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La mafia a Genova c'e'... la verita' dei fatti ed il 4 aprile in piazza PDF Stampa E-mail
Scritto da Ufficio di Presidenza   
marted́ 24 marzo 2009


A Genova, il Procuratore capo, il Questore, il Comandante dei carabinieri ed il Prefetto hanno sollevato gli scudi e comunicato: la mafia a Genova non esiste. Domanda: dove vivono?...


Il Procuratore capo se leggesse qualche sentenza, qualche ordinanza o qualche rapporto investigativo, forse eviterebbe di negare l'evidenza.
Il Questore se non avesse una questura che è un colabrodo e potenziasse il nucleo investigativo, anziché smembrarlo, probabilmente non direbbe certe sciocchezze.
Il Comandante dei Carabinieri se non avesse un nucleo, come quello dei Ros, che per nove anni prende denunce di una componente di una famiglia della 'ndrangheta e poi, per una svista, le perde, saprebbe che non dice il vero.
Il Prefetto se non si affidasse a funzionari che negli anni hanno dimostrato di negare l'evidenza e di omettere di compiere il loro dovere, forse capirebbe la realtà.

Se tutti leggessero i rapporti (pubblici) e le relazioni dei reparti investigativi come la DIA (Direzione Investigativa Antimafia), della Guardia di Finanza, degli altri nuclei speciali e gli Atti della Commissione Antimafia, che da anni indicano le famiglie mafiose, con nomi e cognomi, società e settori di attività, presenti, radicate ed operanti a Genova e Liguria, allora si accorgerebbero della realtà. E poi qualche passeggiata in certi quartieri e rioni, dove il puzzo si sente, e qualche occhiata ad assegnazioni monopolistiche di appalti e sub-appalti, oppure un osservazione delle commistioni tra controllori e controllati e via discorrendo, gli farebbe bene per capire che la mafia a Genova ed il Liguria c'è da tempo, ben radicata e - come sempre per le mafie - con pesanti contiguità e connivenze, quando non con complicità più esplicite, con il Potere politico ed economico.

Dando per scontata la buona fede, possiamo solo credere che le massime Autorità non sappiano leggere o non siano in grado di comprendere ciò che leggono, o che non leggano e basta, per giustificare la loro dichiarazione secondo cui la mafia a Genova non c'è. Ma le Autorità non posso non sapere che negando il problema, negando che ci siano e siano attive, non si fa altro che rafforzare proprio le mafie e la loro forza intimidatrice. Le mafie vogliono essere invisibili... se le si aiuta ad esserlo le si rafforza, dando, contemporanemante, alle persone che ne sono vittima quel senso di solitudine e lontananza delle Istituzioni che spinge al silenzio, all'omertà... alla non denuncia... a chinare il capo! Quindi le Autorità hanno il dovere di essere oneste: dicano con chiarezza che le mafie ci sono e che possono essere sconfitte... e, da subito, adottino comportamenti ed atti, ognuno per propria parte, utili a questo fine e dando massima collaborazione ai reparti investigativi specializzati che operano sul nostro territorio, come la DIA.

