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La mafia in Liguria PDF Stampa E-mail
Scritto da Anna Canepa   
venerdì 09 novembre 2007
Il titolo di questo incontro "La mafia Invisibile" si attaglia perfettamente alla realtà ligure. La Liguria è un lembo di terra, non troppo vasto, confinante con la Francia, con porti importanti quali quelli di Genova,  Savona Vado e Spezia, punto di collegamento tra Nord e Sud. E' lo sbocco al mare per quindici milioni di persone...
E' una terra dura, aspra , ma ricca ; nel nostro territorio, non manca la presenza di un rinomato casino' ; un interessante articolo dei giornalisti Sansa e Preve  comparso su Micromega nel 2006, poneva l'accento sulla  speculazione e sulla possibilità di fare ottimi affari nel campo della edilizia, sulla nuova stagione del cemento da poco inaugurata,  e segnalava una allarmante rete "...difficilmente districabile di rapporti politici, finanziari di potere.. [1]. I dati conoscitivi su mafia e criminalità in Liguria  sono di duplice natura : giudiziari ed investigativi :  mentre quelli giudiziari offrono certezze (anche se poche) nel senso che si basano su risultati concreti ed in particolare pronunce giudiziarie di condanna, di  più difficile lettura paiono quelli investigativi.  Anche se, per vero, negli ultimi tempi anche i risultati investigativi segnano il passo; altre emergenze (v. terrorismo),  criminalità comune (che è poi la criminalità percepita dal cittadino e da questo ritenuta più allarmante),  hanno forse distolto le forze di Polizia, sempre esigue nel numero, dal portare avanti indagini penetranti ( da svolgersi per lo più nel campo economico ) ; la legislazione premiale restrittiva  ha  poi portato ad esaurimento   l'essenziale contributo dei "Pentiti".   Il distretto della Corte di Appello di Genova, per il momento, per fortuna, non conosce la invasività delle organizzazioni criminali come nelle realtà meridionali : migliori condizioni economiche e la  indipendenza caratteriale dei liguri  (che hanno cercato in genere di dominare, piuttosto che essere dominati!) hanno reso il tessuto sociale della Liguria non particolarmente permeabile a tale tipo di condizionamenti. Un dato è  certo :  le organizzazioni criminali presenti sul territorio  sono "orientate piu' che ad ottenere un diretto ed immediato controllo del territorio,piuttosto alla conquista di mercati e riferimenti logistico-strategici per la gestione dei traffici illeciti " ( v.relazione della DNA sulla Criminalità in Liguria anno 2006) Ovviamente ciò non significa  che non possano cogliersi segni allarmanti di processi evolutivi del fenomeno, anzi.  Il  territorio infatti,  per la conformazione geografico-economica sopra delineata, ha attirato ed attira l'interesse di numerose e variegate realtà criminali. Si possono infatti segnalare :  infiltrazioni penetranti della MAFIA SICILIANA : la sussistenza di "Decine mafiose" nel capoluogo è riconosciuta da pronunce passate in giudicato; in particolare la   sentenza del Tribunale di Genova del 19 luglio 2002, con la quale, concludendo una lunga e complessa vicenda (proc. c. Agosto Filippo + 85) si è affermata l'esistenza e l'operatività nel territorio genovese di un sodalizio armato di tipo mafioso, diretta emanazione di Cosa Nostra (e, segnatamente, della famiglia di Caltanissetta facente capo a Giuseppe, "Piddu", Madonia), articolato in "decine" aventi ciascuna relativa autonomia e complessivamente finalizzato alla commissione di omicidi ed al controllo (con metodi di intimidazione e violenza) dei mercati locali degli stupefacenti e del gioco d'azzardo.  E' stata infatti  confermata attraverso plurimi esiti processuali, "l'efficacia di un'intensa azione repressiva che, se è valsa a ridurre grandemente la capacità di aggressione di quelle strutture tipicamente mafiose, non ne ha, tuttavia, come confermato dalle più recenti acquisizioni investigative, azzerato le capacità operative, tuttora persistenti nella gestione dei mercati illegali degli stupefacenti e (soprattutto, anzi, per le sue tendenziali connotazioni monopolistiche) del gioco d'azzardo dell'area metropolitana di Genova, anche in ragione della perdurante capacità di manovra degli affiliati rimasti in stato di libertà" ( relazione DNA 2003 ); forte rischio di infiltrazione criminale legato al radicamento in Liguria  di importanti ramificazioni della ‘NDRANGHETA, in stretto legame con le comunità di provenienza: sul punto importanti segnali si sono colti da numerose indagini che purtroppo non hanno avuto sbocco processuale.  