Dati pubblici. Dati che
Elio Veltri ha denunciato in un libro
("Il topino intrappolato"). Qualcuno ne ha parlato? Qualcuno ha affrontato
questo dato
: illegalità del 40%
dell'economia nazionale e 1.800.000 affiliati alle mafie? La risposta è
stata il silenzio totale e nell'insabbiamento quel dato è incrementato.
Nell'ultima relazione poche settimane fa il
Commissariato contro la Corruzione ha affermato:
siamo peggio che in Tangentopoli, la
corruzione piega ogni settore e la sanità è terra di conquista [
leggi qui].
Cose che sappiamo, che abbiamo sempre detto e denunciato, mentre venivamo
tacciati di essere "alieni" o "folli". Pochi giornalisti hanno il coraggio di
scriverle e questi pochi spesso vengono pesantemente ignorati, come se non
esistessero. Chi ne parla e scrive, chi denuncia viene tacciato di essere
lui/loro il problema.
Chi cerca di combattere questo sistema, chi denuncia e contrasta
i fenomeni di illegalità diffusa e "istituzionale",
chi combatte
le mafie e la loro rete di
collusione e contiguità con il potere cosiddetto "legale"
(politico-economico), chi indica nel seno della
Massoneria (sia essa quella "laica" o l'Opus Dei) il fulcro delle
collusioni e dei patti scellerati coinvolgenti anche pezzi dello Stato come i
Servizi, viene isolato e colpito. Chi decide di combattere o denunciate il Potere
mafioso-massonico- politico-affaristico è
condannato
a morte. Alle mafie, con atti eclatanti di esecuzioni in piena regola o con
"incidenti",
il ruolo del boia. Questa è la storia, dalle Stragi del 1992 ai giorni nostri e che vede cadere testimoni e collaboratori di giustizia uno dopo l'altro.
E ancora qualcuno può pensare che se non si scardina questo "sistema", si possa
avere un futuro per questo nostro Paese? Alle favole, anche se condite dal "siamo
diversi" e "cambieremo dall'interno", non si può più credere. Ce lo dimostra il
"garante" della
"Repubblica della malavita", il Presidente della Repubblica,
Giorgio Napolitano. Ne avevano già
illustrato alcune scelte passate
[sull'area riformista - sulla legge su collaboratori e testimoni di giustizia - sul ribellismo], oggi possiamo solo registrare l'ultima
sortita: larghe intese contro la piaga delle intercettazioni!
Ha ragione Napolitano: le intercettazioni sono una "piaga" per chi commette
reati! Infatti le intercettazioni, strumento essenziale per le indagini contro corruzione,
concussione, commistioni e complicità politica-affari-mafia, sono un pericolo
per il "sistema Paese" fondato sull'
illegalità
ed la
pax mafiosa. Sono le intercettazioni
che permettono di scovare (e quindi colpire) i
patti scellerati che, come con il
voto di scambio politico-mafioso e l'infiltrazione negli
appalti pubblici, trasversalmente
coinvolgono tutti - ma proprio tutti - i partiti dell'oligarchia, da destra a
sinistra. Sono le intercettazioni che possono scoperchiare (e colpire) gli
intrecci politico-affaristici che
piegano l'interesse generale e pubblico ad interessi particolari, privati.
Piercamillo Davigo, nell'
ultimo
libro, descrive in modo efficace e indiscutibile il sistema della Corruzione. Nessuno
ne parla, se non la ristretta cerchia di cittadini e associazioni impegnate. Il
quadro che esce è devastante, ma non se ne parla, si disturberebbe il "sistema".
Nessuno parla.
Quando qualcuno ne parla, magari confessa e descrive al dettaglio i meccanismi
della corruzione e delle truffe ai danni dello Stato, quello che dice viene
secretato e poi stoppato dalle alte sfere. Così, ad esempio, è per il sistema
dei
contributi per la "formazione",
dove, su scala nazionale, esiste una suddivisione concordata tra i partiti. Una
tabella che garantisce, indipendentemente da chi governi in quella Regione e
provincia, che ognuno abbia la sua fetta.
Quello che sta emergendo dalla
indagini della
Procura di Genova (che non è solo "Mensopoli" ma una vera e propria
Tangentopoli), ad esempio, rappresenta uno
spaccato di questo "sistema
".
Corruzione, conflitti di interesse, voto di scambio e infiltrazione mafiosa,
non solo attraverso le stanze dei
poteri
istituzionali (dal Comune alla Regione), ma soprattutto attraverso le
strutture "parallele" dei consulenti,
degli staff, di associazioni e fondazioni, come anche attraverso le
società Partecipate che rappresentano
una vera e propria catena di scatole cinesi, i cui terminali sono il
blocco cooperativo e
società in odore di mafia. Un sistema
in cui emerge la "creatività" del "sistema" con
"tangenti deducibili" o
"anagrafe
politica" di persone che in cambio di favori costituivano un pacchetto di "
tessere mobili", pronte da essere usate
oggi per il congresso di un partito del centro-sinistra e domani per un partito
del centro-destra. Un sistema caratterizzato da un legame di "mutuo sostegno"
tra il blocco di
potere "rosso" (con
i Brulando ed i Vincenzi) e quello
"cattolico"
tra Opus Dei e Segreteria di Sato del Vaticano (e IOR, naturalmente).
Resettare il "sistema" è l'unica
speranza di futuro. Non c'è altra strada, le mezze misure, il compromesso
(anche solo morale) salvaguardano solo il "sistema", il gioco delle parti serve
solo a tutelare quella sorta di immagine democratica ad una
"Repubblica della malavita".