Chissà se anche questa volta tutto passerà in cavalleria... o se come è successo per altre foto (pubbliche!) e video che riguardavano il pm Alberto Landolfi scatterà il sequestro "a sua tutela" da parte della Procura di Torino. Avevamo denunciato alcuni fatti al CSM (vedi qui) ed attaccato il negazionismo, di cui si era fatto alfiere, sulla presenza ed attività delle mafie in terra di Liguria (vedi qui e qui)... Avevamo pubblicato altro in riferimento allo stacanovismo del pm nei locali savonesi come "La Suerte" (vedi qui e qui ed ancora in un articolo che abbiamo posto sotto sequestro dalla Procura di Torino vedi in coda l'estratto e la replica al squestro)... Avevamo anche dovuto arrivare a presentare una querela nei suoi confronti per ciò che andava scrivendo in giro... Mentre a difesa del pm Landolfi e del proc. Scolastico scendeva in cambo il boss della 'ndrangheta Carmelo GULLACE con l'avv. Giovanni RICCO (vedi qui). Repubblica riprese poi la questione della "Suerte" e la Procura Generale di Genova aprì un fascicolo sul pm Landolfi... (vedi qui).
Ora lo stesso pm Landolfi, in missione in Bosnia dove ancora è aperta e viva la ferita della pulizia etnica, pubblica una sua foto, con un amico, al mare, con cui fa il saluto cetnico, ovvero quel saluto "simbolo" della sete di pulizia etnica della frangia nazionalista serba. Che ci sia un problema serio di opportunità ed in gioco il prestigio e l'autorevolezza del potere giudiziario italiano è evidente anche ad un bambino. Ne parlano Marco Preve sul suo blog e Ferruccio Sansa su Il Fatto Quotidiano.
Lui "scherza" così... chissà come lo prenderanno "lo scherzo" le vittime di Bosnia della pulizia etnica! Ecco gli articoli...
La ‘Ndrangheta minaccia un mio amico. Qui, a Genova, nella "civilissima" Liguria. Non avrei mai detto che ci saremmo trovati in questa situazione. Invece è così. Accade a Christian Abbondanza per il quale in tanti chiedono la scorta o almeno una protezione (le autorità ne stanno discutendo da mesi!). Molti di voi forse lo conoscono, magari senza saperlo. Christian è l'uomo dietro la Casa della Legalità che con il suo sito ormai è diventato il principale archivio della lotta contro la criminalità organizzata soprattutto al Nord.
All'inizio non se lo filava nessuno, poi battaglia dopo battaglia il sito è diventato un punto di riferimento per tutti. Perfino per le forze di polizia e i magistrati. Christian non ha nessuno alle spalle: né partiti, né movimenti, né gruppi di intellettuali. Lui e Simona Castiglion, la sua compagna, sono di una solitudine quasi monastica. E Christian, con quella sua barba sale e pepe da mullah (anche se non ha neppure quarant'anni), sembra quasi un sacerdote dell'antimafia: il cappello, i vestiti scuri, gli anfibi neri.
Nessun interesse personale. Molti restano disorientati. Scavano alla ricerca di chissà quale motivo che possa spingere Christian nella sua crociata. Sembra impossibile che ad animarlo sia soltanto il desiderio che la legge sia rispettata. E uguale per tutti. Niente di più semplice. Eppure in Italia sembra rivoluzionario. Del resto bisogna avere una motivazione forte se si passano le proprie giornate come fa Christian: in giro per dibattiti in tutta Italia, lui e Simona su pullman e treni regionali, con il computer sempre in spalla. Poi giornate tappati in casa, avvolti in una nuvola di fumo, una sigaretta dopo l'altra, a leggere migliaia di pagine di atti di indagini, a scrivere inchieste sulla mafia.
Christian conosce morte e miracoli di centinaia di famiglie. È un database vivente. Da anni scrive le sue inchieste e i suoi blog denunciando con nomi e cognomi i mafiosi. Un mastino che non molla mai la presa. Decine di appostamenti con la telecamera per riprendere incontri scomodi, per pizzicare questo o quel politico a una cena di mafiosi. Peggio dello stalking, roba che alla fine i "poveri" mafiosi ti fanno quasi pena. E all'inizio tutti lo prendevano per matto: "Ma dai... la ‘Ndrangheta in Liguria...". Invece aveva ragione Christian. Più della magistratura ligure a lungo inerte, più di molti giornalisti amici dei potenti.
E i politici? Il centrosinistra e il centrodestra uniti fanno guerra ad Abbondanza da sempre. Guerra sorda. Per anni hanno speso molte più parole contro di lui che contro la ‘Ndrangheta.Praticamente nessuno era presente quando si è trattato di esprimere solidarietà a Christian minacciato dalla mafia. Sì, perché lui è un corpo estraneo: non ha un partito, non vuole poltrone. A volte magari sbaglia, ma ci mette la faccia e il nome. E tanta passione. No, Christian per qualcuno è più pericoloso della ‘Ndrangheta. Perché è un uomo libero. E così lo lasciano solo.
Al Nord politica e mafia si intrecciano? Hanno interessi in comune? Si scambiano favori?
Non solo la Lombardia è stata scelta dalla criminalità organizzata per riciclare proventi infiltrandosi nell'economia con l'aiuto di alcuni politici. A "Presadiretta" l' inarrestabile avanzata della ‘ndrangheta in due regioni: Piemonte e Liguria.
Piemonte: al Alessandria arrestato il presidente della commissione territorio del comune , era un picciotto della malavita calabrese. A Leinì in provincia di Torino due sindaci (padre e figlio) chiedevano alla ‘ndrangheta voti in cambio del permesso di costruire. E poi Torino, Rivoli, gli interessi della criminalità organizzata si stanno espandendo.
Liguria: Gino Mamone, aveva già attirato l'attenzione della prefettura, ma ha conquistato il monopolio delle bonifiche ambientali e degli appalti per il movimento terra. E nella riviera dei fiori la giunta del comune di Bordighera è stata sciolta per mafia.
Rocco Varacalli, il pentito che con le sue rivelazioni ha fatto arrestare 150 persone per la prima a volta a "Presadiretta" racconta tutto a Domenico Iannacone e traccia la mappa degli affari e rivela le protezioni importanti...
Un racconto di Domenico Iannacone e Danilo Procaccianti
VAI al sito di PresaDiretta dove potrai seguire anche la puntata in diretta sul web
Da questa mattina sono incominciati ad arrivare i pensierini che la "Casa della Legalità" ha spedito ad alcune delle "note" famiglie liguri...
Purtroppo non abbiamo grandi possibilità e quindi ne abbiamo selezionato sette... i MAMONE-RASO, i MAMONE con la loroECO-GE, i FOTIA, i FAMELI, i GULLACE-FAZZARI, iPELLEGRINO-BARILARO ed i MARCIANO'.
Nelle buste, affrancate con 1,50 €, abbiamo mandato un bel bigliettino, scritto rigorosamente a mano, perchè molto sentito... Da un lato abbiamo riportato la frase di Peppino Impastato "LA MAFIA E' UNA MONTAGNA DI MERDA" e dall'altro il nostro pensiero:
"QUALCUNO IN MUTANDE
C'E' GIA' FINITO... ALTRI SONO GIA' AL FRESCO... ORA UN PENSIERO PER VOI CERTI CHE IL 2012 D.I.A. FINALMENTE GIUSTIZIA E CHE QUALCUNO RESTERA'
IN MUTANDE!!!"
Il tutto ovviamente firmato "Ufficio di Presidenza della Casa della Legalità".
E, per meglio rendere l'idea, nella busta di ogni famiglia, un bel paio di mutande rosse - gentilmente donateci - con la scritta "SORPRESA".Chissà se apprezzeranno il pensiero... Noi, come abbiamo sempre detto, non ci tiriamo mai indietro!!!
PS
Anche se i "doni" recapitatici ultimamente, come il TOPO DI FOGNA con la schiena spaccata in due, non sono proprio graditi... NOI non perdiamo mai l'OTTIMISMO!!!
Nella tarda mattinata di oggi è stata
manomessa la catena del cane che vive dove ha la residenza il
Presidente della Casa della Legalità. Un "grillo di acciaio" è
stato svitato, abbandonato sul posto, mentre il moschettone è stato
riattaccato alla catena. Poche ore dopo all'imbocco del cortile che porta
alla medesima abitazione è stato trovato un topo ammazzato, con la
schiena spaccata a metà...