L'affermarsi della  ‘Ndrangheta'  è stato infatti possibile attraverso una particolare capacità  di quella associazione, di radicarsi profondamente in ogni territorio di espansione, attraverso la riproposizione delle strutture originarie, in maniera tale da riprodurre, anche fuori dei territori di origine, le medesime condizioni di attività e di sviluppo del territorio di provenienza. Come è noto, in Liguria la presenza calabrese è legata alla rinascita economica del secondo dopoguerra, quando si  e verificato un rilevante afflusso di immigrati dal Meridione attirati dalla attività di florivivaismo, dalla possibilità di lavorare nella vicina Francia e dalla apertura di cantieri, primo fra tutti quello per la costruzione della autostrada. In LIGURIA, in anni recenti, sono stati monitorati numerosi soggetti presenti a Genova e province,  tutti  di origine calabrese collegati alla associazione di riferimento.L'assetto delle organizzazioni indagate è risultato, abbastanza variegato e sostanzialmente riferibile  a varie componenti territoriali.  L'aspetto problematico della vicenda, che ha portato a concludere per l'archiviazione del procedimento penale aperto sulla base di quelle indagini , è stato  la mancata riferibilità ai gruppi così individuati, di attività illecite esercitate in forma associata e con metodo mafioso, così come richiesto dalla costante rigorosa giurisprudenza in materia. La sensazione emersa dalle complesse indagini, per quanto riguarda il nostro territorio è quella di un coinvolgimento diretto nell'ambiente criminale di provenienza da parte dei protagonisti, che  hanno dimostrato tutti profonda conoscenza delle regole di comportamento, di relazione, dei rituali e delle cariche mafiose, pur poi muovendosi nell'ambito del nostro territorio in maniera apparentemente a se stante e con interessi eterogenei. Quanto emerso,  da quelle indagini, al di là dell'esito processuale momentaneo appare  però tutt'altro che tranquillizzante:  si è accertata infatti  la presenza di strutture compartimentate tipiche della Ndrangheta e cioè rigidamente organizzate, di cui non sono state accertate attività illecite continuative, quanto piuttosto, di supporto logistico ( per i latitanti , gli investimenti, il riciclaggio  ) alla casa madre del Sud;  quello che non è emerso è una continuativa attività  rilevante all'esterno e percepita come mafiosa dalla collettività  ( episodi sporadici si, ma non sufficientemente sintomatici). Si è accertata sicuramente la sussistenza di più strutture qui come in Calabria, orizzontalmente organizzate, aventi per lo più la natura di strutture di servizio ;  è stata così accertata l'esistenza, di almeno quattro "locali" (unità territoriale minima di riferimento ) :  - uno operante in Genova; - un altro attivo nella zona di Levante e più precisamente in Lavagna;  - uno in Ventimiglia (IM) ( riferibile per lo più a soggetti operanti nella zona della Piana di Gioia Tauro) ;- ed un quarto in Sarzana (SP);- si è potuto assistere in diretta, alla progettazione della formazione di  altro "locale" in Busalla ; La già evidenziata posizione geografica della Liguria, essenziale punto di collegamento per i suoi porti, tra il nord ed il sud d'Italia, e strategica in relazione alle frontiere con la vicina Francia meta a sua volta di immigrazione,ha favorito il mantenimento di una "area di garanzia" per i calabresi residenti in Liguria e quelli residenti in Calabria. Quello che con allarme deve rilevarsi è una accurata opera di mimetizzazione sociale, da cui  è conseguita una estrema difficoltà nella raccolta di prove ( in sintesi, non si deve creare allarme sociale, è bene che la collettività sia tranquilla) . Le più recenti acquisizioni investigative a livello nazionale peraltro ci hanno confermato come la `Ndrangheta abbia conquistato, ormai da qualche decennio, la leadership incontrastata nel settore del traffico internazionale di sostanze stupefacenti ed in particolare in quello della cocaina, grazie ai collegamenti diretti con i fornitori colombiani e boliviani ed alla presenza, all'interno stesso dei cartelli colombiani, di suoi esponenti grazie ai quali essa può gestire l'acquisto, il trasporto e la distribuzione in tutta Europa della droga, con la conseguente possibilità di inimmaginabili profitti sul piano economico e di successivo reimpiego sui mercati finanziari di tali profitti. Non a caso, GENOVA  è stata porto di introduzione, nel 1994 del più grosso carico di cocaina  arrivato in Europa dal Sudamerica per conto di un cartello Colombiano-siculo-calabrese (5000 kg.)  