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Genova in movimento, impegno civile ad una svolta? PDF Stampa E-mail
Scritto da Ufficio di Presidenza   
lunedì 23 novembre 2009
Genova in movimento - la prima tappa - 3 -
Le tribù guardano un orizzonte che può e deve essere raggiunto. E' quello segnato da quell'umanesimo che si è dissipato stagione dopo stagione... ma che forgiato dalle dure fatiche del mondo contadino (e poi operaio) è ancora nelle nostre radici. Sono fratellanza, uguaglianza e solidarietà... in altre parole Diritto e Legalità... Giustizia Sociale. Questo è il solco di quella Costituzione che troppo spesso è stata offuscata dalla retorica e dall'ipocrisia di un enunciato mai tradotto pienamente a realtà concreta. Ma quell'orizzonte ad ogni sudore sembra sempre lontano, irrangiungibile... Ed è proprio là che dobbiamo avere il coraggio e la forza di andare... è proprio "oltre" ciò che vogliono farci vedere come barriera insuperabile che dobbiamo avere la forza di arrivare. Ed il cammino diventa possibile solo se le tribù sanno camminare insieme...

Ed allora dobbiamo partire dalla nostra terra... da ogni nostra terra. A Genova come altrove. E noi partiamo da Genova. Una città segnata da uno sviluppo soffocato e dove l'idea di sviluppo è quella slegata proprio da quei principi che dovrebbero essere la strada e la meta: Diritto, Legalità... Giustizia Sociale. Una città piegata da una "cupola" che dalle sue torri di comando ha usato e abusato dell'ambiente, del lavoro, della vita di generazioni ed ancora vorrebbe perpetuare il ricatto. Ma le vecchie torri di comando stanno scricchiolando, stanno crollando sullo scacchiere... Occorre saper infliggere il colpo definitivo, quello che non da scampo.

Guardiamoci intorno. Un territorio cementificato, fragile che non regge più, ma nonostante questo i "padroni" della città vorrebbero ricoprire di altro cemento... Un mare che è divenuto "privato", inquinato e devastato. Abbiamo pezzi di città, dal centro storico alle periferie abbandonate, dove il grigio del cemento fa da accompagnatore al degrado sociale che trasforma in sudditi. Un mercato del lavoro piegato dal precariato e dall'eterno ricatto che nega diritti e garanzie. Una pubblica amministrazione piegata da conflitti di interessi, lobby di faccendieri, logge e cosche. Una politica sull'energia ed i rifiuti che vuole solo succhiare denaro e seminare cancro. Disastri ambientali disseminati su tutto il territorio con trafficanti e inquinatori ben protetti. Spazi pubblici di socialità pressoché completamente cancellati per lasciare spazio a centri commerciali. Una mobilità a misura di un mercato spregiudicato ormai entrato in una crisi irreversibile.

Una città che non ha futuro. In cui la classe dirigente, con il suo blocco di potere, ha svenduto tutto e tutti a quella criminalità finanziaria e mafiosa che qui ricicla, condiziona e compra le vite di una intera comunità... e che non ha nemmeno bisogno di sparare perché non gli serve. Nuove generazioni che sono piegate tra un precariato a tempo indeterminato e l'incentivo allo "sballo", con record di consumo di droghe e alcol. Un commercio che muore, trascinando con se interi rioni e quartieri, soffocato da un'economia strangolata e dalle "offerte" che ti indebitano promosse dalle grandi catene che sono sbarcate per "riconvertire" le aree che erano delle industrie. Un sistema che si regge su un "voto di scambio" che è sempre più ricatto in cui per avere il minimo dei minimi devi dare la tua fiducia cieca e incondizionata e non solo il voto. Una città dove è la libertà e la dignità che è stata depredata.

