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Di Pietro si vergogni. PDF Stampa E-mail
Scritto da Ufficio di Presidenza   
venerd́ 04 aprile 2008
Si potrebbe dire che Antonio Di Pietro ha superato ogni limite di decenza, ma forse è meglio dire che si è mostrato per quello che è sempre stato e qualcuno si è ostinato a non voler vedere e si ostina ancora a non voler vedere...

Strumentalizzare a puri fini elettorali il caso di Pino Masciari è vergognoso e ripugnante. Non solo una la battaglia civile - cioè non politica, non di parte - portata avanti con coraggio e integrità morale da Pino viene "usata" e vilipesa da Di Pietro per il suo solo fine di cercare di raccattare qualche voto, bensì vene anche mistificata la realtà dei fatti.

1- Pino Masciari non ha denunciato solo quelli che gli chiedevano il "pizzo", cioè i manovali della ‘ndrangheta. Pino ha denunciato le collusioni mafia-politica-istituzioni, in quell'intreccio perverso che si sviluppa e si alimenta dentro quella "disgrazia" italiana chiamata massoneria*.

1bis - Di Pietro dovrebbe infatti sapere che il potere mafioso si fonda e alimenta per i legami, le collusioni, le connivenze, le contiguità e complicità con pezzi del potere cosiddetto "legale". Senza questo legame la mafia non sarebbe altro che normale criminalità. E di nuovo Di Pietro dovrebbe anche sapere che per le mafie è "vitale" non tanto il "pizzo" quanto quegli affari e quelle protezioni che solo la "zona grigia" (o terzo livello, o colletti bianchi, o borghesia mafiosa, come la si voglia chiamare) gli può garantire. E, parlando di ‘ndrangheta, dovrebbe anche sapere che questa si infiltra nel Potere, come nell'economia, cosiddetti legali, con proprie uomini e donne, sin dentro le Istituzioni amministrative, legislative, di governo, come nelle forze dell'ordine e nella magistratura, sin'anche nei Servizi, piegando e divenendo "padroni" di settori chiave come la sanità o nella gestione dei finanziamenti pubblici (europei, nazionali e regionali).

2 - Pino Masciari si è opposto ed ha denunciato il "pizzo" della mafia ed il "pizzo" della politica. Se avesse denunciato qualche manovale mafioso non avrebbe dato troppo disturbo, qualche scagnozzo lo si può anche arrestare e condannare (anzi fa statistica!). Ma Pino ha denunciato il "sistema" e questo non è accettato perché incrina la base di quel potere illegale impiantato (con voto di scambio, tangenti e clientela) nel potere legale.

2 bis - Di Pietro di questo non parla. Come mai? Come può usare la maglietta degli "Amici di Pino Masciari" per "chiedere il voto" all'Italia dei "Valori"? Come mai non denuncia e non attacca quel "sistema" che Pino Masciati ha denunciato (e per essere più precisi: che ha, sino ad ora, processo dopo processo, fatto condannare!)? Come mai non attacca la massoneria che nel suo seno mantiene perennemente il germe del cancro che dal mezzogiorno si è espanso in tutto il Paese? Di Pietro su questo tace! Che sia perché in Calabria è parte di quella maggioranza che regge quella Giunta condizionata - stando alle indagini della magistratura - da eletti organici a quel "sistema"? Che sia perché l'ultimo arrestato per voto di scambio (prontamente scarcerato dal Tribunale del Riesame che in Calabria arriva sempre puntuale, sic!) è tale Franco La Rupa protagonista di un tour elettorale sui palchi insieme proprio a Di Pietro che gli alzava il braccio al cielo, indicandolo quale "simbolo del rinnovamento"?

