Christian. Più della magistratura ligure a lungo inerte, più di molti giornalisti amici dei potenti.
E i politici? Il centrosinistra e il centrodestra uniti fanno guerra ad Abbondanza da sempre. Guerra sorda. Per anni hanno speso molte più parole contro di lui che contro la ‘Ndrangheta.Praticamente nessuno era presente quando si è trattato di esprimere solidarietà a Christian minacciato dalla mafia. Sì, perché lui è un corpo estraneo: non ha un partito, non vuole poltrone. A volte magari sbaglia, ma ci mette la faccia e il nome. E tanta passione. No, Christian per qualcuno è più pericoloso della ‘Ndrangheta. Perché è un uomo libero. E così lo lasciano solo.
Al Nord politica e mafia si intrecciano? Hanno interessi in comune? Si scambiano favori?
Non solo la Lombardia è stata scelta dalla criminalità organizzata per riciclare proventi infiltrandosi nell'economia con l'aiuto di alcuni politici. A "Presadiretta" l' inarrestabile avanzata della ‘ndrangheta in due regioni: Piemonte e Liguria.
Piemonte: al Alessandria arrestato il presidente della commissione territorio del comune , era un picciotto della malavita calabrese. A Leinì in provincia di Torino due sindaci (padre e figlio) chiedevano alla ‘ndrangheta voti in cambio del permesso di costruire. E poi Torino, Rivoli, gli interessi della criminalità organizzata si stanno espandendo.
Liguria: Gino Mamone, aveva già attirato l'attenzione della prefettura, ma ha conquistato il monopolio delle bonifiche ambientali e degli appalti per il movimento terra. E nella riviera dei fiori la giunta del comune di Bordighera è stata sciolta per mafia.
Rocco Varacalli, il pentito che con le sue rivelazioni ha fatto arrestare 150 persone per la prima a volta a "Presadiretta" racconta tutto a Domenico Iannacone e traccia la mappa degli affari e rivela le protezioni importanti...
Un racconto di Domenico Iannacone e Danilo Procaccianti
VAI al sito di PresaDiretta dove potrai seguire anche la puntata in diretta sul web
Da questa mattina sono incominciati ad arrivare i pensierini che la "Casa della Legalità" ha spedito ad alcune delle "note" famiglie liguri...
Purtroppo non abbiamo grandi possibilità e quindi ne abbiamo selezionato sette... i MAMONE-RASO, i MAMONE con la loroECO-GE, i FOTIA, i FAMELI, i GULLACE-FAZZARI, iPELLEGRINO-BARILARO ed i MARCIANO'.
Nelle buste, affrancate con 1,50 €, abbiamo mandato un bel bigliettino, scritto rigorosamente a mano, perchè molto sentito... Da un lato abbiamo riportato la frase di Peppino Impastato "LA MAFIA E' UNA MONTAGNA DI MERDA" e dall'altro il nostro pensiero:
"QUALCUNO IN MUTANDE
C'E' GIA' FINITO... ALTRI SONO GIA' AL FRESCO... ORA UN PENSIERO PER VOI CERTI CHE IL 2012 D.I.A. FINALMENTE GIUSTIZIA E CHE QUALCUNO RESTERA'
IN MUTANDE!!!"
Il tutto ovviamente firmato "Ufficio di Presidenza della Casa della Legalità".
E, per meglio rendere l'idea, nella busta di ogni famiglia, un bel paio di mutande rosse - gentilmente donateci - con la scritta "SORPRESA".Chissà se apprezzeranno il pensiero... Noi, come abbiamo sempre detto, non ci tiriamo mai indietro!!!
PS
Anche se i "doni" recapitatici ultimamente, come il TOPO DI FOGNA con la schiena spaccata in due, non sono proprio graditi... NOI non perdiamo mai l'OTTIMISMO!!!
Nella tarda mattinata di oggi è stata
manomessa la catena del cane che vive dove ha la residenza il
Presidente della Casa della Legalità. Un "grillo di acciaio" è
stato svitato, abbandonato sul posto, mentre il moschettone è stato
riattaccato alla catena. Poche ore dopo all'imbocco del cortile che porta
alla medesima abitazione è stato trovato un topo ammazzato, con la
schiena spaccata a metà...
La SALT, del gruppo GAVIO, l'abbiamo già
vista operare molto bene con il consorte della Marta Vincenzi, ovvero
Bruno Marchese. Sollevammo nel 2007 il "dettaglio" del conflitto
di interessi dell'allora neo-sindaco di Genova Vincenzi che, quando
da Presidente della Provincia di Genova promosse la svendita delle
azioni dell'autostrada "Serravalle" al gruppo Gavio, vedeva il
marito ricevere proficui incarichi professionali, con la IGM dalla
SALT. Nel 2007 la Vincenzi negò ed il consorte Bruno Marchese non
solo negò ma dichiarava che mai aveva lavorato per le società di
Gavio. Qualche mese fa, avuti i documenti ufficiali, li abbiamo
smentiti su tutti i fronti [vedi qui il video del servizio del Tg1]. A quel punto il Bruno Marchese smentiva
se stesso e la consorte-sindaco dichiarando che era normale che lui,
con la IGM, lavorasse per le società di Gavio. Una bufala però
doveva raccontarla nuovamente e così dichiara che mai aveva avuto
contatti con i vertici dell'impero di Gavio. Una bufala come quella
raccontata nel 2007, ed ecco il documento che smentisce anche questa:
un verbale di una riunione per i lavori della IGM per la SALT, a cui
erano presenti sia Bruno Marchese sia il braccio destro e uomo di
fiducia di Gavio, Bruno Binasco [vedi qui].
E dai lavori alla IGM della famiglia di
Marta Vincenzi (oltre al marito Bruno, anche la figlia Malvina
Marchese è tra i soci), sulle autostrade del gruppo SALT, si scopre
che oggi operano anche società di famiglie della 'ndrangheta.
