| Maroni e Mantovano mentono. Masciari ha ragione |
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| Scritto da Ufficio di Presidenza | |
| venerd́ 11 luglio 2008 | |
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Il ministro Maroni ed il sottosegretario Mantovano
confermano con le loro dichiarazioni di non avere minimamente tra le loro
priorità concrete quella della Legalità e della sconfitta delle mafie...
Roberto Maroni conferma di non conoscere quello di cui parla. Alfredo Mantovano conferma di affrontare la questione dei testimoni di giustizia (come anche dei collaboratori) da un punto di vista prettamente politico (e quindi di convenienza politica). Se ci sono testimoni e collaboratori che denunciano solo il braccio armato delle organizzazioni mafiose, questi vanno bene e saranno sostenuti; tanto che sia un braccio armato delle mafie lo sanno tutti. Ma i testimoni o collaboratori che denunciano non solo il braccio armato, ma anche i vertici mafiosi e soprattutto quella zona grigia, fatta di connivenze, contiguità e complicità della politica, delle istituzioni e dell'economia con il potere mafioso (commistione e collusione che sempre più spesso trova il suo osceno alveo nelle storture della segretezza massonica), avranno vita dura, abbandonati dallo Stato che dovrebbe proteggerli; perché il patto trasversale che il Potere ha stretto con le mafie non deve emergere agli occhi della coscienza degli Italiani. Questo è possibile per quella normativa varata, come abbiamo già detto e ripetuto, nel 2001 e che ha avuto l'esclusivo effetto di disincentivare ogni sorta di collaborazione, testimonianza, denuncia, quando questa al Potere è sgradita. Infatti basta ricordare che a presiedere la Commissione ministeriale non è un magistrato della Procura Nazionale Antimafia, bensì un politico (il sottosegretario agli Interni). Maroni e Mantovano mentono consci del loro spergiuro. Sono smentiti da atti ufficiali, come la Relazione - approvata ad unanimità - dalla Commissione Parlamentare Antimafia, sui Testimoni di Giustizia, di cui è stata relatrice l'On. Angela Napoli [la Relazione integrale in formato .pdf - clicca qui]. Pino Masciari ha sacrosanta ragione. La sua storia è trasparente, come è pesante la croce che lui, con la sua compagna ed i suoi figli, portano sulle proprie spalle (e porteranno con loro per tutta la vita). Masciari e la sua famiglia lo hanno detto e ripetuto: non vogliono soldi, non vogliono essere "liquidati". Vogliono che venga data loro, e soprattutto ai loro figli, un effettiva protezione per poter vivere normalmente, lavorando e facendo ciò che qualunque cittadino libero ha il diritto di fare. Hanno sempre rifiutato gli indennizzi milionari, perché con tanti bei soldi e nessuna protezione - effettivamente tale - servirebbero solo per pagare i loro funerali (come avviene già e sempre più spesso per altri testimoni o collaboratori). Oltre a vivere le pene dell'inferno, in un rischio quotidiano e con, in ogni istante, il pensiero che quello potrebbe essere l'ultimo istante, devono vedersi anche additare come "speculatori" da quello Stato che dovrebbe sostenerli. Pino ha denunciato il sistema delle estorsioni della ‘ndrangheta, ha denunciato le collusioni politico-massonico-mafiose che avevano inquinato le pubbliche amministrazioni come anche i Tribunali. Le sue denunce e testimonianze hanno fatto condannare i responsabili, hanno portato in carcere, con prove pesantissime ed inequivocabili, alti funzionari dello Stato collusi con la ‘Ndrangheta. E la risposta di quello Stato bifronte non si è fatta attendere: il colpevole è Masciari che anziché accettare di pagare il pizzo, di versare le tangenti, di sottomere le sue imprese e la sua libertà alla prepotenza e violenza, ha scelto di rompere l'omertà in quella terra, portando la sua testimonianza, confermando in ogni sede le sue dichiarazioni e senza mai sottrarsi al pericolo che l'essere pienamente cittadino in terra di mafia comporta. Noi, lo ribadiamo, siamo con Pino Masciari, Marisa ed i loro bambini! PS Abbiamo chiesto a Nando Dalla Chiesa, promotore delle iniziative "Genova, città dei Diritti" di promuovere presso il Consiglio Comunale la proposta di conferire a Pino Masciari la cittadinanza onoraria della città di Genova. Auspichiamo quindi che il Consiglio Comunale discuta ed approvi urgentemente la proposta, anche perchè se si organizzano incontri e convegni per il Diritto, la Legalità e per il contrasto alle Mafie, serve essere coerenti e concreti, con il comportamento e con segnali netti. Altrimenti tutto si ridurrebbe a pura retorica. La delibera del Consiglio Comunale di Torino con cui è stata conferita la cittadinanza onoraria a Pino Masciari Consiglio Comunale 2008 01487/002 OGGETTO: CONFERIMENTO DELLA CITTADINANZA ONORARIA A PINO MASCIARI. "Il Consiglio Comunale di Torino, - Pino Masciari è un imprenditore edile calabrese, nato a Catanzaro nel 1959, sottoposto a programma speciale di protezione dal 18 ottobre 1997, unitamente alla moglie Marisa (medico odontoiatra) e ai loro due figli, per aver denunciato la criminalità organizzata 'ndrangheta, le sue collusioni politiche e le sue infiltrazioni nelle Istituzioni; ai sensi dell'articolo 8 dello Statuto della Città |
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è uscito
"LA COLATA"
nuovo libro-inchiesta
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Nel libro sono riprese
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uomini dell'Opus Dei,
la storia del calcestruzzo
che abbiamo documentato
nel libro "Tra la via Emilia
e il Clan", per passare
dalla piana Toscana
sino a Marsala.
Fatti, dati, nomi, luoghi
un lavoro documentato
e preciso di inchiesta
per permetterci di
conoscere e quindi
di reagire.
Il libro, ed.Chiarelettere,
è scritto da
Ferruccio SANSA
Marco PREVE
Andrea GARIBALDI
AntoniO MASSARI
Giuseppe SALVAGGIULO
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