Rassegna
raccolta 2006
Asl di Locri, intervista On. Angela Napoli | Asl di Locri, intervista On. Angela Napoli |
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| Scritto da Marco Ottanelli | |
| venerd́ 20 ottobre 2006 | |
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dal sito di Democrazia e Legalità Dopo la pubblicazione della relazione sulla Asl di Locri, abbiamo intervistato l'on. Angela Napoli, di Alleanza Nazionale, nota per il suo impegno all'interno della Commissione Antimafia e per le sue battaglie per la legalità in Calabria. La abbiamo interpellata per la sua competenza e conoscenza dei fatti. Le abbiamo rivolto domande sulla Azienda Sanitaria, sul caso Fortugno, e le abbiamo chiesto le sue opinioni sulla situazione della sanità calabrese. Le sue sono risposte che riteniamo importanti e utili, che offrono ulteriori spunti su questa incredibile vicenda. On. Napoli, abbiamo pubblicato la relazione sulla ASL 9 di Locri nella sua interezza. Ne esce un quadro sconfortante. Mi permetta di chiederle una ovvietà: come è stato possibile arrivare a tutto questo? Perchè questo è il sistema, purtroppo. A mio avviso, lo dico con amarezza, questo è il sistema che attiene alla quasi totalità del dipartimento della sanità calabrese, specialmente a quello della provincia di Reggio Calabria. Ci sono situazioni simili a quella della ASL di Locri, e simili responsabilità, anche a Palmi, a Melito-Porto Salvo...il problema è che non si è mai riusciti a incidere su questo sistema, non c'è mai stato un intervento (amministrativo o giudiziario) utile a ripulire, sanare quello che definisco il sistema (e lo abbiamo visto anche nella puntato di AnnoZero). Guardi ai concorsi: hanno sempre visto vincitori i parenti o gli affiliati alle famiglie di 'ndrangheta. E su questo non c'è mai stato un intervento giudiziario incisivo. Lo stesso dicasi per gli appalti, i contratti, le convenzioni, le forniture di servizi e materiali...ma insomma, una Commissione Straordinaria che sa che il direttore sanitario è sotto processo e lo lascia al suo posto... è necessario che cambino i modi... anche dopo lo scioglimento della Azienda Sanitaria, il sistema non è stato inciso. Quando è venuto il presidente del consiglio Prodi, pochi giorni fa, per ricordare Francesco Fortugno, l'azienda commissariata ha ordinato piante e fiori per addobbare i reparti per la “modica cifa” di 7.000 euro. E a chi la va ad ordinare? Ad una ditta legata ad un personaggio compromesso con le cosche. Citato, oltretutto, a pagina 95 della stessa relazione! ho presentato una interpellanza, in tal senso. Quindi sapevano benissimo chi era. Secondo me, Prodi ha sbagliato ad andare, sapendo quale fosse (e sia tuttora) la situazione. Pensi che a tutto il personale sanitario, e parasanitario, è stato imposto (tramite circolare!) di presenziare alla visita di Prodi, con tanto di camice bianco. Immaginatevi la scena: da una parte, i sindaci della zona, con la fascia tricolore, e dall'altra, tutti schierati e vestiti di bianco, medici e paramedici che applaudivano Prodi. Basta leggere la relazione per vedere chi sono, molti di loro. Con nomi e cognomi...ecco, questo deve cambiare. A mio avviso, l'unica che ha pagato è stata il prefetto Paola Basilone, che ha voluto la coraggiosa ispezione, e che subito dopo è stata allontanata, trasferita dalla prefettura di Vibo Valentia, dove aveva svolto una funzione ripeto coraggiosa. È triste dirlo, ma, alla fine dei conti, non è successo nulla... Lei ha fatto alcune interpellanze e interrogazioni sulla Asl di Locri e sulla situazione generale locale...ha avuto risposte soddisfacenti? Ancora nessuna risposta. Ne ho fatta una proprio riguardo all'omicidio Fortugno, chiedendo perchè fosse stato trasferito al ministero il magistrato che per primo si occupò del caso, una proprio sulla situazione della Asl 9.... rispondendo al mio collega on. Tassone, che appunto chiedeva ragione del trasferimento del procuratore Creazzo, il sottosegretario alla giustizia Li Gotti ha citato una mia precedente interrogazione (vedi fondo pagina, nda), dicendo che essa richiede un lavoro di raccolta dati, al quale il governo sta provvedendo, per fornire