Che a Genova sia attiva la 'ndrangheta, con un 'locale', con famiglie note da più di un decennio (su tutti i Mamone, i Raso, i Gullace, i Macrì) non possono non saperlo! Quella dei Mamone è stata anche coinvolta nelle indagini, ancora in corso, per corruzione, voto di scambio, turbative d'appalto... ampiamente note.
Che a Genova sia attiva (o meglio ri-attiva) Cosa Nostra, con la 'decina' del clan di Piddu Madonia, retta sino alla sua morte da Daniele Emmanuello, con i "gelesi" ed i "riesini", tra cui i Maurici, non possono non saperlo! Anche recentemente, due dei filoni nati dall'inchiesta sulla 'decina' riorganizzatasi - negli stessi luoghi di coordinamento di un tempo, a Cartosa e a Rivarolo - hanno portato ad arresti per le bische ed estorsione.
Che a Genova ci siano le Camorre, così come le mafie straniere... il riciclaggio del denaro sporco, l'investimento nella speculazione immobiliare, come l'infiltrazione negli appalti e sub-appalti... il gioco d'azzardo come l'usura e l'estorsione... la tratta degli essere umani con lo sfruttamento attraverso la prostituzione e il caporalato... un infiltrazione nel tessuto commerciale e la cotraffazione come il traffico di rifiuti... il traffico delle doghe come delle sostanze dopanti... il traffico d'armi come la copertura di latitanze, non possono essere cose sconosciute!
Che a Genova ci siano ampi pezzi di territorio sotto il controllo delle mafie è evidente, basta girare ed osservare e si scopre che interi rioni e quartieri sono sotto il loro controllo, mentre i cittadini subiscono... Certo è che se, spesso, coloro che dovrebbero presidiare tali territori, prediligono, quella pratica disdicevole della convivenza, quando non della contiguità e complictà, allora occorre che le Autorità non neghino il problema, ma lo risolvano alla radice, con fermezza!

Tale reazione corale, tanto coordinata quanto sradicata dai fatti, dimostra, quindi, ancora una volta che a Genova, in Liguria, essiste un equilibrio devastante che non si vuole rompere. E questo è inquietante e preoccupante... ma dovrà finire!

In parallelo il Sindaco di Genova, che si è svegliata dal letargo che gli impediva di vedere persino il dintorno della propria casa e coloro con cui per lungo tempo (e ancora) si è accompagnata nella vita e attività politica e amministrativa, dovrebbe spiegare perchè non fa alcune cose semplici che sono nel suo potere e per cui non deve chiedere a nessuno. Vediamone due essenziali, semplici, fattibili da subito e fortemente incisivi:

1) Come noi abbiamo denunciamo da anni, si è accorta, anche Lei, che vengono, anno dopo anno, ridotte le risorse e quindi le potenzialità dei reparti investigativi? Bene: allora perchè non destina una palazzina (qualche migliaio di metri quadri più un percheggio, nulla di più) per il Centro Operativo della DIA di Genova? In questo modo permetterebbe di alleggerire il bilancio del reparto, che oggi deve pagare un affito ad un privato, liberando risorse che potrebbero permettere già un piccolo ampliamento di qualla ventina di operativi che per tutta la Liguria sono indubbiamente pochi. Lo può fare in meno di un mese. Sarebbe un segnale chiaro.

2) Come noi abbiamo denunciato con largo anticipo, anche Lei, si è accorta che le mafie pongono molta attenzione ai contributi e finanziamenti pubblici? Bene: allora perchè non si stabilisce, nei bandi per le assegnazioni di finanziamenti e contributi (eventualmente integrando i Regolamenti comunali), che la lista di quanti faranno richiesta sarà trasmessa preventivamente ai reparti investigativi (Dia e Guardia di Finanza) ed alle Prefetture territorialmente competenti? Non ci vuole molto. E' nel suo potere. Prevenire è meglio che intervenire a danno fatto. Anche qui sarebbe un segnale chiaro, lo si si può fare da subito.

Compiere un effettivo contrasto alla mafia significa compiere scelte chiare, inconfutabili che non lancino mai segnali contradditori o ambigui. Per questo serve rivedere fortemente (e non solo il Comune, ma tutte le strutture istituzionali che oggi si affrettano nel ristabilire la cappa omertosa) meccanismi e assegnazioni di funzioni nell'ambito degli apparati istituzionali, oltre che in quelli più prettamente politico-amministrativi. Non si possono avere tasselli che remano contro, incancreniscono il tutto!

