Il
titolo di questo incontro "La
mafia Invisibile" si attaglia perfettamente alla realtà ligure. La
Liguria è un lembo di terra, non troppo vasto, confinante con la Francia, con
porti importanti quali quelli di Genova, Savona Vado e Spezia, punto di
collegamento tra Nord e Sud. E' lo sbocco al mare per quindici milioni di
persone...
E' una terra dura, aspra , ma ricca ; nel nostro
territorio, non manca la presenza di un rinomato casino' ; un
interessante articolo dei giornalisti Sansa e Preve comparso su Micromega
nel 2006, poneva l'accento sulla speculazione e sulla possibilità di fare
ottimi affari nel campo della edilizia, sulla nuova stagione del cemento da
poco inaugurata, e segnalava una allarmante rete "...difficilmente
districabile di rapporti politici, finanziari di potere.. [1]. I dati conoscitivi su
mafia e criminalità in Liguria sono di duplice natura : giudiziari
ed investigativi : mentre quelli giudiziari offrono
certezze (anche se poche) nel senso che si basano su risultati concreti ed in
particolare pronunce giudiziarie di condanna, di più difficile lettura
paiono quelli investigativi. Anche se, per vero, negli
ultimi tempi anche i risultati investigativi segnano il passo; altre emergenze
(v. terrorismo), criminalità comune (che è poi la criminalità percepita
dal cittadino e da questo ritenuta più allarmante), hanno forse distolto
le forze di Polizia, sempre esigue nel numero, dal portare avanti indagini
penetranti ( da svolgersi per lo più nel campo economico ) ; la
legislazione premiale restrittiva ha poi portato ad
esaurimento l'essenziale contributo dei "Pentiti". Il
distretto della Corte di Appello di Genova, per il momento, per fortuna, non
conosce la invasività delle organizzazioni criminali come nelle realtà
meridionali : migliori condizioni economiche e la indipendenza
caratteriale dei liguri (che hanno cercato in genere di dominare,
piuttosto che essere dominati!) hanno reso il tessuto sociale della
Liguria non particolarmente permeabile a tale tipo di condizionamenti. Un
dato è certo : le organizzazioni criminali presenti sul
territorio sono "orientate piu' che ad ottenere un diretto ed immediato
controllo del territorio,piuttosto alla conquista di mercati e riferimenti
logistico-strategici per la gestione dei traffici illeciti " ( v.relazione
della DNA sulla Criminalità in Liguria anno 2006) Ovviamente
ciò non significa che non possano cogliersi segni allarmanti di processi
evolutivi del fenomeno, anzi. Il territorio infatti,
per la conformazione geografico-economica sopra delineata, ha attirato ed
attira l'interesse di numerose e variegate realtà criminali. Si
possono infatti segnalare : infiltrazioni
penetranti della MAFIA SICILIANA : la
sussistenza di "Decine mafiose" nel capoluogo è riconosciuta da pronunce
passate in giudicato; in particolare la sentenza del Tribunale di
Genova del 19 luglio 2002, con la quale, concludendo una lunga e complessa
vicenda (proc. c. Agosto Filippo + 85) si è affermata l'esistenza e
l'operatività nel territorio genovese di un sodalizio armato di tipo
mafioso, diretta emanazione di Cosa Nostra (e, segnatamente, della famiglia
di Caltanissetta facente capo a Giuseppe, "Piddu", Madonia), articolato in
"decine" aventi ciascuna relativa autonomia e complessivamente finalizzato alla
commissione di omicidi ed al controllo (con metodi di intimidazione e violenza)
dei mercati locali degli stupefacenti e del gioco d'azzardo. E'
stata infatti confermata attraverso plurimi esiti processuali, "l'efficacia
di un'intensa azione repressiva che, se è valsa a ridurre grandemente la
capacità di aggressione di quelle strutture tipicamente mafiose, non ne ha,
tuttavia, come confermato dalle più recenti acquisizioni investigative,
azzerato le capacità operative, tuttora persistenti nella gestione dei mercati
illegali degli stupefacenti e (soprattutto, anzi, per le sue tendenziali
connotazioni monopolistiche) del gioco d'azzardo dell'area metropolitana di
Genova, anche in ragione della perdurante capacità di manovra degli affiliati
rimasti in stato di libertà" ( relazione DNA 2003 ); forte
rischio di infiltrazione criminale legato al radicamento in Liguria di
importanti ramificazioni della ‘NDRANGHETA, in stretto legame con le comunità
di provenienza: sul punto importanti segnali si
sono colti da numerose indagini che purtroppo non hanno avuto sbocco
processuale. L'affermarsi della ‘Ndrangheta'
è stato infatti possibile attraverso una particolare capacità di