3 - Pino Masciari vive con la sua famiglia in un sistema di protezione che è una farsa (e non per colpa degli agenti che rischiano la vita, bensì delle procedure e delle assurde regole) figlia di una legge votata dal Centro-Sinistra (voluta da quei dirigenti politici con cui Di Pietro ancora in queste elezioni è alleato!) e da una gestione irresponsabile, piegata da interessi politici e non certo, purtroppo, dall'interesse della tutela del cittadino e della giustizia. Questo sta denunciando in questi giorni Pino Masciari. Sta dicendo quello che ci si ostina a non voler vedere in questo Paese. Pino denuncia che il sistema di protezione non funziona, che lo Stato non protegge e non incentiva a denunciare, testimoniare e collaborare con i reparti investigativi e la magistratura. La colpa di questo non è delle mafie ma di chi dichiara di volerle combattere ed invece non lo fa.

3 bis - Di Pietro sventola la maglietta, chiede di votare per il suo partito, ma di questo non parla. Anzi presenta la vicenda come se Pino Masciari fosse solo vittima della ‘ndrangheta e non anche di uno Stato che non ha mai voluto combattere e sconfiggere le mafie (come peraltro dimostra anche la vicenda dell'"agenda rossa" e della strage di Stato - eseguita da Cosa Nostra - in cui venne ucciso Paolo Borsellino con la sua scorta. No di questo Di Pietro non fa cenno.

4 - Pino Masciari non combatte solo per se, ma per tutti coloro che sono nelle sue condizioni, combatte perché lo Stato si schieri, tutto, dalla parte della giustizia e della legalità. Pino rischia la propria vita non perché vuole che questo o quel candidato o partito lo usi come bandierina, ma perché chi ha responsabilità di governo si muova, ora e subito (non dopo le elezioni!)

4 bis - Di Pietro potrebbe passare dalle "parole ai fatti". Potrebbe, senza spot elettorali, dire a Marco Minniti, che prima di essere candidato (e suo alleato) è ancora il Vice Ministro competente, di risolvere la questione. Ma non lo fa! Come sempre "usa" (o meglio "abusa") dei fatti e delle persone per trarne un vantaggio (voti, seggi, potere). Nulla di nuovo, potrebbe dire qualcuno, rispetto a quello che ha fatto in questi anni. E' vero: ha minacciato tuoni e fulmini contro l'indulto (sapendo che comunque sarebbe passato!) ma non si è dimesso, dicendo che restava per condizionare; ha minacciato tuoni e fulmini, ha minacciato le dimissioni a giorni alterni, per tutta la durata del Governo Prodi, ma non le ha mai date e non ha mai condizionato nulla, tanto è vero che quella che è prevalsa nel Governo è stata la linea Mastella & C, sino a quando è stato Mastella a dimettersi e far cadere il Governo. (E sulle intercettazioni? Ci ricordiamo della famosa "mordacchia" di Mastella che Di Pietro aveva giurato che avrebbe impedito ad ogni costo? Anche qui: ha già giurato pubblicamente di accettare la pregiudiziale di votarla postagli prima dell'alleanza da Walter Veltroni!)

Adesso basta. Proprio lui che si mostra (indegnamente) come simbolo della battaglia per la Legalità e la Questione Morale, piega all'esigenza elettorale la lotta alla mafia e la battaglia di Pino Masciari. E non si dica che lo ha fatto per essere vicino a Pino Masciari perché il danno fatto è devastante. Politicizzare la battaglia di Pino Masciari significa, in campagna elettorale, oscurare questa battaglia, mettergli la sordina, farla cancellarla dalle dirette televisive (con la scusa del pericolo di violazione della par-condicio). Politicizzare questa protesta che Pino sta portando avanti con coraggio, significa buttare all'aria e rendere vani i sacrifici ed i rischi che Pino, con sua moglie ed i figli, portano sulle proprie spalle, nel cammino di ogni giorno. Politicizzare questa vicenda significa aiutare chi vuole oscurarla, cioè aiutare quel "sistema", quelle collusioni, quella massoneria che protegge e alimenta gli intrecci politico-affaristico-mafiosi. E' l'ennesimo esempio dell'assoluta assenza di credibilità di quanti, come lui, dovrebbero essere uomini delle Istituzioni ed invece si mostrano solo uomini di Palazzo, di Potere.
Francesco Forgione si è schierato a sostegno di Pino, non sventolando la bandiera del suo partito, Beppe Lumia pure, come anche Angela Napoli. Ognuno un partito diverso, posizioni molto diverse l'uno dall'altro, ma quando si parla e si affronta la questione della lotta alle mafie, nessuno di loro mostra il proprio simbolo, lo tiene chiuso nel cassetto, rigorosamente.
Di Pietro è vomitevole a voler piegare la lotta alla mafia ed il sostegno alle vittime alla propria bandiera, al proprio simbolo.
Quindi non permettiamogli di farlo, rispediamo al mittente quel video e quel post che ha pubblicato sul suo blog e che se avesse, un briciolo di decenza, o quanto meno un po' di pudore, potrebbe cancellare all'istante.

