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Laganą, intervista a Gente - "corretta" punto per punto PDF Stampa E-mail
Scritto da C.Abbondanza - S.Castiglion   
mercoledģ 14 marzo 2007


14.03.2007 - GENTE - intervista commentata

La vedova di Fortugno replica alle accuse di truffa
”Così distruggono la memoria del mio Francesco”

Gli stessi giudici dell’inchiesta sull’assassinio del vice presidente del Consiglio della Calabria indagano sulla vedova Maria Grazia Laganà, deputato dell’Ulivo, per la gestione della Asl di Locri. Ma lei non ci sta: “Non avevo nulla a che vedere con forniture e assunzioni”

da Locri (Reggio Calabria) Gennaro De Stefano


In grassetto il contraddittorio a distanza, cioè quello che un giornalista avrebbe dovuto sapere e contestare, se vuole fare informazione sui fatti e non su opinioni surrealiste e gravi. Lo abbiamo fatto noi, perché non è tollerabile un affiancamento alle figure di uomini come Falcone, Borsellino, Dalla Chiesa, Calipari e quanti altri hanno combattuto, come loro, per la legalità e la giustizia, a viso aperto, senza silenzi, convivenze e connivenze, o contiguità, alcuna.
In verde i link utili per approfondire e verificare!


Non si può capire come agiscono la mafia e la ‘ndrangheta, se non si comprende il termine mascariare: imbrattare, insozzare, deformare con una maschera l’onorabilità di una persona che si vuole isolare e poi abbattere. Fu mascariato Giovanni Falcone, lo fu il generale Dalla Chiesa, fu mascariato l’ex sindaco di Palermo Giuseppe Insalaco, ucciso nel 1998, uno che “si era pirandellianamente calato nel piacere dell’onestà”, come Leonardo Sciascia. Maria Grazia Laganà, 48 anni, donna forte e determinata, il mascariamento, dopo il lutto, non se l’aspettava.
Giovanni Falcone, Carlo Alberto Dalla Chiesa, Giuseppe Insalaco, come anche le altre vittime citate in riferimento ai parenti che proseguono la battaglia dei caduti, tra cui Borsellino e Calidari, sono ben altra cosa rispetto a Francesco Fortugno e Maria Grazia Laganà. Hanno dedicato la vita, con comportamenti integerrimi, a perseguire, denunciare, combattere a viso aperto i mafiosi, gli affari dei mafiosi, i potenti conviventi, contigui e appartenenti alla mafia. Non hanno mai taciuto nomi o fatti. Non hanno parlato o frequentato (se non negli interrogatori e nei processi) pregiudicati e boss latitanti. Dicevano tutto, non tacevano alcuna verità, nemmeno se scomoda, non convivevano o connivevano con cosche mafiose.

Così come il 16 ottobre 2005, a Locri, né lei né suo marito Francesco, vice presidente del Consiglio Regionale della Calabria si aspettavano il killer sulla soglia del seggio alle primarie dell’Unione per le politiche del 2006.
Qui la signora è tornata a contraddire se stessa e ci riporta alle prime dichiarazioni dopo l’omicidio. Ma da quando è stata eletta in parlamento ed è uscita la Relazione Basilone , non aveva detto che suo marito è stato ucciso da chi (e non ha mai fatto i nomi!) voleva fermare le sue denunce contro la mafia (che non sono mai state trovate in alcun ufficio giudiziario! E l’unica cosa trovata era un interrogazione in Regione per fatto personale!). La signora ha anche affermato che vi era una chiara matrice mafiosa nell’omicidio, dopo aver detto che non vi era ragione per cui la ‘ndrangheta ce l’avesse con suo marito. Perché questi cambiamenti di dichiarazione? Problemi di Alzheimer?
Ecco una ricostruzione dei fatti
1 - sull'Omicidio Fortugno
2 - sulla Asl di Locri
3 - lo speciale completo su questi casi


A 18 mesi di distanza, infatti, questa donna, orgogliosa e testarda (come s’addice a una calabrese doc), si dichiara certa di essere vittima dell’ennesima mascariata: gli stessi magistrati che investigano sulla morte del marito l’hanno indagata per truffa alla Asl di Locri. Naturalmente, lei sa che gli inquirenti stanno facendo solo il loro dovere, indagando, probabilmente sulla base di qualche “soffiata” loro pervenuta.
”Soffiata”? Le Direzioni Distrettuali Antimafia non agiscono sulle chiacchiere o segnalazioni anonime. E’ gravissimo quello che la signora afferma! La DDA di Reggio Calabria, che è competente sia per l’omicidio di Fortugno sia per le indagini relativa alle infiltrazioni mafiose accertate nella ASL di Locri, indaga la signora non perché mogli o perché qualcuno a sparlato di lei, ma perché i Responsabili di quella ASL (tra cui lei!) non potevano essere estranei alle infiltrazioni mafiose. Infatti la Commissione d’Accesso alla ASL ha dichiarato che tale infiltrazione dirompente era possibile solo grazie alla complicità e all’accondiscendenza dei funzionari dirigenti della ASL. Inoltre la signora sa bene come funzionava quella ASL, perché ne era uno dei dirigenti, perché suo marito è stato Primario per decenni, perché suo padre (ex avvocato e potente democristiano) è stato capo indiscusso di quella ASL per lunghissimi anni, perché suo cognato è Direttore Sanitario nel comprensorio di Siderno. Ce ne è abbastanza di fatti o contano solo le opinioni? Qui le uniche “soffiate” sono quelle della signora.
Ecco qualche passaggio che si è perso:
1 - gli attacchi alla magistratura e la famiglia Laganà Fortugno