La SALT, del gruppo GAVIO, l'abbiamo già
vista operare molto bene con il consorte della Marta Vincenzi, ovvero
Bruno Marchese. Sollevammo nel 2007 il "dettaglio" del conflitto
di interessi dell'allora neo-sindaco di Genova Vincenzi che, quando
da Presidente della Provincia di Genova promosse la svendita delle
azioni dell'autostrada "Serravalle" al gruppo Gavio, vedeva il
marito ricevere proficui incarichi professionali, con la IGM dalla
SALT. Nel 2007 la Vincenzi negò ed il consorte Bruno Marchese non
solo negò ma dichiarava che mai aveva lavorato per le società di
Gavio. Qualche mese fa, avuti i documenti ufficiali, li abbiamo
smentiti su tutti i fronti [vedi qui il video del servizio del Tg1]. A quel punto il Bruno Marchese smentiva
se stesso e la consorte-sindaco dichiarando che era normale che lui,
con la IGM, lavorasse per le società di Gavio. Una bufala però
doveva raccontarla nuovamente e così dichiara che mai aveva avuto
contatti con i vertici dell'impero di Gavio. Una bufala come quella
raccontata nel 2007, ed ecco il documento che smentisce anche questa:
un verbale di una riunione per i lavori della IGM per la SALT, a cui
erano presenti sia Bruno Marchese sia il braccio destro e uomo di
fiducia di Gavio, Bruno Binasco [vedi qui].
E dai lavori alla IGM della famiglia di
Marta Vincenzi (oltre al marito Bruno, anche la figlia Malvina
Marchese è tra i soci), sulle autostrade del gruppo SALT, si scopre
che oggi operano anche società di famiglie della 'ndrangheta.
Per i trasporti di asfalto
sull'Autostrada dei Fiori, la A10, operano da qualche tempo i mezzi
della società SAMOTER SRL, ovvero dei FAZZARI-GULLACE, facenti capo
al potente boss della 'ndrangheta, punto di riferimento per tutto il
nord-ovest, GULLACE "Nino" Carmelo. La loro storia l'abbiamo
recentemente raccontata al dettaglio (vedi qui o vai allo speciale),
dai tempi che furono ai giorni nostri, con fatti e documenti... Ed è
così che sui camion "anonimi" della SAMOTER da qualche tempo è
stata incollata la "vela blu" del Gruppo GAVIO. Li si può vedere
nel parcheggio della loro sede a Balestrino, così come operare nel
tratto autostradale tra Savona e Ventimiglia... ma per ora i lavori
sono fermi per le "santissime" festività ed anche gli uomini della
società delle famigliole di 'ndrangheta riposano. Noi non li
molliamo, e li continuiamo a monitorare ed indicare finché la
partita non sarà chiusa con la loro sconfitta!
PS
Ci sono altre novità sui
FAZZARI-GULLACE e connessi, ma al momento non ne parliamo qui... come
nostra abitudine le abbiamo fornite a chi di dovere. Tra qualche
tempo renderemo noti anche questi altri "dettagli", abbiate un
poco di pazienza.
IN CODA ANCHE IL VIDEO INTEGRALE DELL'INCONTRO DEL 16.12.2011 A BOLOGNA
In molti ci chiesero perché il primo
libro che abbiamo scritto come Casa della Legalità fosse
sull'Emilia-Romagna e non sulla Liguria (che invece uscirà a breve).
La risposta era semplice: in Emilia-Romagna si era un passo indietro
e bisognava recuperare in fretta. Il passo indietro era il fatto che
in Emilia-Romagna si viveva come se nulla fosse, come se il
drammatico intreccio tra interessi mafiosi e criminali con la
spregiudicatezza di imprese, cooperative e politica non ci fosse. Si
parlava di mafia al nord, ma nessuno osava andare ad indicare la
regione "rossa" per eccellenza, quella dove vi è stato lo
"sdoganamento" definitivo delle mafie all'assalto del nord,
ovvero, appunto, l'Emilia-Romagna, quando sulla scena vi era il primo
grande socio occulto di Cosa Nostra, ovvero Raul Gardini, quando in
cambio delle commesse in Sicilia e Campania le grandi cooperative
strinsero il patto con le cosche e aprirono le porte alle imprese
mafiose dei Cavalieri dell'Apocalisse ed ai camorristi... Una storia
di decenni, perché era prima, ancora prima di Tangentopoli...
Ricordate l'articolo "Andora, ecco
l'esempio della "sudditanza" ai FOTIA (e prima tre
"pillole" andoresi)"?
Non è
arrivata nessuna replica. Nessuna richiesta di precisazione. Nulla di
nulla, da nessuna delle ditte citate nell'articolo, a partire dalla
SCAVO-TER dei FOTIA (cosca MORABITO-PALAMARA-BRUZZANITI), e nemmeno
dal COMUNE DI ANDORA che pure, per selezione dell'amministrazione del
sindaco Franco FLORIS vanta come "ufficio stampa" niente meno
che il giornalista dell'ANSA che si occupa per l'ANSA stessa di tutto
il savonese.
Nell'articolo,
come tra poco vedremo, ci sono fatti inconfutabili che le ulteriori
verifiche effettuate dimostrano ancora più gravi, a nostro avviso,
di quanto avevamo scritto. Ebbene come detto, nulla è mai giunto in
merito dai diretti interessati alla Casa della Legalità, ne tanto
meno è stato mai notificato nulla, né di querele, né di citazioni,
ne di art. 700. Nulla di nulla...
Scritto da p. l'Uff. di Pres. S.Castiglion, E.D'Agostino
martedì 20 dicembre 2011
Nella primavera scorsa è stata disposta la Vigilanza Generica Radiocollegata a tutela del Presidente della Casa della Legalità, Christian Abbondanza, per la situazione di pericolo derivante dalla volontà delle cosche della 'ndrangheta di colpire chi per loro si è evidenziato essere un "problema". Purtroppo i segnali di concreto pericolo sono aumentati. A fronte di questa situazione è stata potenziata la Vigilanza Generica Radiocollegata che risulta una misura di tutela insufficiente rispetto alle potenzialità di azione delle organizzazioni mafiose. Non è, ad esempio, garantita alcuna copertura per gli spostamenti che risultano così fortemente a rischio. L'Autorità preposta risulta, ad oggi, bloccata da un singolo parere, nella decisione di predisporre un livello adeguato di protezione...
La Guardia di Finanza scrive un
rapporto alla Procura della Repubblica di Genova sulla questione
STOPPANI, con allegate intercettazioni. Afferma che vi sono
funzionati pubblici e politici che avrebbero operato, nella loro
veste di pubblici ufficiali, per agevolare i MAMONE. I giornali
riprendono quei contenuti, li pubblicano. Giornali come Il Secolo XIX
e Repubblica e nessuno dice nulla. Li riprendiamo anche noi e
procediamo a pubblicare anche quel "capitolo" dell'inchiesta,
integralmente, così che non si possa dire che si è omesso qualcosa. Che accade? Scatta la querela. E' chiaro che non li abbiamo
pubblicati per "offendere", ma per informare di ciò che sta
scritto in rapporti ufficiali in merito ad una vicenda di cui, tra
l'altro, parlammo anche a lungo con l'ex Prefetto di Genova che,
poi, di conseguenza, seguì con estrema attenzione tutta quella
delicatissima partita che è la messa in sicurezza dell'area
Stoppani. Nonostante questo, nonostante si siano riportati, senza
formulare alcuna nostra accusa, Atti ufficiali ci si è ritrovati rinviati a
giudizio. Noi, che abbiamo già detto che non era assolutamente nostra intenzione offendere, ma solo informare, e che se qualcuno si era sentito offeso ci scusiamo per questo, siamo pronti ad affrontere con assoluta tranquillità il dibattimento perché non abbiamo diffamato nessuno.
Ma questa è solo una delle tante vicende che ora raccontiamo. Ecco le altre e preparatevi perché è lunga e ricca di assurdi...
CON IL COMUNICATO INTEGRALE DELLA DIA (in formato .pdf)
ED UNA RISPOSTA ALLE DICHIARAZIONI DELL'INGRASCIOTTA
Ma come, questa ditta tanto "apprezzata"
nel ponente ligure, che dopo l'interdizione antimafia della
Prefettura (tre misure in totale!), aveva vinto un bel appaltino dal
Comune di Ventimiglia (vedi qui), è finita come doveva finire, ovvero sotto
sequestro? Si, grazie al lavoro della Guardia di Finanza e della DIA
di Genova...