Genova in movimento - la prima tappa - 2 -
Oggi Genova è sotto "inchiesta". Non c'è praticamente settore cruciale che non veda una pesante inchiesta della magistratura per quelle storture che il "sistema" genovese aveva costruito e alimentato nel tempo sino a divenire una profonda ferita alla legalità, mentre ormai indifferenza e acquiescenza quasi avevano fatto pensare che ciò, in fondo, fosse tutto normale. Questo è un segnale del possibile cambiamento. Non il cambiamento. Genova oggi può salvare il suo futuro. Ma non può delegare questo alla magistratura. Per salvare il futuro è la parte ancora viva, quelle piccole o grandi tribù pulsanti che vivono nel territorio, che hanno la possibilità di afferrare la chiave del cambiamento. E lo possono fare solo se saranno in grado di essere e restare libere, rigettando i canti delle sirene che le vecchie torri di comando stanno attivando con le loro colonie mascherate da società civile da vecchi complici che oggi si presentano vittima del "sistema".

Per questo proponiamo un salto di qualità, o meglio vogliamo vedere se sono maturi i tempi di questo cambio di marcia verso quell'orizzonte. Non è possibile che ogni tribù vada sola per la sua strada. Occorre trovare una mutualità di intervento perché nessuno sia solo ed occorre assestare il colpo, ogni singolo colpo, non con la forza ridotta di ogni singola tribù, bensì con la forza di tutte le tribù insieme.

Genova è una città dove chi amministra la cosa pubblica lo fa non nell'interesse generale, bensì per accontentare interessi privati, particolari... alcune volte, come abbiamo visto, anche interessi criminali. Non vi è un progetto complessivo, vi è una gestione schizofrenica... in cui, con un barile il cui fondo è ormai raschiato, ogni richiesta degli amici ed amici degli amici trova un affannoso tentativo di soddisfacimento da parte di chi guida il Comune, come la Provincia e la Regione, alla faccia della sostenibilità, di un idea generale (anche sbagliata che sia) di città. Ogni giorno esce il tutto ed il contrario di tutto... l'esempio della Gronda e del Terzo Valico sono emblematiche: dicono che la Gronda serve per dare sbocco al traffico delle merci ed in contemporanea sostengono che il Terzo Valico serve per togliere le merci dal trasporto su gomma.

Ed allora serve ridare un senso generale all'idea di città. Loro non lo hanno, annaspano sperando di rimanere a galla dietro al moltiplicarsi delle inchieste. Per darlo bisogna che le tribù inizino a incontrarsi, confrontarsi... abbandonare il proprio "orto" e collaborino trovando il minimo comune denominatore... individuando insieme quell'idea di città che se trovata può scardinare la schizofrenia di chi governa questa nostra terra. Per farlo occorre però che le tribù abbiano recinti forti e adatti. Infatti non arriveranno assalti della cavalleria, non possono permettersi uno scontro devastante. Quello che attueranno è quello che hanno già attuato nei decenni e tentano ancora oggi. E' il sistema collaudato dell'entrismo. Manderanno chi si presenta come amico... chi dirà che condivide le nostre stesse battaglie... chi cercherà con sigle importanti di catturare la nostra fiducia... e che poi, una volta dentro il recinto, destabilizzerà la tribù. Agirano per dirottarla lungo sentieri senza sbocco o verso compromessi che accontentino alcuni esigenze particolari a danno del generale, degli altri... di una tribù che vive poco più distante. Cercheranno di spostare l'attenzione sul marginale per deviare il colpo o di inglobare nella logica del proviamo ad entrare in questo o quel partito così ci faranno parlare (e poi ci si ridurrà come chi, rappresentante di comitati, finisce nella sala rossa, vota e regge una Giunta che va contro sistematicamente a quel che chiedono quei comitati).

La questione non è destra o sinistra. La questione è cittadini e blocco di potere. O si spezza il blocco di potere, lo si scardina, oppure si è schiacciati. Ecco perché serve iniziare un lavoro comune che unisca le tribù. Serve che ogni volta, ogni singola volta, che magari si inventano uno dei tanti falsi "percorsi partecipati" si vada in massa, tutti, per smascherarli. Serve che non possano giocare sui particolarismi e sugli egoismi... serve fare informazione, analizzare, ragionare e decidere strategie e azioni comuni, unificanti, che mettano in rete ciò che loro invece vogliono diviso. Solo così, solo con le tribù libere, capaci di agire sull'intero territorio, si possono smascherare e contrastare quelle scelte che comunemente, sulla base di fatti e dei dati, si giudicano scellerate.

