Lo speciale con la perizia del Tribunale integrale, altri documenti ed articoli per difendere la salute e contrastrare un'illegalità che si perpetua a danno della salute e della vita
Eravamo tornati
a parlare di Sanità & 'Ndrangheta. Questa volta non per la
Calabria ma per il "grande nord"... a partire dalla terra dei
lumbard. Ed era anche scontato che se ne tornasse a parlare visto che
nell'Operazione INFINITO, parallela a quella "IL CRIMINE", i
nomi, cognomi ed i fatti, c'erano tutti. Pochi giorni dopo gli
arresti, a Milano, si è consumato un'ennesima morte. Non un
regolamento di conti con killer professionisti che imbottiscono di
piombo, con precisione chirurgica, un boss, come fu nel caso di
NOVELLA Carmelo. Nei giorni scorsi si è consumato uno strano
"suicidio".... quello di Pasquale LIBRI che è volato giù dalla
tromba delle scale, dall'ottavo piano dell'Ospedale San Paolo di
Milano. E Pasquale LIBRI era uno degli indagati per le infiltrazioni
della 'ndrangheta nella Sanità. Era uno dei soggetti intercettati ad
esempio nei suoi contatti con il boss Antonio CHIRIACO, il direttore
dell'Asl di Pavia, 'ndranghetista e potente collettore tra pubblica
amministrazione, sanità e mafia...
CHIARICO con gli altri sodali,
a partire dal NERI a Pavia - così come altri dei "locali"
lombardi -, erano in grado di condizionare il voto e quindi l'esito
delle amministrative, così da eleggere chi era utile agli interessi
della 'ndrangheta. Lo facevano sia attraverso uomini del PD, come
abbiamo già visto, sia con soggetti del PDL e della Lega Nord... ma
anche con la promozione di liste "civiche"... E poi affari per le
società degli affiliati... una rete di società che ha saputo
lanciarsi ben oltre al tradizionale settore del movimento terra e
delle bonifiche, e che passano dal settore sanitario a quello delle
energie rinnovabili.
Dopo una prima puntata sul "locale" di Pavia, il ruolo del potente boss NERI, la Massoneria ed alcuni dei punti di contatto con la politica... noi continuiamo a pubblicare ampie
estratti dei documenti della DDA di Milano, così che i fatti ed i
protagonisti siano ben chiari, così come le responsabilità
trasversali della politica e della pubblica amministrazione che per
anni non solo ha fatto finta di non vedere, ma che, in molteplici
casi, ha assecondato il desiderato delle cosche della
'ndrangheta... Ed anche questo nuovo capitolo, ha come suo epicentro, a Pavia...
I partiti di destra e quelli di sinistra, quelli di centro e pure l'Italia dei "valori" non si erano accorti di nulla, anzi negavano, convinti che le mafie si fossero fermate davanti alle vecchie mure della città. Eppure si sapeva che non era così, si sapeva già, ad esempio, che a Pavia vi era la "scuola di guerra" di una delle più pericolose cosche calabresi...
Domenica la Casa della Legalità ha
compiuto un nuovo "blitz" nel ponente di Genova, tra i quartieri
di Sestri Ponente e di Cornigliano. Si è andati ad affiggere alcune
locandine "ONOFRIO GARCEA CONSEGNATI" per far capire "ai suoi"
che tanto lo si piglia lo "sgarro", tra i principali esponenti
del "locale" della 'ndrangheta a Genova... Sul GARCEA, che è
latitante, abbiamo giù scritto molto nei mesi scorsi ed altro
scriveremo nei prossimi giorni... non tutto, naturalmente, perché
molto è contenuto in una ampia relazione sui rapporti del boss (ed
altri) con alcune pubbliche amministrazioni della provincia di
Genova, che abbiamo inviato tra marzo ed aprile, al Prefetto del
capoluogo ligure, oltre che alla DIA. Sull'altro soggetto arrestato
nell'ambito della medesima inchiesta dei ROS di Genova, relativa
all'attività di usura del GARCEA & C, ovvero sul Giuseppe
ABBISSO, riesino, non troverete nulla nel sito perché questi è
stato da noi segnalato alla DIA, ancora nel maggio scorso, alla
Guardia di Finanza, oltre che proprio all'Arma dei Carabinieri.