quella associazione, di radicarsi profondamente in ogni territorio di
espansione, attraverso la riproposizione delle strutture originarie, in maniera
tale da riprodurre, anche fuori dei territori di origine, le medesime
condizioni di attività e di sviluppo del territorio di provenienza. Come
è noto, in Liguria la presenza calabrese è legata alla rinascita economica del
secondo dopoguerra, quando si e verificato un rilevante afflusso di
immigrati dal Meridione attirati dalla attività di florivivaismo, dalla
possibilità di lavorare
nella vicina Francia e dalla apertura di cantieri, primo fra tutti quello per
la costruzione della autostrada. In LIGURIA,
in anni recenti, sono stati monitorati numerosi soggetti presenti a Genova e
province, tutti di origine calabrese collegati alla associazione di
riferimento.L'assetto delle organizzazioni indagate è risultato,
abbastanza variegato e sostanzialmente riferibile a varie componenti
territoriali. L'aspetto problematico della vicenda, che ha
portato a concludere per l'archiviazione del procedimento penale aperto sulla
base di quelle indagini , è stato la mancata riferibilità ai gruppi così
individuati, di attività illecite esercitate in forma associata e con metodo
mafioso, così come richiesto dalla costante rigorosa giurisprudenza in materia. La
sensazione emersa dalle complesse indagini, per quanto riguarda il nostro
territorio è quella di un coinvolgimento diretto nell'ambiente criminale di
provenienza da parte dei protagonisti, che hanno dimostrato tutti
profonda conoscenza delle regole di comportamento, di relazione, dei rituali e
delle cariche mafiose, pur poi muovendosi nell'ambito del nostro territorio in
maniera apparentemente a se stante e con interessi eterogenei. Quanto
emerso, da quelle indagini, al di là dell'esito processuale momentaneo
appare però tutt'altro che tranquillizzante: si è
accertata infatti la presenza di strutture compartimentate tipiche
della Ndrangheta e cioè rigidamente organizzate, di cui
non sono state accertate attività illecite continuative, quanto piuttosto, di supporto
logistico ( per i latitanti , gli investimenti, il riciclaggio ) alla
casa madre del Sud; quello che non è emerso è una
continuativa attività rilevante all'esterno e percepita come mafiosa
dalla collettività ( episodi sporadici si, ma non sufficientemente
sintomatici). Si è accertata sicuramente la sussistenza
di più strutture qui come in Calabria, orizzontalmente organizzate,
aventi per lo più la natura di strutture di servizio ; è
stata così accertata l'esistenza, di almeno quattro "locali" (unità
territoriale minima di riferimento ) : - uno operante in Genova;
- un altro attivo nella zona di Levante e più precisamente in Lavagna;
- uno in Ventimiglia (IM) ( riferibile per lo più a
soggetti operanti nella zona della Piana di Gioia Tauro) ;- ed un quarto
in Sarzana (SP);- si è potuto assistere in diretta,
alla progettazione della formazione di altro "locale" in Busalla ; La
già evidenziata posizione geografica della Liguria, essenziale punto di
collegamento per i suoi porti, tra il nord ed il sud d'Italia, e strategica in
relazione alle frontiere con la
vicina Francia meta a sua volta di immigrazione,ha favorito il mantenimento di
una "area di garanzia" per i calabresi residenti in Liguria e quelli
residenti in Calabria. Quello che con allarme deve rilevarsi
è una accurata opera di mimetizzazione sociale, da cui è
conseguita una estrema difficoltà nella raccolta di prove ( in sintesi, non si
deve creare allarme sociale, è bene che la collettività sia tranquilla) . Le
più recenti acquisizioni investigative a livello nazionale peraltro ci hanno
confermato come la `Ndrangheta
abbia conquistato, ormai da qualche decennio, la leadership incontrastata nel
settore del traffico internazionale di sostanze stupefacenti ed in particolare
in quello della cocaina, grazie ai collegamenti diretti con i fornitori
colombiani e boliviani ed alla presenza, all'interno stesso dei cartelli
colombiani, di suoi esponenti grazie ai quali essa può gestire l'acquisto, il
trasporto e la distribuzione in tutta Europa della droga, con la conseguente
possibilità di inimmaginabili profitti sul piano economico e di successivo
reimpiego sui mercati finanziari di tali profitti. Non a
caso, GENOVA è stata porto di introduzione, nel 1994 del più grosso
carico di cocaina arrivato in Europa dal Sudamerica per conto di un
cartello Colombiano-siculo-calabrese (5000 kg.)