Per i trasporti di asfalto
sull'Autostrada dei Fiori, la A10, operano da qualche tempo i mezzi
della società SAMOTER SRL, ovvero dei FAZZARI-GULLACE, facenti capo
al potente boss della 'ndrangheta, punto di riferimento per tutto il
nord-ovest, GULLACE "Nino" Carmelo. La loro storia l'abbiamo
recentemente raccontata al dettaglio (vedi qui o vai allo speciale),
dai tempi che furono ai giorni nostri, con fatti e documenti... Ed è
così che sui camion "anonimi" della SAMOTER da qualche tempo è
stata incollata la "vela blu" del Gruppo GAVIO. Li si può vedere
nel parcheggio della loro sede a Balestrino, così come operare nel
tratto autostradale tra Savona e Ventimiglia... ma per ora i lavori
sono fermi per le "santissime" festività ed anche gli uomini della
società delle famigliole di 'ndrangheta riposano. Noi non li
molliamo, e li continuiamo a monitorare ed indicare finché la
partita non sarà chiusa con la loro sconfitta!
PS
Ci sono altre novità sui
FAZZARI-GULLACE e connessi, ma al momento non ne parliamo qui... come
nostra abitudine le abbiamo fornite a chi di dovere. Tra qualche
tempo renderemo noti anche questi altri "dettagli", abbiate un
poco di pazienza.
IN CODA ANCHE IL VIDEO INTEGRALE DELL'INCONTRO DEL 16.12.2011 A BOLOGNA
In molti ci chiesero perché il primo
libro che abbiamo scritto come Casa della Legalità fosse
sull'Emilia-Romagna e non sulla Liguria (che invece uscirà a breve).
La risposta era semplice: in Emilia-Romagna si era un passo indietro
e bisognava recuperare in fretta. Il passo indietro era il fatto che
in Emilia-Romagna si viveva come se nulla fosse, come se il
drammatico intreccio tra interessi mafiosi e criminali con la
spregiudicatezza di imprese, cooperative e politica non ci fosse. Si
parlava di mafia al nord, ma nessuno osava andare ad indicare la
regione "rossa" per eccellenza, quella dove vi è stato lo
"sdoganamento" definitivo delle mafie all'assalto del nord,
ovvero, appunto, l'Emilia-Romagna, quando sulla scena vi era il primo
grande socio occulto di Cosa Nostra, ovvero Raul Gardini, quando in
cambio delle commesse in Sicilia e Campania le grandi cooperative
strinsero il patto con le cosche e aprirono le porte alle imprese
mafiose dei Cavalieri dell'Apocalisse ed ai camorristi... Una storia
di decenni, perché era prima, ancora prima di Tangentopoli...
Ricordate l'articolo "Andora, ecco
l'esempio della "sudditanza" ai FOTIA (e prima tre
"pillole" andoresi)"?
Non è
arrivata nessuna replica. Nessuna richiesta di precisazione. Nulla di
nulla, da nessuna delle ditte citate nell'articolo, a partire dalla
SCAVO-TER dei FOTIA (cosca MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI), e nemmeno
dal COMUNE DI ANDORA che pure, per selezione dell'amministrazione del
sindaco Franco FLORIS vanta come "ufficio stampa" niente meno
che il giornalista dell'ANSA che si occupa per l'ANSA stessa di tutto
il savonese.
Nell'articolo,
come tra poco vedremo, ci sono fatti inconfutabili che le ulteriori
verifiche effettuate dimostrano ancora più gravi, a nostro avviso,
di quanto avevamo scritto. Ebbene come detto, nulla è mai giunto in
merito dai diretti interessati alla Casa della Legalità, ne tanto
meno è stato mai notificato nulla, né di querele, né di citazioni,
ne di art. 700. Nulla di nulla...
Scritto da p. l'Uff. di Pres. S.Castiglion, E.D'Agostino
martedì 20 dicembre 2011
Nella primavera scorsa è stata disposta la Vigilanza Generica Radiocollegata a tutela del Presidente della Casa della Legalità, Christian Abbondanza, per la situazione di pericolo derivante dalla volontà delle cosche della 'ndrangheta di colpire chi per loro si è evidenziato essere un "problema". Purtroppo i segnali di concreto pericolo sono aumentati. A fronte di questa situazione è stata potenziata la Vigilanza Generica Radiocollegata che risulta una misura di tutela insufficiente rispetto alle potenzialità di azione delle organizzazioni mafiose. Non è, ad esempio, garantita alcuna copertura per gli spostamenti che risultano così fortemente a rischio. L'Autorità preposta risulta, ad oggi, bloccata da un singolo parere, nella decisione di predisporre un livello adeguato di protezione...
La Guardia di Finanza scrive un
rapporto alla Procura della Repubblica di Genova sulla questione
STOPPANI, con allegate intercettazioni. Afferma che vi sono
funzionati pubblici e politici che avrebbero operato, nella loro
veste di pubblici ufficiali, per agevolare i MAMONE. I giornali
riprendono quei contenuti, li pubblicano. Giornali come Il Secolo XIX
e Repubblica e nessuno dice nulla. Li riprendiamo anche noi e
procediamo a pubblicare anche quel "capitolo" dell'inchiesta,
integralmente, così che non si possa dire che si è omesso qualcosa. Che accade? Scatta la querela. E' chiaro che non li abbiamo
pubblicati per "offendere", ma per informare di ciò che sta
scritto in rapporti ufficiali in merito ad una vicenda di cui, tra
l'altro, parlammo anche a lungo con l'ex Prefetto di Genova che,
poi, di conseguenza, seguì con estrema attenzione tutta quella
delicatissima partita che è la messa in sicurezza dell'area
Stoppani. Nonostante questo, nonostante si siano riportati, senza
formulare alcuna nostra accusa, Atti ufficiali ci si è ritrovati rinviati a
giudizio. Noi, che abbiamo già detto che non era assolutamente nostra intenzione offendere, ma solo informare, e che se qualcuno si era sentito offeso ci scusiamo per questo, siamo pronti ad affrontere con assoluta tranquillità il dibattimento perché non abbiamo diffamato nessuno.