Abbiamo segnalato ed anche verbalizzato molti dei "contatti"
dell'ABBISSO, sia con soggetti legati alla criminalità organizzata
siciliana sia calabrese, e quindi, anche su questo, abbiamo mantenuto
il doveroso riserbo... perché in alcuni casi è necessario dire
pubblicamente alcune cose per agevolare le inchieste, in altri casi è
opportuno invece il silenzio per evitare di agevolare i mafiosi e
loro complici e sodali. Il caso di ABBISSO, proprio per il suo essere
una sorta di "ponte" tra cosche della 'Ndrangheta e famiglie di
Cosa Nostra, con proiezione anche all'estero, è proprio uno di quei
casi per cui vi era necessità di massima riservatezza...
La prima cosa che salta agli occhi leggendo le carte delle inchieste, quelle delle ordinanze di fermo e quelle di custodia cautelare della DDA di Reggio Calabria e di Milano, la prima cosa che salta agli occhi è il "voto di scambio" tra politici (di ogni schieramento) e la 'ndrangheta, non sono in Calabria, ma anche a Pavia, in Lombardia ed in Liguria...
Di molti casi Liguri abbiamo già parlato (o meglio riassumendo dalle puntate precedenti, visto che questa è una storia infinita che abbiamo iniziato a denunciare e raccontare da anni) di Pavia abbiamo accennato nell'ambito dell'articolo sulle infiltrazioni mafiose e massoniche nella Sanità (clicca qui) e nei prossimi giorni vi torneremo con ampi dettagli.
E sulla realtà Ligure stanno emergendo nuovi elementi e nuovi protagonisti di cui si può parlare non correndo il rischio ostacolare il lavoro degli inquitenti...
Tre novità su due questioni pesantissime che confermano quanto avevamo detto e denunciato più volte, tanto perché non ci capiamo niente e, come in molti dicono, perché siamo i soliti "calunniatori" che accusano delle persone per bene...
Le prima due riguarda la questione Stoppani ed ha, appunto, due volti, il primo sulla conclusione del processo per i responsabili della vecchia impresa ed il secondo è il problema dei fondi per la messa in sicurezza. La terza novita è invece riferita alla questione della discarica abusiva di oltre 1200 fusti tossici in via Piombelli sulle alture di Rivarolo...
Dall'uscita del libro "Tra la via Emilia e il Clan" sono molteplici le segnalazioni che ci stanno giungendo dall'Emilia Romagna sulla società dei Mamone che, dopo l'esplodere delle inchieste della Procura di Genova su di loro (dopo anni ed anni in cui abbiamo puntato l'indice e l'attenzione su questa famiglia dal 2002 indicata dalla DIA come della 'Ndrangheta e certamente legata ai GULLACE-RASO-ALBANESE), hanno spostato molto del loro lavoro proprio in Emilia Romagna...
Della spiaggia all'amianto di Sant'Anna a Sestri Levante abbiamo già parlato, della Miniera di Libiola avevamo solo accennato. Nel dicembre scorso abbiamo presentato un dettagliato esposto all'Autorità competente ed ora, passato adeguato tempo, possiamo parlarne e mostrare una galleria fotografica di questo sito.
Questa vecchia miniera di calco-pirite (rame) a Libiola, dietro Sestri Levante, situata in direzione Monte Domenico, a 4-5 Km dal centro costiero, è stata chiusa negli anni ‘60, è la più grande della Liguria e ha un'attività continuata nel tempo, il cui inizio risale alla preistoria. Si articola su cinque livelli e i pozzi di accesso sono molto numerosi.
Con l'Operazione "SANTA TECLA" Operazione "Santa Tecla" sgominato il "locale" della 'ndrangheta di Corigliano Calabro. Agli arresti in 67 e beni sequestrati per un valore di oltre 250 milioni di euro (tra beni mobili, immobili - 69 appartamenti e ville, 68 terreni -, attività commerciali e quote di società, 48 imprese e 55 veicoli, oltre a polizze e conti correnti). L'operazione, eseguita dal Gico e Scico della Guardia di Finanza, parte dalla Calabria e più precisamente dalla provincia di Cosenza ha raggiunto le province di Bologna, Brescia, Milano, Roma, Reggio Calabria e Foggia. Le accuse sono di associazione di stampo mafioso, estorsione, usura e traffico di stupefacenti...
Si tratta della mafia... ed Assedil lancia l'allarme sul rischio “futuro” e, naturalmente, non ammettono che il problema a Genova e nelle altre province liguri ci sia da anni, anzi da decenni. Ecco, loro il problema lo vedono in “prospettiva” e per colpa della “crisi”, mica altro... Non è un caso che Claudio Burlando (e dico quel Claudio Burlando) abbia rassicurato tutti: l'economia ligure non corre rischi di infiltrazioni! E forse, guardandolo da un certo punto di vista, non ha nemmeno torto: è già infiltrata sino al midollo l'economia ligure... e lui lo sa bene!