Pino Masciari ha già precisato con nettezza, come sempre, che lui non ci sta a farsi strumentalizzare. Sta a tutti i movimenti, le associazioni, i meetup, le persone con un sincero senso dello Stato, aiutare Pino in questa ulteriore battaglia. Siamo certi che uniti, senza bandiere ma con tanta coerenza, umiltà e rispetto, si riuscirà ad andare avanti per ottenere quella giustizia che troppo spesso abbiamo visto essere piegata dalla politica, dalla stagione delle Stragi ai giorni nostri. Il Futuro non è scritto, è stato salvato da quanti non cedono, da quanti come Pino Masciari, o come Liliana Carbone a Locri, o Nino Miceli a Gela, e come dalle altre tante "sentinelle della legalità" che, in prima persona e con le loro famiglie, non mollano e resistono, con la certezza che il futuro sarà scritto, giorno per giorno, passo dopo passo, da chi conosce e rivendica i propri giusti diritti!

* Non abbiamo inserito la classica, canonica, consueta dicitura "massoneria deviata" perché finchè la massoneria non pubblicherà le sue liste degli aderenti, scacciando quanti in essa si annidano per fini criminali e delittuosi, la massoneria tutta è moralmente corresponsabile di quanto nel suo interno avviene, protetto da regole di riservatezza che oggi non hanno più alcuna ragione d'essere.


PS: Ci piacerebbe sapere se questa schifezza Di Pietro l'ha pensata da solo, come già pensò e votò Forza Italia, o se qualcuno gli ha suggerito questa sortita. Cosa è stata una soffiata da Cesare?