Ma questa è solo una delle tante vicende che ora raccontiamo. Ecco le altre e preparatevi perché è lunga e ricca di assurdi...
CON IL COMUNICATO INTEGRALE DELLA DIA (in formato .pdf)
ED UNA RISPOSTA ALLE DICHIARAZIONI DELL'INGRASCIOTTA
Ma come, questa ditta tanto "apprezzata"
nel ponente ligure, che dopo l'interdizione antimafia della
Prefettura (tre misure in totale!), aveva vinto un bel appaltino dal
Comune di Ventimiglia (vedi qui), è finita come doveva finire, ovvero sotto
sequestro? Si, grazie al lavoro della Guardia di Finanza e della DIA
di Genova...
COMUNICATO
STAMPA AGGRESSIONE AI PATRIMONI ILLECITAMENTE ACCUMULATI: APPLICAZIONE DELLA NUOVA LEGISLAZIONE IN TEMA DI
MISURE DI PREVENZIONE PATRIMONIALI EX D.LGS.159/11
Il
Presidente del Tribunale di Massa - Sezione per le Misure di
Prevenzione - in accoglimento della proposta avanzata dalla locale
Procura della Repubblica sulla base delle indagini svolte dal Centro
Operativo DIA di Genova, ha decretato il sequestro anticipato dei
beni riconducibili a tale C.A.,
persona di 70 anni di età originario di Carrara e residente a
Viareggio. Il valore dei beni sottoposti a sequestro è stimato in
circa 6 milioni di
euro...
Forse qualcuno pensa che il silenzio
sia sintomo di "immobilismo". Non è così e presto, chi lo pensa, si renderà
conto che l'isolamento per i mafiosi, anche per quelli che si
dichiarano "puliti" ed "imprenditori", sarà pesante come un
macigno... come una pietra tombale, anche nel savonese.
I GULLACE-RASO-ALBANESE con anche i
FAZZARI lo sanno già bene perché il cerchio che gli sta chiudendo
intorno lo sento, soffocante... e sarà così finché non saranno
spogliati di tutti i loro beni e colpiti in via definitiva, da
Carmelo "Nino" GULLACE in giù. Di loro abbiamo già parlato di
recente [vedi qui - qui e qui, quando gliele abbiamo dette in
faccia o si vada allo speciale].
E lo sanno anche bene i FOTIA, di cui
oggi torniamo ad occuparci, sia per la loro azienda "SCAVO-TER"
sia per i contatti accertati con i grandi capi della ''ndrangheta
(che sono già, ora, dove devono stare: in carcere!)...
INCHIESTA DEDICATA ALLA MEMORIA DI
ILARIA ALPI, MIRAN HROVATIN, NATALE DE GRAZIA
Jack Rocco MAZREKU era in Somalia nei
giorni in cui, il 20 marzo 1994, a Mogadiscio, Ilaria Alpi e Miran
Hrovatin, vennero assassinati perché "responsabili"
dell'inchiesta sui traffici di rifiuti tossici ed armi che
dall'Italia raggiungevano l'Africa. Era anche dove si consumò il
mistero del JOLLY ROSSO dei MESSINA. C'era, legato all'ingegner
Giorgio COMERIO che in casa, a Garlasco, aveva il certificato di
morte originale di Ilaria Alpi ed un agenda del 1987 con annotato,
nella data di affondamento del RIGEL, "lost ship" ovvero "nave
perduta".
MAZREKU era legato alla "OCEANIC DISPOSAL
MANAGEMENT INC. HOLDING S.A." (poi diventerà il legale
rappresentante della GEORADAR) che promuoveva il progetto del
COMERIO dei cosiddetti "PENETRATOR", siluri caricati di scorie nucleari e rifiuti tossici da sparare sui fondali marini... E' quel progetto di cui
abbiamo già parlato pubblicando il video della cassetta vhs che
venne sequestrata a casa del COMERIO [e di cui si è tornata ad occupare anche un'inchiesta di Exit - vedi qui). Era il progetto per cui
elaborata la "modifica" del JOLLY ROSSO per renderlo una vera e
propria "piattaforma di lancio"... La nave dei MESSINA (che di
navi a perdere e di rotte pericolose non se ne fanno mancare), quel
14 dicembre del 1990 "spiaggiò" davanti ad Amantea, e portava
rifiuti tossici che mai vennero trovati (spariti nel nulla, o meglio
scaricati, trasportati ed interrati, velocemente, con l'aiuto della
'ndrangheta, da qualche parte a "seminare" tumori). Su quella
nave vi erano i progetti già elaborati, le planimetrie per la
"trasformazione" della nave MESSINA nel prototipo per seppellire
sotto il fondale marino le scorie nucleari e rifiuti tossici, perché - sostenevano gli ideatori del gruppo - le
norme internazionali proibivano di abbandonare rifiuti "sul"
fondale marino, mica "sotto" il fondale.
Anche lì, chi, come il
Comandante Natale De Grazia, osava indagare ed avvicinarsi ad una
soluzione nascosta nel crocevia degli affari e traffici illeciti, che dalla Calabria sale in Liguria, ed in questo caso, arrivava tra
le colline ed il golfo di La Spezia, morì, assassinato senza
colpevoli, proprio come senza colpevoli sono gli omicidi di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin.