COMUNICATO
STAMPA AGGRESSIONE AI PATRIMONI ILLECITAMENTE ACCUMULATI: APPLICAZIONE DELLA NUOVA LEGISLAZIONE IN TEMA DI
MISURE DI PREVENZIONE PATRIMONIALI EX D.LGS.159/11
Il
Presidente del Tribunale di Massa - Sezione per le Misure di
Prevenzione - in accoglimento della proposta avanzata dalla locale
Procura della Repubblica sulla base delle indagini svolte dal Centro
Operativo DIA di Genova, ha decretato il sequestro anticipato dei
beni riconducibili a tale C.A.,
persona di 70 anni di età originario di Carrara e residente a
Viareggio. Il valore dei beni sottoposti a sequestro è stimato in
circa 6 milioni di
euro...
Forse qualcuno pensa che il silenzio
sia sintomo di "immobilismo". Non è così e presto, chi lo pensa, si renderà
conto che l'isolamento per i mafiosi, anche per quelli che si
dichiarano "puliti" ed "imprenditori", sarà pesante come un
macigno... come una pietra tombale, anche nel savonese.
I GULLACE-RASO-ALBANESE con anche i
FAZZARI lo sanno già bene perché il cerchio che gli sta chiudendo
intorno lo sento, soffocante... e sarà così finché non saranno
spogliati di tutti i loro beni e colpiti in via definitiva, da
Carmelo "Nino" GULLACE in giù. Di loro abbiamo già parlato di
recente [vedi qui - qui e qui, quando gliele abbiamo dette in
faccia o si vada allo speciale].
E lo sanno anche bene i FOTIA, di cui
oggi torniamo ad occuparci, sia per la loro azienda "SCAVO-TER"
sia per i contatti accertati con i grandi capi della ''ndrangheta
(che sono già, ora, dove devono stare: in carcere!)...
INCHIESTA DEDICATA ALLA MEMORIA DI
ILARIA ALPI, MIRAN HROVATIN, NATALE DE GRAZIA
Jack Rocco MAZREKU era in Somalia nei
giorni in cui, il 20 marzo 1994, a Mogadiscio, Ilaria Alpi e Miran
Hrovatin, vennero assassinati perché "responsabili"
dell'inchiesta sui traffici di rifiuti tossici ed armi che
dall'Italia raggiungevano l'Africa. Era anche dove si consumò il
mistero del JOLLY ROSSO dei MESSINA. C'era, legato all'ingegner
Giorgio COMERIO che in casa, a Garlasco, aveva il certificato di
morte originale di Ilaria Alpi ed un agenda del 1987 con annotato,
nella data di affondamento del RIGEL, "lost ship" ovvero "nave
perduta".
MAZREKU era legato alla "OCEANIC DISPOSAL
MANAGEMENT INC. HOLDING S.A." (poi diventerà il legale
rappresentante della GEORADAR) che promuoveva il progetto del
COMERIO dei cosiddetti "PENETRATOR", siluri caricati di scorie nucleari e rifiuti tossici da sparare sui fondali marini... E' quel progetto di cui
abbiamo già parlato pubblicando il video della cassetta vhs che
venne sequestrata a casa del COMERIO [e di cui si è tornata ad occupare anche un'inchiesta di Exit - vedi qui). Era il progetto per cui
elaborata la "modifica" del JOLLY ROSSO per renderlo una vera e
propria "piattaforma di lancio"... La nave dei MESSINA (che di
navi a perdere e di rotte pericolose non se ne fanno mancare), quel
14 dicembre del 1990 "spiaggiò" davanti ad Amantea, e portava
rifiuti tossici che mai vennero trovati (spariti nel nulla, o meglio
scaricati, trasportati ed interrati, velocemente, con l'aiuto della
'ndrangheta, da qualche parte a "seminare" tumori). Su quella
nave vi erano i progetti già elaborati, le planimetrie per la
"trasformazione" della nave MESSINA nel prototipo per seppellire
sotto il fondale marino le scorie nucleari e rifiuti tossici, perché - sostenevano gli ideatori del gruppo - le
norme internazionali proibivano di abbandonare rifiuti "sul"
fondale marino, mica "sotto" il fondale.
Anche lì, chi, come il
Comandante Natale De Grazia, osava indagare ed avvicinarsi ad una
soluzione nascosta nel crocevia degli affari e traffici illeciti, che dalla Calabria sale in Liguria, ed in questo caso, arrivava tra
le colline ed il golfo di La Spezia, morì, assassinato senza
colpevoli, proprio come senza colpevoli sono gli omicidi di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin.
La storia delle navi a perdere è una
storia che si intreccia con le cosche della 'ndrangheta che, come
sempre nella loro storia, annusavano il business che potevano
accaparrarsi offrendo i propri "servizi" a faccendieri senza scrupoli,
industrie e governi. E la storia di COMERIO con la OCEAN è la storia
di rapporti indicibili e di accordi con Governi. Accordi che gli hanno garantito anche l'assoluta, di fatto, impunità. Secondo le indagini
condotte dai Carabinieri, quello dei PENETRATOR ideati da COMERIO non
era solo un progetto, ma una realtà concreta di missili lanciati in
mare, che coinvolgeva 45 Stati, tra cui Iraq, Egitto, ex Jugoslavia,
America Centrale, Sudan, Kenya, Sierra Leone... E la storia di JACK
ROCCO MAZREKU è una storia si intreccia con quella di COMERIO e con
rapporti indicibili che pare nessuno voglia indagare sino in fondo,
mentre ha conquistato, grazie a gravi omissioni e irregolarità
istituzionali, il controllo del più grande porto turistico del
Mediterraneo (che come tutti i porti turistici, dopo la riforma del
fu Ministro Claudio BURLANDO, si "auto controllano", avendo la
società stessa con la concessione di gestione il compito di tenere
il registro).
Oggi 6 dicembre 2011 inizia per JACK
ROCCO MARZEKU un processo, di cui nessuno parla. Da Milano lo hanno
trasferito a Lucca. E con questo lavoro cerchiamo, in modo molto
semplice, di raccontare, come nessuno mai ha fatto la storia di
MAZREKU, stando, come nostra abitudine, sui documenti ufficiali che
possiamo produrre...
Noi lo scrivemmo nell'agosto 2010, poi
arrivarono le conferme con gli approfondimenti dell'Arma dei
Carabinieri, della DIA e degli altri reparti investigativi... in
ultima è arrivata la Relazione della Commissione di Accesso (al
vaglio del Prefetto e quindi del Ministro dell'Interno). Non ci sono
più alibi e non c'è nemmeno più tempo da perdere.
Il COMUNE DI VENTIMIGLIA è infiltrato
e condizionato dalla 'ndrangheta. Questo dato emerge chiaramente ed è
complessivo, nel senso che non riguarda un particolare settore o
alcune singole pratiche, ma è un condizionamento generale con
infiltrazioni pesanti, passate e presenti.
Bisogna che il COMUNE DI VENTIMIGLIA
"rinasca", come per Bordighera. Scioglimento e commissariamento
sono necessari per rompere l'infamia che ha piegato la gestione della
cosa pubblica agli interessi della 'ndrangheta (e cumpari). E' un
passo necessario per ridare dignità ad una comunità e correttezza e
trasparenza alla gestione della Pubblica Amministrazione. Quando si arriva, come si è arrivati
al COMUNE DI VENTIMIGLIA, attraverso la CIVITAS ad una gestione che è
un "verminaio", piegata da appalti ed incarichi frazionati, che
finivano a società legate ed espressione delle cosche, come, ad
esempio, la COOPERATIVA MARVON, bisogna ripulire profondamente il
Palazzo, nella parte elettiva così come nella parte amministrativa
dei funzionari. Chi ha responsabilità gravi in questo sistema deve
essere messo alla porta, chi non ne ha - e ne ha pure subite di
tutti i colori - resta.
Basta ai colpi di teatro del Sindaco
Gaetano SCULLINO. Basta alle plateali prese in giro con cui ha
caratterizzato molteplici delle sue ultime uscite pubbliche,
nell'ennesimo tentativo di minimizzare e negare fatti conclamati. C'è
una responsabilità politica a cui nessuno, nemmeno lui, può
sottrarsi. Non è tollerabile sentire discorsi come: noi abbiamo dato
tutti i documenti richiesti alla Commissione, quindi siamo bravi. E
che diamine, non è una scelta "volontaria" ma un "obbligo"
quello di fornire i documenti alla Commissione d'Accesso! Oppure:
adesso voglio una copia della Relazione della Commissione d'Accesso.
E no! La Relazione è un atto riservato che, una volta assunta la
decisioni conseguenti da Prefetto e Ministro, potrà essere resa
pubblica (e lo auspichiamo), ma fino ad allora nessuno, tanto meno
gli "interessati", devono poter leggerne i contenuti!