La Liguria ancora, come evidenziato, confina, con la Francia, a sua volta,  uno dei paesi di più antico, importante e stabile insediamento di `Ndrangheta, tanto da essere indicata da alcuni collaboratori di giustizia come sede di numerosi "locali", presenti soprattutto nel Sud, ed in particolare a Mentone, Marsiglia, Nizza, Tolosa.  A tale proposito, basti considerare come sia ormai stata accertata in varie indagini, la presenza di un organismo denominato "camera di controllo" avente il compito di coordinare le presenze, gli arrivi ed i transiti ( in Liguria siffatto compito lo  svolge il "locale" di Ventimiglia). La "camera di controllo" infatti è una sorte di struttura di collegamento in grado di assicurare stabilità di rapporti, sinergie logistiche ed operative, strutture integrate, a sostegno di una serie di attività di vario tipo, che vanno dal traffico di sostanze stupefacenti, alle attività di usura che si muovono abitualmente intorno alle case da gioco, al riciclaggio di proventi illeciti in attività commerciali e nell'acquisto di beni immobili, e infine al dorato rifugio di latitanti eccellenti. Le fonti investigative sulle quali si fondano le valutazioni sopra riferite sono assai numerose e non è possibile in questa sede darne conto integralmente.  Basti tuttavia sapere che si tratta di risultanze che partono dagli anni ‘70 e proseguono secondo una linea di tendenza mai interrotta sino ai nostri giorni, a riprova che non di collegamenti occasionali si tratta, ma di scenari in qualche modo stabili, consolidati, verificati nella loro comprovata redditività ( v.relazione DNA).  E' questo in sostanza il motivo per il quale tali presenze costituiscono un pericolo reale per le comunità presso le quali esse si realizzano, non già perché sono immediatamente operative nella realizzazione di specifici reati, ma in quanto precostituiscono le condizioni per una serie indeterminata di attività criminose, delle quali costituiscono la premessa, il supporto, la struttura di base. ( relazione DNA) A conferma di quanto affermato i numerosi arresti di latitanti, in Francia [2]:   Oltre alle evidenziate finalità di assistenza,  le proiezioni delinquenziali dei singoli gruppi di Ndrangheta,  peraltro paiono per lo più orientate  come si è detto verso finalità di riciclaggio e reinvestimento speculativo . Il dato più allarmante, per il pericolo di commistioni e contaminazioni,  è l'espansione della dimensione affaristico\corruttiva di questi gruppi in attività economiche legali ovvero una contiguità con ambienti imprenditoriali e finanziari della regione. Le vicende in cui sono stati coinvolti gli amministratori di ridenti cittadine come Sanremo, Ospedaletti, Arma di Taggia sono estremamente preoccupanti  ( incendi dolosi, proiettili dentro buste anonime, colpi di pistola esplosi di notte nei confronti di attività commerciali etc.) e stanno evidenziando il sopravanzare di gruppi imprenditoriali-politico-affaristici inclini ad abusare del potere pubblico per conseguire profitti illeciti. L'assoluto progressivo degrado del Ponente ligure ( realtà da cui provengo e quindi ben conosciuta anche come cittadina), la sua costante meridionalizzazione nel modo di interpretare la P.A. come approccio o meglio, come mancanza di approccio etico [3],ha portato sicuramente da un lato  povertà culturale,  e dall'altro  grande spregiudicatezza. Non si  deve dimenticare a proposito, la vicenda TEARDO, che negli anni 80 ha visto l'allora presidente della regione Liguria, Alberto Teardo, coinvolto in un sistema di racket e tangenti.  In altre realtà la corruzione e lo scambio di voti hanno portato la classe dirigente in braccio alla mafia.  