La storia delle navi a perdere è una
storia che si intreccia con le cosche della 'ndrangheta che, come
sempre nella loro storia, annusavano il business che potevano
accaparrarsi offrendo i propri "servizi" a faccendieri senza scrupoli,
industrie e governi. E la storia di COMERIO con la OCEAN è la storia
di rapporti indicibili e di accordi con Governi. Accordi che gli hanno garantito anche l'assoluta, di fatto, impunità. Secondo le indagini
condotte dai Carabinieri, quello dei PENETRATOR ideati da COMERIO non
era solo un progetto, ma una realtà concreta di missili lanciati in
mare, che coinvolgeva 45 Stati, tra cui Iraq, Egitto, ex Jugoslavia,
America Centrale, Sudan, Kenya, Sierra Leone... E la storia di JACK
ROCCO MAZREKU è una storia si intreccia con quella di COMERIO e con
rapporti indicibili che pare nessuno voglia indagare sino in fondo,
mentre ha conquistato, grazie a gravi omissioni e irregolarità
istituzionali, il controllo del più grande porto turistico del
Mediterraneo (che come tutti i porti turistici, dopo la riforma del
fu Ministro Claudio BURLANDO, si "auto controllano", avendo la
società stessa con la concessione di gestione il compito di tenere
il registro).
Oggi 6 dicembre 2011 inizia per JACK
ROCCO MARZEKU un processo, di cui nessuno parla. Da Milano lo hanno
trasferito a Lucca. E con questo lavoro cerchiamo, in modo molto
semplice, di raccontare, come nessuno mai ha fatto la storia di
MAZREKU, stando, come nostra abitudine, sui documenti ufficiali che
possiamo produrre...
Noi lo scrivemmo nell'agosto 2010, poi
arrivarono le conferme con gli approfondimenti dell'Arma dei
Carabinieri, della DIA e degli altri reparti investigativi... in
ultima è arrivata la Relazione della Commissione di Accesso (al
vaglio del Prefetto e quindi del Ministro dell'Interno). Non ci sono
più alibi e non c'è nemmeno più tempo da perdere.
Il COMUNE DI VENTIMIGLIA è infiltrato
e condizionato dalla 'ndrangheta. Questo dato emerge chiaramente ed è
complessivo, nel senso che non riguarda un particolare settore o
alcune singole pratiche, ma è un condizionamento generale con
infiltrazioni pesanti, passate e presenti.
Bisogna che il COMUNE DI VENTIMIGLIA
"rinasca", come per Bordighera. Scioglimento e commissariamento
sono necessari per rompere l'infamia che ha piegato la gestione della
cosa pubblica agli interessi della 'ndrangheta (e cumpari). E' un
passo necessario per ridare dignità ad una comunità e correttezza e
trasparenza alla gestione della Pubblica Amministrazione. Quando si arriva, come si è arrivati
al COMUNE DI VENTIMIGLIA, attraverso la CIVITAS ad una gestione che è
un "verminaio", piegata da appalti ed incarichi frazionati, che
finivano a società legate ed espressione delle cosche, come, ad
esempio, la COOPERATIVA MARVON, bisogna ripulire profondamente il
Palazzo, nella parte elettiva così come nella parte amministrativa
dei funzionari. Chi ha responsabilità gravi in questo sistema deve
essere messo alla porta, chi non ne ha - e ne ha pure subite di
tutti i colori - resta.
Basta ai colpi di teatro del Sindaco
Gaetano SCULLINO. Basta alle plateali prese in giro con cui ha
caratterizzato molteplici delle sue ultime uscite pubbliche,
nell'ennesimo tentativo di minimizzare e negare fatti conclamati. C'è
una responsabilità politica a cui nessuno, nemmeno lui, può
sottrarsi. Non è tollerabile sentire discorsi come: noi abbiamo dato
tutti i documenti richiesti alla Commissione, quindi siamo bravi. E
che diamine, non è una scelta "volontaria" ma un "obbligo"
quello di fornire i documenti alla Commissione d'Accesso! Oppure:
adesso voglio una copia della Relazione della Commissione d'Accesso.
E no! La Relazione è un atto riservato che, una volta assunta la
decisioni conseguenti da Prefetto e Ministro, potrà essere resa
pubblica (e lo auspichiamo), ma fino ad allora nessuno, tanto meno
gli "interessati", devono poter leggerne i contenuti!
Auspichiamo che il neo Prefetto di
Imperia ed il Ministro dell'Interno si muovano celermente. Già
abbiamo assistito al tentativo di impedire l'insediamento della
Commissione di Accesso da parte del sindaco SCULLINO che, con le sue
dimissioni, puntava all'auto-scioglimento del Consiglio Comunale e
della sua Amministrazione. Si è sventato quel tentativo fatto,
dichiarava SCULLINO, per "atto d'amore" verso la sua città, che
era invece un insulto alla decenza ed alla dignità della città, un
modo rocambolesco per impedire l'accertamento, approfondito, dei
fatti dal punto di vista amministrativo, dall'oggi a ritroso nel
tempo... perché non è certamente da oggi, da questa ultima
amministrazione, che il Comune di Ventimiglia subisce il
condizionamento e l'infiltrazione mafiosa.
Non c'è più tempo. Bisogna fare in
fretta. Lo merita la città, l'economia di quel territorio ed il
territorio stesso, la comunità onesta che ha rigettato di piegarsi
ai "capi bastone" ed il personale non compromesso e spesso
martoriato dello stesso Comune di Ventimiglia. La comunità dell'espremo ponente ligure deve avere un chiaro segnale che la 'ndrangheta viene schiacciata, così come si schiacciano i vermi... deve vedere che tutte le figure compromesse, dai politici ai funzionari, dagli imprenditori ai professionisti ed ai servitori infedeli dello Stato, possono essere colpiti e annientati!
Noi, qui, oltre a quanto già scritto
nel passato, e che, ovviamente non ripetiamo, riportiamo alcuni
elementi, sempre da Atti Ufficiali che non sono, ovviamente, la Relazione della
Commissione d'Accesso, ma che permettono di capire, se ve ne fosse
ancora bisogno, il contesto e quindi la pesante compromissione del
COMUNE DI VENTIMIGLIA, per arrivare al "ritratto" dei MARCIANO',
famiglia storica della 'ndrangheta nell'estremo ponente ligure, per arrivare agli ai condizionamenti delle imprese, a partire da quelle del Gruppo PARODI... e lo
facciamo con gli Atti dell'indagine MAGLIO. Buona lettura...