2 - in risposta alla richiesta di trasferimento
3 - i documenti garbati ma fermi della ANM
4 - la Relazione Basilone


”Mi si accusa di aver fatto quelle cose che mio marito si era sempre rifiutato di fare: truffare la Asl nell’acquisto di alcuni presidi tra l’altro mai comprati dall’azienda ospedaliera”, dice a Gente l’on. Laganà.
Qui è un capolavoro! Intanto dalla sua dichiarazione emerge che si accusa lei di cose che suo marito non voleva fare lui. Allora, lei non trovava nulla di male in queste cose che avvenivano! E poi non aveva detto che nella ASL andava tutto bene? Non ha spergiurato pubblicamente che la ‘ndrangheta nella ASL non c’era? Non aveva detto che la ‘ndrangheta non era mai venuta a bussare alla sua porta ed a quella di suo marito?
Ecco due esempi tra i tanti:
1 - intervista a Rai Tre "in 1/2 ora"

2 - intervista a Rainews 24

E così lei membro della Commissione Antimafia (che ha poteri di indagine) si ritrova indagata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria. E la vicenda assume colori opachi, che potrebbero incrinare la trasparenza dell’immagine della donna già distrutta dal dolore per la perdita violenta del marito. “L’opinione pubblica deve conoscere la mia posizione innanzitutto per un fatto istituzionale, poi perché devo rendere conto alle persone che mi sono vicine nella battaglia per la ricerca della verità sull’omicidio di mio marito. Io ho sempre collaborato con gli inquirenti e di una cosa sono certa: l’assassinio di Francesco ha una netta matrice politico-mafiosa. E l’enormità di questo delitto sta anche nel fatto che non avevamo ricevuto alcuna minaccia o avvertimento”.
Più che opachi i toni sono inquietanti. E’ giusto e sacrosanto che l’opinione pubblica conosca questa vicenda. Ma la conoscenza deriva dai fatti, non da illazioni o menzogne.
1) La signora come membro della Commissione Parlamentare Antimafia può accedere a documenti e fascicoli anche che la riguardano (come parte lesa e come indagata). La signora in quella sede può ascoltare testimoni, persone informate sui fatti, agenti dei reparti investigativi ed i magistrati dell’antimafia. Con la Commissione si può anche procedere all’arresto di testimoni reticenti o che dicono il falso. C’è un evidente conflitto di interessi, senza precedenti, nella storia della Repubblica. E’ un conflitto enorme!
Ecco sul conflitto di interessi:
1 - la Nota Stampa ripresa da Ansa e Repubblica

2 - il Comunicato Stampa
2) La signora afferma che ha sempre collaborato con gli inquirenti. Quando e dove lo sa solo lei. Risulta infatti che non abbia mai e poi mai proceduto a denunce, ad indicazioni di fatti e persone, ne tantomeno risulta che abbia raccontato quello che sa per forza (almeno che non rubasse lo stipendio senza andare a lavorare) sulla ASL di Locri. Non ha mai spiegato come mai frequentava abitualmente, per una forte amicizia, insieme a suo marito, la famiglia dei Marcianò (i presunto mandanti dell’omicidio), anzi nega di conoscerli. Non ha mai spiegato perché, con suo marito e suo padre, parlavate abitualmente con esponenti della cosca Morabito-Palama-Bruzzaniti, quando questi erano latitanti. Risulta invece che non si sia presentata, per ben due volte, come “persona informata sui fatti” alla Procura, adducendo a “improrogabili impegni istituzionali”. Risulta altresì che con i suoi legali, suo cugino Sergio ed il già avvocato della cosca Cordì, abbia chiesto il trasferimento dell’indagine avvalendosi nell’interrogatorio della “facoltà di non rispondere”.
La signora Laganà ha, evidentemente, un concetto tutto suo della trasparenza e collaborazione con la magistratura. E molto affine a quello di quanti si difendono dal processo, anziché nel processo. O per la signora oltraggiare, infangare, screditare la magistratura (come ha fatto!) è sinonimo di collaborare?

Ecco altri link per chiarire ulteriormente:
1 - sulle intercettazioni, le contraddizioni...tutto sull'omicidio Fortugno

2 - i messaggi cifrati e messaggi in chiaro
3 - gli avvocati della signora
4 - rifiuto a comprarire
5 - facoltà di non rispondere