La Liguria ancora, come evidenziato, confina, con la
Francia, a sua volta, uno dei paesi di più antico, importante e stabile
insediamento di `Ndrangheta, tanto da essere indicata da alcuni collaboratori
di giustizia come sede di numerosi "locali", presenti
soprattutto nel Sud, ed in particolare a Mentone, Marsiglia, Nizza, Tolosa.
A tale proposito, basti considerare come sia ormai stata
accertata in varie indagini, la presenza di un organismo denominato "camera
di controllo" avente il compito di coordinare le presenze,
gli arrivi ed i transiti ( in Liguria siffatto compito lo svolge il
"locale" di Ventimiglia). La "camera di
controllo" infatti è una sorte di struttura di collegamento in grado di
assicurare stabilità di rapporti, sinergie logistiche ed operative, strutture
integrate, a sostegno di una serie di attività di vario tipo, che vanno dal
traffico di sostanze stupefacenti, alle attività di usura che si muovono
abitualmente intorno alle case da gioco, al riciclaggio
di proventi illeciti in attività commerciali e nell'acquisto di beni immobili,
e infine al dorato rifugio di latitanti eccellenti. Le fonti
investigative sulle quali si fondano le valutazioni sopra riferite sono assai
numerose e non è possibile in questa sede darne conto integralmente. Basti
tuttavia sapere che si tratta di risultanze che partono dagli anni ‘70 e
proseguono secondo una linea di tendenza mai interrotta sino ai nostri giorni,
a riprova che non di collegamenti occasionali si tratta, ma di scenari
in qualche modo stabili, consolidati, verificati nella loro comprovata
redditività ( v.relazione DNA). E' questo in sostanza il
motivo per il quale tali presenze costituiscono un pericolo reale per le
comunità presso le quali esse si realizzano, non già perché sono
immediatamente operative nella realizzazione di specifici reati, ma in quanto
precostituiscono le condizioni per una serie indeterminata di attività
criminose, delle quali costituiscono la premessa, il supporto, la struttura di
base. ( relazione DNA) A conferma di quanto affermato i
numerosi arresti di latitanti, in Francia [2]: Oltre
alle evidenziate finalità di assistenza, le proiezioni
delinquenziali dei singoli gruppi di Ndrangheta, peraltro paiono per lo
più orientate come si è detto verso finalità di riciclaggio e
reinvestimento speculativo . Il dato più allarmante, per
il pericolo di commistioni e contaminazioni, è l'espansione della
dimensione affaristico\corruttiva di questi gruppi in attività economiche
legali ovvero una contiguità con ambienti imprenditoriali e finanziari della
regione. Le vicende in cui sono stati coinvolti gli
amministratori di ridenti cittadine come Sanremo, Ospedaletti, Arma di Taggia
sono estremamente preoccupanti ( incendi dolosi, proiettili dentro
buste anonime, colpi di pistola esplosi di notte nei confronti di attività
commerciali etc.) e stanno evidenziando il sopravanzare di gruppi
imprenditoriali-politico-affaristici inclini ad abusare del potere pubblico per
conseguire profitti illeciti. L'assoluto progressivo degrado
del Ponente ligure ( realtà da cui provengo e quindi ben conosciuta anche
come cittadina), la sua costante meridionalizzazione nel modo di
interpretare la P.A. come approccio o meglio, come mancanza di approccio etico [3],ha portato sicuramente da un lato
povertà culturale, e dall'altro grande spregiudicatezza. Non
si deve dimenticare a proposito, la
vicenda TEARDO, che negli anni 80 ha
visto l'allora presidente della regione Liguria, Alberto Teardo, coinvolto in
un sistema di racket e tangenti. In altre realtà la
corruzione e lo scambio di voti hanno portato la classe dirigente in braccio
alla mafia. E' importante non dimenticare che Criminalità
Organizzata non è solo violenza, estorsioni, omicidi, ma è sopratutto,
nelle realtà come la nostra, penetrazione nella economia legale e nel
mercato attraverso il riciclaggio del denaro; ed è bene ricordare
che è attraverso lo strumento dell'appalto e sopratutto del subappalto
che la economia legale viene pesantemente infiltrata e condizionata da quella