Da prima Cosa Nostra e poi anche la 'Ndrangheta nel settore dell'edilizia ci sono da decenni, a Genova e nella sua provincia, e da Ventimiglia sino al confine con la Lunigiana. E peccato che solo oggi l'Assedil si accorga dei rischi degli appalti “al massimo ribasso”, come se fossero stati istituito solo ora...
La Sanità è il grande business del nuovo millennio. Su questo si concentrano gli appetiti di logge massoniche, Opus Dei e mafie, a partire dalla 'Ndrangheta e Cosa Nostra. Dalle regioni del sud le cosche hanno saputo “entrare” nella sanità del nord, come dimostra l'arresto del 'ndranghetista che era arrivato a dirigere l'Asl di Pavia. E poi conflitti di interesse e clientele... Strutture sanitarie piegate da lottizzazioni e spartizioni della “cassa” e del patrimonio, con interessi sempre più nascosti e indicibili. Ecco una panoramica a partire da ciò che dicemmo - per poi essere indicati come delle “cassandre” - rispetto alla Sanità in Calabria, per passare alla questioni già poste al centro dell'attenzione dei Cuffaro in terra di Liguria... per arrivare al progetto di una nuova clinica privata a Genova promosso da una delle società della galassia imprenditoriale della famiglia FOGLIANI di Taurianova...
Ieri a Loano è andata bene, grazie
alla presenza non solo di molti "banditi", ma soprattutto per la
presenza in massa degli agenti della Polizia di Stato della Digos,
dei Carabinieri (in divisa ed in borghese) e della Polizia Municipale
(c'era anche la giovane agente che l'8 luglio si è fatta in quattro
per difenderci dall'aggressione, non abbiamo visto invece l'agente
"placca 09" che la prima aggressione disse di non averla vista e
quando scattò la seconda si allontanò)...
Abbiamo distribuito la
nota stampa [in formato .pdf - clicca qui] ed abbiamo detto chi è
Antonio FAMELI e ribadito, per nome e cognome, la pesante
infiltrazione della 'ndrangheta nel savonese. Al FAMELI gli abbiamo
detto in faccia non solo che lui è un "signor nessuno", ma
anche, come ci ha insegnato Peppino Impastato, che "la mafia è una
montagna di merda"! Abbiamo detto chiaramente che la prima risposta
deve essere quella dei cittadini, che non devono temerlo e devono
fargli invece sentire tutto il disprezzo sociale possibile, perché
poi lo Stato c'è per fare la sua parte, a partire dall'aggressione
al patrimonio illecito con la confisca dei beni (anche se intestati a
prestanome). Lui non l'ha presa proprio bene, ma questa volta non ha
potuto aggredirci... oggi lo Stato c'era ed ha dimostrato che FAMELI
non è la Legge a Loano o altrove! Girava avanti e indietro, con
nipotine al seguito... aveva stampato in faccia il "ghigno"
tipico di chi sta per esplodere... Forse incomincia a capire che la
comunità ormai sa che non deve più chinare il capo davanti a lui!
Ed abbiamo ribadito anche che occorre segnalare e denunciare senza
timori certi signori, come abbiamo fatto noi e per fortuna anche
altri... Abbiamo ricordato che il grande riciclaggio passa dietro a
molte delle grandi speculazioni edilizie, alle colate di cemento che
devastano la regione e che occorre quindi non solo individuare e
colpire i mafiosi ma anche quei pubblici amministratori che hanno
aperto la porta alle mafie!
Sul savonese leggi gli ultimi
articoli pubblicati:
Applicata dal Tribunale di La Spezia su istanza della DIA di Genova la misura di Sorvogliato Speciale di PS (per due anni) e la confisca dei beni (per un valore di oltre 10 milioni di euro) al VENTURI Gabriele, a seguito del provvedimento del giugno scorso, in considerazione della pericolosità sociale del soggetto. Ancora una volta i nostri ringraziamenti al personale della DIA di Genova che continua nella sua efficace azione.
Ecco il Comunicato Stampa ufficiale della DIA - formato .pdf - clicca qui
L'articolo di Ferruccio Sansa su "il Fatto quotidiano" di oggi ed in coda il link al comunicato stampa delle Case della Legalità della Liguria sulla "Fiaccolata" di Sanremo.
"Accendi la legalità, spegni le mafie". È lo slogan della fiaccolata. A Sanremo ci saranno tutti: dal presidente della Regione, Claudio Burlando, al sindaco di Genova, Marta Vincenzi. Adesioni di Pd, Idv, Pensionati, Pdci, Prc, Pdl, socialisti, Verdi, Udc e molte associazioni.