Non è solo una questione di "giustizia", di "legalità" e di "libertà", che qualcuno in questi tempi potrebbe liquidare come pure quastioni ideali... è anche una questione economica. Dove le mafie attecchiscono, si infiltrano, riciclano i loro soldi sporchi senza freno... dove si fanno commercio e proprietari di immobili... dove viziano con corruzione e intimidazione appalti, sub-appalti, concessioni e incarichi... dove impongono le "loro" regole e le "loro" tasse, la libera concorrenza, il mercato, lo sviluppo muore!

Occorre tagliare con nettezza, come raccomandava Paolo Borsellino, i ponti con persone ambigue, le cui frequentazioni, amicizie, parentele o alleanze puzzano (anche se non vi è stata una condanna per collusione o appartenenza). Occorre pretendere, da chi si proclama "antimafia", di esserlo concretamente - e non a parole, anche se tuonanti -, e rifiutando ogni compromesso morale con soggetti legati, contigui o appartenenti, a organizzazioni di stampo mafioso. Occorre farlo senza guardare in faccia nessuno, con rigire e coerenza.

Ed è, per concludere, necessario l'esempio, con ogni singolo gesto, atteggiamento, scelta! Non si può dire non ci sono denunce e poi essere i primi a non denunciare nelle sedi preposte. Il Sindaco ha delle cose da dire? Vada al Centro Operativo della DIA e le riferisca. I reparti investigativi preparati li abbiamo, come abbiamo magistrati preparati. Occorre collaborare con questi sempre. Occorre, poi, dare anche segnali pubblici, ma è essenziale collaborare prima di tutto - come noi da sempre facciamo - con i reparti dello Stato, come la DIA ed il GICO. Non deve essere, per fare un esempio, necessario che noi, insisitiamo più e ripetute volte, perchè sia trasmesso ai reparti investigativi copia del censimento sulle proprietà dei bassi del centro storico utilizzati per la prostituzione... dovrebbe essere naturale, scontato, che il Comune lo faccia, automaticamente. Non deve essere, per fare ancora un esempio, necessario che noi, si ribadisca più volte ed ancora, che i beni confiscati a Cosa Nostra devono essere destinati, con rapidità, ad un progetto che preveda un ampia rete di associazioni e cittadini, che, con la regia e collaborazione delle Istituzioni - ed in primis - il Comune, sappiano estendere la bonifica da quei beni immobili al territorio che li circonda, magari legandoli ad un utilizzo pubblico e partecipato della Loggia di Piazza Banchi, come simbolo della "rinascita" del Centro Storico. Dovrebbe essere, anche questo, scontato e automatico!

Noi lo abbiamo sempre detto: con chi si schiera, non ipocritamente, ma seriamente e concretamente, contro le mafie e la loro rete di collusione e complicità, noi siamo pronti a collaborare fattivamente... Non chiediamo sostegni, chiediamo coerenza e determinazione.

Prima che scoppiasse il "caso" avevamo già programmato una manifestazione, che pertanto confermiamo, invitando tutti i cittadini liberi e le associazioni libere, per sabato 4 aprile 2009, alle ore 15:30, in Piazza Senarega, nel cuore del Centro Storico. Naturalmente sono invitate anche tutte le Autorità che possono, per l'occasione, farsi un giro per i vicoli, risposare le loro voci ed usare occhi ed orecchie...
I "liberi cittadini" della Maddalena, con la loro mobilitazione costante, con il loro rivendicare un'effettiva (e non pilotata) partecipazione a scelte che devono essere corrette e trasparenti, hanno dato una spinta che non può più essere fermata, l'intera città deve essere loro grata, non a parole, ma riproducendo quella partecipazione e quella appartenenza ad una comunità che davvero può sradicare anche il peggiore cancro che si possa impossessare della nostra terra e della nostra vita, quale è, appunto, la mafia. Il Futuro non è scritto... conosciamo i nostri diritti e possiamo scriverlo... basta volerlo!





QUALCHE LINK (se servono gli altri basta chiedere)...