tutte le risposte necessarie. Sto ancora aspettando. Ma non possono darle, le risposte! I dati sono sotto gli occhi di tutti, sarebbero risposte troppo gravi... Onorevole Napoli, non sono mai riuscito a capire perchè l'allora ministro degli interni segretò la relazione sulla Asl di Locri. È molto strano, in effetti. Io stessa ho chiesto a suo tempo che fosse resa nota. È assurdo secretare un documento così. È stato anche tardivo il commissariamento della Azienda Sanitaria, l'unica sciolta per mafia in tutta Italia. Il commissariamento è arrivato solo dopo due mesi dalla consegna del documento prefettizio, ed è stato disposto solo nell'ultimo consiglio dei ministri del precedente governo. Io non sono riuscita ad acquisirlo, visto che la commissione antimafia era già sciolta. Neppure il vicepresidente del consiglio Fini, al quale mi ero rivolta, riuscì ad ottenerla. Avrei giustificato la segretazione se ci fosse stato un seguito giudiziario, se avesse costituito la base di un ulteriore intervento giudiziario, ma esso non ci fu. Allora, che senso ha? Neanche io capisco. Inoltre, che ci fosse una emergenza e una criticità era noto a tutti Anche all'on. Laganà? Non v'è dubbio! Come dirigente, all'epoca, Maria Grazia Fortugno Laganà aveva l'obbligo di esprimere parere anche sull'acquisto di materiali, sulle forniture... indubbiamente conosceva i rapporti, le persone... mi risulta che l'onorevole Franco Fortugno e sua moglie abbiano partecipato al matrimonio del figlio di Marcianò, che all'epoca forse non era un delinquente...o... Lei ha espresso qualche dubbio sulla proclamata “natura politica” dell'omicidio Fortugno... cosa non le torna? Ho avuto qualche perplessità non perchè non creda al coinvolgimento di aree della politica, che sono legate con intrecci di ogni genere alla gestione della sanità, ma perchè fino ad oggi, le indagini hanno evidenziato come “natura politica” di questo assassinio solo l'incarico di vicepresidente della regione che occupava Fortugno stesso. Personalmente sono convinta che sia coinvolta un'area politica, difficilmente definibile allo stato dei fatti noti, quell'area che non riguarda certo un solo partito o schieramento, e che ha intrecci e interessi perversi, e trasversali, nel malaffare della sanità. La mia perplessità è dovuta proprio al tentativo di deresponsabilizzazione ....se ne è servita la stessa vedova di Fortugno: parla sempre di un omicidio di mafia con un imput politico, ma non dice mai da dove sarebbe venuto questo imput. A mio avviso c'è una fase di depistaggio. L'onorevole Laganà è andata alla DDA di Catanzaro a farsi consegnare le interrogazioni di Fortugno contro un dirigente della asl, che avrebbe cercato di sdoppiare alcune funzioni di primario, funzioni che appartenevano allo stesso Fortugno. Questo significa, però, evidenziare solo interrogazioni di Fortugno “pro domo sua”, su un caso che lo interessava direttamente. Sulla situazione generale, esistono interrogazioni di Fortugno, denuncie sul sistema generale all'interno dell'ospedale e della Asl 9? Se ci sono, ha senso dire che Fortugno si è opposto alla mafia, ma se non emergono...allora non capisco. Insomma, se vogliamo capire... dobbiamo tenere conto che la campagna elettore che condusse Fortugno, ottenendo un sacco di voti, non si svolse solo a Locri, ma in un ambito molto più ampio. La sua campagna interessò l'intera provincia di Reggio Calabria, molto la piana di Goia Tauro (lo so bene, è dove risiedo)... Si assicurò molto consenso anche assicurando che avrebbe occupato la carica di assessore alla sanità... Per quanto riguarda la verità sull'omicidio...Io dico, ma la mia è solo una delle ipotesi possibili,(e quando non si hanno certezze, le ipotesi sono legittime), che è sbagliato concentrarsi solo su Locri, solo su quel territorio. Credo che le indagini dovrebbero interessare una area più vasta. intervista telefonica effettuata da Marco Ottanelli, dalle ore 11.30 alle 12.00 circa del 20/10/06
Atto Camera La sottoscritta chiede di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro dell'interno, il Ministro della giustizia, per sapere - premesso che: |
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