Dopo l'ipotesi di commissariare il comune di Bordighera e gli arresti per ‘Ndrangheta, la Riviera si scopre terra di mafia. Ma c'è anche dell'ipocrisia. Nessuno ha mai ascoltato chi le infiltrazioni mafiose le denuncia da anni. I partiti sfilano, ma loro rappresentanti sono a feste con arrestati. Alcuni candidati alle regionali del 2005 avrebbero ottenuto sostegni da "famiglie" indagate. Appalti pubblici, per bonifiche e rifiuti, vanno a nomi citati dalla Dda e magari inquisiti.
La vicenda ligure è esemplare di come la criminalità possa conquistare una regione "sana": così le famiglie calabresi, venute a coltivare fiori, oggi sono padrone di società. La mafia compra interi palazzi a Genova...
Oltre a pubblicare, di seguito, gli articoli di Repubblica - Genova e de Il Secolo XIX relativi all'Operazione Antimafia "Il Crimine", pubblichiamo integralmente i quattro volumi dell'Ordinanza di Fermo a conclusione della lunga indagine delle DDA di Milano e Reggio Calabria (in formato .pdf): primo
volume | secondo volume | terzo volume | quarto volume Seguono gli articoli dei quotidiani genovesi...
Con il presente comunicato stampa la Casa della Legalità esprime la propria solidarietà ai giornalisti della redazione de Il Secolo XIX.
Su disposizione della DDA di Genova, i
ROS del capoluogo ligure hanno effettuato una perquisizione presso la
redazione de "Il Secolo XIX" di Genova e Chiavari, dopo aver
proceduto ad iscrivere nel registro degli indagati quattro
giornalisti della testata...
"La Liguria è 'ndranghetista" è una delle frasi intercettate e riportate nell'Ordinanza della maxi operazione contro la 'ndrangheta al nord... [clicca qui per leggere il volume dove si parla della Liguria] o meglio quella che appare come la prima maxi operazione contro la 'ndrangheta che ha messo le sue radici nel nord. E come abbiamo sempre detto: se le 'ndrine hanno potuto entrare è perché qualcuno la porta agli 'ndranghetisti l'ha aperta. Ed a mostrarsi ottimi portinai si sono evidenziati da un lato i politici, in cambio di pacchetti di voti (e magari anche di un bel po di mazzette), e dall'altro i professionisti e le grandi imprese per cui l'odore dei soldi sporchi non conta.
Ed è su questo aspetto che da tempo insistiamo, perché è qui, nei rapporti con la politica (e quindi con le pubbliche amministrazioni) e con l'economia e la finanza, che le organizzazioni mafiose hanno trovato preziosi alleati, in Lombardia come in Liguria, in Emilia Romagna come in Piemonte, Toscana e così via... ben oltre i confini di quel Mezzogiorno entro i quali la retorica e l'ipocrisia hanno fatto credere che le mafie fossero rintanate. Eppure qui, in Liguria, la retorica e l'ipocrisia trionfano ed il 15 luglio andrà in scena l'ennesimo insulto alla decenza ed alla ragione: sfileranno a Sanremo contro le mafie, con Libera, quei partiti (tutti) che hanno tra le loro fila uomini e donne che con le mafie hanno accettato di dialogare, convivere, collaborare... in cambio di pacchetti di voti. Uomini e donne contigui (se non peggio) alle cosche che i rispettivi partiti sono sempre pronti a difendere a spada tratta.
Partiamo da qui ed andiamo a ritroso nel tempo. Partiamo dagli arresti, qui a Genova... a quegli arresti che appaiono l'avvisaglia della tanto attesa "spazzata via" degli 'ndranghetisti che dominano nelle diverse province, a partire dalla tanto "custodita" terra del savonese, dove l'asse dei grandi "casati" della 'ndrangheta, quello dei Morabito-Palamara-Bruzzaniti e dei Piromalli, hanno trovato intesa piena con la collaborazione della potente cosca dei Gullace-Raso-Albanese, sotto il manto protettore chiamato "massoneria".
Ed allora partiamo dall'alba odierna ed andiamo indietro nel tempo...
Con
la vasta operazione antimafia coordinata dalle DDA di Milano e Reggio Calabria è
stato assestato uno dei colpi più duri alla ramificazione della 'Ndrangheta nel
Paese e finalmente si è resa evidente quell'evoluzione organizzativa, che da
tempo indichiamo, e che ha visto il costituirsi di un "vertice" unitario anche
per la criminalità organizzata calabrese.