illegale. E quindi, quella colata di cemento,
che con la benedizione trasversale di tutte le forze politiche, sta per
abbattersi sulla Liguria, in particolare attraverso la costruzione dei
porticcioli turistici ( e degli insediamenti connessi [4]) dovrebbe essere oggetto di grande
preoccupazione, per non dire allarme. ***** In
Liguria inoltre vi sono stati segnali di una riemersione di aggregazioni
di natura camorristica nelle province di La Spezia e
Massa, con riferimento per lo più alla illecita gestione del gioco
d'azzardo. In Sanremo vi sono segnali
di un avvicinamento tra gruppi legati alla Camorra e Calabresi ( nella
gestione del lucrosissimo fenomeno della contraffazione, attività di
altissima redditività,basso rischio ed elevata domanda),attività che viene
portata avanti attraverso lo sfruttamento di manodopera extracomuitaria
(senegalesi) con il monopolio dei mercati di Sanremo e Ventimiglia . Anche
questa attività, da molti sottovalutata, è da considerarsi come punto di snodo
tra l'economia sommersa, la criminalità diffusa e l'attività della C.O. Da
ultimo si segnala anche con le stesse caratteristiche il traffico di auto
verso paesi extracomunitari che passa attraverso gli snodi portuali liguri. ***** Quanto
alla emersione nel nostro territorio delle cosiddette "nuove
mafie" con riferimento alla criminalità organizzata non riferibile
alle mafie storiche fino ad ora prese in considerazione, si evidenzia
come allarmante l' evoluzione delle strutture e delle attività di GRUPPI
CRIMINALI ALBANESI ormai da anni attivi nel settore dello
sfruttamento della prostituzione e del traffico degli stupefacenti, verso
moduli organizzativi tipicamente mafiosi. Anche qui
irrilevanti i risultati processuali : è stato celebrato un
dibattimento relativo ad una pericolosa organizzazione criminale capeggiata da
soggetti albanesi, la quale, attraverso una di rete di complicità e connivenze
in progressiva dilatazione, ha esteso il proprio raggio d'azione su larga parte
del territorio nazionale oltre che nello Stato di origine. Le
indagini che purtroppo non hanno avuto un buon esito processuale, hanno però
rilevato peculiari capacità di contrapposizione violenta nel confronto con i
gruppi rivali e di
intimidazione interna ed esterna (perseguiti attraverso il ricorso
sistematico a brutali forme di violenza sulle giovani vittime dello
sfruttamento e persino all'omicidio, come rivelato da efferati omicidi compiuti
da affiliati all'organizzazione ) e di una imponente accumulazione
finanziaria destinata ad alimentare sia il traffico di droga che
articolati programmi di reinvestimento speculativo in Albania, oltre che a
sostenere la propria espansione criminale ( relazione DNA anno 2003) Nel
controllo e nello sfruttamento dei flussi migratori illegali, va rimarcato il
ruolo di GRUPPI CRIMINALI ORGANIZZATI DI ORIGINE CINESE,
(per tutti, un procedimento penale risalente al 1999, relativo a casi di
sequestro a scopo di estorsione di cittadini della Repubblica polare cinese
clandestinamente introdotti nel territorio dello Stato attraverso la frontiera
italo-slovena posti in essere da affiliati all'organizzazione criminale cinese
denominata "Società del sole" avente diramazioni in Lombardia ed Emilia, ma
anche in altri stati europei ). Va, infine, ricordato il rilievo
della CRIMINALITÀ DI ORIGINE NIGERIANA nel campo dello sfruttamento
della prostituzione in alcune zone del capoluogo, ancorché vada parimenti
segnalata l'assenza, allo stato, di iniziative di contrasto coerenti con la
prospettazione dell'esistenza di fenomeni di criminalità organizzata e, dunque,
con l'esigenza di programmi investigativi tesi ad individuarne e paralizzarne
strutture e risorse finanziarie. Il crescente ruolo
delle organizzazioni criminali nigeriane nell'importazione e nella successiva
distribuzione di cocaina destinata al ricco mercato
genovese è oggetto invece di ampia ricostruzione investigativa così come è
attualmente oggetto di ricostruzione investigativa l'azione sul mercato
genovese dell'hashish e della cocaina di GRUPPI DELINQUENZIALI DI
ORIGINE MAGHREBINA .