Il procuratore di Sanremo, Roberto
Cavallone, ha tutte le ragioni ad affermare che di strada ve ne è
ancora molta da fare in Liguria per poter efficacemente contrastare
le organizzazioni mafiose. Ha ragione perché non è possibile che
i giudici non siano in grado di capire quando si è davanti ad
intimidazioni mafiose e non quindi in presenza di visite di
"cortesia"
L'intimidazione mafiosa non sempre è
cruenta, a volte è sottile, molto sottile e quasi impercettibile.
Diventa chiara se si guarda a "chi" la promuove, ovvero soggetti
forti della capacità di concretizzare la minaccia, anche perché
gruppo armato e parte integrante ed inscindibile dall'organizzazione
mafiosa.
I Giudici del Tribunale di Sanremo
hanno guardato alle "visite" dei PELLEGRINO-BARILARO portate ai
due assessori di Bordighera, per richiamarli "all'ordine", ovvero
ad accontentare i loro desiderato, come a visite di due semplici
individui che chiedevano conto "politicamente" del dissenso
espresso davanti alla richiesta di apertura della Sala Giochi da
parte della consorte del Maurizio PELLEGRINO, figlia del Benito
PEPE'.
I Giudici non hanno tenuto conto di chi
fossero i due "emissari", ovvero soggetti della 'ndrangheta, come
risulta inequivocabilmente da risultanze certe. Ed i Giudici a
Sanremo non hanno nemmeno, quindi, valutato che i testimoni, ovvero i
due assessori minacciati, in aula non avevano confermato le accuse,
per l'evidente e palpabile clima intimidatorio e la conseguente paura
che i PELLEGRINO-BARILARO, in quanto cosca della 'ndrangheta, sono in
grado di produrre anche quando parte del clan si trova in carcere.
Una paura evidente già quando tentennavano nel parlarne
informalmente e poi verbalizzando con Carabinieri e Procura.
I Giudici, come già altri giudici (ed
altri pm) in Liguria, sono rimasti ciechi, come recentemente aveva
ricordato - dopo anni che noi lo ripetiamo - anche il pm Anna
Canepa della Direzione Nazionale Antimafia.
Detto questo chi ha scritto e prodotto
la cosiddetta informazione sulla conclusione del processo ai
PELLEGRINO-BARILARO ha scritto, in parte, l'ennesima "balla"
clamorosa che altro non produce che, di fatto, un regalo
straordinario ai PELLEGRINO-BARILARO, ovvero alla 'ndrangheta.
I capi di imputazione erano
estorsione, minacce, minacce a corpo politico, favoreggiamento della
prostituzione. Sono stati condannati per tutti i reati contestati
tranne che per le "minacce a corpo politico". Non poteva che
essere così, quando i giudici non tengono conto dell'intimidazione
che ha condotto i testimoni (i due assessori) a negare le minacce
ricevute e, soprattutto, quando non considerando che soggetti
appartenenti a famiglie di 'ndrangheta non compiono "visite di
cortesia" per chiedere conto di uno "sgarbo" (come è, per
loro, l'esprimersi contro ai loro interessi), bensì compiono
un'azione di richiamo volta ad intimidire il pubblico amministratore,
forti dell'essere organizzazione mafiosa armata protetta da vincolo
omertoso, per ottenere da questi i favori non richiesti, ma "pretesi"
(la concessione per l'apertura della sala giochi).
Detto questo, si è letto e sentito,
nei servizi delle testate giornalistiche regionali, che i
PELLEGRINO-BARILARO erano stati assolti dall'accusa di associazione
mafiosa, e che quindi, in altre parole non era mafiosi, come
sosteneva l'accusa. Ma quando mai??? Quel capo di imputazione non vi
era nemmeno (e manco poteva esserci perché una Procura come
quella di Sanremo non poteva nemmeno contestarlo, essendo competenza
della DDA di Genova tale contestazione). Ed allora perché si è
raccontata una "bufala" tanto abnorme quanto "utile" al
ridare un immagine "ri-pulita" agli uomini del clan
PELLEGRINO-BARILARO? Non è dato saperlo, ma drammaticamente così è
stato...
Enrico NAN, avvocato storico (e già socio) di Andrea NUCERA, rassicurava che l'impero NUCERA era solido, anzi solidissimo. Ormai ci credeva solo lui, tanto che lo stesso Andrea NUCERA si era già ritirato ad Abu Dhabi (dopo Dubai) perché sapeva bene che la barzelletta raccontata da NAN non lo avrebbe salvato, questa volta. Ed infatti, passo dopo passo, con rapida sequenza, l'impero NUCERA che dai tempi del "teardismo" (con i Giovanni e Francesco NUCERA) la faceva da padrone nel savonese, e che sembrava intoccabile, è crollato!
Adesso, dopo la contestazione della bancarotta fraudolenta e sottrazione fraudolenta di capitali, con sequestro di 125 milioni di beni, sono scattate le manette. Andrea DAMELE, braccio destro del NUCERA nelle sue società (ed anche nel PROGETTO PONENTE con ARTE!) è stato arrestato, mentre Andrea NUCERA è formalmente latitante. Entrambi sono difesi dall'avv. Enrico NAN che il DAMELE lo aveva anche candidato alle ultime elezioni amministrative per il Comune di Savona per "FUTURO E LIBERTA'"... e che era anche nella società THEA SRL dove tra i soci vi era - sino ai primi scricchiolii dell'"impero" - anche la società del NAN, ovvero "LA FAMIGLIA SRL".