VIDEO (sul tema)
COMUNICATI E NOTE (alcuni)

L'ATTO DI IMPEGNO CONTRO MAFIA E CORRUZIONE CHE ABBIAMO PROPOSTO AI CANDIDATI
Genova - Atto di impegno contro mafie e corruzione, 3 candidati firmano


Se poi vogliamo andare a vedere ancora qualcosa (restando su Genova, per carità)...

LA RASSEGNA STAMPA SUL "CASO" DALLE DICHIARAZIONI DEL SINDACO A OGGI...

22.03.2009 - La Stampa
Genova - le mani della mafia sulla città

23.03.2009 - Repubblica
Mafia a Genova - Prefettura e Questura negano, i cittadini "Cosa Nostra c'è"

23.03.2009 - Il Secolo XIX
"Mafia a Genova", bufera sul sindaco

24.03.2009 - Ansa
Sicurezza: Abbondanza, la mafia a Genova c'è e si può combattere


24.03.2009 - TG3 Liguria - Telegenova - Primocanale
I servizi dei telegiornali sulla conferenza stampa della "Casa della Legalità"


25.03.2009 - Corriere Mercantile
"Infiltrazioni criminali in centro, ponente e valpolcevera"


25.03.2009 - Repubblica
Allarme Piovra, pagano le prostitute - Vertice in prefettura


25.03.2009 - Il Secolo XIX
Così si paga il pizzo in via della Maddalena - "Vincenzi informi l'antimafia"


26.03.2009 - Roberto Galullo - blog "Guardie o ladri"
Le mani delle mafie su Genova e Liguria ma sindaco, questore e prefetto...


27.03.2009 - Repubblica
Mafia e 'ndrangheta, nuovo allarme in Liguria


28.03.2009 - Repubblica
Mafia, il prefetto attacca: "Il mugugno non serve"