Auspichiamo che il neo Prefetto di
Imperia ed il Ministro dell'Interno si muovano celermente. Già
abbiamo assistito al tentativo di impedire l'insediamento della
Commissione di Accesso da parte del sindaco SCULLINO che, con le sue
dimissioni, puntava all'auto-scioglimento del Consiglio Comunale e
della sua Amministrazione. Si è sventato quel tentativo fatto,
dichiarava SCULLINO, per "atto d'amore" verso la sua città, che
era invece un insulto alla decenza ed alla dignità della città, un
modo rocambolesco per impedire l'accertamento, approfondito, dei
fatti dal punto di vista amministrativo, dall'oggi a ritroso nel
tempo... perché non è certamente da oggi, da questa ultima
amministrazione, che il Comune di Ventimiglia subisce il
condizionamento e l'infiltrazione mafiosa.
Non c'è più tempo. Bisogna fare in
fretta. Lo merita la città, l'economia di quel territorio ed il
territorio stesso, la comunità onesta che ha rigettato di piegarsi
ai "capi bastone" ed il personale non compromesso e spesso
martoriato dello stesso Comune di Ventimiglia. La comunità dell'espremo ponente ligure deve avere un chiaro segnale che la 'ndrangheta viene schiacciata, così come si schiacciano i vermi... deve vedere che tutte le figure compromesse, dai politici ai funzionari, dagli imprenditori ai professionisti ed ai servitori infedeli dello Stato, possono essere colpiti e annientati!
Noi, qui, oltre a quanto già scritto
nel passato, e che, ovviamente non ripetiamo, riportiamo alcuni
elementi, sempre da Atti Ufficiali che non sono, ovviamente, la Relazione della
Commissione d'Accesso, ma che permettono di capire, se ve ne fosse
ancora bisogno, il contesto e quindi la pesante compromissione del
COMUNE DI VENTIMIGLIA, per arrivare al "ritratto" dei MARCIANO',
famiglia storica della 'ndrangheta nell'estremo ponente ligure, per arrivare agli ai condizionamenti delle imprese, a partire da quelle del Gruppo PARODI... e lo
facciamo con gli Atti dell'indagine MAGLIO. Buona lettura...
Il procuratore di Sanremo, Roberto
Cavallone, ha tutte le ragioni ad affermare che di strada ve ne è
ancora molta da fare in Liguria per poter efficacemente contrastare
le organizzazioni mafiose. Ha ragione perché non è possibile che
i giudici non siano in grado di capire quando si è davanti ad
intimidazioni mafiose e non quindi in presenza di visite di
"cortesia"
L'intimidazione mafiosa non sempre è
cruenta, a volte è sottile, molto sottile e quasi impercettibile.
Diventa chiara se si guarda a "chi" la promuove, ovvero soggetti
forti della capacità di concretizzare la minaccia, anche perché
gruppo armato e parte integrante ed inscindibile dall'organizzazione
mafiosa.
I Giudici del Tribunale di Sanremo
hanno guardato alle "visite" dei PELLEGRINO-BARILARO portate ai
due assessori di Bordighera, per richiamarli "all'ordine", ovvero
ad accontentare i loro desiderato, come a visite di due semplici
individui che chiedevano conto "politicamente" del dissenso
espresso davanti alla richiesta di apertura della Sala Giochi da
parte della consorte del Maurizio PELLEGRINO, figlia del Benito
PEPE'.
I Giudici non hanno tenuto conto di chi
fossero i due "emissari", ovvero soggetti della 'ndrangheta, come
risulta inequivocabilmente da risultanze certe. Ed i Giudici a
Sanremo non hanno nemmeno, quindi, valutato che i testimoni, ovvero i
due assessori minacciati, in aula non avevano confermato le accuse,
per l'evidente e palpabile clima intimidatorio e la conseguente paura
che i PELLEGRINO-BARILARO, in quanto cosca della 'ndrangheta, sono in
grado di produrre anche quando parte del clan si trova in carcere.
Una paura evidente già quando tentennavano nel parlarne
informalmente e poi verbalizzando con Carabinieri e Procura.
I Giudici, come già altri giudici (ed
altri pm) in Liguria, sono rimasti ciechi, come recentemente aveva
ricordato - dopo anni che noi lo ripetiamo - anche il pm Anna
Canepa della Direzione Nazionale Antimafia.
Detto questo chi ha scritto e prodotto
la cosiddetta informazione sulla conclusione del processo ai
PELLEGRINO-BARILARO ha scritto, in parte, l'ennesima "balla"
clamorosa che altro non produce che, di fatto, un regalo
straordinario ai PELLEGRINO-BARILARO, ovvero alla 'ndrangheta.
I capi di imputazione erano
estorsione, minacce, minacce a corpo politico, favoreggiamento della
prostituzione. Sono stati condannati per tutti i reati contestati
tranne che per le "minacce a corpo politico". Non poteva che
essere così, quando i giudici non tengono conto dell'intimidazione
che ha condotto i testimoni (i due assessori) a negare le minacce
ricevute e, soprattutto, quando non considerando che soggetti
appartenenti a famiglie di 'ndrangheta non compiono "visite di
cortesia" per chiedere conto di uno "sgarbo" (come è, per
loro, l'esprimersi contro ai loro interessi), bensì compiono
un'azione di richiamo volta ad intimidire il pubblico amministratore,
forti dell'essere organizzazione mafiosa armata protetta da vincolo
omertoso, per ottenere da questi i favori non richiesti, ma "pretesi"
(la concessione per l'apertura della sala giochi).
Detto questo, si è letto e sentito,
nei servizi delle testate giornalistiche regionali, che i
PELLEGRINO-BARILARO erano stati assolti dall'accusa di associazione
mafiosa, e che quindi, in altre parole non era mafiosi, come
sosteneva l'accusa. Ma quando mai??? Quel capo di imputazione non vi
era nemmeno (e manco poteva esserci perché una Procura come
quella di Sanremo non poteva nemmeno contestarlo, essendo competenza
della DDA di Genova tale contestazione). Ed allora perché si è
raccontata una "bufala" tanto abnorme quanto "utile" al
ridare un immagine "ri-pulita" agli uomini del clan
PELLEGRINO-BARILARO? Non è dato saperlo, ma drammaticamente così è
stato...
Enrico NAN, avvocato storico (e già socio) di Andrea NUCERA, rassicurava che l'impero NUCERA era solido, anzi solidissimo. Ormai ci credeva solo lui, tanto che lo stesso Andrea NUCERA si era già ritirato ad Abu Dhabi (dopo Dubai) perché sapeva bene che la barzelletta raccontata da NAN non lo avrebbe salvato, questa volta. Ed infatti, passo dopo passo, con rapida sequenza, l'impero NUCERA che dai tempi del "teardismo" (con i Giovanni e Francesco NUCERA) la faceva da padrone nel savonese, e che sembrava intoccabile, è crollato!
Adesso, dopo la contestazione della bancarotta fraudolenta e sottrazione fraudolenta di capitali, con sequestro di 125 milioni di beni, sono scattate le manette. Andrea DAMELE, braccio destro del NUCERA nelle sue società (ed anche nel PROGETTO PONENTE con ARTE!) è stato arrestato, mentre Andrea NUCERA è formalmente latitante. Entrambi sono difesi dall'avv. Enrico NAN che il DAMELE lo aveva anche candidato alle ultime elezioni amministrative per il Comune di Savona per "FUTURO E LIBERTA'"... e che era anche nella società THEA SRL dove tra i soci vi era - sino ai primi scricchiolii dell'"impero" - anche la società del NAN, ovvero "LA FAMIGLIA SRL".
Se per Nucera la latitanza è iniziata (ma lo si può sempre andare a prendere!) per "Futuro e Libertà" in Liguria non è certo un bel momento. Gianfranco Fini aveva appena rinnovato la sua fiducia in NAN (era sabato 26 novembre!) mentre mandava a quel paese i giovani che con la loro protesta contro i rapporti di NAN con i MAMONE e NUCERA, hanno contribuito ad evitare, quantomeno, che la sede regionale ligure di "Futuro e Libertà" fosse quella data in uso gratuito da un latitante, ex socio e difeso proprio dal Coordinatore Regionale di Fli, ovvero NAN.
Per ora, chi vuole per capire di più della storia di NUCERA può partire da qui.