Lo sdegno rompe gli argini e la vedova Fortugno parte all’attacco: “Oggi mi si dice che nei delitti politico-mafiosi la ricerca della verità non ha esito. Ebbene, io rifiuto questa realtà e questo mi sta creando seri problemi. A dicembre ci sono stati due attentati degli ospedali di Locri e Siderno. Parliamo di un chilo e trecento grammi di tritolo, non di un petardo. Ho più volte chiesto che la Direzione Nazionale Antimafia entrasse nelle indagini sull’uccisione di Francesco, ma non ho avuto alcun risultato”.
L’esito, quando si rompe l’omertà, nelle inchieste su delitti o stragi mafiose alla verità si arriva. Il fatto è che chi sa deve parlare, altrimenti i tempi si allungano. Ma come si è dimostrato anche i cosiddetti intoccabili possono essere processati e riconosciuti colpevoli. Come nel caso di Giulio Andreotti, gli italiani sono convinti che sia stato “assolto” e che sia “innocente” ma invece è stato riconosciuto colpevole del reato di associazione mafiosa sino al 1980, come confermato anche dalla Cassazione. La differenza sui Casi Fortugno – Asl Locri – Laganà è che chi sa, come la signora, tace alla magistratura e depista, con continue contraddizioni.
Inoltre la signora continua a ribadire che lei voleva che la Procura Nazionale Antimafia assumesse a se l’indagine. Ma la Procura Nazionale Antimafia, come le distrettuali, non agisce per “soffiate”, bensì per procedure e compiti ben definiti dalla legge. La signora, non può non sapere (a meno che non si dichiari ignorante in materia Antimafia ed allora deve spiegare perché è entrata in Commissione) che la PNA ha il compito di coordinare e collaborare con le Direzioni Distrettuali e non quello di togliere a queste inchieste e processi, avocandoli a se.
Inoltre la signora dovrebbe spiegare perché continua a dire che l’indagine ed i risultati raggiunti dalla DDA di Reggio sull’omicidio del marito sono gravemente insufficienti. Non solo perché per dire questo significa che lei è a conoscenza di fatti e nomi che però non ha riferito, ma soprattutto perché i suoi legali come parte civile nel processo (sempre il cugino Sergio ed il già avvocato dei Cordì, Mazzone) hanno dichiarato in sede ufficiale la piena sottoscrizione e condivisione dell’impianti accusatorio nel processo contro i mandanti ed esecutori dell’omicidio. Delle due l’una!
Ecco altri link per chiarire ulteriormente:
1 - sulla DDA di Reggio ed i Legali
2 -
l'avviso di Garanzia alla signora
3 - il comunicato nostro e di DemocraziaLegalità

L’esecuzione di Francesco Fortugno fu seguita da polemiche che coinvolgevano anche la vedova. Il Corriere della Sera pubblicò uno stralcio di una Relazione del Ministero dell’Interno che accompagnava il decreto di scioglimento della ASL di Locri per mafia. L’ex deputato Elio Veltri scisse su l’Unità parole molto critiche verso Maria Grazia Laganà: “Avrebbe dovuto fornire il parere sull’acquisto di attrezzature medicali, di materiali sulle assunzioni. Se l’onorevole Laganà aiutasse a capire, renderebbe un servizio alla verità e alla figura del marito”.
Il giornalista dove si è informato? “una Relazione del Ministero dell’Interno che accompagna il decreto di scioglimento della ASL di Locri per mafia”? L’ha letta? Ci pare proprio di no ed è grave che si tratti un argomento così delicato e importante senza documentarsi e rendere noti i fatti. La Relazione è amministrativa, redatta da una Commissione d’Accesso prefettizia, che ha scavato tutta la vita della ASL di Locri. Ha esaminato tutto! Ha evidenziato nomi e cognomi, fatti, incarichi, convenzioni, appalti, assunzioni, nei minimi particolari. Dalla lettura della Relazione (la seconda parte, in quanto la prima è coperta da segreto istruttorio della DDA di Reggio) si comprende che quella ASL non era solo infiltrata ma in pugno, in ogni angolo, della ‘ndrangheta. Si sarebbe letto che ciò era stato possibile per la disponibilità dei dirigenti della ASL. Sulla base di quella relazione il procedimento amministrativo di controllo è stato concluso con il Commissariamento della ASL di Locri (a cui non si è opposto nessuno, nemmeno la signora!) poco prima delle elezioni. Quella Relazione ( la II ° parte) pubblica, come tutti gli atti amministrativi è stata nascosta, pervicacemente, anche con atti di sequestro e censura illegali. Dava fastidio leggerla? Qualcuno ha detto che sarebbe stato opportuno “distruggerla”. Ma non ci sembra che nascondendola si possa contribuire a fare chiarezza, verità e giustizia. Questa Relazione è ancora leggibile, tranquillamente, in rete (clicca qui).
Elio Veltri, come noi, ha posto domande precise su cui la signora non ha mai risposto.
Inoltre, la rassegna stampa del giornalista, è molto limitata. Sono molti gli interrogativi posti sulla vicenda. Dalle intercettazioni telefoniche, alle frequentazioni ed amicizie con persone indicate come capi cosca e uomini della ‘ndrangheta. Ma di queste non vi è traccia nell’intervista. Nessuna domanda, come piace alla signora.

Ecco altri link per chiarire ulteriormente:
1 - la Relazione Basilone

2 - lo studio sulla ASL di Locri
3 - il tentativo di nascondere e censuare la Relazione

Il Deputato dell’Ulivo adesso reagisce indignata: “Sono un medico chirurgo specialista in Igiene tecnico-ospedaliera, ero vice direttore sanitario dell’ospedale di Locri e il mio ruolo era quello di gestione e controllo delle cartelle cliniche. Non avevo nulla a che vedere con le forniture o le assunzioni. Ho presentato una memoria difensiva ai magistrati di Reggio Calabria nella quale spiego tutte le mie ragioni.”