Sono state colpite le ramificazioni
nel nord di potenti clan come i Bellocco-Pesce, i Pelle, i Commisso, gli
Acquino-Coluccio, i Mazzaferro, gli Oppedisano, gli Alvaro, i Longo ed i Iamonte
e soprattutto sono stati individuati e colpiti i "colletti bianchi" ed i
cosiddetti "insospettabili", come nel caso del Direttore della ASL di Pavia,
Antonio Chiriaco.
Un'inchiesta che ha messo in evidenza anche sulla Lombardia
la forte capacità di influenzare il voto da parte delle cosche della 'ndrangheta
e la propensione dei politici a stringere patti con gli uomini delle 'ndrine per
rastrellare voti utili alla propria elezione nelle competizioni
elettorali.
Tra i 300 arresti ve ne sono anche in Liguria ed a Genova spicca
quello di "Mimmo, il boss del fagiolino", ovvero di quel Domenico
"Mimmo" GANGEMI di cui ci siamo occupati sul
sito e con un iniziativa proprio giovedì scorso.
Eccolo in due delle foto
che come "Casa della Legalità" abbiamo scattato il 20 febbraio scorso, a Genova,
prima delle elezioni Regionali e che abbiamo già passato a chi di dovere da
tempo, insieme ad alcuni video sulla medesima iniziativa. Nelle foto si vede il
boss GANGEMI parlare con l'entourage di Aldo Praticò (e con il Praticò stesso),
consigliere comunale di Genova ed allora candidato anche alle Regionali (dello
stesso partito del MINASSO che nell'imperiese si è fatto dare i voti dal clan
dei PELLEGRINO e dall'amico di Messina Denaro, Giovanni INGRASCIOTTA, come
rivelato da Il Secolo XIX). Il GANGEMI venne fatto accedere nell'area riservata
dell'iniziativa elettorale dell'associazione dei calabresi di PRATICO', dove si
ritrovavano i rappresentanti della Giunta SCOPELLITI di Reggio Calabria, agenti
dell'Arma dei Carabinieri in veste privata, il PRATICO' stesso ed il suo
entourage.
Più tardi altri dettagli... ora siamo fuori sede visto che ci
siamo recati a Savona per depositare la querela a carico del boss FAMELI Antonio
ed altri per i fatti di giovedì scorso a Loano, e per inviare una dettagliata
relazione al Prefetto di Savona con richieste di provvedimenti urgenti sulla
realtà savonese.
Il boss Antonio FAMELI ha dato prova del suo livello di "civiltà". Lo ha fatto alla luce del sole, lungo l'Aurelia trafficata per l'estate che porta sulla riviera turisti da ogni dove. Lui, l'uomo del clan dei PIROMALLI, non sopporta essere indicato, essere messo al "bando" e reagisce con la prepotenza e la violenza, cercando di affermare che è lui che comanda e fa quel che vuole. Ma non è così, e come Casa della Leglità abbiamo dimostrato che si può non solo non chinare il capo, ma nemmeno retrocedere di un millimetro. I bei tempi di quando alcune persone raccontano di cene con personaggi importanti e insospettabili nella rivera savonese, sono finiti per il signor FAMELI, che intanto si becca una bella denuncia per minacce, aggressione e violenza privata. Nulla hanno pututo, per tutelarlo, nemmeno le disposizioni che a Loano hanno anticipato il "bavaglio". Comunque ecco la cronaca dell'aggressione di ieri (con alcune foto) ed un breve significativo profilo del FAMELI...
IL COMUNICATO STAMPA DELL'UFFICIO DI PRESIDENZA E DELLE SEZIONI PROVINCIALI DI GENOVA, SAVONA, IMPERIA E LA SPEZIA (che nessuno ha osato pubblicare)
La Casa della Legalità - Onlus (www.casadellalegalita.org) da anni denuncia nel dettaglio le infiltrazioni mafiose in Liguria, attraverso inchieste pubbliche e collaborando con i reparti investigativi dello Stato, dando fattivo contributo a molteplici operazioni antimafia e di tutela del territorio. Con questo lavoro quotidiano si sono evidenziate pesanti connivenze, contiguita ed in alcuni casi pesanti complicità, di pezzi della politica, del mondo economico, finanziario e delle pubbliche amministrazioni, con esponenti appartenenti o legati a cosche di 'Ndrangheta, Cosa Nostra e Camorre...