PUBBLICHIAMO INTEGRALMENTE IL COMUNICATO STAMPA DELLA DIA DI GENOVA, E COGLIAMO L'OCCASIONE PER RIBADIRE IL NOSTRO INFINITO GRAZIE PER LA LORO PROFESSIONALITA', DETERMINAZIONE ED EFFICACIA! L'Ufficio di Presidenza
La
Corte Suprema di Cassazione - Sezione VI - ha rigettato il ricorso
proposto nell'interesse di VENTURI Gabriele, noto
imprenditore 52 enne di Sarzana (SP) nel settore dell'import/export
di autovetture di lusso, rendendo definitiva la sorveglianza
speciale di P.S. con obbligo di soggiornoper anni 2,
nonché la confisca di tutti i beni a lui riconducibili, per
un valore approssimativo che si aggira oltre i 10 milioni di
euro, già sottoposti a confisca nel luglio 2010, in
accoglimento della richiesta formulata, ai sensi della normativa
antimafia, dal Direttore della Direzione Investigativa Antimafia.
L'attività
investigativa, svolta dal Centro Operativo D.I.A. di Genova in
materia di misure di prevenzione, aveva consentito di far emergere il
curriculum criminale di tutto rispetto del VENTURI con denunce per
reati che vanno dal traffico di stupefacenti alla ricettazione di
autovetture di lusso, ad illeciti societari di varia natura,
commessi, in alcuni casi, in concorso con soggetti ritenuti associati
alla criminalità organizzata con i quali, peraltro, era stata
rilevata un'assidua frequentazione; da ultimo, il VENTURI era stato
indagato dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Sarzana, che ha
collaborato con il Centro Operativo D.I.A. di Genova nell'esecuzione
del sequestro dei beni, per il grave reato di bancarotta
fraudolenta avendo, quel Reparto, constatato l'avvenuta
distrazione, dal patrimonio di una sua società, di beni per oltre
3,5milioni di euro.
Oltre
a ciò, il VENTURI, per conseguire i suoi scopi illeciti
finalizzati all'ingente arricchimento individuato, aveva realizzato
un articolato sistema di interposizione fittizia dei beni e proventi
accumulati attraverso soggetti terzi e società di copertura. Fra
queste vi erano le aziende operanti nei settori del commercio ed
import/export di autovetture di lusso ed immobiliari, oggi confiscate
definitivamente.
L'attività
d'indagine aveva fatto risaltare, altresì, che l'interessato
ostentava un elevatissimo tenore di vita, evidenziato attraverso
frequentazione abituale di locali pubblici di alto livello,
l'acquisto di orologi di marche prestigiose e il mantenimento di
numerose autovetture di lusso, totalmente sproporzionato ai redditi
dichiarati ufficialmente dallo stesso e dai suoi familiari.
Così,
nel luglio 2010, il Tribunale della Spezia, ritenendo fondata la
richiesta avanzata dal Direttore della Direzione Investigativa
Antimafia, aveva disposto la confisca di tutti i beni immobili (21
unità), fra cui ville e appartamenti di lusso,
capannoni commerciali, oltre 300 autovetture,
disponibilità bancarie, postali, titoli di credito per un totale
in contanti di oltre € 500.000, 56 orologi di marche
prestigiose, quote e proprietà di 4 società di compravendita ed
import/export di autovetture, anche di lusso, nonchè 2 società
immobiliari a vario titolo ritenute riconducibili al proposto per un
valore complessivo stimato, come detto, in oltre 10 milioni di
euro.
Per
di più, reputando concreta la pericolosità sociale del VENTURI,
ritenuto soggetto abitualmente dedito a traffici illeciti, che per la
condotta ed il tenore di vita si ritiene viva abitualmente, anche in
parte, con i proventi di attività delittuose, il Tribunale gli aveva
applicato la sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza, con
obbligo di soggiorno in Sarzana (SP), per la durata di anni 2.
Ora,
quel patrimonio è passato definitivamente nelle mani dello Stato.
L'abbraccio in cui ci si è stretti oggi a Genova non era un abbraccio di quelli consueti, ma sentito, senza ipocrisie. Oggi in "diversi" ci si è ritrovati per dire che le minacce e intimidazioni mafiose non passano e non passeranno! E' stato l'esempio, credo, di ciò che serve all'antimafia per vincere: partire dai cittadini e non essere di parte, ma trasversale e senza ipocrisia o retorica. Non era solo solidarietà a me o sostegno alla Casa della Legalità, ma esempio di una presa di coscienza e partecipazione all'impegno per sconfiggere quel sistema di potere mafia-politica-affari che, con le complicità di pezzi dei settori di controllo, devasta le nostre vite! Grazie a Piombo Marco, Enrico Bini, Enrico Musso, Marco e Nicoletta Barberis, Barberis Alessandra, Riccardo Preve, Felice Airoldi, Riccardo Fucile, Paola Del Giudice... grazie ai ragazzi straordinari del MoVimento 5 Stelle dell'Emilia-Romagna (Bologna, Modena, Reggio Emilia...) e Nik e Serena, Werter, Matteo Olivieri, Patrizia Sardella... a tutti... ed ancora ai ragazzi del MoVimento 5 Stelle di Savona... Grazie a Liliana!!!! Grazie a Giovanna ed al suo coro. Grrrrrazzzzzieeee a chi ha lavorato giorno e notte per questo appuntamento... Enrico, Francesco, Ludovica, Andrea e Chiara... ed a tutti quelli che lo hanno diffuso in rete.
Grrrrrrazie al nuovo capo della Squadra Mobile che con lo Sco era presente. Grrrrrrazie allo staff della Fondazione Cultura di Genova. Ed ancora grrrrrazzzieeee a Giulio Cavalli che ci telefona per avere gli aggiornamenti e cercare di smuovere, insieme a Beppe Lumia, quanto è possibile perché sia data la protezione necessaria. Grazie a tutti quelli che sono venuti ed hanno riempito la sala in questo forte, davvero forte abbraccio... a tutti, ma proprio a tutti... ma in particolare a Clara con la piccola Matilda ed a Claudio con Barbara ed il piccolo Gabriele... che speriamo, quando saranno grandi, possano dire di ricordarsi strani discorsi su una cosa che non vedono più intorno a loro... la mafia! Oggi a Genova, in questo pomeriggio di novembre, c'era la BELLEZZA!!! Noi si va avanti... non si cede perché il futuro è ancora tutto da scrivere ed è nelle nostre mani!!! C.Abbondanza
Di seguito il messagio di Liliana, la rassegna stampa, altri video...
Lo indicammo e denunciammo... ed a
Genova ci misero sotto processo. Poi lui stesso propose la remissione
di querela che aveva presentato contro di noi e noi accettammo.
Intanto le nostre denunce, al Noe ed al Procuratore Granero, sui
falsi documentali e lottizzazione abusiva per la T1 di Ceriale, così
come quelli sugli strani buchi milionari nelle sue società (sempre
alle procure del ponente ligure), sono state approfondite ed hanno
contribuito da un lato ad accertare i reati commessi e quindi
sequestrare il cantiere della T1 di Ceriale, e dall'altro ad
individuare i gravi reati societari che caratterizzavano quel "GRUPPO
GEO" che ora è crollato inesorabilmente. Se di molto avevamo già
parlato, ora, che ormai le contestazioni sono tutte chiare, talmente
chiare che Andrea NUCERA non osa tornare in Italia (si trattiene a
Dubai... o meglio ancora ad Abu Dhabi... vero?), possiamo andare
avanti e raccontare quanto ormai è noto (e non quanto ancora noto
non è, a differenza di altri le informazioni utili alle indagini che
non si fermano noi non le rendiamo pubbliche!)...
Scritto da Ufficio di Presidenza e Appello di sostegno
martedì 22 novembre 2011
Ringraziando quanti si stanno mobilitando per sostenerci e per esprimere concretamente la propria solidarietà alla nostra associazione ed al Presidente della Casa della Legalità, ci teniamo a sottolineare che noi non cediamo nè passo nè tempo! Mai ci siamo piegati alle difficoltà, agli attacchi di ogni genere, alle minacce ed intimidazioni e mai ci piegheremo. Con la stessa fermezza rinnoviamo il nostro AUT AUT ai mafiosi che stanno colpendo quanti ci stanno vicino e quanti hanno avuto il coraggio di denunciare in quella Liguria, per troppo tempo piegatasi all'omertà, all'indifferenza, al negazionismo. Non osate più colpire alcuno, perché noi siamo pronti a stabilirci sotto le vostre case e ville, senza darvi tregua... assediandovi finché l'attenzione che poniamo su di voi non farà sì che siate ridotti in mutande!