Scusi, il suo contributo a verità e chiarezza sta in una memoria difensiva? Curioso. E le persone che chiedevano a lei e suo marito (seconda quando da lei dichiarato in questa intervista a Genove) di compiere atti contrari alla volontà di Francesco, sono sparite? Non esistono più? La signora era Responsabile del Persona di quella ASL, lo confermò lei stessa in più occasione. La più completa fu l’intervista televisiva fatta da Lucia Annunciata il 30 ottobre 2005, dopo 14 giorni l’omicidio. Quella, per sintetizzare, dove la signora catalogava gli omicidi di medici, personale, pazienti dentro la Asl di Locri come “episodi sgradevoli” che capitano ovunque nelle ASL, dove affermava che la ‘ndrangheta non aveva nessuna infiltrazione o mira sulla ASL di Locri. In quella intervista, la sua viva voce, affermava che lei come Responsabile del Personale non aveva mai avuto sentore di una presenza o pressione mafiosa (nooooo!) e confermava che ciò valeva anche per suo marito Francesco.
Ora, dopo le capriole carpiate delle dichiarazioni susseguitesi, cambia nuovamente versione e si cambia (ad effetto retroattivo) persino la mansione di lavoro. Non vorremmo che ciò fosse anche sintomo di cambiamenti documentali, sarebbe grave, in veste di indagata sarebbe un alterare, inquinare, cioè modificare a proprio vantaggio, le prove.
E' significativa questa:
1 - intervista a Rai Tre "in 1/2 ora"


Non è facile muoversi in una terra come la Calabria. Figuriamoci , poi, quando tuo marito è ammazzato per mano mafiosa e le indagini non riescono a salire più in alto di due infermieri.
Non solo infermieri, ma due persone, i Marcianò, con diversi e pesanti precedenti, indicati come legati alla cosca dei Cordì (quella già difesa in vari processi e procedimenti dall’Avvocato Mazzone ora legale di Maria Grazia Laganà). Inoltre Alessandro Marcianò, caposala alla ASL di Locri era compagno di lavoro da decenni di Fortugno e della signora, di cui era il collega della porta accanto! Come evidenziato anche dalla puntata di AnnoZero. La signora non lo vedeva? Strano anche perché risulta che i coniugi Fortugno (quindi lei e Francesco) era amici intimi dei Marcianò, tanto da essere compari d’anello nella cerimonia nuziale di Giuseppe Marcianò. (come da noi segnalato da tempo, insieme all’On. Angela Napoli e come dichiarato, in un chiaro messaggio rivolto alla Signora, la moglie e madre dei Marcianò, appartenente alla famiglia Bruzzaniti-Morabito - padre e madre -. La signora quando spiega?
Ecco una ricostruzione dei fatti
1 - sull'Omicidio Fortugno
2 - qualche dipendente ASL tra cui il Marcianò
3 - dichiarazioni famiglia Marcianò


La Procura distrettuale antimafia di Reggio, infatti, ha chiesto e ottenuto (con la condivisione dei legali di parte civile della Signora Laganà) il rinvio a giudizio per Salvatore Ritorto, presunto assassino di Fortugno, e per Alessandro e Giuseppe Marcianò, padre e figlio, il primo Caposala all’Ospedale di Locri, indicati come mandanti. Con loro, accusati in concorso in omicidio, Domenico Audino e Carmelo Crisalli. Una soluzione che non soddisfa la vedova.
Ma allora perché non ha cambiato legali, visto che questi hanno condiviso e avvallato l’accusa della Procura? E poi se non si fida di loro perché li ha incaricati anche di tutelarla nell’inchiesta che la vede come indagata?
Lo abbiamo già visto:
1 -
sulla DDA di Reggio ed i Legali

”Mi sono sposata molto giovane con Francesco, avevo 22 anni e quindi più di metà della mia vita lo condivisa con lui. Vivevamo all’unisono, lui mi ascoltava e spesso condivideva il mio parere con serenità. Sono entrata in politica attiva provenendo da una famiglia dove si respirava quell’aria. Mio padre era stato deputato per due legislature. Oggi sono rimasta sola con i miei figli: Giuseppe di 24 anni, e Anna, di 19. Studiano medicina a Roma e io, quando sono impegnata alla Camera, sono ospite loro. Vivo nel ricordo di mio marito anche nei comportamenti quotidiani. Se ho un problema mi chiedo: ‘Come si sarebbe comportato Franco?’. Ho accettato la candidatura al parlamento, perché voglio continuare quello che stava facendo lui”.
”Una politica vera e diversa è oggi possibile in Calabria? Credo di sì. Ognuno decide il suo stile di vita, ma di una cosa sono certa: la mia regione è fatta per la maggior parte di gente perbene. Chiedo solo che si accerti la verità, lo devo ai miei figli e a lui, ma soprattutto penso che, se si arriverà fino in fondo, sarà possibile aprire una speranza per gli altri, perché anche in questo contesto credo che in Calabria non tutto sia perduto”.
La signora vive nel ricordo? Ci pare un ricordo molto, troppo, gravemente confuso e contraddittorio. Questo, ripetiamo, non per opinione o convinzione ma per semplice lettura dei fatti, che abbiamo ricostruito. Quindi, ad esempio, la signora vive nel ricordo del marito, ricorda quello che si dicevano anche sui temi caldi, ma allora non ha copia anche delle famose denunce che urla al mondo suo marito presentò e che non esistono da nessuna parte? E poi, ad esempio, ricorda anche quando il Pronto Soccorso è stato allertato per l’arrivo del nipote di “u tiradrittu”, Giuseppe Morabito, proveniente da Africo dove, per un regolamento di conti, fu gambizzato? Ricorda di aver sistemato anche quella cartella clinica – visto che abbiamo scoperto che si dedicata anche a quello -dell’intervento in sala gessi del Pronto Soccorso di cui suo marito era Primario? Ricorda l’oggetto delle telefonate, intercettate dalla Procura di Milano, tra lei, suo marito e suo padre con latitanti della cosca Morabito-Palamara-Bruzzaniti? E tutto il resto, lo ricorda? O sono solo ricordi a singhiozzo?
Poi diceva che vuole portare avanti quello che faceva Francesco. Ha già quindi provveduto a far assumere incarichi di autista e collaboratore a figli e parenti? Tanto per capire!