AGGIORNATO CON ALCUNE IMMAGINI SULL'AGGRESSIONE DI LOANO
E' l'unico modo per spingere ad una azione di prevenzione e repressione su larga scala contro gli uomini delle cosche mafiose. E' l'unico modo per far crollare la loro capacità intimidatoria e spezzare l'omertà. E' l'unica modo per metterli all'indice facendogli sentire che per loro c'è solo disprezzo. Serve farli venire allo scoperto, farli emergere dall'insabbiamento con cui si sono mimetizzati per continuare i loro sporchi affari, da quelli più prettamente criminali a quelli di infiltrazione e radicamento nell'economia locale, nel tessuto commerciale... per rendere evidenti le loro "protezioni" dall'ambiente politico, amministrativo, economico ed anche di alcuni pezzi dei settori di controllo.
E se questa è la strada che rafforza la possibilità di rendere evidenti le commistioni di interessi e le complicità, anche se c'è da correre qualche rischio, come sempre da buoni "banditi", si va avanti... e che sfuggano come il GANGEMI o aggrediscano come il FAMELI sappiano che non ci facciamo intimidire...
Lo abbiamo detto in tutte i modi possibili: le mafie entrano se qualcuno gli apre le porte. Le licenze, così come appalti, incarichi e concessioni i mafiosi li prendono se qualcuno è disposto a darglieli, così come le protezioni per attività illecite ben note ma che non si volevano contestare e fermare. E questi qualcuno che le porte le aprono e che garantiscono protezioni e sostegni devono necessariamente essere amministratori pubblici e funzionari pubblici.
A Bordighera, come abbiamo ampiamente scritto è successo questo ed è avvenuto in un modo talmente eclatante che non si poteva più tergiversare. In questa direzione abbiamo spinto, anche con la conferenza stampa ed il volantino distribuito a Sanremo sabato 26 giugno: bisogna colpire il braccio dei clan ma anche chi li aiuta, chi fa gli affari, così come chi li copre, anche quindi coloro che prendono i voti rastrellati dalle cosche mafiose e poi pagano il dazio piegando la gestione della cosa pubblica ai desiderato dei mafiosi.
Adesso è ufficiale: i Carabinieri hanno inviato una richiesta ufficiale al Prefetto di Imperia perchè proceda nell'iter per lo scioglimento del Consiglio Comunale di Bordighera in provincia di Imperia...
La Giunta comunale, espressione della lista civica “Vivere Vado”, e che vede quale assessore ai rifiuti e vicesindaco Franca Guelfi, dice che ha scoperto da “fonti giornalistiche” dell'assetto societario della GEOTEA SPA e di avere quindi avviato le verifiche con il Direttore Generale che ha confermato che “la catena di comando del gruppo è collocata alle Isole Vergini Britanniche”. In altre parole ci dicono che sono caduti dal pero!
A questo punto la questione è semplice: o loro sono dei "polli", icompetenti e inetti che amministrano il Comune senza sapere quello che fanno, oppure sapevano tutto e cercano di far fessi i cittadini, ora che i fatti sono venuti a galla.
Infatti la ECOSAVONA SRL ed il controllo su questa da parte della GEOTEA SPA non è una novità, e non possiamo credere che non abbiano mai verificato (a partire proprio da Franca Guelfi ultra combattiva durante la passata amministrazione del pidino Giacobbe) a quale società e con chi partecipasse il suo Comune. Inoltre occupandosi di rifiuti non poteva non aver notato che la ECOSAVONA, controllata dalla GEOTEA, aveva (ed ha) una posizione dominante sul savonese, controllando le due discariche, di cui una proprio a Vado Ligure.
Ma andiamo avanti...
Alla fine le questioni del Porto di Imperia vengono a galla, perché qualcuno il suo dovere lo fa ed è così che scatta, con tutta la sua aggressività, l'intimidazione di Francesco Bellavista Caltagirone contro chi osa mettere il naso sui conti, incarichi e forniture del Porto turistico di Porto Maurizio a Imperia.... quello innaugurato in pompa magna da lui con i fedeli alfieri suoi e della "Signora dei Porti" Cozzi Parodi, ovvero i due Claudio, Burlando e Scajola.
Noi, più volte abbiamo sottolineato che era (ed è) non soltanto inconcepibile ma gravissimo che non vi sia trasparenza alcuna sui fornitori e ditte incaricare (direttamente e in subconcessione) della PORTO DI IMPERIA SPA. E questo non solo perché la società ha la concessione pubblica per costruzione e gestione del mega Porticciolo, ma suprattutto perché quella società ha partecipazione e capitale pubblico, accanto ai privati. Infatti la PORTO DI IMPERIA spa è:
- al 33% della ACQUAMARE (a sua volta al 100% della ACQUA PIA ANTICA MARCIA, ovvero di Francesco Bellavista Caltagirone);
- al 33% della IMPERIA SVILUPPO (ovvero degli imprenditori locali: Carli, Isnardi, Guatelli, Parodi, Conti e fratelli Mancinelli);
- al 33% del COMUNE DI IMPERIA...