E' importante  non dimenticare che Criminalità Organizzata non  è solo violenza, estorsioni, omicidi, ma è sopratutto, nelle realtà come la nostra, penetrazione nella economia legale e nel mercato attraverso il riciclaggio del denaro; ed è bene ricordare che è attraverso lo strumento dell'appalto e sopratutto del subappalto che la economia legale viene pesantemente infiltrata e condizionata da quella illegale.    E quindi, quella colata di cemento, che con la benedizione trasversale di tutte le forze politiche, sta per abbattersi sulla Liguria, in particolare attraverso la costruzione dei porticcioli turistici ( e degli insediamenti connessi [4])  dovrebbe essere oggetto di grande preoccupazione, per non dire allarme. ***** In Liguria  inoltre vi sono stati segnali di una riemersione di aggregazioni di natura camorristica  nelle province di La Spezia e Massa, con riferimento per lo più alla illecita gestione del gioco d'azzardo. In Sanremo  vi sono segnali di un avvicinamento tra gruppi legati alla Camorra e Calabresi  ( nella gestione del lucrosissimo fenomeno della contraffazione, attività di altissima redditività,basso rischio ed elevata domanda),attività che viene portata avanti attraverso lo sfruttamento di manodopera extracomuitaria (senegalesi) con il monopolio dei mercati di Sanremo e Ventimiglia .  Anche questa attività, da molti sottovalutata, è da considerarsi come punto di snodo tra l'economia sommersa, la criminalità diffusa e l'attività della C.O.  Da ultimo si segnala anche con le stesse caratteristiche il traffico di auto verso paesi extracomunitari che passa attraverso gli snodi portuali liguri.  ***** Quanto alla emersione nel nostro territorio  delle cosiddette "nuove mafie" con riferimento alla criminalità organizzata non riferibile alle mafie storiche fino ad ora prese in considerazione, si evidenzia  come allarmante l' evoluzione delle strutture e delle attività di GRUPPI CRIMINALI ALBANESI ormai da anni attivi nel settore dello sfruttamento della prostituzione e del traffico degli stupefacenti, verso moduli organizzativi tipicamente mafiosi.  Anche qui irrilevanti i risultati processuali : è stato  celebrato un dibattimento relativo ad una pericolosa organizzazione criminale capeggiata da soggetti albanesi, la quale, attraverso una di rete di complicità e connivenze in progressiva dilatazione, ha esteso il proprio raggio d'azione su larga parte del territorio nazionale oltre che nello Stato di origine. Le indagini che purtroppo non hanno avuto un buon esito processuale, hanno però rilevato peculiari capacità di contrapposizione violenta nel confronto con i gruppi rivali e di intimidazione interna ed esterna (perseguiti attraverso il ricorso sistematico a brutali forme di violenza sulle giovani vittime dello sfruttamento e persino all'omicidio, come rivelato da efferati omicidi compiuti da affiliati all'organizzazione ) e di una  imponente accumulazione finanziaria destinata ad alimentare sia il traffico di droga che articolati programmi di reinvestimento speculativo in Albania, oltre che a sostenere la propria espansione criminale ( relazione DNA anno 2003)  Nel controllo e nello sfruttamento dei flussi migratori illegali, va rimarcato il ruolo di GRUPPI CRIMINALI ORGANIZZATI DI ORIGINE CINESE, (per tutti, un procedimento penale risalente al 1999, relativo a casi di sequestro a scopo di estorsione di cittadini della Repubblica polare cinese clandestinamente introdotti nel territorio dello Stato attraverso la frontiera italo-slovena posti in essere da affiliati all'organizzazione criminale cinese denominata "Società del sole" avente diramazioni in Lombardia ed Emilia, ma anche in altri stati europei ). Va, infine, ricordato il rilievo della CRIMINALITÀ DI ORIGINE NIGERIANA nel campo dello sfruttamento della prostituzione in alcune zone del capoluogo, ancorché vada parimenti segnalata l'assenza, allo stato, di iniziative di contrasto coerenti con la prospettazione dell'esistenza di fenomeni di criminalità organizzata e, dunque, con l'esigenza di programmi investigativi tesi ad individuarne e paralizzarne strutture e risorse finanziarie.  Il crescente ruolo delle organizzazioni criminali nigeriane nell'importazione e nella successiva distribuzione di cocaina destinata al ricco mercato genovese è oggetto invece di ampia ricostruzione investigativa così come è attualmente oggetto di ricostruzione investigativa l'azione sul mercato genovese dell'hashish e della cocaina di GRUPPI DELINQUENZIALI DI ORIGINE MAGHREBINA .