Li abbiamo già indicati:
1 - sull'Omicidio Fortugno
2 - sulla Asl di Locri
3 - lo speciale completo su questi casi.


Parole pesate una ad una, anche per fare emergere un interrogativo che può apparire retorico: è credibile che un delitto così grave, eseguito nel seggio elettorale dell’Unione che svolgeva le primarie per la scelta del suo leader, sia stato ideato e voluto da un infermiere?
Ma questa domanda non la poteva porre alla signora? Oppure era d'obbligo mostrarsi acquiescienti?

Non è per essere pignoli, ma mentre viene distribuita questa intervista (senza naturalmente le note che abbiamo messo) dal "settimanale di attualità", Gente, la Signora Laganà ha visto - nonostante i suoi legali neghino di aver mai ricevuto comunicazione - rigettata la ricusazione dei giudici. Il ricorso per spostare il procedimento a carico della Signora alla procura ordinaria di Locri è stato respinto, in quanto, come avevamo detto (clicca qui). Le indagini sono sull'infiltrazione mafiosa nella ASL della Signora e non per 1 fattura. Ma anche questo, forse, non fa parte dell'attualità e delle cose che è giusto che l'opinione pubblica sappia. I fatti sono stati abrogati, l'avevamo dimenticato, e la signora è davvero in gamba, in un batter d'occhio ha battuto pure Previti, Dell'Utri e Berlusconi. (clicca qui)