I segnali che giungono sono fortemente preoccupanti e confermano una segnalazione che ci giunse prima dei pesanti e violenti episodi delle ultime settimane. Ci è stato segnalato che le cosche ormai vicine al proprio capolinea, dopo le inchieste partite ed alimentate dalle nostre denunce di anni ed anni, vorrebbero rispondere "chiudendo la partita" con il Presidente della Casa della Legalità entro la fine dell'anno.
Questa segnalazione così come gli episodi accaduti li abbiamo portati a conoscenza delle Autorità competenti, come nostro dovere, perché siano valutati.
Se in primavera è scattata, con provvedimento della Prefettura di Genova, per il Presidente della Casa della Legalità la protezione della Vigilanza Generica Radicollegata (in quanto ritenuto "obiettivo sensibile") e la Prefettura di Savona aveva posto in essere una particolare attenzione alle nostre iniziative, oggi siamo in attesa di sapere se la Prefettura di Genova, alla luce degli ultimi eventi, intende aumentare o meno il livello di protezione già disposto. Nel frattempo, con estrema rapidità, la Prefettura di Savona ha disposto un rafforzamento delle misure per garantire la sicurezza del Presidente dell'associazione nell'ambito della provincia savonese.
Qui di seguito pubblichiamo le informazioni per l'appuntamento di SABATO 26 NOVEMBRE 2011 a GENOVA, alle ore 15 presso la sale del Munizioniere di Palazzo Ducale (gentilmente e gratuitamente concessa dalla Fondazione Cultura) e l'appello che sta raccogliendo adesioni da tutta Italia... Oggi dobbiamo dire che l'appuntamento di SABATO 26 novembre è un appuntamento importante perché con questa mobilitazione possiamo dimostrare di essere una società civile e responsabile che davanti a minacce ed intimidazioni non cede e non china il capo. Noi la nostra parte la facciamo, ogni giorno... ora la risposta sta alla comunità!
[IN CODA GLI ALTRI VIDEO]
Ne avevamo già parlato
approfonditamente [leggi qui e qui], fornendo un ritratto dei FAZZARI
e GULLACE così come la storia del progetto di discarica che questi,
con la SA.MO.TER., vogliono realizzare a Morteo, nella frazione di
Campochiesa nel Comune di Albenga. Oggi andiamo avanti, fornendo
altri dettagli, soprattutto sull'assurda posizione della Sindaco di
Albenga, la leghista Rosy Guarnieri, su una Delibera e Progetto che
non stanno in piedi ed anche pubblicando i video con gli estratti
dell'assemblea pubblica che abbiamo tenuto, insieme al Wwf di Savona
ed al Comitato dei Cittadini di Campochiesa il 27 ottobre scorso,
nella sala parrocchiale gentilmente concessa...
1) con l'emergenza arrivano più soldi
da gestire e chi li gestisce lo può fare in deroga a molte norme,
come ben sappiamo per le ormai note vicende della Protezione Civile
tra Bertolaso & Balducci;
2) BURLANDO era il Commissario
per l'emergenza prima e lo è di nuovo per quella nuova;
3) le
opere che lui dichiara effettuate per la "messa in sicurezza"
del Fereggiano (quelle della ditta del FURFARO Antonio già citato
negli atti dell'Antimafia e che, al quotidiano Il Secolo XIX qualche
mese fa, dichiarava che lui fa offerte con ribassi altissimi perché
non partecipa per guadagnare ma per "cambiare i soldi"),
ovvero copertura e parcheggio sul torrente, NON SONO STATE ANCORA
COLLAUDATE, visto che la stessa REGIONE LIGURIA dice che il collaudo
è ancora in corso!
Chiaro?
Se non arrivano i soldi
per le emergenze i soldi in cassa sono pochi e certi appalti e
incarichi proprio non si possono dare. Con le emergenze i soldi da
distribuire sono di più... molti di più e, con gli incarichi di
somma urgenza e le procedure "semplificate", tutto si
svolge in modo sempre più lontano dal possibile controllo da parte
dei cittadini.
La notizia che il collaudo delle opere sul
Fereggiano non sia stato ancora concluso è stata scritta e data
ieri, nero su bianco, dalla Regione durante la Conferenza Stampa di
BURLANDO, ma pare che questo "dettaglio" non abbia attirato
molta attenzione.
Ora vediamo quanto ci vuole anche per far
emergere la questione della ditta incarica per i lavori annunciati e
lodati dallo stesso BURLANDO, Commissario Delegato della Presidenza
del Consiglio dei Ministri - Protezione Civile, ovvero quella del
FURFARO... oltre al fatto che la ECO-GE dei Mamone, per cui il
Prefetto di Genova, nel luglio 2010, ha trasmesso agli Enti
Appaltanti un'informativa antimafia atipica, finalizzata ad evitare
che a questa società venissero dati e confermati incarichi pubblici,
continua a lavorare alla grande con incarichi diretti da parte delle
Società pubbliche, con subappalti di lavori delle Società pubbliche
e con incarichi di somma urgenza per l'emergenza alluvione di questi
giorni.
A Genova le misure interdittive, tipiche o atipiche
che siano, sono sistematicamente ignorate... un dato inquietante che
pare non interessi ai più! Deve esserci una allergia inguaribile
rispetto al termine ed alla pratica della "PREVENZIONE"...
ma così qualcuno, alla fine, può gestire più soldi e seguire meno
vincoli, mentre altri possono incassare ben di più di quanto le
povere casse degli Enti locali possono offrire in assenza dei
disastri che, con distruzione e drammi, portano anche stanziamenti
straordinari!
Prima creo il danno e poi riparo il danno,
spendo soldi pubblici prima e ne se spendo di più dopo... che bel
modo di Amministrare! Leggi gli articoli precedenti:
AGGIORNATO AL 9.11.2011 - con articolo di Repubblica e Secolo XIX,
ma anche sull'ECO-GE che se ieri sembrava in "ritirata" si conferma
presente nei lavori per l'emergenza
I giorni passano a Genova. Dalla
Regione al Comune l'unica cosa certa è: autodifesa su tutto il
fronte. Le colpe sono del fato, secondo loro. Secondo noi no. Come
abbiamo già detto, sono di amministratori pubblici (tra politici e
funzionari) in carne ed ossa. Ecco 5 brevi capitoli per proseguire il
nostro viaggio: Una provincia da "Chi l'ha visto"; Burlando si
continua a burlare di noi; Frana una collina, anzi no: è una
discarica; Ospedale San Martino, fai un parcheggio ed il rio entra in
reparto; Qualcosa si è mosso sulla ECO-GE?
Sul Fereggiano, per un progetto di Claudio Burlando nella veste di Commissario Delegato della Presidenza del Consiglio dei Ministri - Protezione Civile, si sono spesi negli ultimi
anni, quantomeno, 10 milioni di euro. Soldi stanziati dalla
"Protezione Civile". Ma non sono stati usati per allargare
l'alvero del torrente. Nemmeno per eliminare le strozzature causate
dai palazzi nel greto e sulla sponda (solo un parziale intervento è stato effettuato in merito a questo problema). Men che meno per pulirlo,
liberando l'alveo da arbusti, frane e detriti vari. Il lavoro per la
"messa in sicurezza" è stato quello di tombinare un ampio tratto
del torrente e realizzarvi sopra dei bei parcheggi (leggi anche il post di Marco Preve) ed un area gioco
per bambini (due di loro non potranno più giocare sono morti nell'alluvione!). E' subito a valle di questa nuova "copertura", che
completava quella di Largo Merlo, che la furia dell'acqua ha esondato
causando il disastro e morte... E chi ha eseguito i lavori per questo
lotto che Burlando stesso annunciava (vedi qui) in pompa magna
autolodandosi? La CO.S.P.E.F di Antonio FURFARO (nella foto con
Claudio Burlando e Alessandro Repetto). Ed Antonio FURFARO lo abbiamo
già incontrato perché era quello di ottimi appalti assegnati dal Comune di
Genova (Giunta Vincenzi)... uno dei quali vinto con uno spaventoso massimo ribasso (vedi qui) che faceva dichiarare allo stesso FURFARO che a
lui non interessava guadagnare con gli appalti, ma che questi gli
servivano solo per "cambiare i soldi". E, come detto, subito a
valle di quei lavori commissionati dal BURLANDO Commissario con i
soldi della Protezione Civile, eseguiti dal FURFARO, si è scatenato
l'inferno ed ora è emergenza. E chi lavorava proprio in via Fereggiano per l'emergenza? Ma la ECO-GE dei Mamone
quella con interdizione atipica antimafia della Prefettura che gli
Enti locali continuano a ignorare. Ma, anche questa volta andiamo con
ordine...