La ECOSAVONA SRL è una società fuorilegge, o meglio sono fuorilegge due Comune che in quella società hanno come partner (di maggioranza) una societè controllata da un "anonima" lussemburghese a sua volta controllata al 100 % da società anonime delle Isole Vergini Britanniche, ovvero di uno dei paradisi fiscali della "black list".
E' questa questione che abbiamo denunciato con un esposto alla Procura di Savona come Casa della Legalità. Ma andiamo con ordine perché non siamo davanti a due Comuni qualsiasi, visto che uno è il Comune di Savona e l'altro è il Comune di Vado Ligure, governato da una "lista civica" che doveva spazzare via le porcate dell'amministrazione Giacobbe e precedenti e che invece pare essersi adagiata benissimo nel solco del passato. E non parliamo nemmeno di "bazzecole" visto che la ECOSAVONA SRL è la società con posizione dominante per lo smaltimento dei rifiuti urbani e speciali (industriali) del savonese. Quindi vediamo punto per punto...
Gli agenti della Guardia di Finanza in collaborazione con DIA ha eseguito oggi una maxi operazione contro la criminalità organizzata cinese in Italia. Ed i numeri dell'Operazione CIAN LIU, ovvero "FIUME DI DENARO", parlano chiaro: 24 arresti per associazione mafiosa (cinesi ed italiani), suquestri per 73 aziende, 181 immobili e 166 auto di lusso. Sono otto le regioni coinvolte: Toscana, Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Campania, Sicilia e 2,7 miliardi di euro riciclati negli ultimi quattro anni...
Ennesima conferma sulla centralità della Valpolcevera a Genova per i traffici criminali viene dagli 8 arresti effettuati dalla Squadra Mobile di Genova, diretta da Gaetano Bonaccorso, sabato 26 giugno, tra Genova, Lodi e Calabria.
La droga era l'ecstasy destinata alle discoteche della Riviera, probabilmente quelle legate agli amici degli 'ndranghetisti Nucera e Bruzzaniti che dominano il Tigullio, dove di droga ne scorre a fiumi tranne quando arrivano i controlli, quasi ci fosse un sol levante che segnala il pericolo e la roba "svanisce". Ed il gruppo aveva nella propria disponibilità anche armi, tre pistole con silenziatore...
E ora è on line su facebook
l'Osservatorio on line
sull'edilizia
19 LUGLIO 1992 19 LUGLIO 2009 basta alla retorica ed
all'ipocrisia sulle stragi
che hanno posto il
sigillo sul patto
tra Stato e Mafia ritroviamoci
davanti alle Procure
d'Italia, domenica
19 luglio 2009,
con un "agenda rossa"
La Casa della Legalità
sostiene e aderisce
alla mobilitazione del
"comitato19luglio2009" La memoria
è impegno!!!
clicca qui per
il video realizzato
dal Pbc sulla
mobilitazione del 19 luglio 2009
a Genova
clicca qui per
i video della
manifestazione del 26 settembre 2009
a Milano "Agora' per
l'Agenda Rossa"
CHE TEMPO CHE FA
Vi siete convinti, adesso,
che Fabio Fazio è patetico?
Quante volte ve l'ho detto?
Ehi!
Credevo teneste il conto! Daniele Luttazzi visita il suo blog
Fai una sottoscrizione
alla Casa della Legalità
e poi richiedere di ricevere
maglietta e/o cappellino Il futuro non è scritto
know your rights
ed aiutarci così anche
nel diffondere il
messaggio che
possiamo farcela a
portare avanti questo
cammino, anche
se arduo e difficile. CLICCA QUI
A BREVE
NUOVI AGGIORNAMENTI
sulla 'Ndrangheta
tra Liguria e Lombardia
I VOLANTINAGGI
NON DEVONO
AVERE ALCUNA
AUTORIZZAZIONE
Grazie all'allora Pretore
Antonino Caponnetto
la Corte Costituzionale
con la 1° sentenza,
nel 1956, sancì che in
applicazione dell'art.21
della Costituzione non
possa esservi norma
che preveda una
"autorizzazione"
per effettuare un
volantinaggio. LEGGI E DIFFONDI
LA SENTENZA clicca qui
la presentazione del libro,
l'indice, ed i video clicca qui
le presentazioni 14.03.2010 - GENOVA 25.03.2010 - REGGIO EMILIA
26.03.2010 - FERRARA 1.4.2010 - SESTRI LEVANTE 7.04.2010 - ASCOLI PICENO 8.05.2010 - LA SPEZIA
9.05.2010 - TORINO 9.06.2010 - FORLI' 29.06.2010 - PARMA 30.06.2010 - MILANO date da definire
IMOLA, LUGO, RIMINI,
SAN LAZZARO,
CESENA, FIRENZE...
