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Campania, arrestato consigliere regionale |
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Scritto da C.Abbondanza - S.Castiglion
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giovedì 21 febbraio 2008 |
In Campania "si può fare", proprio come in Calabria! Infatti ne hanno arrestato un altro. Era già indagato per concorso esterno in associazione mafiosa ed ora è agli arresti per corruzione...
Il 28 gennaio 2008 si apprendeva che il consigliere
regionale della Campania, Roberto Conte (Partito Democratico) era indagato per concorso
esterno in associazione mafiosa. Al centro dell'indagine i suoi legami con il
clan camorristico dei Misso. Uno si aspetta che il nuovo PD di Veltroni
(alleato con Di Pietro e la sua Italia dei "Valori") lo avesse allontanato all'istante.
Ed invece, come al solito niente.
Il 20 febbraio 2008, nemmeno un mese dopo quella notizia, il consigliere
regionale Roberto Conte è stato arrestato per corruzione. Lui, un "rutelliano
coraggioso", viene quindi sospeso dagli incarichi interni, ferma restando - ci tengono
a sottolinearlo i dirigenti del PD - che resta innocente sino a sentenza
definitiva.
Per l'ennesima volta se non arriva la Magistratura, un uomo colpito da gravi sospetti,
da gravi indizi, per collusione mafiosa e corruzione, resta beatamente al suo
posto. Complimenti, ancora una volta alla politica (che dovrebbe essere quella
nuova, pulita, sic!).
Ma forse in Campania hanno interpretato il "si può fare" veltronian-dipietrista
come auspicio di battere - o quanto meno tentare di pareggiare i conti - con il
Consiglio regionale della Calabria dove si contano almeno 34 consiglieri (su
50) tra indagati, condannati, prescritti, rinviati a giudizio o arrestati. Bassolino
- rinviato a giudizio per la partita rifiuti e gli affari d'oro dell'Impregilo
e Fibia, il consigliere regionale dell'Italia dei "Valori" e segretario
provinciale di Napoli, Nicola Marrazzo con la sua famiglia, a partire dal
fratello, che è stata ed è con le sue società (stando alle risultanze
investigative, ai verbali ora de-secretati della Commissione di Inchiesta sui
Rifiuti e la Prefettura
di Napoli) legata al potente clan camorristico dei Casalesi. Certo di strada ce
ne vuole per raggiungere la regione del già prescritto e rinviato a giudizio
Agazio Loiero, ma "si può fare"... D'altronde Marco Minniti, leader dei Ds (ora
PD) calabrese e vice-ministro degli Interni, anziché pretendere lo scioglimento
del Consiglio Regionale della Calabria, ha supplicato la coalizione a resistere
ancora e non cedere. Complimenti!
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