Se per Nucera la latitanza è iniziata (ma lo si può sempre andare a prendere!) per "Futuro e Libertà" in Liguria non è certo un bel momento. Gianfranco Fini aveva appena rinnovato la sua fiducia in NAN (era sabato 26 novembre!) mentre mandava a quel paese i giovani che con la loro protesta contro i rapporti di NAN con i MAMONE e NUCERA, hanno contribuito ad evitare, quantomeno, che la sede regionale ligure di "Futuro e Libertà" fosse quella data in uso gratuito da un latitante, ex socio e difeso proprio dal Coordinatore Regionale di Fli, ovvero NAN.
Per ora, chi vuole per capire di più della storia di NUCERA può partire da qui.
PUBBLICHIAMO INTEGRALMENTE IL COMUNICATO STAMPA DELLA DIA DI GENOVA, E COGLIAMO L'OCCASIONE PER RIBADIRE IL NOSTRO INFINITO GRAZIE PER LA LORO PROFESSIONALITA', DETERMINAZIONE ED EFFICACIA! L'Ufficio di Presidenza
La
Corte Suprema di Cassazione - Sezione VI - ha rigettato il ricorso
proposto nell'interesse di VENTURI Gabriele, noto
imprenditore 52 enne di Sarzana (SP) nel settore dell'import/export
di autovetture di lusso, rendendo definitiva la sorveglianza
speciale di P.S. con obbligo di soggiornoper anni 2,
nonché la confisca di tutti i beni a lui riconducibili, per
un valore approssimativo che si aggira oltre i 10 milioni di
euro, già sottoposti a confisca nel luglio 2010, in
accoglimento della richiesta formulata, ai sensi della normativa
antimafia, dal Direttore della Direzione Investigativa Antimafia.
L'attività
investigativa, svolta dal Centro Operativo D.I.A. di Genova in
materia di misure di prevenzione, aveva consentito di far emergere il
curriculum criminale di tutto rispetto del VENTURI con denunce per
reati che vanno dal traffico di stupefacenti alla ricettazione di
autovetture di lusso, ad illeciti societari di varia natura,
commessi, in alcuni casi, in concorso con soggetti ritenuti associati
alla criminalità organizzata con i quali, peraltro, era stata
rilevata un'assidua frequentazione; da ultimo, il VENTURI era stato
indagato dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Sarzana, che ha
collaborato con il Centro Operativo D.I.A. di Genova nell'esecuzione
del sequestro dei beni, per il grave reato di bancarotta
fraudolenta avendo, quel Reparto, constatato l'avvenuta
distrazione, dal patrimonio di una sua società, di beni per oltre
3,5milioni di euro.
Oltre
a ciò, il VENTURI, per conseguire i suoi scopi illeciti
finalizzati all'ingente arricchimento individuato, aveva realizzato
un articolato sistema di interposizione fittizia dei beni e proventi
accumulati attraverso soggetti terzi e società di copertura. Fra
queste vi erano le aziende operanti nei settori del commercio ed
import/export di autovetture di lusso ed immobiliari, oggi confiscate
definitivamente.
L'attività
d'indagine aveva fatto risaltare, altresì, che l'interessato
ostentava un elevatissimo tenore di vita, evidenziato attraverso
frequentazione abituale di locali pubblici di alto livello,
l'acquisto di orologi di marche prestigiose e il mantenimento di
numerose autovetture di lusso, totalmente sproporzionato ai redditi
dichiarati ufficialmente dallo stesso e dai suoi familiari.
Così,
nel luglio 2010, il Tribunale della Spezia, ritenendo fondata la
richiesta avanzata dal Direttore della Direzione Investigativa
Antimafia, aveva disposto la confisca di tutti i beni immobili (21
unità), fra cui ville e appartamenti di lusso,
capannoni commerciali, oltre 300 autovetture,
disponibilità bancarie, postali, titoli di credito per un totale
in contanti di oltre € 500.000, 56 orologi di marche
prestigiose, quote e proprietà di 4 società di compravendita ed
import/export di autovetture, anche di lusso, nonchè 2 società
immobiliari a vario titolo ritenute riconducibili al proposto per un
valore complessivo stimato, come detto, in oltre 10 milioni di
euro.
Per
di più, reputando concreta la pericolosità sociale del VENTURI,
ritenuto soggetto abitualmente dedito a traffici illeciti, che per la
condotta ed il tenore di vita si ritiene viva abitualmente, anche in
parte, con i proventi di attività delittuose, il Tribunale gli aveva
applicato la sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza, con
obbligo di soggiorno in Sarzana (SP), per la durata di anni 2.
Ora,
quel patrimonio è passato definitivamente nelle mani dello Stato.
è uscito "LA COLATA"
nuovo libro-inchiesta
dove si parla delle
colate di asfalto e
cemento che
devastano l'Italia.