Allo stato, nel capoluogo, uno dei fenomeni di maggiore allarme
sociale e di devianza anche minorile è rappresentato dalla presenza di bande
di soggetti sudamericani , per lo più di origine ecuadoriana, dedita per il
momento a reati "minori" o comunque contro il patrimonio e non ancora in forma
organizzata; il fenomeno però è in crescita ed estremamente allarmante se non
adeguatamente compreso. *****
[L'intervento della Dott.ssa Anna Canepa si è svolto al Convegno "La mafia invisibile Criminalità organizzata al Nord Controllo
del territorio e potenza economica" del 9-10 Novembre 2007 a Milano, promosso da Omicon]
[1] Liguria : l'Unione
fa il cemento. Di Marco Preve e
Ferruccio Sansa in Micromega n.5\2006
[2] Nei primi anni ‘80,
venne infatti arrestato uno dei più pericolosi esponenti della `ndrangheta
reggina, Paolo DE STEFANO, a Cap d'Antibes; FACCHINERI
Luigi, inserito tra i 30 latitanti più pericolosi, è stato
catturato a Nizza il 31 agosto 2002. Nel 1993 venne
arrestato nei pressi di Nizza, il latitante D'AGOSTINO Arcangelo
(classe 1939), di Delianova (RC), pericoloso esponente della cosca
PIROMALLI di Gioia Tauro, ritenuto responsabile di sequestro di persona. Di
maggiore rilievo a fini investigativi la cattura nel 1997
in Antibes di ROSMINI Natale,
esponente di spicco della cosca omonima, contrapposta durante la guerra di
mafia di Reggio Calabria a quella dei DE STEFANO. Il ROSMINI è stato, tra
l'altro, condannato alla pena dell'ergastolo quale mandante dell'omicidio
dell'ex presidente delle Ferrovie dello Stato LIGATO Ludovico. Ancora
da segnalare è l'arresto, sempre a Nizza, di
MOLLICA Antonio da Melito Porto Salvo (RC), esponente
della cosca IAMONTE, con propaggini operative in Liguria ed in particolare nel
Ponente ligure. Altro arresto da segnalare, avvenuto
in Francia è quello, degli inizi del 1999di GULLACE Carmelo,
esponente della cosca mafiosa dei RASO - GULLACE - ALBANESE
[3] Vds.F.Carrer :
Rapporto di Ricerca sulla realtà socio-economica-criminologica della
città di Ventimiglia - 2006
[4] VDS. Sansa
e Preve in MicroMega 5\2006 .... Quindici i progetti in via di approvazione
o realizzazione : 9.807 posti barca; 37.822
metri cubi di edilizia residenziale;51.601
metri cubi di uffici e negozi; 19.122 di alberghi;
33.918 per l'artigianto e 11.007 posti auto ; le località interessate :
Ventimiglia, Bordighera, Diano Marina, Alassio, Loano, Savona, Albissola,
Varazze, Arenzano, Santa Margherita, Portovenere, per citarne solo alcune
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