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1893 Emanuele Notarbartolo. 1896 Emanuela Sansone. 1905 Luciano Nicoletti. 1906 Andrea Orlando. 1909 Joe Petrosìno. 1911 Lorenzo Panepinto. 1914 Mariano Barbato. Giorgio Pecoraro. 1915 Bernardino Verro. 1916 Giorgio Gennaro. 1919 Giovanni Zangara. Costantino Stella. Giuseppe Rumore. Giuseppe Monticciolo. Alfonso Canzio. 1920 Nicolò Alongi. Paolo Li Puma. Croce Di Gangi. Paolo Mirmina. Giovanni Orcel. Stefano Caronia. 1921 Pietro Ponzo. Vito Stassi. Giuseppe Cassarà. Vito Cassarà. Giuseppe Compagna. 1922 Domenico Spatola. Mario Spatola. Pietro Spatola. Paolo Spatola. Sebastiano Bonfiglio. Antonino Scuderi. 1924 Antonino Ciolino. 1944 Santi Milisenna. Andrea Raja. 1945 Calogero Comaianni. Nunzio Passafiume. Filippo Scimone. Calcedonio Catalano. Agostino D’alessandro. Calogero Cicero. Fedele De Francisca. Michele Di Miceli. Mario Paoletti. Rosario Pagano. Giuseppe Scalia. Giuseppe Puntarello. 1946 Angelo Lombardi. Vittorio Epifani. Vitangelo Cinquepalmi. Imerio Piccini. Antonino Guarisco. Marina Spinelli. Giuseppe Misuraca. Mario Misuraca. Gaetano Guarino. Pino Camilleri. Giovanni Castiglione. Girolamo Scaccia. Giuseppe Biondo. Giovanni Santangelo. Vincenzo Santangelo. Giuseppe Santangelo. Giovanni Severino. Paolo Farina. Nicolò Azoti. Fiorentino Bonfiglio Mario Boscone Francesco Sassano Emanuele Greco Giovanni La Brocca Vittorio Levico 1947 Accursio Miraglia. Pietro Macchiarella. Nunzio Sansone. Emanuele Busellini. Margherita Clesceri. Giovanni Grifò. Giorgio Cusenza. Castrenze Intravaia. Vincenzina La Fata. Serafino Lascari. Giovanni Megna. Francesco Vicari. Vito Allotta. Giuseppe Di Maggio. Filippo Di Salvo. Vincenzo La Rocca. Vincenza Spina. Provvidenza Greco. Michelangelo Salvia. Giuseppe Casarrubea Vincenzo Lo Iacono. Giuseppe Maniaci. Calogero Cajola. Vito Pipitone. Luigi Geronazzo. 1948 Epifanio Li Puma. Placido Rizzotto. Giuseppe Letizia. Calogero Cangelosi. Marcantonio Giacalone. Antonio Giacalone. Antonio Di Salvo. Nicola Messina. Celestino Zapponi. Giovanni Tasquier. 1949 Carlo Gulino. Francesco Gulino. Candeloro Catanese. Michele Marinaro. Carmelo Agnone. Quinto Reda. Carmelo Lentini. Pasquale Marcone Armando Loddo. Sergio Mancini. Antonio Bubusa. Gabriele Palandrani. Giovan Battista Alce. Ilario Russo. Giovanni Calabrese. Giuseppe Fiorenza. Salvatore Messina. Francesco Butifar. 1951 Antonio Sanginiti 1952 Filippo Intile. 1955 Salvatore Carnevale. Giuseppe Spagnuolo. 1957 Pasquale Almerico. Antonino Pollari. 1958 Vincenzo Di Salvo. Vincenzo Savoca 1959 Anna Prestigiacomo. Giuseppina Savoca. Vincenzo Pecoraro. Antonino Pecoraro. 1960 Antonino Damanti Cosimo Cristina. Paolo Bongiorno. 1961 Paolino Riccobono. Giacinto Puleo. 1962 Enrico Mattei. 1963 Giuseppe Tesauro. Mario Malausa. Silvio Corrao. Calogero Vaccaro. Pasquale Nuccio. Eugenio Altomare. Giorgio Ciacci. Marino Fardelli. 1966 Carmelo Battaglia. 1967 Giuseppe Piani. Nicola Mignogna 1968 Francesco Pignataro. Giuseppe Burgio. Salvatore Surolo. 1969 Orazio Costantino. 1970 Mauro De Mauro. 1971 Pietro Scaglione. Antonino Lorusso. Vincenzo Riccardelli. 1972 Giovanni Spampinato. Giovanni Ventra. Domenico Cannata. Di Maio Paolo. 