28.03.2009 - Il Secolo XIX
Allarme mafia, la Procura nega ma il Sindaco insiste






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1893 Emanuele Notarbartolo. 1896 Emanuela Sansone. 1905 Luciano Nicoletti. 1906 Andrea Orlando. 1909 Joe Petrosìno. 1911 Lorenzo Panepinto. 1914 Mariano Barbato. Giorgio Pecoraro. 1915 Bernardino Verro. 1916 Giorgio Gennaro. 1919 Giovanni Zangara. Costantino Stella. Giuseppe Rumore. Giuseppe Monticciolo. Alfonso Canzio. 1920 Nicolò Alongi. Paolo Li Puma. Croce Di Gangi. Paolo Mirmina. Giovanni Orcel. Stefano Caronia. 1921 Pietro Ponzo. Vito Stassi. Giuseppe Cassarà. Vito Cassarà. Giuseppe Compagna. 1922 Domenico Spatola. Mario Spatola. Pietro Spatola. Paolo Spatola. Sebastiano Bonfiglio. Antonino Scuderi. 1924 Antonino Ciolino. 1944 Santi Milisenna. Andrea Raja. 1945 Calogero Comaianni. Nunzio Passafiume. Filippo Scimone. Calcedonio Catalano. Agostino D’alessandro. Calogero Cicero. Fedele De Francisca. Michele Di Miceli. Mario Paoletti. Rosario Pagano. Giuseppe Scalia. Giuseppe Puntarello. 1946 Angelo Lombardi. Vittorio Epifani. Vitangelo Cinquepalmi. Imerio Piccini. Antonino Guarisco. Marina Spinelli. Giuseppe Misuraca. Mario Misuraca. Gaetano Guarino. Pino Camilleri. Giovanni Castiglione. Girolamo Scaccia. Giuseppe Biondo. Giovanni Santangelo. Vincenzo Santangelo. Giuseppe Santangelo. Giovanni Severino. Paolo Farina. Nicolò Azoti. Fiorentino Bonfiglio Mario Boscone Francesco Sassano Emanuele Greco Giovanni La Brocca Vittorio Levico 1947 Accursio Miraglia. Pietro Macchiarella. Nunzio Sansone. Emanuele Busellini. Margherita Clesceri. Giovanni Grifò. Giorgio Cusenza. Castrenze Intravaia. Vincenzina La Fata. Serafino Lascari. Giovanni Megna. Francesco Vicari. Vito Allotta. Giuseppe Di Maggio. Filippo Di Salvo. Vincenzo La Rocca. Vincenza Spina. Provvidenza Greco. Michelangelo Salvia. Giuseppe Casarrubea Vincenzo Lo Iacono. Giuseppe Maniaci. Calogero Cajola. Vito Pipitone. Luigi Geronazzo. 1948 Epifanio Li Puma. Placido Rizzotto. Giuseppe Letizia. Calogero Cangelosi. Marcantonio Giacalone. Antonio Giacalone. Antonio Di Salvo. Nicola Messina. Celestino Zapponi. Giovanni Tasquier. 1949 Carlo Gulino. Francesco Gulino. Candeloro Catanese. Michele Marinaro. Carmelo Agnone. Quinto Reda. Carmelo Lentini. Pasquale Marcone Armando Loddo. Sergio Mancini. Antonio Bubusa. Gabriele Palandrani. Giovan Battista Alce. Ilario Russo. Giovanni Calabrese. Giuseppe Fiorenza. Salvatore Messina. Francesco Butifar. 1951 Antonio Sanginiti 1952 Filippo Intile. 1955 Salvatore Carnevale. Giuseppe Spagnuolo. 1957 Pasquale Almerico. Antonino Pollari. 1958 Vincenzo Di Salvo. Vincenzo Savoca 1959 Anna Prestigiacomo. Giuseppina Savoca. Vincenzo Pecoraro. Antonino Pecoraro. 1960 Antonino Damanti Cosimo Cristina. Paolo Bongiorno. 1961 Paolino Riccobono. Giacinto Puleo. 1962 Enrico Mattei. 1963 Giuseppe Tesauro. Mario Malausa. Silvio Corrao. Calogero Vaccaro. Pasquale Nuccio. Eugenio Altomare. Giorgio Ciacci. Marino Fardelli. 1966 Carmelo Battaglia. 1967 Giuseppe Piani. Nicola Mignogna 1968 Francesco Pignataro. Giuseppe Burgio. Salvatore Surolo. 1969 Orazio Costantino. 1970 Mauro De Mauro. 1971 Pietro Scaglione. Antonino Lorusso. Vincenzo Riccardelli. 1972 Giovanni Spampinato. Giovanni Ventra. Domenico Cannata. Di Maio Paolo. 1974 Angelo Sorino. Emanuele Riboli 1975 Calogero Morreale. Gaetano Cappiello. Francesco Ferlaino. Domenico Facchineri Francesco Facchineri Tullio De Micheli 1976 Gerardo D’arminio. Giuseppe Muscarelli. Pasquale Cappuccio. Caterina Liberti. Salvatore Falcetta Carmine Apuzzo Salvatore Longo Salvatore Buscemi Francesco Vinci Mario Ceretto Alberto Capua Vincenzo Ranieri Vincenzo Macrì 1977 Rocco Gatto. Stefano Condello. Vincenzo Caruso. Giuseppe Russo. Filippo Costa. Attilio Bonincontro. Donald Mackay Mariangela Passiatore Stefano Condello Vincenzo Caruso 1978 Ugo Triolo. Giuseppe Impastato. Antonio Esposito Ferraioli. Salvatore Castelbuono. Gaetano Longo Paolo Giorgetti 1979 Filadelfio Aparo. Mario Francese. Michele Reina. Giorgio Ambrosoli. Boris Giuliano. Calogero Di Bona. 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presentazione libro
“TRA LA VIA
EMILIA E IL CLAN”

ore 21
presso Cooperativa
La Liberazione
Via Limellina 14
  La Colata

è uscito
"LA COLATA"