Nel libro sono riprese
molte delle questioni
che abbiamo affrontato
e sollevato come
Casa della Legalità,
dalla speculazioni
in Liguria, agli affari
della Chiesa e degli
uomini dell'Opus Dei,
la storia del calcestruzzo
che abbiamo documentato
nel libro "Tra la via Emilia
e il Clan", per passare
dalla piana Toscana
sino a Marsala. Fatti, dati, nomi, luoghi
un lavoro documentato
e preciso di inchiesta
per permetterci di
conoscere e quindi
di reagire. Il libro, ed.Chiarelettere,
è scritto da
Ferruccio SANSA
Marco PREVE
Andrea GARIBALDI
AntoniO MASSARI
Giuseppe SALVAGGIULO vai alla scheda del libro
sul sito di chiarelettere
I VIDEO
MARCO PREVE guarda il video
su Youtube - clicca qui
FERRUCCIO SANSA guarda il video
su Youtube - clicca qui
Economia sommersa, illegale e criminale
Documento integrale presentato da
Franco Archibugi,
Alessandro Masneri,
Giorgio Ruffolo
ed Elio Veltri
ai fini della costituzione
di un Gruppo di studio -
approfondimento e di
relative iniziative sui
problemi della
economia sommersa
e sull'evasione fiscale
e contributiva
ALTRA LETTURA
CONSIGLIATA
Il libro di ROBERTO GALULLO
edito da Il Sole 24 Ore clicca qui
I VOLANTINAGGI
NON DEVONO
AVERE ALCUNA
AUTORIZZAZIONE
Grazie all'allora Pretore
Antonino Caponnetto
la Corte Costituzionale
con la 1° sentenza,
nel 1956, sancì che in
applicazione dell'art.21
della Costituzione non
possa esservi norma
che preveda una
"autorizzazione"
per effettuare un
volantinaggio. LEGGI E DIFFONDI
LA SENTENZA clicca qui
per leggere la presentazione
ed il dossier clicca qui
il libro di Elio Veltri
e Antonio Laudati Le organizzazioni criminali
italiane alla conquista
dell'economia legale
e globale
(edizioni Longanesi)
leggi la scheda
e l'intervista ad Elio Veltri
di DemocraziaLegalità.it clicca qui
NAVI TOSSICHE Nuova inchiesta
e foto shock
dalla Somalia la sintesi (IT) formato .pdf il dossier (EN) formato .pdf vai alla galleria
fotografica sul sito
di Greenpeace
E' USCITO
il libro-inchiesta "LE NAVI DELLA
VERGOGNA" Un lavoro serio e
documentato di
Riccardo Bocca,
che ancora una volta
affronta la questione
delle navi dei veleni
guardando ai fatti
e senza cedere a
distorsioni di comodo
vai alla scheda del libro CLICCA QUI
E ora è on line su facebook
l'Osservatorio on line
sull'edilizia
19 LUGLIO 1992 19 LUGLIO 2009 basta alla retorica ed
all'ipocrisia sulle stragi
che hanno posto il
sigillo sul patto
tra Stato e Mafia ritroviamoci
davanti alle Procure
d'Italia, domenica
19 luglio 2009,
con un "agenda rossa"
La Casa della Legalità
sostiene e aderisce
alla mobilitazione del
"comitato19luglio2009" La memoria
è impegno!!!
clicca qui per
il video realizzato
dal Pbc sulla
mobilitazione del 19 luglio 2009
a Genova
clicca qui per
i video della
manifestazione del 26 settembre 2009
a Milano "Agora' per
l'Agenda Rossa"
AVVISO
IMPORTANTE Il numero cell. 3924682144 risulta disattivato, stiamo verificando cosa sia successo. Per comunicazioni telefoniche o sms il nuovo numero è: 392-9377276
Essere liberi, fare informazione, promuovere inchieste e avanzare denunce dettagliate contro corruzione, collusioni, conflitti di interesse, mafie e illegalità diffusa, significa non avere sostegni pubblici e comporta un pesante e costante isolamento
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SWIFT SARDIT3SXXX OPPURE FAI UNA DONAZIONE
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- novembre 2011 -
E' USCITO IL
NUOVO LIBRO DI
ROBERTO GALULLO clicca qui
LE PAROLE DEL
Proc. PIGNATORE
CHE SUONANO LA
SVEGLIA PER
IL NORD ITALIA CLICCA QUI
LA RELAZIONE
DELLA DNA - dicembre 2010 - (formato .pdf) CLICCA QUI
ULTIME
NEWS
OPERAZIONE
MAGLIO 3 (formato .pdf) CLICCA QUI OPERAZIONE
MAGLIO (formato .pdf) clicca qui
OPERAZIONE
MINOTAURO (formato .pdf) >parte 1 < > parte 2 <
> parte 3 <
> parte 4< > parte 5 < Il testo integrale
dell'Ordinanza
di Custodia
Cautelare del Gip di
Savona a carico di
PIETRO FOTIA,
ROBERTO DROCCHI ed altri - formato .pdf - CLICCA QUI
LE OSSERVAZIONI
INVIATE DALLA
"CASA DELLA LEGALITA"
all'Assemblea Legislativa
e Commissioni della
REGIONE LIGURIA sulla proposta di legge
reg. presentata
del gruppo PD sul c.d.
contrasto alle mafie (con richiesta di audizione)
- formato .pdf - CLICCA QUI
qui invece
la proposta di
legge regionale
e le premesse del PD clicca qui
L'OMERTA' E ROTTA
tra Genova e Savona
I RAPPORTI TRA
LE FAMIGLIE
SONO ORMAI CHIARI LA CASA DELLA LEGALITA', COME ANNUNCIATO, HA PUBBLICATO ALCUNI DEI DOCUMENTI INEDITI SUI RAPPORTI DELLE STORICHE FAMIGLIE DELLA 'NDRANGHETA TRA GENOVA E SAVONA
dall'edizione SAVONA
del 10.04.2011 FOTIA ORA "SFIDA"
LA PROCURA
[dove Pietro FOTIA parla
di nuovo della SCAVO-TER
come se fosse sua ma dove
non risulta... e dove dice che
lui la 'Ndrangheta non la
conosce]
ED ORA AVANTI,
SONO ALL'ANGOLO E
BISOGNA CHIUDERE
LA PARTITA!
IL 15 APRILE 2011
A SESTRI LEVANTE CLICCA L'IMMAGINE
PER INGRANDIRE
LA LOCANDINA
SOTTO TIRO storie di mafia
e antimafia la nuova trasmissione
di Roberto Galullo seguila online
la puntata sul
ponente ligure con
la Casa della Legalità
del 31.03.2011 clicca qui
e se ne era già parlato
nella puntata del 14.10.2010 con la
Casa della Legalità clicca qui
MUSOLINO
RESTA,
PER FORTUNA,
A GENOVA
Apprendiamo non solo che è emerso chiaramente che quella del "bagno d'oro" della Prefettura di Genova era una "trappola" in piena regola (1-2-3) come avevamo denunciato per primi) per screditare il Prefetto Musolino, e che a seguito dell'inchiesta ministeriale è stata accertata la totale estraneità al fatto di Musolino, ma soprattutto che ai signori mandanti della "trappola" è andata male: il Prefetto Musolino resta a Genova! La sua esperienza e determinazione nel contrasto alle organizzazioni mafiose è infatti fondamentale per il capoluogo ligure.