1974 Angelo Sorino. Emanuele Riboli 1975 Calogero Morreale. Gaetano Cappiello. Francesco Ferlaino. Domenico Facchineri Francesco Facchineri Tullio De Micheli 1976 Gerardo D’arminio. Giuseppe Muscarelli. Pasquale Cappuccio. Caterina Liberti. Salvatore Falcetta Carmine Apuzzo Salvatore Longo Salvatore Buscemi Francesco Vinci Mario Ceretto Alberto Capua Vincenzo Ranieri Vincenzo Macrì 1977 Rocco Gatto. Stefano Condello. Vincenzo Caruso. Giuseppe Russo. Filippo Costa. Attilio Bonincontro. Donald Mackay Mariangela Passiatore Stefano Condello Vincenzo Caruso 1978 Ugo Triolo. Giuseppe Impastato. Antonio Esposito Ferraioli. Salvatore Castelbuono. Gaetano Longo Paolo Giorgetti 1979 Filadelfio Aparo. Mario Francese. Michele Reina. Giorgio Ambrosoli. Boris Giuliano. Calogero Di Bona. Cesare Terranova. Lenin Mancuso. Giovanni Bellissima. Salvatore Bologna. Domenico Marrara. Vincenzo Russo. Giuliano Giorgio. Lorenzo Brunetti. Antonino Tripodo. Rocco Giuseppe Barillà. 1980 Piersanti Mattarella. Giuseppe Valarioti Emanuele Basile. Giannino Losardo. Pietro Cerulli. Gaetano Costa. Carmelo Jannì. Domenico Beneventano. Marcello Torre. Vincenzo Abate. Giuseppe Giovinazzo Ciro Rossetti 1981 Vito Jevolella. Sebastiano Bosio. Onofrio Valvola. Leopoldo Gassani. Giuseppe Grimaldi. Vincenzo Mulè. Domenico Francavilla. Mariano Virone. Angelo Di Bartolo. Giuseppe Salvia. 1982 Luigi D’alessio. Salvatore Stallone Antonio Fontana Nicolò Piombino. Antonio Salzano Pio La Torre Rosario Di Salvo Gennaro Musella Giuseppe Lala Domenico Vecchio Rodolfo Buscemi Matteo Rizzuto Silvano Franzolin. Salvatore Raiti. Giuseppe Di Lavore. Antonino Burrafato. Salvatore Nuvoletta. Antonio Ammaturo. Pasquale Paola. Paolo Giaccone. Vincenzo Spinelli. Carlo Alberto Dalla Chiesa Emanuela Setti Carraro. Domenico Russo. Calogero Zucchetto Carmelo Cerruto Simonetta Lamberti Giuliano Pennacchio. Andrea Mormile Luigi Cafiero Graziano Antimo Gennaro De Angelis Antonio Valenti Luigi Di Barca Giovanni Filiano 1983 Giangiacomo Ciaccio Montalto Pasquale Mandato Salvatore Pollara Mario D’aleo. Giuseppe Bommarito. Pietro Morici. Bruno Caccia. Rocco Chinnici. Salvatore Bartolotta Mario Trapassi. Stefano Li Sacchi. Sebastiano Alonghi. Francesco Buzziti. Francesco Imposimato. Domenico Celiento. Cristiano Antonio. Nicandro Izzo. Fabio Cortese. Salvatore Musarò. Ottavio Andrioli. Gioacchino Crisafulli. 1984 Giuseppe Fava Renata Fonte. Cosimo Quattrocchi. Francesco Quattrocchi Cosimo Quattrocchi Marcello Angelini Salvatore Schimmenti Giovanni Catalanotti Antonio Federico Paolo Canale Leonardo Vitale Giovanbattista Altobelli. Lucia Cerrato. Anna Maria Brandi. Anna De Simone. Giovanni De Simone. Nicola De Simone Luisella Matarazzo. Maria Luigia Morini. Federica Taglialatela Abramo Vastarella. Pier Francesco Leoni. Susanna Cavalli. Angela Calvanese. Carmine Moccia. Valeria Moratello. Franco Puzzo. Michele Brescia. Santo Calabrese. Antioco Cocco. Vincenzo Vento Pietro Busetta Salvatore Squillace 1985 Pietro Patti. Giuseppe Mangano Gioacchino Taglialatela Sergio Cosmai Giovanni Carbone. Barbara Rizzo Asta. Giuseppe Asta. Salvatore Asta. Beppe Montana. Antonino Cassarà. Roberto Antiochia. Giuseppe Spada. Enrico Monteleone. Giancarlo Siani. Biagio Siciliano. Giuditta Milella. Carmine Tripodi. Graziella Campagna. Morello Alcamo. Giuseppe Macheda. Roberto Parisi 1986 Paolo Bottone. Giuseppe