E' il 5 novembre 2011. E' Genova, la
città dove si è consumato un disastro colposo ed un omicidio
plurimo. Anche la Procura della Repubblica apre un inchiesta. Noi,
già ieri abbiamo indicato alcuni fatti, crediamo in modo chiaro. Ora vediamo altri dettagli e
facciamo il punto. Non siamo propensi al perdono dei responsabili,
soprattutto quando negano le loro responsabilità. Non siamo
"political correct", ma "banditi" e diciamo, come sempre, ciò
che deve essere detto, come deve essere detto, senza mezzi termini,
senza giri di parole o discorsi di convenienza. Se volete vivere nel
mondo delle favole non leggeteci, se volete conoscere la realtà,
nuda e cruda, siete nel posto giusto...
Dopo il disastro nell'estremo levante
ligure e nel nord della Toscana, oggi il disastro colposo si è
consumato a Genova. Sembra che il bilancio sia già di 6 MORTI e
diversi dispersi. Le amministrazioni pubbliche responsabile delle
omissioni di intervento negli anni passati devono andarsene a casa...
A partire dalla Giunta Regionale che ha autorizzato le costruzioni in
riva ai torrenti, passando da Comune e Provincia di Genova che hanno
concesso deroghe su deroghe ed omesso gli interventi necessari!
Di
seguito un più ampio comunicato sul nuovo dramma che si è consumato
non perché ha piovuto tanto, ma perché le "criticità"
che vennero indicate nel PRG dalla Giunta Sansa (parliamo degli anni
1996-1997) sono state sistematicamente ignorate e "cancellate"
dalle successive amministrazioni (Pericu e Vincenzi in Comune,
Vincenzi e Repetto in Provincia, Biasotti e Burlando in Regione), con
la complicità di alcuni cittadini che pur di mantenere il loro
"orticello" hanno spinto per l'omissione delle demolizioni
dei PALAZZI nel greto del Fereggiano e di quelle di Piazzale
Adriatico, oltre che chiedere ed ottenere il via libera a nuove
strade, nuovi sbancamenti per costruzioni di box e case, promuovendo
una sempre maggiore impermeabilizzazione del suolo, in zone ad "alto
rischio" ufficialmente conclamate!
Genova, un disastro
colposo previsto e "responsabilmente" atteso... LEGGI QUI
è uscito "LA COLATA"
nuovo libro-inchiesta
dove si parla delle
colate di asfalto e
cemento che
devastano l'Italia.
Nel libro sono riprese
molte delle questioni
che abbiamo affrontato
e sollevato come
Casa della Legalità,
dalla speculazioni
in Liguria, agli affari
della Chiesa e degli
uomini dell'Opus Dei,
la storia del calcestruzzo
che abbiamo documentato
nel libro "Tra la via Emilia
e il Clan", per passare
dalla piana Toscana
sino a Marsala. Fatti, dati, nomi, luoghi
un lavoro documentato
e preciso di inchiesta
per permetterci di
conoscere e quindi
di reagire. Il libro, ed.Chiarelettere,
è scritto da
Ferruccio SANSA
Marco PREVE
Andrea GARIBALDI
AntoniO MASSARI
Giuseppe SALVAGGIULO vai alla scheda del libro
sul sito di chiarelettere
I VIDEO
MARCO PREVE guarda il video
su Youtube - clicca qui
FERRUCCIO SANSA guarda il video
su Youtube - clicca qui
Economia sommersa, illegale e criminale
Documento integrale presentato da
Franco Archibugi,
Alessandro Masneri,
Giorgio Ruffolo
ed Elio Veltri
ai fini della costituzione
di un Gruppo di studio -
approfondimento e di
relative iniziative sui
problemi della
economia sommersa
e sull'evasione fiscale
e contributiva
ALTRA LETTURA
CONSIGLIATA
Il libro di ROBERTO GALULLO
edito da Il Sole 24 Ore clicca qui
I VOLANTINAGGI
NON DEVONO
AVERE ALCUNA
AUTORIZZAZIONE
Grazie all'allora Pretore
Antonino Caponnetto
la Corte Costituzionale
con la 1° sentenza,
nel 1956, sancì che in
applicazione dell'art.21
della Costituzione non
possa esservi norma
che preveda una
"autorizzazione"
per effettuare un
volantinaggio. LEGGI E DIFFONDI
LA SENTENZA clicca qui
per leggere la presentazione
ed il dossier clicca qui
il libro di Elio Veltri
e Antonio Laudati Le organizzazioni criminali
italiane alla conquista
dell'economia legale
e globale
(edizioni Longanesi)
leggi la scheda
e l'intervista ad Elio Veltri
di DemocraziaLegalità.it clicca qui
NAVI TOSSICHE Nuova inchiesta
e foto shock
dalla Somalia la sintesi (IT) formato .pdf il dossier (EN) formato .pdf vai alla galleria
fotografica sul sito
di Greenpeace
E' USCITO
il libro-inchiesta "LE NAVI DELLA
VERGOGNA" Un lavoro serio e
documentato di
Riccardo Bocca,
che ancora una volta
affronta la questione
delle navi dei veleni
guardando ai fatti
e senza cedere a
distorsioni di comodo
vai alla scheda del libro CLICCA QUI
E ora è on line su facebook
l'Osservatorio on line
sull'edilizia
19 LUGLIO 1992 19 LUGLIO 2009 basta alla retorica ed
all'ipocrisia sulle stragi
che hanno posto il
sigillo sul patto
tra Stato e Mafia ritroviamoci
davanti alle Procure
d'Italia, domenica
19 luglio 2009,
con un "agenda rossa"
La Casa della Legalità
sostiene e aderisce
alla mobilitazione del
"comitato19luglio2009" La memoria
è impegno!!!
clicca qui per
il video realizzato
dal Pbc sulla
mobilitazione del 19 luglio 2009
a Genova
clicca qui per
i video della
manifestazione del 26 settembre 2009
a Milano "Agora' per
l'Agenda Rossa"
AVVISO
IMPORTANTE Il numero cell. 3924682144 risulta disattivato, stiamo verificando cosa sia successo. Per comunicazioni telefoniche o sms il nuovo numero è: 392-9377276
ANDORA
E' LA
TERRA
NOSTRA INCONTRO PUBBLICO
promosso dai
Comitati andoresi
e moderato dal
WWF Savona
per un confronto
tra Casa della Legalità
e sindaco Floris (noi abbiamo garantito
la nostra partecipazione,
il Sindaco si presenta
o sfugge al confronto?) sabato
16 luglio 2011
ore 20:30
sala parrocchiale
piazza S.Maria Andora scarica
il volantino
Essere liberi, fare informazione, promuovere inchieste e avanzare denunce dettagliate contro corruzione, collusioni, conflitti di interesse, mafie e illegalità diffusa, significa non avere sostegni pubblici e comporta un pesante e costante isolamento
TU PUOI AIUTARCI
CON UNA DONAZIONE
CASA DELLA
LEGALITA'
E DELLA CULTURA - Onlus
codice fiscale 95101230100
BONIFICO BANCARIO Banco di Sardegna
Filiale I di Genova
IBAN:
IT54T0101501401000070068890
SWIFT SARDIT3SXXX OPPURE FAI UNA DONAZIONE
ON LINE CON PAYPAL
- novembre 2011 -
E' USCITO IL
NUOVO LIBRO DI
ROBERTO GALULLO clicca qui
LE PAROLE DEL
Proc. PIGNATORE
CHE SUONANO LA
SVEGLIA PER
IL NORD ITALIA CLICCA QUI
LA RELAZIONE
DELLA DNA - dicembre 2010 - (formato .pdf) CLICCA QUI
ULTIME
NEWS
OPERAZIONE
MAGLIO 3 (formato .pdf) CLICCA QUI OPERAZIONE
MAGLIO (formato .pdf) clicca qui
OPERAZIONE
MINOTAURO (formato .pdf) >parte 1 < > parte 2 <
> parte 3 <
> parte 4< > parte 5 < Il testo integrale
dell'Ordinanza
di Custodia
Cautelare del Gip di
Savona a carico di
PIETRO FOTIA,
ROBERTO DROCCHI ed altri - formato .pdf - CLICCA QUI
LE OSSERVAZIONI
INVIATE DALLA
"CASA DELLA LEGALITA"
all'Assemblea Legislativa
e Commissioni della
REGIONE LIGURIA sulla proposta di legge
reg. presentata
del gruppo PD sul c.d.
contrasto alle mafie (con richiesta di audizione)
- formato .pdf - CLICCA QUI
qui invece
la proposta di
legge regionale
e le premesse del PD clicca qui
L'OMERTA' E ROTTA
tra Genova e Savona
I RAPPORTI TRA
LE FAMIGLIE
SONO ORMAI CHIARI LA CASA DELLA LEGALITA', COME ANNUNCIATO, HA PUBBLICATO ALCUNI DEI DOCUMENTI INEDITI SUI RAPPORTI DELLE STORICHE FAMIGLIE DELLA 'NDRANGHETA TRA GENOVA E SAVONA
dall'edizione SAVONA
del 10.04.2011 FOTIA ORA "SFIDA"
LA PROCURA
[dove Pietro FOTIA parla
di nuovo della SCAVO-TER
come se fosse sua ma dove
non risulta... e dove dice che
lui la 'Ndrangheta non la
conosce]
ED ORA AVANTI,
SONO ALL'ANGOLO E
BISOGNA CHIUDERE
LA PARTITA!