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NOMI da non dimenticare

1893 Emanuele Notarbartolo. 1896 Emanuela Sansone. 1905 Luciano Nicoletti. 1906 Andrea Orlando. 1909 Joe Petrosìno. 1911 Lorenzo Panepinto. 1914 Mariano Barbato. Giorgio Pecoraro. 1915 Bernardino Verro. 1916 Giorgio Gennaro. 1919 Giovanni Zangara. Costantino Stella. Giuseppe Rumore. Giuseppe Monticciolo. Alfonso Canzio. 1920 Nicolò Alongi. Paolo Li Puma. Croce Di Gangi. Paolo Mirmina. Giovanni Orcel. Stefano Caronia. 1921 Pietro Ponzo. Vito Stassi. Giuseppe Cassarà. Vito Cassarà. Giuseppe Compagna. 1922 Domenico Spatola. Mario Spatola. Pietro Spatola. Paolo Spatola. Sebastiano Bonfiglio. Antonino Scuderi. 1924 Antonino Ciolino. 1944 Santi Milisenna. Andrea Raja. 1945 Calogero Comaianni. Nunzio Passafiume. Filippo Scimone. Calcedonio Catalano. Agostino D’alessandro. Calogero Cicero. Fedele De Francisca. Michele Di Miceli. Mario Paoletti. Rosario Pagano. Giuseppe Scalia. Giuseppe Puntarello. 1946 Angelo Lombardi. Vittorio Epifani. Vitangelo Cinquepalmi. Imerio Piccini. Antonino Guarisco. Marina Spinelli. Giuseppe Misuraca. Mario Misuraca. Gaetano Guarino. Pino Camilleri. Giovanni Castiglione. Girolamo Scaccia. Giuseppe Biondo. Giovanni Santangelo. Vincenzo Santangelo. Giuseppe Santangelo. Giovanni Severino. Paolo Farina. Nicolò Azoti. Fiorentino Bonfiglio Mario Boscone Francesco Sassano Emanuele Greco Giovanni La Brocca Vittorio Levico 1947 Accursio Miraglia. Pietro Macchiarella. Nunzio Sansone. Emanuele Busellini. Margherita Clesceri. Giovanni Grifò. Giorgio Cusenza. Castrenze Intravaia. Vincenzina La Fata. Serafino Lascari. Giovanni Megna. Francesco Vicari. Vito Allotta. Giuseppe Di Maggio. Filippo Di Salvo. Vincenzo La Rocca. Vincenza Spina. Provvidenza Greco. Michelangelo Salvia. Giuseppe Casarrubea Vincenzo Lo Iacono. Giuseppe Maniaci. Calogero Cajola. Vito Pipitone. Luigi Geronazzo. 1948 Epifanio Li Puma. Placido Rizzotto. Giuseppe Letizia. Calogero Cangelosi. Marcantonio Giacalone. Antonio Giacalone. Antonio Di Salvo. Nicola Messina. Celestino Zapponi. Giovanni Tasquier. 1949 Carlo Gulino. Francesco Gulino. Candeloro Catanese. Michele Marinaro. Carmelo Agnone. Quinto Reda. Carmelo Lentini. Pasquale Marcone Armando Loddo. Sergio Mancini. Antonio Bubusa. Gabriele Palandrani. Giovan Battista Alce. Ilario Russo. Giovanni Calabrese. Giuseppe Fiorenza. Salvatore Messina. Francesco Butifar. 1951 Antonio Sanginiti 1952 Filippo Intile. 1955 Salvatore Carnevale. Giuseppe Spagnuolo. 1957 Pasquale Almerico. Antonino Pollari. 1958 Vincenzo Di Salvo. Vincenzo Savoca 1959 Anna Prestigiacomo. Giuseppina Savoca. Vincenzo Pecoraro. Antonino Pecoraro. 1960 Antonino Damanti Cosimo Cristina. Paolo Bongiorno. 1961 Paolino Riccobono. Giacinto Puleo. 1962 Enrico Mattei. 1963 Giuseppe Tesauro. Mario Malausa. Silvio Corrao. Calogero Vaccaro. Pasquale Nuccio. Eugenio Altomare. Giorgio Ciacci. Marino Fardelli. 1966 Carmelo Battaglia. 1967 Giuseppe Piani. Nicola Mignogna 1968 Francesco Pignataro. Giuseppe Burgio. Salvatore Surolo. 1969 Orazio Costantino. 1970 Mauro De Mauro. 1971 Pietro Scaglione. Antonino Lorusso. Vincenzo Riccardelli. 1972 Giovanni Spampinato. Giovanni Ventra. Domenico Cannata. Di Maio Paolo. 1974 Angelo Sorino. Emanuele Riboli 1975 Calogero Morreale. Gaetano Cappiello. Francesco Ferlaino. Domenico Facchineri Francesco Facchineri Tullio De Micheli 1976 Gerardo D’arminio. Giuseppe Muscarelli. Pasquale Cappuccio. Caterina Liberti. Salvatore Falcetta Carmine Apuzzo Salvatore Longo Salvatore Buscemi Francesco Vinci Mario Ceretto Alberto Capua Vincenzo Ranieri Vincenzo Macrì 1977 Rocco Gatto. Stefano Condello. Vincenzo Caruso. Giuseppe Russo. Filippo Costa. Attilio Bonincontro. Donald Mackay Mariangela Passiatore Stefano Condello Vincenzo Caruso 1978 Ugo Triolo. Giuseppe Impastato. Antonio Esposito Ferraioli. Salvatore Castelbuono. Gaetano Longo Paolo Giorgetti 1979 Filadelfio Aparo. Mario Francese. Michele Reina. Giorgio Ambrosoli. Boris Giuliano. Calogero Di Bona. Cesare Terranova. Lenin Mancuso. Giovanni Bellissima. Salvatore Bologna. Domenico Marrara. Vincenzo Russo. Giuliano Giorgio. Lorenzo Brunetti. Antonino Tripodo. Rocco Giuseppe Barillà. 