Genova in movimento - la prima tappa - 1 -
Per questa ragione lanciamo questa domanda per sapere se siamo o meno ad una svolta. Per questa ragione noi, che non ci candidiamo a nulla, lanciamo la proposta di incontrarsi, tra tribù libere. Certo, non invitiamo tutti. Invitiamo chi riteniamo credibile e affidabile, perché non è più tempo di perdere tempo e di dare credito a quanti hanno dimostrato ampiamente di essere solo "agenti" del Palazzo, comprati con qualche briciola o qualche dono più consistente. Se si vuole, questo percorso può iniziare... perché, ricordate, che loro (da destra a sinistra, cioè il partito trasversale degli affari e del cemento) hanno bisogno dei paraventi e di incantare, ma se non ci riescono, e se le tribù sanno unirsi e muoversi unitariamente, tra qualche mese ci saranno le elezioni, e giorno dopo giorno la forza non solo dell'insieme del movimento, ma di ogni singola tribù sarà raddoppiata. Ed ecco allora che diviene evidente che da questo confronto, da questo percorso comune, si può recuperare la partecipazione civile e sociale che era svanita, territorio per territorio... si possono raccogliere le istanze di chi abita in quei territori "desertificati" dove ormai solo i media sono divenuti lo strumento che distribuisce "verità".

Ecco, se ci riusciamo avremo trasformato quella forza dirompente che è la rete del web, in una rete reale, di carne ed ossa, di idee e progetti, di competenze e coscienze... ed a quel punto sarà possibile andare "oltre" e costruire dal basso, in modo partecipato, quell'idea e quella pratica di città che sino ad oggi riusciamo solo a scorgere sulla linea dell'orizzonte, ma che mai riusciamo a mettere a fuoco.