Allo stato, nel capoluogo, uno dei fenomeni di maggiore allarme sociale e di devianza anche minorile  è rappresentato dalla presenza di bande di soggetti sudamericani , per lo più di origine ecuadoriana, dedita per il momento a reati "minori" o comunque contro il patrimonio e non ancora in forma organizzata; il fenomeno però è in crescita ed estremamente allarmante se non adeguatamente compreso. *****  

[L'intervento della Dott.ssa Anna Canepa si è svolto al Convegno "La mafia invisibile Criminalità organizzata al Nord Controllo del territorio e potenza economica" del 9-10 Novembre 2007 a Milano, promosso da Omicon]



 


[1] Liguria : l'Unione fa il cemento. Di Marco Preve e Ferruccio Sansa in  Micromega n.5\2006

[2] Nei primi anni ‘80, venne infatti arrestato uno dei più pericolosi esponenti della `ndrangheta reggina, Paolo DE STEFANO, a Cap d'Antibes; FACCHINERI Luigi, inserito tra i 30 latitanti più pericolosi, è stato catturato a Nizza il 31 agosto 2002. Nel 1993 venne arrestato nei pressi di Nizza, il latitante D'AGOSTINO Arcangelo (classe 1939), di Delianova (RC), pericoloso esponente della cosca PIROMALLI di Gioia Tauro, ritenuto responsabile di sequestro di persona. Di maggiore rilievo a fini investigativi la cattura nel 1997 in Antibes di ROSMINI Natale, esponente di spicco della cosca omonima, contrapposta durante la guerra di mafia di Reggio Calabria a quella dei DE STEFANO. Il ROSMINI è stato, tra l'altro, condannato alla pena dell'ergastolo quale mandante dell'omicidio dell'ex presidente delle Ferrovie dello Stato LIGATO Ludovico. Ancora da segnalare è l'arresto, sempre a Nizza, di MOLLICA Antonio da Melito Porto Salvo (RC), esponente della cosca IAMONTE, con propaggini operative in Liguria ed in particolare nel Ponente ligure. Altro arresto da segnalare, avvenuto  in Francia è quello, degli inizi del 1999di GULLACE Carmelo, esponente della cosca mafiosa dei RASO - GULLACE - ALBANESE  

[3] Vds.F.Carrer : Rapporto di Ricerca sulla realtà socio-economica-criminologica della città  di Ventimiglia - 2006

[4]  VDS. Sansa e Preve in MicroMega 5\2006 .... Quindici i progetti in via di approvazione o realizzazione : 9.807 posti barca; 37.822 metri cubi di edilizia residenziale;51.601 metri cubi di uffici e negozi; 19.122 di alberghi; 33.918 per l'artigianto  e 11.007 posti auto ; le località interessate : Ventimiglia, Bordighera, Diano Marina, Alassio, Loano, Savona, Albissola, Varazze, Arenzano, Santa Margherita, Portovenere, per citarne solo alcune




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1893 Emanuele Notarbartolo. 1896 Emanuela Sansone. 1905 Luciano Nicoletti. 1906 Andrea Orlando. 1909 Joe Petrosìno. 1911 Lorenzo Panepinto. 1914 Mariano Barbato. Giorgio Pecoraro. 1915 Bernardino Verro. 1916 Giorgio Gennaro. 1919 Giovanni Zangara. Costantino Stella. Giuseppe Rumore. Giuseppe Monticciolo. Alfonso Canzio. 1920 Nicolò Alongi. Paolo Li Puma. Croce Di Gangi. Paolo Mirmina. Giovanni Orcel. Stefano Caronia. 1921 Pietro Ponzo. Vito Stassi. Giuseppe Cassarà. Vito Cassarà. Giuseppe Compagna. 