nuovo libro-inchiesta
dove si parla delle
colate di asfalto e
cemento che
devastano l'Italia.
Nel libro sono riprese
molte delle questioni
che abbiamo affrontato
e sollevato come
Casa della Legalità,
dalla speculazioni
in Liguria, agli affari
della Chiesa e degli
uomini dell'Opus Dei,
la storia del calcestruzzo
che abbiamo documentato
nel libro "Tra la via Emilia
e il Clan", per passare
dalla piana Toscana
sino a Marsala.
Fatti, dati, nomi, luoghi
un lavoro documentato
e preciso di inchiesta
per permetterci di
conoscere e quindi
di reagire.
Il libro, ed.Chiarelettere,
è scritto da
Ferruccio SANSA
Marco PREVE
Andrea GARIBALDI
AntoniO MASSARI
Giuseppe SALVAGGIULO
vai alla scheda del libro
sul sito di chiarelettere

I VIDEO

MARCO PREVE

per vedere il video
su Youtube - clicca qui


FERRUCCIO SANSA

per vedere il video
su Youtube - clicca qui

Economia
sommersa,
illegale e
criminale

Documento integrale
presentato da
Franco Archibugi,
Alessandro Masneri,
Giorgio Ruffolo
ed Elio Veltri
ai fini della costituzione
di un Gruppo di studio -
approfondimento e di
relative iniziative sui
problemi della
economia sommersa
e sull'evasione fiscale
e contributiva

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DIRITTI
NATURA
SALUTE


DOSSIER
SUGLI EFFETTI
SULLA SALUTE
dell'INCENERIMENTO
DEI RIFIUTI

per Autorità dello Stato,
Magistrati e Giornalisti
-- ISDE --
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PESTICIDI
CANCRO
E SALUTE

di Patrizia Gentilini
Associazione Medici per
l’Ambiente ISDE Italia
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NAVI TOSSICHE
Nuova inchiesta
e foto shock
dalla Somalia
Navi tossiche, nuove foto dalla Somalia
la sintesi (IT)
formato .pdf
il dossier (EN)
formato .pdf
vai alla galleria
fotografica sul sito
di Greenpeace


E' USCITO
"Le navi della vergogna" il libro-inchiesta di Riccardo Bocca
il libro-inchiesta
"LE NAVI DELLA
VERGOGNA"

Un lavoro serio e
documentato di
Riccardo Bocca,
che ancora una volta
affronta la questione
delle navi dei veleni
guardando ai fatti
e senza cedere a
distorsioni di comodo
vai alla scheda del libro
CLICCA QUI 
exit file - inchieste ed informazione indipendente
ONLINE
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Mafia Pulita
il libro di Elio Veltri
e Antonio Laudati

Le organizzazioni criminali
italiane alla conquista
dell'economia legale
e globale

(edizioni Longanesi)
leggi la scheda
e l'intervista ad Elio Veltri
di DemocraziaLegalità.it
clicca qui
lo speciale su "Il Partito del Cemento"
Giulio Andreotti
(mafioso prescritto)
tra bandiere vaticane
e alte uniformi
13.05.2008 - Genova
Andreotti è un mafioso prescritto. A Genova...
l'articolo ed il video

... e le riflessioni
del giorno dopo
clicca qui


gladio.jpgmid.jpg
Dove c'è Andreotti,
il sodale di Cosa Nostra,
spuntano sempre
gli uomini dell'Opus Dei,

della Massoneria,

con le ombre dello Ior

e della P2...

e naturalmente son

presenti anche i Servizi

(sempre servi e deviati)

che spingono tanto da

far cadere un cittadino

che "disturba"

il custode dei misteri.


Anche se è scappato,

mentre i graduati

non lo facevano

identificare, la faccia

è ben impressa...

Quindi alla prossima

DOCUMENTI
IN EVIDENZA

RELAZIONE DIA
E' stata pubblicata
la relazione sul
I semestre 2009
formato .pdf - clicca qui
[si consiglia per
questa relazione
di scaricarla
ed aprirla in
quanto il file
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