Pillari Filippo Gebbia Antonio Morreale Francesco Alfano. Antonio Pianese Vittorio Esposito. Salvatore Benigno Claudio Domino. Filippo Salsone. Antonio Sabia Giovanni Giordano Nunziata Spina Antonio Bertuccio Francesco Prestia Domenica De Girolamo 1987 Giuseppe Rechichi. Rosario Iozia. Giuseppe Cutroneo. Rosario Montalto. Sebastiano Morabito. Antonio Civinini. Carmelo Iannò. Carmelo Ganci. Luciano Pignatelli. Giovanni Di Benedetto. Cosimo Aleo 1988 Giuseppe Insalaco. Giuseppe Montalbano Natale Mondo. Donato Boscia. Francesco Megna Alberto Giacomelli. Antonino Saetta. Stefano Saetta. Mauro Rostagno. Luigi Ranieri. Carmelo Zaccarello Girolamo Marino Aniello Cordasco Giulio Capilli Pietro Ragno Abed Manyami 1989 Francesco Crisopulli. Giuseppe Caruso. Francesco Pepi. Marcella Tassone. Nicola D’antrassi. Vincenzo Grasso Paolo Vinci Salvatore Incardona. Antonino Agostino. Ida Castellucci. Grazia Scimè. Domenico Calviello. Anna Maria Cambria. Carmela Pannone. Pietro Giro Donato Cappetta Calogero Loria. Francesco Longo. Giovanbattista Tedesco Colin Winchester Giacomo Catalano Giuseppe Giovinazzo Pietro Polara 1990 Nicola Gioitta Iachino. Emanuele Piazza. Giuseppe Tragna Massimo Rizzi Giovanni Bonsignore. Antonio Marino Rosario Livatino. Alessandro Rovetta. Francesco Vecchio. Andrea Bonforte Giovanni Trecroci. Saverio Purita. Angelo Carbotti. Domenico Catalano. Maria Marcella. Vincenzo Miceli Elisabetta Gagliardi. Giuseppe Orlando. Michele Arcangelo Tripodi. Pietro Caruso. Nunzio Pandolfi. Arturo Caputo. Roberto Ticli. Mario Greco. Rosario Sciacca. Giuseppe Marnalo. Francesco Oliviero. Cosimo Durante. Angelo Raffaele Longo. Cataldo D’ippolito. Raffaela Scordo. Emilio Taccarita. 1991 Valentina Guarino. Angelica Pirtoli. Giuseppe Sceusa. Salvatore Sceusa. Vincenzo Leonardi. Antonio Carlo Cordopatri. Angelo Riccardo. Andrea Savoca Domenico Randò. Sandra Stranieri Antonio Scopelliti. Libero Grassi. Fabio De Pandi. Giuseppe Aliotto. Antonio Rampino. Silvana Foglietta. Salvatore D’addario. Renato Lio. Giuseppe Leone Francesco Tramonte. Pasquale Cristiano. Stefano Siragusa Alberto Varone Felice Dara Vincenzo Salvatori Serafino Ogliastro Vito Provenzano Giuseppe Grimaldi Salvatore Tieni Nicola Guerriero Giuseppe Sorrenti Antonio Valente 1992 Salvatore Aversa. Lucia Precenzano. Paolo Borsellino. Antonio Russo Antonio Spartà. Salvatore Spartà. Vincenzo Spartà. 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Alberto De Falco. Ferdinando Chiarotti. Francesco Scerbo. Giuseppe Grandolfo. Domenico Stanisci. Domenico Gullaci. Maria Colangiuli. Hamdi Lala. Gaetano De Rosa. Saverio Cataldo. Daniele Zoccola. Salvatore Rosa. Giuseppe Falanga. Luigi Sequino. Paolo Castaldi. Gianfranco Madia. Valentina Terracciano. Raffaele Iorio. Ferdinando Liquori 2001 Giuseppe Zizolfi. Tina Motoc. Michele Fazio. Carmelo Benvegna. Stefano Ciaramella. 2002 Federico Del Prete. Torquato Ciriaco. Maurizio D’elia 2003 Domenico Pacilio. Gaetano Marchitelli. Claudio Tagliatatela. Paolino Avella. Michele Amico 2004 Bonifacio Tilocca. Annalisa Durante. Stefano Biondi. Paolo Rodà. Gelsomina Verde. Dario Scherillo. Matilde Sorrentino. Francesco Estatico. Fabio Nunneri. Massimiliano Carbone Pepe Tunevic 2005 Francesco Rossi. 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