1922 Domenico Spatola. Mario Spatola. Pietro Spatola. Paolo Spatola. Sebastiano Bonfiglio. Antonino Scuderi. 1924 Antonino Ciolino. 1944 Santi Milisenna. Andrea Raja. 1945 Calogero Comaianni. Nunzio Passafiume. Filippo Scimone. Calcedonio Catalano. Agostino D’alessandro. Calogero Cicero. Fedele De Francisca. Michele Di Miceli. Mario Paoletti. Rosario Pagano. Giuseppe Scalia. Giuseppe Puntarello. 1946 Angelo Lombardi. Vittorio Epifani. Vitangelo Cinquepalmi. Imerio Piccini. Antonino Guarisco. Marina Spinelli. Giuseppe Misuraca. Mario Misuraca. Gaetano Guarino. Pino Camilleri. Giovanni Castiglione. Girolamo Scaccia. Giuseppe Biondo. Giovanni Santangelo. Vincenzo Santangelo. Giuseppe Santangelo. Giovanni Severino. Paolo Farina. Nicolò Azoti. Fiorentino Bonfiglio Mario Boscone Francesco Sassano Emanuele Greco Giovanni La Brocca Vittorio Levico 1947 Accursio Miraglia. Pietro Macchiarella. Nunzio Sansone. Emanuele Busellini. Margherita Clesceri. Giovanni Grifò. Giorgio Cusenza. Castrenze Intravaia. Vincenzina La Fata. Serafino Lascari. Giovanni Megna. Francesco Vicari. Vito Allotta. Giuseppe Di Maggio. Filippo Di Salvo. Vincenzo La Rocca. Vincenza Spina. Provvidenza Greco. Michelangelo Salvia. Giuseppe Casarrubea Vincenzo Lo Iacono. Giuseppe Maniaci. Calogero Cajola. Vito Pipitone. Luigi Geronazzo. 1948 Epifanio Li Puma. Placido Rizzotto. Giuseppe Letizia. Calogero Cangelosi. Marcantonio Giacalone. Antonio Giacalone. Antonio Di Salvo. Nicola Messina. Celestino Zapponi. Giovanni Tasquier. 1949 Carlo Gulino. Francesco Gulino. Candeloro Catanese. Michele Marinaro. Carmelo Agnone. Quinto Reda. Carmelo Lentini. Pasquale Marcone Armando Loddo. Sergio Mancini. Antonio Bubusa. Gabriele Palandrani. Giovan Battista Alce. Ilario Russo. Giovanni Calabrese. Giuseppe Fiorenza. Salvatore Messina. Francesco Butifar. 1951 Antonio Sanginiti 1952 Filippo Intile. 1955 Salvatore Carnevale. Giuseppe Spagnuolo. 1957 Pasquale Almerico. Antonino Pollari. 1958 Vincenzo Di Salvo. Vincenzo Savoca 1959 Anna Prestigiacomo. Giuseppina Savoca. Vincenzo Pecoraro. Antonino Pecoraro. 1960 Antonino Damanti Cosimo Cristina. Paolo Bongiorno. 1961 Paolino Riccobono. Giacinto Puleo. 1962 Enrico Mattei. 1963 Giuseppe Tesauro. Mario Malausa. Silvio Corrao. Calogero Vaccaro. Pasquale Nuccio. Eugenio Altomare. Giorgio Ciacci. Marino Fardelli. 1966 Carmelo Battaglia. 1967 Giuseppe Piani. Nicola Mignogna 1968 Francesco Pignataro. Giuseppe Burgio. Salvatore Surolo. 1969 Orazio Costantino. 1970 Mauro De Mauro. 1971 Pietro Scaglione. Antonino Lorusso. Vincenzo Riccardelli. 1972 Giovanni Spampinato. Giovanni Ventra. Domenico Cannata. Di Maio Paolo. 