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1893 Emanuele Notarbartolo. 1896 Emanuela Sansone. 1905 Luciano Nicoletti. 1906 Andrea Orlando. 1909 Joe Petrosìno. 1911 Lorenzo Panepinto. 1914 Mariano Barbato. Giorgio Pecoraro. 1915 Bernardino Verro. 1916 Giorgio Gennaro. 1919 Giovanni Zangara. Costantino Stella. Giuseppe Rumore. Giuseppe Monticciolo. Alfonso Canzio. 1920 Nicolò Alongi. Paolo Li Puma. Croce Di Gangi. Paolo Mirmina. Giovanni Orcel. Stefano Caronia. 1921 Pietro Ponzo. Vito Stassi. Giuseppe Cassarà. Vito Cassarà. Giuseppe Compagna. 1922 Domenico Spatola. Mario Spatola. Pietro Spatola. Paolo Spatola. Sebastiano Bonfiglio. Antonino Scuderi. 1924 Antonino Ciolino. 1944 Santi Milisenna. Andrea Raja. 1945 Calogero Comaianni. Nunzio Passafiume. Filippo Scimone. Calcedonio Catalano. Agostino D’alessandro. Calogero Cicero. Fedele De Francisca. Michele Di Miceli. Mario Paoletti. Rosario Pagano. Giuseppe Scalia. Giuseppe Puntarello. 1946 Angelo Lombardi. Vittorio Epifani. Vitangelo Cinquepalmi. Imerio Piccini. Antonino Guarisco. Marina Spinelli. Giuseppe Misuraca. Mario Misuraca. Gaetano Guarino. Pino Camilleri. Giovanni Castiglione. Girolamo Scaccia. Giuseppe Biondo. Giovanni Santangelo. Vincenzo Santangelo. Giuseppe Santangelo. Giovanni Severino. Paolo Farina. Nicolò Azoti. Fiorentino Bonfiglio Mario Boscone Francesco Sassano Emanuele Greco Giovanni La Brocca Vittorio Levico 1947 Accursio Miraglia. Pietro Macchiarella. Nunzio Sansone. Emanuele Busellini. Margherita Clesceri. Giovanni Grifò. Giorgio Cusenza. Castrenze Intravaia. Vincenzina La Fata. Serafino Lascari. Giovanni Megna. Francesco Vicari. Vito Allotta. Giuseppe Di Maggio. Filippo Di Salvo. Vincenzo La Rocca. Vincenza Spina. Provvidenza Greco. Michelangelo Salvia. Giuseppe Casarrubea Vincenzo Lo Iacono. Giuseppe Maniaci. Calogero Cajola. Vito Pipitone. Luigi Geronazzo. 1948 Epifanio Li Puma. Placido Rizzotto. Giuseppe Letizia. Calogero Cangelosi. Marcantonio Giacalone. Antonio Giacalone. Antonio Di Salvo. Nicola Messina. Celestino Zapponi. Giovanni Tasquier. 1949 Carlo Gulino. Francesco Gulino. Candeloro Catanese. Michele Marinaro. Carmelo Agnone. Quinto Reda. Carmelo Lentini. Pasquale Marcone Armando Loddo. Sergio Mancini. Antonio Bubusa. Gabriele Palandrani. Giovan Battista Alce. Ilario Russo. Giovanni Calabrese. Giuseppe Fiorenza. Salvatore Messina. Francesco Butifar. 1951 Antonio Sanginiti 1952 Filippo Intile. 1955 Salvatore Carnevale. Giuseppe Spagnuolo. 1957 Pasquale Almerico. Antonino Pollari. 1958 Vincenzo Di Salvo. Vincenzo Savoca 1959 Anna Prestigiacomo. Giuseppina Savoca. Vincenzo Pecoraro. Antonino Pecoraro. 1960 Antonino Damanti Cosimo Cristina. Paolo Bongiorno. 1961 Paolino Riccobono. Giacinto Puleo. 1962 Enrico Mattei. 1963 Giuseppe Tesauro. Mario Malausa. Silvio Corrao. Calogero Vaccaro. Pasquale Nuccio. Eugenio Altomare. Giorgio Ciacci. Marino Fardelli. 1966 Carmelo Battaglia. 1967 Giuseppe Piani. Nicola Mignogna 1968 Francesco Pignataro. Giuseppe Burgio. Salvatore Surolo. 1969 Orazio Costantino. 1970 Mauro De Mauro. 1971 Pietro Scaglione. Antonino Lorusso. Vincenzo Riccardelli. 1972 Giovanni Spampinato. Giovanni Ventra. Domenico Cannata. Di Maio Paolo. 