1980 Piersanti Mattarella. Giuseppe Valarioti Emanuele Basile. Giannino Losardo. Pietro Cerulli. Gaetano Costa. Carmelo Jannì. Domenico Beneventano. Marcello Torre. Vincenzo Abate. Giuseppe Giovinazzo Ciro Rossetti 1981 Vito Jevolella. Sebastiano Bosio. Onofrio Valvola. Leopoldo Gassani. Giuseppe Grimaldi. Vincenzo Mulè. Domenico Francavilla. Mariano Virone. Angelo Di Bartolo. Giuseppe Salvia. 1982 Luigi D’alessio. Salvatore Stallone Antonio Fontana Nicolò Piombino. Antonio Salzano Pio La Torre Rosario Di Salvo Gennaro Musella Giuseppe Lala Domenico Vecchio Rodolfo Buscemi Matteo Rizzuto Silvano Franzolin. Salvatore Raiti. Giuseppe Di Lavore. Antonino Burrafato. Salvatore Nuvoletta. Antonio Ammaturo. Pasquale Paola. Paolo Giaccone. Vincenzo Spinelli. Carlo Alberto Dalla Chiesa Emanuela Setti Carraro. Domenico Russo. Calogero Zucchetto Carmelo Cerruto Simonetta Lamberti Giuliano Pennacchio. Andrea Mormile Luigi Cafiero Graziano Antimo Gennaro De Angelis Antonio Valenti Luigi Di Barca Giovanni Filiano 1983 Giangiacomo Ciaccio Montalto Pasquale Mandato Salvatore Pollara Mario D’aleo. Giuseppe Bommarito. Pietro Morici. Bruno Caccia. Rocco Chinnici. Salvatore Bartolotta Mario Trapassi. Stefano Li Sacchi. Sebastiano Alonghi. Francesco Buzziti. Francesco Imposimato. Domenico Celiento. Cristiano Antonio. Nicandro Izzo. Fabio Cortese. Salvatore Musarò. Ottavio Andrioli. Gioacchino Crisafulli. 1984 Giuseppe Fava Renata Fonte. Cosimo Quattrocchi. Francesco Quattrocchi Cosimo Quattrocchi Marcello Angelini Salvatore Schimmenti Giovanni Catalanotti Antonio Federico Paolo Canale Leonardo Vitale Giovanbattista Altobelli. Lucia Cerrato. Anna Maria Brandi. Anna De Simone. Giovanni De Simone. Nicola De Simone Luisella Matarazzo. Maria Luigia Morini. Federica Taglialatela Abramo Vastarella. Pier Francesco Leoni. Susanna Cavalli. Angela Calvanese. Carmine Moccia. Valeria Moratello. Franco Puzzo. Michele Brescia. Santo Calabrese. Antioco Cocco. Vincenzo Vento Pietro Busetta Salvatore Squillace 1985 Pietro Patti. Giuseppe Mangano Gioacchino Taglialatela Sergio Cosmai Giovanni Carbone. Barbara Rizzo Asta. Giuseppe Asta. Salvatore Asta. Beppe Montana. Antonino Cassarà. Roberto Antiochia. Giuseppe Spada. Enrico Monteleone. Giancarlo Siani. Biagio Siciliano. Giuditta Milella. Carmine Tripodi. Graziella Campagna. Morello Alcamo. Giuseppe Macheda. Roberto Parisi 1986 Paolo Bottone. Giuseppe Pillari Filippo Gebbia Antonio Morreale Francesco Alfano. Antonio Pianese Vittorio Esposito. Salvatore Benigno Claudio Domino. Filippo Salsone. Antonio Sabia Giovanni Giordano Nunziata Spina Antonio Bertuccio Francesco Prestia Domenica De Girolamo 1987 Giuseppe Rechichi. Rosario Iozia. Giuseppe Cutroneo. Rosario Montalto. Sebastiano Morabito. Antonio Civinini. Carmelo Iannò. Carmelo Ganci. Luciano Pignatelli. Giovanni Di Benedetto. Cosimo Aleo 1988 Giuseppe Insalaco. Giuseppe Montalbano Natale Mondo. Donato Boscia. Francesco Megna Alberto Giacomelli. Antonino Saetta. Stefano Saetta. Mauro Rostagno. Luigi Ranieri. Carmelo Zaccarello Girolamo Marino Aniello Cordasco Giulio Capilli Pietro Ragno Abed Manyami 1989 Francesco Crisopulli. Giuseppe Caruso. Francesco Pepi. Marcella Tassone. Nicola D’antrassi. Vincenzo Grasso Paolo Vinci Salvatore Incardona. Antonino Agostino. Ida Castellucci. Grazia Scimè. Domenico Calviello. Anna Maria Cambria. Carmela Pannone. Pietro Giro Donato Cappetta Calogero Loria. Francesco Longo. Giovanbattista Tedesco Colin Winchester Giacomo Catalano Giuseppe Giovinazzo Pietro Polara 1990 Nicola Gioitta Iachino. Emanuele Piazza. Giuseppe Tragna Massimo Rizzi Giovanni Bonsignore. Antonio Marino Rosario Livatino. Alessandro Rovetta. Francesco Vecchio. Andrea Bonforte Giovanni Trecroci. Saverio Purita. Angelo Carbotti. Domenico Catalano. Maria Marcella. Vincenzo Miceli Elisabetta Gagliardi. Giuseppe Orlando. Michele Arcangelo Tripodi. Pietro Caruso. Nunzio Pandolfi. Arturo Caputo. Roberto Ticli. Mario Greco. Rosario Sciacca. Giuseppe Marnalo. Francesco Oliviero. Cosimo Durante. Angelo Raffaele Longo. Cataldo D’ippolito. Raffaela Scordo. Emilio Taccarita. 