16 MARZO 2011 EXIT su La7 "FRATELLI
DI MAFIA" Si è parlato anche
della Liguria dopo
il caso di Bordighera.
Tra gli ospiti in studio
Roberto Scarpinato
e Lirio Abbate.
Per vedere il servizio
sulla LIGURIA
e l'intervento della
Casa della Legalità CLICCA QUI
'NDRANGHETA,
ULTIMA FERMATA
A NORD
Infiltrazioni negli appalti pubblici, condizionamento della politica, percezione del fenomeno da parte della gente. Che faccia ha la ndrangheta al Nord e quali sono i suoi affari.
GUARDA LE
DUE PUNTATE
dal nostro sito CLICCA QUI
Rileggi l'articolo con cui
rendevamo noto che
lo speciale era stato
cancellato dalla
programmazione
a poche ore dalla
messa in onda e
senza motivazione
alcuna... leggi qui
SISTEMATO
IL CAMPO DEI MILLE
A GENOVA dopo la nostra denuncia
ripresa da Ferruccio Sansa
su Il Fatto, dal blog di Grillo,
da Agorà su Rai3 e dal Tg1
il Comune di Genova
si è mosso! PER VEDERE I SERVIZI
DEL TG1 e di AGORA' CLICCA QUI
Ed intanto due note di servizio su Genova: - uno dei bar del gruppo della "decina" di Cosa Nostra, tra via Jori e via Sonnino, dopo l'arresto del gestore, è passato ad uno dei Maurici;
- il boss Gianni Calvo ha ceduto il ristorante L'Ambanata di via Vezzani a Genova...
E' l'ennesima sede di "incontro" che devono abbandonare a seguito dell'azione "terra bruciata intorno ai mafiosi" che portiamo avanti con l'azione di informazione... (ed a proposito dell'azione "terra bruciata intorno ai mafiosi" abbiamo scoperto che il figliolo del boss Garcea, il Daviduzzo, voleva denunciarci per "minacce" per i volantini "ONOFRIO GARCEA CONSEGNATI" che abbiamo realizzato per contribuire a stanare dalla latitanza il tipetto! ANDIAMO AVANTI!!!
SUL MARANO
Il giudice del Tribunale Civile di Genova ha accolto il ricorso ex art. 700 del MARANO (quello che aveva come collaboratore il boss Onofrio GARCEA nella propria finanziaria EGGEFIDIRECT) perché non si può accostare il MARANO al GARCEA. Chiaro? Non comprendiamo la decisione del Giudice, ma ne prendiamo atto e la rispettiamo. A breve riformuleremo quindi l'articolo, facendone due distinti, uno sul Marano ed uno sul Garcea, così da non accostarli!
BONIFICA (?)
EX ZUCCHERIFICIO
DI FINALE EMILIA E' stato confermato quanto denunciato dalla Casa della Legalità con l'esposto ai NOE. Le analisi effettuate dall'ARPA hanno rilevato che il suolo dell'area è pieno di fibre di amianto interrate e terre intrise di idrocarburi. Purtroppo la pratica devastante, per ambiente, salute ed economia locale, continua! Rileggi l'articolo con le foto.
SCONVOLGENTE Ordine perentorio di tagliare le spese per le intercettazioni (che rispetto a cinque anni fa dovranno diminuire quasi del 70%) e per i sequestri. Questo ordine non lo ha dato Berlusconi e nemmeno Alfano, ma il reggente Procuratore capo di Genova (e coordinatore della DDA) Vincenzo Scolastico!
SANITA'
NEWS IN BREVE
DALLA CALABRIA Maria Grazia Laganà ved. Fortugno è stata rinviata a giudizio per truffa in merito ad un appalto della Asl di Locri. Ricordate quando sollevammo
il caso le palate di insulti e isolamento che ricevemmo?
Intanto Domenico "Mimmo" Crea è stato condannato a 11 anni nell'ambito dell'inchiesta "Onorata Sanita" di cui abbiamo tanto parlato!
La mappa del
denaro sporco.
Genova prima
per indice
di riciclaggio da Il Sole 24 Ore
con tabelle
per province
e per regioni clicca qui
Led.it
Casa della Legalità Il documento integrale "Considerazioni
e proposte su
attività legislativa
e normativa
della Regione
Emilia-Romagna
volte al contrasto
di fenomeni
mafiosi e
di riciclaggio" a cura di Elio Veltri
e Christian Abbondanza (formato .pdf) CLICCA QUI
Il documento è stato presentato in conferenza stampa pubblica a Bologna il 13 novembre (qui il servizio Tgr e lancio agenzia Dire) ed inviato a tutti i consiglieri regionali ed i componenti della Giunta.
associazione DEMOCRAZIA
E LEGALITA' Elio Veltri rilancia la
necessità di un impegno
collettivo per
perseguire alcuni
punti fondamentali "Progetto-Regole
e Comportamenti"
sono quindi aperte le
iscrizioni all'associazione
"DEMOCRAZIA E LEGALITA'"
DIRITTI
NATURA
SALUTE DOSSIER
SUGLI EFFETTI
SULLA SALUTE
dell'INCENERIMENTO
DEI RIFIUTI
per Autorità dello Stato,
Magistrati e Giornalisti -- ISDE -- clicca qui
PESTICIDI
CANCRO
E SALUTE
di Patrizia Gentilini Associazione
Medici per
l’Ambiente ISDE Italia clicca qui
DOCUMENTI
IN EVIDENZA RELAZIONE DIA le ultime relazione I semestre 2009 formato .pdf - clicca qui II semestre 2009 formato .pdf - clicca qui
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