1974 Angelo Sorino. Emanuele Riboli 1975 Calogero Morreale. Gaetano Cappiello. Francesco Ferlaino. Domenico Facchineri Francesco Facchineri Tullio De Micheli 1976 Gerardo D’arminio. Giuseppe Muscarelli. Pasquale Cappuccio. Caterina Liberti. Salvatore Falcetta Carmine Apuzzo Salvatore Longo Salvatore Buscemi Francesco Vinci Mario Ceretto Alberto Capua Vincenzo Ranieri Vincenzo Macrì 1977 Rocco Gatto. Stefano Condello. Vincenzo Caruso. Giuseppe Russo. Filippo Costa. Attilio Bonincontro. Donald Mackay Mariangela Passiatore Stefano Condello Vincenzo Caruso 1978 Ugo Triolo. Giuseppe Impastato. Antonio Esposito Ferraioli. Salvatore Castelbuono. Gaetano Longo Paolo Giorgetti 1979 Filadelfio Aparo. Mario Francese. Michele Reina. Giorgio Ambrosoli. Boris Giuliano. Calogero Di Bona. Cesare Terranova. Lenin Mancuso. Giovanni Bellissima. Salvatore Bologna. Domenico Marrara. Vincenzo Russo. Giuliano Giorgio. Lorenzo Brunetti. Antonino Tripodo. Rocco Giuseppe Barillà. 1980 Piersanti Mattarella. Giuseppe Valarioti Emanuele Basile. Giannino Losardo. Pietro Cerulli. Gaetano Costa. Carmelo Jannì. Domenico Beneventano. Marcello Torre. Vincenzo Abate. Giuseppe Giovinazzo Ciro Rossetti 1981 Vito Jevolella. Sebastiano Bosio. Onofrio Valvola. Leopoldo Gassani. Giuseppe Grimaldi. Vincenzo Mulè. Domenico Francavilla. Mariano Virone. Angelo Di Bartolo. Giuseppe Salvia. 1982 Luigi D’alessio. Salvatore Stallone Antonio Fontana Nicolò Piombino. Antonio Salzano Pio La Torre Rosario Di Salvo Gennaro Musella Giuseppe Lala Domenico Vecchio Rodolfo Buscemi Matteo Rizzuto Silvano Franzolin. Salvatore Raiti. Giuseppe Di Lavore. Antonino Burrafato. Salvatore Nuvoletta. Antonio Ammaturo. Pasquale Paola. Paolo Giaccone. Vincenzo Spinelli. Carlo Alberto Dalla Chiesa Emanuela Setti Carraro. Domenico Russo. Calogero Zucchetto Carmelo Cerruto Simonetta Lamberti Giuliano Pennacchio. Andrea Mormile Luigi Cafiero Graziano Antimo Gennaro De Angelis Antonio Valenti Luigi Di Barca Giovanni Filiano 1983 Giangiacomo Ciaccio Montalto Pasquale Mandato Salvatore Pollara Mario D’aleo. Giuseppe Bommarito. Pietro Morici. Bruno Caccia. Rocco Chinnici. Salvatore Bartolotta Mario Trapassi. Stefano Li Sacchi. Sebastiano Alonghi. Francesco Buzziti. Francesco Imposimato. Domenico Celiento. Cristiano Antonio. Nicandro Izzo. Fabio Cortese. Salvatore Musarò. Ottavio Andrioli. Gioacchino Crisafulli. 1984 Giuseppe Fava Renata Fonte. Cosimo Quattrocchi. Francesco Quattrocchi Cosimo Quattrocchi Marcello Angelini Salvatore Schimmenti Giovanni Catalanotti Antonio Federico Paolo Canale Leonardo Vitale Giovanbattista Altobelli. Lucia Cerrato. Anna Maria Brandi. Anna De Simone. Giovanni De Simone. Nicola De Simone Luisella Matarazzo. Maria Luigia Morini. Federica Taglialatela Abramo Vastarella. Pier Francesco Leoni. Susanna Cavalli. Angela Calvanese. Carmine Moccia. Valeria Moratello. Franco Puzzo. Michele Brescia. Santo Calabrese. Antioco Cocco. Vincenzo Vento Pietro Busetta Salvatore Squillace 1985 Pietro Patti. Giuseppe Mangano Gioacchino Taglialatela Sergio Cosmai Giovanni Carbone. Barbara Rizzo Asta. Giuseppe Asta. Salvatore Asta. Beppe Montana. Antonino Cassarà. Roberto Antiochia. Giuseppe Spada. Enrico Monteleone. Giancarlo Siani. Biagio Siciliano. Giuditta Milella. Carmine Tripodi. Graziella Campagna. Morello Alcamo. Giuseppe Macheda. Roberto Parisi 1986 Paolo Bottone. Giuseppe Pillari Filippo Gebbia Antonio Morreale Francesco Alfano. Antonio Pianese Vittorio Esposito. Salvatore Benigno Claudio Domino. Filippo Salsone. Antonio Sabia Giovanni Giordano Nunziata Spina Antonio Bertuccio Francesco Prestia Domenica De Girolamo 1987 Giuseppe Rechichi. Rosario Iozia. Giuseppe Cutroneo. Rosario Montalto. Sebastiano Morabito. Antonio Civinini. Carmelo Iannò. Carmelo Ganci. Luciano Pignatelli. Giovanni Di Benedetto. Cosimo Aleo 1988 Giuseppe Insalaco. Giuseppe Montalbano Natale Mondo. Donato Boscia. Francesco Megna Alberto Giacomelli. Antonino Saetta. Stefano Saetta. Mauro Rostagno. Luigi Ranieri. Carmelo Zaccarello Girolamo Marino Aniello Cordasco Giulio