1991 Valentina Guarino. Angelica Pirtoli. Giuseppe Sceusa. Salvatore Sceusa. Vincenzo Leonardi. Antonio Carlo Cordopatri. Angelo Riccardo. Andrea Savoca Domenico Randò. Sandra Stranieri Antonio Scopelliti. Libero Grassi. Fabio De Pandi. Giuseppe Aliotto. Antonio Rampino. Silvana Foglietta. Salvatore D’addario. Renato Lio. Giuseppe Leone Francesco Tramonte. Pasquale Cristiano. Stefano Siragusa Alberto Varone Felice Dara Vincenzo Salvatori Serafino Ogliastro Vito Provenzano Giuseppe Grimaldi Salvatore Tieni Nicola Guerriero Giuseppe Sorrenti Antonio Valente 1992 Salvatore Aversa. Lucia Precenzano. Paolo Borsellino. Antonio Russo Antonio Spartà. Salvatore Spartà. Vincenzo Spartà. Fortunato Arena. Claudio Pezzuto. Salvatore Mineo. Alfredo Agosta. Giuliano Guazzelli. Giovanni Falcone. Francesca Morvillo. Rocco Di Cillo. Antonino Montinaro. Vito Schifani. Paolo Borsellino. Agostino Catalano. Walter Eddie Cosina. Emanuela Loi. Vincenzo Li Muli. Claudio Traìna. Rita Àtria. Paolo Ficalòra. Pasquale Di Lorenzo. Giovanni Panunzio. Gaetano Giordano Giuseppe Borsellino. Saverio Cirrincione. Antonio Tamborino. Mauro Maniglio. Raffaele Vitiello. Emanuele Saùna. Antonino Siragusa Lucio Stifani 1993 Beppe Alfano. Adolfo Cartisano Pasquale Campanello. Nicola Remondino. Domenico Nicolò Pandolfo Maurizio Estate. Fabrizio Nencioni. Angela Fiume. Nadia Nencioni. Caterina Nencioni. Dario Capolicchio. Carlo La Catena. Stefano Picerno. Sergio Pasotto. Alessandro Ferrari. Moussafir Driss. Don Giuseppe Puglisi. Raffaele Di Mercurio. Andrea Castelli. Angelo Carlisi Riccardo Volpe Antonino Vassallo Francesco Nazzaro Loris Giazzon Giorgio Vanoli 1994 Vincenzo Garofalo. Antonino Fava. Don Giuseppe Diana. Ilaria Alpi. Miran Hrovatin. Enrico Incognito. Luigi Bodenza Ignazio Panepinto. Maria Teresa Pugliese Giovanni Simonetti Salvatore Bennici Calogero Panepinto. Francesco Maniscalco. Nicholas Green. Melchiorre Gallo. Giuseppe Russo. Cosimo Fabio Mazzola Girolamo Palazzolo Leonardo Canciari Llliana Caruso Agata Zucchero Leonardo Santoro Palmina Scamardella Antonio Novella Francesco Aloi 1995 Francesco Brugnano. Giuseppe Di Matteo Francesco Marcone. Serafino Famà. Gioacchino Costanzo. Peter Iwule Onjedeke. Fortunato Correale. Antonino Buscemi. Giuseppe Montalto. Giuseppe Cilia Giuseppe Giammone Giovanni Carbone Claudio Manco Francesco Tammone Antonio Brandi Antonio Montalto Epifania Cocchiara Giammatteo Sole 1996 Giuseppe Puglisi. Anna Maria Torno Giovanni Attardo. Davide Sannino. Santa Puglisi. Salvatore Botta. Salvatore Frazzetto. Giacomo Frazzetto. Maria Antonietta Savona. Riccardo Salerno. Gioacchino Bisceglia. Rosario Ministeri. Calogero Tramùta Pasquale Salvatore Magrì Celestino Fava Antonino Moio 1997 Giuseppe La Franca. Ciro Zirpoli. Giulio Castellino. Agata Azzolina. Raffaella Lupoli. Silvia Ruotolo. Angelo Bruno. Luigi Cangiano. Francesco Marzano. Andrea Di Marco Vincenzo Arato 1998 Incoronata Sollazzo. Maria Incoronata Ramella. Erilda Ztausci. Enrico Chiarenza. Salvatore Di Falco. Rosario Flaminio. Alberto Vallefuoco. Giuseppina Guerriero. Luigi Ioculano. Domenico Geraci. Antonio Condello. Mariangela Anzalone. Giuseppe Messina. Graziano Muntoni. Giovanni Gargiulo Giovanni Volpe Giuseppe Radicia Orazio Sciascio Giuseppe Iacona Davide Ladini Saverio Ieraci Antonio Ferrara 1999 Salvatore Ottone. Emanuele Nobile. Rosario Salerno. Stefano Pompeo. Filippo Basile. Hiso Telaray. Matteo Di Candia. Vincenzo Vaccaro Notte. Luigi Pulli. Raffaele Arnesano. Rodolfo Patera. Ennio Petrosino Rosa Zaza. Anna Pace. Sandro Scarpato Marco De Franchis 2000 Antonio Lippiello. Salvatore Vaccaro Notte. Antonio Sottile. Alberto De Falco. Ferdinando Chiarotti. Francesco Scerbo. Giuseppe Grandolfo. Domenico Stanisci. Domenico Gullaci. Maria Colangiuli. Hamdi Lala. Gaetano De Rosa. Saverio Cataldo. Daniele Zoccola. Salvatore Rosa. Giuseppe Falanga. Luigi Sequino. Paolo Castaldi. Gianfranco Madia. Valentina Terracciano. Raffaele Iorio. Ferdinando Liquori 2001 Giuseppe Zizolfi. Tina Motoc. Michele Fazio. Carmelo Benvegna. Stefano Ciaramella. 2002 Federico Del Prete. Torquato Ciriaco. Maurizio D’elia 2003 Domenico Pacilio. Gaetano Marchitelli. Claudio Tagliatatela. Paolino Avella. Michele Amico 2004 Bonifacio Tilocca. Annalisa Durante. Stefano Biondi. Paolo Rodà. Gelsomina Verde. Dario Scherillo. Matilde Sorrentino. Francesco Estatico. Fabio Nunneri. Massimiliano Carbone Pepe Tunevic 2005 Francesco Rossi. Attilio Romanò Francesco Fortugno Giuseppe Riccio Daniele Polimeni Gianluca Congiusta 2007 Carmela Fasanella Romano Fasanella Domenico De Nittis ...E TUTTI GLI ALTRI DI CUI NON SIAMO ANCORA RIUSCITI A CONOSCERE IL NOME.

 


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