IL 15 APRILE 2011
A SESTRI LEVANTE CLICCA L'IMMAGINE
PER INGRANDIRE
LA LOCANDINA
SOTTO TIRO storie di mafia
e antimafia la nuova trasmissione
di Roberto Galullo seguila online
la puntata sul
ponente ligure con
la Casa della Legalità
del 31.03.2011 clicca qui
e se ne era già parlato
nella puntata del 14.10.2010 con la
Casa della Legalità clicca qui
MUSOLINO
RESTA,
PER FORTUNA,
A GENOVA
Apprendiamo non solo che è emerso chiaramente che quella del "bagno d'oro" della Prefettura di Genova era una "trappola" in piena regola (1-2-3) come avevamo denunciato per primi) per screditare il Prefetto Musolino, e che a seguito dell'inchiesta ministeriale è stata accertata la totale estraneità al fatto di Musolino, ma soprattutto che ai signori mandanti della "trappola" è andata male: il Prefetto Musolino resta a Genova! La sua esperienza e determinazione nel contrasto alle organizzazioni mafiose è infatti fondamentale per il capoluogo ligure.
16 MARZO 2011 EXIT su La7 "FRATELLI
DI MAFIA" Si è parlato anche
della Liguria dopo
il caso di Bordighera.
Tra gli ospiti in studio
Roberto Scarpinato
e Lirio Abbate.
Per vedere il servizio
sulla LIGURIA
e l'intervento della
Casa della Legalità CLICCA QUI
'NDRANGHETA,
ULTIMA FERMATA
A NORD
Infiltrazioni negli appalti pubblici, condizionamento della politica, percezione del fenomeno da parte della gente. Che faccia ha la ndrangheta al Nord e quali sono i suoi affari.
GUARDA LE
DUE PUNTATE
dal nostro sito CLICCA QUI
Rileggi l'articolo con cui
rendevamo noto che
lo speciale era stato
cancellato dalla
programmazione
a poche ore dalla
messa in onda e
senza motivazione
alcuna... leggi qui
SISTEMATO
IL CAMPO DEI MILLE
A GENOVA dopo la nostra denuncia
ripresa da Ferruccio Sansa
su Il Fatto, dal blog di Grillo,
da Agorà su Rai3 e dal Tg1
il Comune di Genova
si è mosso! PER VEDERE I SERVIZI
DEL TG1 e di AGORA' CLICCA QUI
Ed intanto due note di servizio su Genova: - uno dei bar del gruppo della "decina" di Cosa Nostra, tra via Jori e via Sonnino, dopo l'arresto del gestore, è passato ad uno dei Maurici;
- il boss Gianni Calvo ha ceduto il ristorante L'Ambanata di via Vezzani a Genova...
E' l'ennesima sede di "incontro" che devono abbandonare a seguito dell'azione "terra bruciata intorno ai mafiosi" che portiamo avanti con l'azione di informazione... (ed a proposito dell'azione "terra bruciata intorno ai mafiosi" abbiamo scoperto che il figliolo del boss Garcea, il Daviduzzo, voleva denunciarci per "minacce" per i volantini "ONOFRIO GARCEA CONSEGNATI" che abbiamo realizzato per contribuire a stanare dalla latitanza il tipetto! ANDIAMO AVANTI!!!
SUL MARANO
Il giudice del Tribunale Civile di Genova ha accolto il ricorso ex art. 700 del MARANO (quello che aveva come collaboratore il boss Onofrio GARCEA nella propria finanziaria EGGEFIDIRECT) perché non si può accostare il MARANO al GARCEA. Chiaro? Non comprendiamo la decisione del Giudice, ma ne prendiamo atto e la rispettiamo. A breve riformuleremo quindi l'articolo, facendone due distinti, uno sul Marano ed uno sul Garcea, così da non accostarli!
BONIFICA (?)
EX ZUCCHERIFICIO
DI FINALE EMILIA E' stato confermato quanto denunciato dalla Casa della Legalità con l'esposto ai NOE. Le analisi effettuate dall'ARPA hanno rilevato che il suolo dell'area è pieno di fibre di amianto interrate e terre intrise di idrocarburi. Purtroppo la pratica devastante, per ambiente, salute ed economia locale, continua! Rileggi l'articolo con le foto.
SCONVOLGENTE Ordine perentorio di tagliare le spese per le intercettazioni (che rispetto a cinque anni fa dovranno diminuire quasi del 70%) e per i sequestri. Questo ordine non lo ha dato Berlusconi e nemmeno Alfano, ma il reggente Procuratore capo di Genova (e coordinatore della DDA) Vincenzo Scolastico!
SANITA'
NEWS IN BREVE
DALLA CALABRIA Maria Grazia Laganà ved. Fortugno è stata rinviata a giudizio per truffa in merito ad un appalto della Asl di Locri. Ricordate quando sollevammo
il caso le palate di insulti e isolamento che ricevemmo?
Intanto Domenico "Mimmo" Crea è stato condannato a 11 anni nell'ambito dell'inchiesta "Onorata Sanita" di cui abbiamo tanto parlato!
La mappa del
denaro sporco.
Genova prima
per indice
di riciclaggio da Il Sole 24 Ore
con tabelle
per province
e per regioni clicca qui
Led.it
Casa della Legalità Il documento integrale "Considerazioni
e proposte su
attività legislativa
e normativa
della Regione
Emilia-Romagna
volte al contrasto
di fenomeni
mafiosi e
di riciclaggio" a cura di Elio Veltri
e Christian Abbondanza (formato .pdf) CLICCA QUI
Il documento è stato presentato in conferenza stampa pubblica a Bologna il 13 novembre (qui il servizio Tgr e lancio agenzia Dire) ed inviato a tutti i consiglieri regionali ed i componenti della Giunta.
associazione DEMOCRAZIA
E LEGALITA' Elio Veltri rilancia la
necessità di un impegno
collettivo per
perseguire alcuni
punti fondamentali "Progetto-Regole
e Comportamenti"
sono quindi aperte le
iscrizioni all'associazione
"DEMOCRAZIA E LEGALITA'"
DIRITTI
NATURA
SALUTE DOSSIER
SUGLI EFFETTI
SULLA SALUTE
dell'INCENERIMENTO
DEI RIFIUTI
per Autorità dello Stato,
Magistrati e Giornalisti -- ISDE -- clicca qui
PESTICIDI
CANCRO
E SALUTE
di Patrizia Gentilini Associazione
Medici per
l’Ambiente ISDE Italia clicca qui
DOCUMENTI
IN EVIDENZA RELAZIONE DIA le ultime relazione I semestre 2009 formato .pdf - clicca qui II semestre 2009 formato .pdf - clicca qui
[si consiglia per
questa relazione
di scaricarla
ed aprirla in
quanto il file
.pdf è > di 200Mb] I semestre 2010 formato .pdf - clicca qui
[si consiglia per
questa relazione
di scaricarla
ed aprirla in
quanto il file
.pdf è > di 200Mb]
Purtroppo la libertà di dire le cose come stanno ha un prezzo. Noi lo stiamo pagando. E' certamente una scelta libera. Ma per farcela abbiamo bisogno di voi, tanti piccoli contributi possono fare molto. Vogliamo continuare a combattere contro le mafie, la corruzione, la commistione tra politica & affari, in modo indipendente. Fare inchieste e fare informazione, far segnalazioni e raccoglierle, comporta dei costi. Il sosegno a questo Cammino dipende da voi. Vi chiediamo un contributo, una donazione (deducibile) per continuare a resistere. Tanti piccoli contributi possono fare molto e permerre di andare avanti! Grazie... clicca qui