Capilli Pietro Ragno Abed Manyami 1989 Francesco Crisopulli. Giuseppe Caruso. Francesco Pepi. Marcella Tassone. Nicola D’antrassi. Vincenzo Grasso Paolo Vinci Salvatore Incardona. Antonino Agostino. Ida Castellucci. Grazia Scimè. Domenico Calviello. Anna Maria Cambria. Carmela Pannone. Pietro Giro Donato Cappetta Calogero Loria. Francesco Longo. Giovanbattista Tedesco Colin Winchester Giacomo Catalano Giuseppe Giovinazzo Pietro Polara 1990 Nicola Gioitta Iachino. Emanuele Piazza. Giuseppe Tragna Massimo Rizzi Giovanni Bonsignore. Antonio Marino Rosario Livatino. Alessandro Rovetta. Francesco Vecchio. Andrea Bonforte Giovanni Trecroci. Saverio Purita. Angelo Carbotti. Domenico Catalano. Maria Marcella. Vincenzo Miceli Elisabetta Gagliardi. Giuseppe Orlando. Michele Arcangelo Tripodi. Pietro Caruso. Nunzio Pandolfi. Arturo Caputo. Roberto Ticli. Mario Greco. Rosario Sciacca. Giuseppe Marnalo. Francesco Oliviero. Cosimo Durante. Angelo Raffaele Longo. Cataldo D’ippolito. Raffaela Scordo. Emilio Taccarita. 1991 Valentina Guarino. Angelica Pirtoli. Giuseppe Sceusa. Salvatore Sceusa. Vincenzo Leonardi. Antonio Carlo Cordopatri. Angelo Riccardo. Andrea Savoca Domenico Randò. Sandra Stranieri Antonio Scopelliti. Libero Grassi. Fabio De Pandi. Giuseppe Aliotto. Antonio Rampino. Silvana Foglietta. Salvatore D’addario. Renato Lio. Giuseppe Leone Francesco Tramonte. Pasquale Cristiano. Stefano Siragusa Alberto Varone Felice Dara Vincenzo Salvatori Serafino Ogliastro Vito Provenzano Giuseppe Grimaldi Salvatore Tieni Nicola Guerriero Giuseppe Sorrenti Antonio Valente 1992 Salvatore Aversa. Lucia Precenzano. Paolo Borsellino. Antonio Russo Antonio Spartà. Salvatore Spartà. Vincenzo Spartà. 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Don Giuseppe Diana. Ilaria Alpi. Miran Hrovatin. Enrico Incognito. Luigi Bodenza Ignazio Panepinto. Maria Teresa Pugliese Giovanni Simonetti Salvatore Bennici Calogero Panepinto. Francesco Maniscalco. Nicholas Green. Melchiorre Gallo. Giuseppe Russo. Cosimo Fabio Mazzola Girolamo Palazzolo Leonardo Canciari Llliana Caruso Agata Zucchero Leonardo Santoro Palmina Scamardella Antonio Novella Francesco Aloi 1995 Francesco Brugnano. Giuseppe Di Matteo Francesco Marcone. Serafino Famà. Gioacchino Costanzo. Peter Iwule Onjedeke. Fortunato Correale. Antonino Buscemi. Giuseppe Montalto. Giuseppe Cilia Giuseppe Giammone Giovanni Carbone Claudio Manco Francesco Tammone Antonio Brandi Antonio Montalto Epifania Cocchiara Giammatteo Sole 1996 Giuseppe Puglisi. Anna Maria Torno Giovanni Attardo. Davide Sannino. Santa Puglisi. Salvatore Botta. Salvatore Frazzetto. Giacomo Frazzetto. Maria Antonietta Savona. Riccardo Salerno. Gioacchino Bisceglia. Rosario Ministeri. 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Alberto De Falco. Ferdinando Chiarotti. Francesco Scerbo. Giuseppe Grandolfo. Domenico Stanisci. Domenico Gullaci. Maria Colangiuli. Hamdi Lala. Gaetano De Rosa. Saverio Cataldo. Daniele Zoccola. Salvatore Rosa. Giuseppe Falanga. Luigi Sequino. Paolo Castaldi. Gianfranco Madia. Valentina Terracciano. Raffaele Iorio. Ferdinando Liquori 2001 Giuseppe Zizolfi. Tina Motoc. Michele Fazio. Carmelo Benvegna. Stefano Ciaramella. 2002 Federico Del Prete. Torquato Ciriaco. Maurizio D’elia 2003 Domenico Pacilio. Gaetano Marchitelli. Claudio Tagliatatela. Paolino Avella. Michele Amico 2004 Bonifacio Tilocca. Annalisa Durante. Stefano Biondi. Paolo Rodà. Gelsomina Verde. Dario Scherillo. Matilde Sorrentino. Francesco Estatico. Fabio Nunneri. Massimiliano Carbone Pepe Tunevic 2005 Francesco Rossi. 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