1974 Angelo Sorino. Emanuele Riboli 1975 Calogero Morreale. Gaetano Cappiello. Francesco Ferlaino. Domenico Facchineri Francesco Facchineri Tullio De Micheli 1976 Gerardo D’arminio. Giuseppe Muscarelli. Pasquale Cappuccio. Caterina Liberti. Salvatore Falcetta Carmine Apuzzo Salvatore Longo Salvatore Buscemi Francesco Vinci Mario Ceretto Alberto Capua Vincenzo Ranieri Vincenzo Macrì 1977 Rocco Gatto. Stefano Condello. Vincenzo Caruso. Giuseppe Russo. Filippo Costa. Attilio Bonincontro. Donald Mackay Mariangela Passiatore Stefano Condello Vincenzo Caruso 1978 Ugo Triolo. Giuseppe Impastato. Antonio Esposito Ferraioli. Salvatore Castelbuono. Gaetano Longo Paolo Giorgetti 1979 Filadelfio Aparo. Mario Francese. Michele Reina. Giorgio Ambrosoli. Boris Giuliano. Calogero Di Bona. 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Luciano Pignatelli. Giovanni Di Benedetto. Cosimo Aleo 1988 Giuseppe Insalaco. Giuseppe Montalbano Natale Mondo. Donato Boscia. Francesco Megna Alberto Giacomelli. Antonino Saetta. Stefano Saetta. Mauro Rostagno. Luigi Ranieri. Carmelo Zaccarello Girolamo Marino Aniello Cordasco Giulio Capilli Pietro Ragno Abed Manyami 1989 Francesco Crisopulli. Giuseppe Caruso. Francesco Pepi. Marcella Tassone. Nicola D’antrassi. Vincenzo Grasso Paolo Vinci Salvatore Incardona. Antonino Agostino. Ida Castellucci. Grazia Scimè. Domenico Calviello. Anna Maria Cambria. Carmela Pannone. Pietro Giro Donato Cappetta Calogero Loria. Francesco Longo. Giovanbattista Tedesco Colin Winchester Giacomo Catalano Giuseppe Giovinazzo Pietro Polara 1990 Nicola Gioitta Iachino. Emanuele Piazza. Giuseppe Tragna Massimo Rizzi Giovanni Bonsignore. Antonio Marino Rosario Livatino. Alessandro Rovetta. Francesco Vecchio. Andrea Bonforte Giovanni Trecroci. Saverio Purita. Angelo Carbotti. Domenico Catalano. Maria Marcella. Vincenzo Miceli Elisabetta Gagliardi. Giuseppe Orlando. Michele Arcangelo Tripodi. Pietro Caruso. Nunzio Pandolfi. Arturo Caputo. Roberto Ticli. Mario Greco. Rosario Sciacca. Giuseppe Marnalo. Francesco Oliviero. Cosimo Durante. Angelo Raffaele Longo. Cataldo D’ippolito. Raffaela Scordo. Emilio Taccarita. 1991 Valentina Guarino. Angelica Pirtoli. Giuseppe Sceusa. Salvatore Sceusa. Vincenzo Leonardi. Antonio Carlo Cordopatri. Angelo Riccardo. Andrea Savoca Domenico Randò. Sandra Stranieri Antonio Scopelliti. Libero Grassi. Fabio De Pandi. Giuseppe Aliotto. Antonio Rampino. Silvana Foglietta. Salvatore D’addario. Renato Lio. Giuseppe Leone Francesco Tramonte. Pasquale Cristiano. Stefano Siragusa Alberto Varone Felice Dara Vincenzo Salvatori Serafino Ogliastro Vito Provenzano Giuseppe Grimaldi Salvatore Tieni Nicola Guerriero Giuseppe Sorrenti Antonio Valente 1992 Salvatore Aversa. Lucia Precenzano. Paolo Borsellino. Antonio Russo Antonio Spartà. Salvatore Spartà. Vincenzo Spartà. 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Don Giuseppe Diana. Ilaria Alpi. Miran Hrovatin. Enrico Incognito. Luigi Bodenza Ignazio Panepinto. Maria Teresa Pugliese Giovanni Simonetti Salvatore Bennici Calogero Panepinto. Francesco Maniscalco. Nicholas Green. Melchiorre Gallo. Giuseppe Russo. Cosimo Fabio Mazzola Girolamo Palazzolo Leonardo Canciari Llliana Caruso Agata Zucchero Leonardo Santoro Palmina Scamardella Antonio Novella Francesco Aloi 1995 Francesco Brugnano. Giuseppe Di Matteo Francesco Marcone. Serafino Famà. Gioacchino Costanzo. Peter