29 GIUGNO 2010 PARMA presentazione libro “TRA LA VIA
EMILIA E IL CLAN”
ore 21
Auditorium
Toscanini
in Via Cuneo
30 GIUGNO 2010 MILANO
presentazione libro “TRA LA VIA
EMILIA E IL CLAN”
ore 21
presso Cooperativa
La Liberazione
Via Limellina 14
è uscito "LA COLATA"
nuovo libro-inchiesta
dove si parla delle
colate di asfalto e
cemento che
devastano l'Italia.
Nel libro sono riprese
molte delle questioni
che abbiamo affrontato
e sollevato come
Casa della Legalità,
dalla speculazioni
in Liguria, agli affari
della Chiesa e degli
uomini dell'Opus Dei,
la storia del calcestruzzo
che abbiamo documentato
nel libro "Tra la via Emilia
e il Clan", per passare
dalla piana Toscana
sino a Marsala. Fatti, dati, nomi, luoghi
un lavoro documentato
e preciso di inchiesta
per permetterci di
conoscere e quindi
di reagire. Il libro, ed.Chiarelettere,
è scritto da
Ferruccio SANSA
Marco PREVE
Andrea GARIBALDI
AntoniO MASSARI
Giuseppe SALVAGGIULO vai alla scheda del libro
sul sito di chiarelettere
Documento integrale presentato
da
Franco Archibugi,
Alessandro Masneri,
Giorgio Ruffolo
ed Elio Veltri
ai fini della costituzione
di un
Gruppo di studio -
approfondimento e di
relative iniziative sui
problemi della
economia sommersa
e sull'evasione fiscale
e
contributiva
DIRITTI
NATURA
SALUTE DOSSIER
SUGLI EFFETTI
SULLA SALUTE
dell'INCENERIMENTO
DEI RIFIUTI
per Autorità dello Stato,
Magistrati e Giornalisti -- ISDE -- clicca qui
PESTICIDI
CANCRO
E SALUTE
di Patrizia Gentilini Associazione
Medici per
l’Ambiente ISDE Italia clicca qui
NAVI TOSSICHE Nuova inchiesta
e foto shock
dalla Somalia la sintesi (IT) formato .pdf il dossier (EN) formato .pdf vai alla galleria
fotografica sul sito
di Greenpeace
E' USCITO
il libro-inchiesta "LE NAVI DELLA
VERGOGNA" Un lavoro serio e
documentato di
Riccardo Bocca,
che ancora una volta
affronta la questione
delle navi dei veleni
guardando ai fatti
e senza cedere a
distorsioni di comodo
vai alla scheda del libro CLICCA QUI
Essere liberi, fare informazione, promuovere inchieste e avanzare denunce dettagliate contro corruzione, collusioni, conflitti di interesse, mafie e illegalità diffusa, significa non avere sostegni pubblici e comporta un pesante e costante isolamento
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IN EVIDENZA...
il libro di Elio Veltri
e Antonio Laudati Le organizzazioni criminali
italiane alla conquista
dell'economia legale
e globale
(edizioni Longanesi)
leggi la scheda
e l'intervista ad Elio Veltri
di DemocraziaLegalità.it clicca qui
Giulio Andreotti
(mafioso prescritto)
tra bandiere vaticane
e alte uniformi 13.05.2008 - Genova
l'articolo ed il video
... e le riflessioni
Dove c'è Andreotti, il sodale di Cosa Nostra, spuntano sempre
gli uomini dell'Opus Dei,
della Massoneria,
con le ombre dello Ior
e della P2...
e naturalmente son
presenti anche i Servizi
(sempre servi e deviati)
che spingono tanto da
far cadere un cittadino
che "disturba"
il custode dei misteri.
Anche se è scappato,
mentre i graduati
non lo facevano
identificare, la faccia
è ben impressa...
Quindi alla prossima
DOCUMENTI
IN EVIDENZA RELAZIONE DIA E' stata pubblicata
la relazione sul I semestre 2009 formato .pdf - clicca qui [si consiglia per
questa relazione
di scaricarla
ed aprirla in
quanto il file
.pdf è di 229 Mb]
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