Iwule Onjedeke. Fortunato Correale. Antonino Buscemi. Giuseppe Montalto. Giuseppe Cilia Giuseppe Giammone Giovanni Carbone Claudio Manco Francesco Tammone Antonio Brandi Antonio Montalto Epifania Cocchiara Giammatteo Sole 1996 Giuseppe Puglisi. Anna Maria Torno Giovanni Attardo. Davide Sannino. Santa Puglisi. Salvatore Botta. Salvatore Frazzetto. Giacomo Frazzetto. Maria Antonietta Savona. Riccardo Salerno. Gioacchino Bisceglia. Rosario Ministeri. Calogero Tramùta Pasquale Salvatore Magrì Celestino Fava Antonino Moio 1997 Giuseppe La Franca. Ciro Zirpoli. Giulio Castellino. Agata Azzolina. Raffaella Lupoli. Silvia Ruotolo. Angelo Bruno. Luigi Cangiano. Francesco Marzano. Andrea Di Marco Vincenzo Arato 1998 Incoronata Sollazzo. Maria Incoronata Ramella. Erilda Ztausci. Enrico Chiarenza. Salvatore Di Falco. Rosario Flaminio. Alberto Vallefuoco. Giuseppina Guerriero. Luigi Ioculano. Domenico Geraci. Antonio Condello. Mariangela Anzalone. Giuseppe Messina. Graziano Muntoni. Giovanni Gargiulo Giovanni Volpe Giuseppe Radicia Orazio Sciascio Giuseppe Iacona Davide Ladini Saverio Ieraci Antonio Ferrara 1999 Salvatore Ottone. Emanuele Nobile. Rosario Salerno. Stefano Pompeo. Filippo Basile. Hiso Telaray. Matteo Di Candia. Vincenzo Vaccaro Notte. Luigi Pulli. Raffaele Arnesano. Rodolfo Patera. Ennio Petrosino Rosa Zaza. Anna Pace. Sandro Scarpato Marco De Franchis 2000 Antonio Lippiello. Salvatore Vaccaro Notte. Antonio Sottile. Alberto De Falco. Ferdinando Chiarotti. Francesco Scerbo. Giuseppe Grandolfo. Domenico Stanisci. Domenico Gullaci. Maria Colangiuli. Hamdi Lala. Gaetano De Rosa. Saverio Cataldo. Daniele Zoccola. Salvatore Rosa. Giuseppe Falanga. Luigi Sequino. Paolo Castaldi. Gianfranco Madia. Valentina Terracciano. Raffaele Iorio. Ferdinando Liquori 2001 Giuseppe Zizolfi. Tina Motoc. Michele Fazio. Carmelo Benvegna. Stefano Ciaramella. 2002 Federico Del Prete. Torquato Ciriaco. Maurizio D’elia 2003 Domenico Pacilio. Gaetano Marchitelli. Claudio Tagliatatela. Paolino Avella. Michele Amico 2004 Bonifacio Tilocca. Annalisa Durante. Stefano Biondi. Paolo Rodà. Gelsomina Verde. Dario Scherillo. Matilde Sorrentino. Francesco Estatico. Fabio Nunneri. Massimiliano Carbone Pepe Tunevic 2005 Francesco Rossi. Attilio Romanò Francesco Fortugno Giuseppe Riccio Daniele Polimeni Gianluca Congiusta 2007 Carmela Fasanella Romano Fasanella Domenico De Nittis ...E TUTTI GLI ALTRI DI CUI NON SIAMO ANCORA RIUSCITI A CONOSCERE IL NOME.

 


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19 LUGLIO 1992
19 LUGLIO 2009
basta alla retorica ed
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che hanno posto il
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tra Stato e Mafia

ritroviamoci
davanti alle Procure
d'Italia, domenica
19 luglio 2009,
con un "agenda rossa"


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"comitato19luglio2009"
La memoria
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19 luglio 2009
a Genova


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